{"id":183750,"date":"2021-02-23T18:37:52","date_gmt":"2021-02-23T17:37:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=183750"},"modified":"2021-02-23T18:37:52","modified_gmt":"2021-02-23T17:37:52","slug":"consiglio-regionale-rinviato-lesame-della-proposta-di-legge-per-la-definizione-delle-pratiche-edilizie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/consiglio-regionale-rinviato-lesame-della-proposta-di-legge-per-la-definizione-delle-pratiche-edilizie\/","title":{"rendered":"Consiglio regionale: rinviato l\u2019esame della proposta di legge per la definizione delle pratiche edilizie"},"content":{"rendered":"<p>Rinviato a marted\u00ec 9 febbraio l\u2019esame della proposta di legge in materia di definizione delle pratiche edilizie. L\u2019iniziativa legislativa in questione ha la firma dei consiglieri della maggioranza Fabiano Amati, Alessandro Leoci e Mauro Vizzino &#8220;Piani di recupero in variante definitivamente approvati. Norme per la definizione delle pratiche edilizie\u201d. La decisione del rinvio \u00e8 stata presa all\u2019unanimit\u00e0 dall\u2019Assise regionale, in considerazione della necessit\u00e0 di superare l\u2019impasse legato al parere negativo espresso dal governo regionale sul tema.<\/p>\n<p>Pertanto si \u00e8 ritenuta necessaria una riunione sul tema che sar\u00e0 convocata per gioved\u00ec prossimo dall\u2019assessore all\u2019urbanistica Anna Grazia Maraschio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si rammenta che l\u2019unico articolo che compone il provvedimento proposto, consente la definizione sollecita delle pratiche edilizie &#8211; di conformit\u00e0 in variante agli strumenti urbanistici &#8211; relative ad incrementi volumetrici negli immobili, consentiti da leggi regionali vigenti (come il piano casa 2009), ma effettuati prima della definizione formale della pratica originaria in variante. La norma \u00e8 rivolta alla generalit\u00e0 dei casi di varianti di recupero approvate definitivamente dalla Regione Puglia (nel 2005 Giunta Vendola), ma la cui domanda di condono \u00e8 in corso di definizione presso gli uffici comunali. Scongiura il verificarsi del paradosso di dover demolire le modifiche edilizie, pur rispettose del volume massimo d\u2019incremento consentito, \u201capportate alla parte dichiarata conforme allo strumento urbanistico con la variante di recupero\u201d, per poi ricostruirle dopo il rilascio dell\u2019abilitazione edilizia, che autorizza l\u2019incremento della volumetria demolita.<\/p>\n<p>\u201cUna situazione irragionevole, oltre che paradossale\u201d, secondo i proponenti, causata dalle lungaggini nella definizione di pratiche edilizie relative ai piani di recupero in variante adottati dalla Regione Puglia nel 2005, rispetto alle quali leggi regionali successive come il piano casa hanno autorizzato ulteriori addizioni di volumi edilizi, fino al limite del 20%.<\/p>\n<p>Di fatto, si sono gi\u00e0 verificate situazioni di allarme igienico-sanitario di interesse pubblico, che coinvolgono migliaia di persone, dal momento che la mancata definizione delle pratiche edilizie, sia pure per aumenti conformi in virt\u00f9 del piano di recupero in variante, non consente di realizzare allacci alla rete idrica e fognaria. Intere famiglie, ed \u00e8 il caso di un quartiere della citt\u00e0 di Brindisi, sono costrette ad emungere acqua dalla falda sotterranea e a fare ricorso a pozzi neri, anche in condizioni precarie.<br \/>\nNel corso del dibattito, l\u2019assessore Maraschio ha motivato il parere negativo dell\u2019Assessorato regionale alla proposta di legge, ribadendo che l\u2019ambito applicativo delle pratiche edilizie non appartiene alle competenze del legislatore regionale, materia di competenza esclusiva dello Stato e che a parere dell\u2019Assessorato si profila un condono edilizio che non pu\u00f2 essere legiferato dalla Regione.<\/p>\n<p>Il consigliere Amati ha spiegato il motivo di questa norma evidenziando che uno dei motivi conosciuti \u00e8 che c\u2019\u00e8 un Piano di recupero in variante su immobili ex abusivi, proposto dalla Giunta Vendola sulla base della relazione dell\u2019assessore dell\u2019epoca Angela Barbanente, rivendicando, lui stesso, anche l\u2019appartenenza a quella esperienza politica, con la quale situazioni del genere furono reputate meritevole di recupero. Quanto alla richiesta da parte degli uffici del MiBACT di impugnare la legge regionale con cui \u00e8 stata concessa la proroga per un altro anno al Piano Casa, il consigliere Amati ha aggiunto che il Piano casa va difeso, soprattutto in virt\u00f9 del fatto che nella nota con la quale il Ministero solleva la questione \u00e8 riportato che la norma sul Piano casa v\u00ecola il Piano paesaggistico. Niente di pi\u00f9 falso ha detto Amati, perch\u00e9 il PPTR, peraltro co-pianificato con il Ministero, \u00e8 un atto sovraordinato obbligatorio, alle cui prescrizioni bisogna adeguarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rinviato a marted\u00ec 9 febbraio l\u2019esame della proposta di legge in materia di definizione delle pratiche edilizie. L\u2019iniziativa legislativa in questione ha la firma dei consiglieri della maggioranza Fabiano Amati, Alessandro Leoci e Mauro Vizzino &#8220;Piani di recupero in variante definitivamente approvati. Norme per la definizione delle pratiche edilizie\u201d. La decisione del rinvio \u00e8 stata presa all\u2019unanimit\u00e0 dall\u2019Assise regionale, in considerazione della necessit\u00e0 di superare l\u2019impasse legato al parere negativo espresso dal governo regionale sul tema. Pertanto si \u00e8 ritenuta necessaria una riunione sul tema che sar\u00e0 convocata per gioved\u00ec prossimo dall\u2019assessore all\u2019urbanistica Anna Grazia Maraschio. &nbsp; Si rammenta che l\u2019unico articolo che compone il provvedimento proposto, consente la definizione sollecita delle pratiche edilizie &#8211; di conformit\u00e0 in variante agli strumenti urbanistici &#8211; relative ad incrementi volumetrici negli immobili, consentiti da leggi regionali vigenti (come il piano casa 2009), ma effettuati prima della definizione formale della pratica originaria in variante. 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