{"id":184080,"date":"2021-03-03T10:03:28","date_gmt":"2021-03-03T09:03:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=184080"},"modified":"2021-03-03T12:11:16","modified_gmt":"2021-03-03T11:11:16","slug":"1991-2021-luigi-delia-racconta-brindisi-e-lesodo-albanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/1991-2021-luigi-delia-racconta-brindisi-e-lesodo-albanese\/","title":{"rendered":"1991-2021: Luigi D&#8217;Elia racconta Brindisi e l&#8217;esodo albanese"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1991 la storia albanese mise sulle rotte del porto di Brindisi un bisogno incompiuto di civilt\u00e0 in cerca di una sponda migliore. Brindisi rispose. Offrendo un riparo all\u2019odissea di stenti e di privazioni di ventimila persone. Domenica 7 marzo alle ore 18, esattamente trent\u2019anni dopo, il Nuovo Teatro Verdi, con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese, presenta in streaming lo spettacolo \u00abNon abbiate paura. Grand Hotel Albania\u00bb, un monologo di Francesco Niccolini con Luigi D\u2019Elia che rivive in un nuovo allestimento con un ensemble transadriatico composto da Claudio Prima (organetto e voce), Nevila Cobo (violino) e Merita Alimhillaj (violoncello). Apertura con un\u2019intervista del giornalista Antonio Celeste al premier albanese, Edi Rama, al sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, e al primo cittadino dell\u2019epoca, Giuseppe Marchionna, la cui testimonianza avr\u00e0 il compito di ricostruire quelle giornate drammatiche, la mobilitazione delle istituzioni e lo straordinario slancio della comunit\u00e0 brindisina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo spettacolo sar\u00e0 trasmesso online sulle pagine Facebook di Fondazione Nuovo Teatro Verdi, Comune di Brindisi, Riccardo Rossi Sindaco di Brindisi, Teatro Pubblico Pugliese, Carmelo Grassi, Agenda Brindisi, Brindisi Cronaca, Brindisi Oggi, Brindisi Report, Brindisi Time, Brundisium, L\u2019Ora di Brindisi, Newspam, Nuovo Quotidiano di Puglia online, e sulla web-tv Apulia (apuliawebtv.it). E ancora sul canale Youtube della Fondazione Nuovo Teatro Verdi. Oltre che sulle pagine social, lo spettacolo e la storica ricorrenza saranno al centro di uno speciale palinsesto di Rai Radio3, che all\u2019occasione dedica un focus all\u2019interno del programma Zaz\u00e0, in onda domenica 7 marzo alle 15, per poi trasmettere alle 22.30 dello stesso giorno la replica del monologo per il Teatro di Rai Radio3.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un racconto per la citt\u00e0, i suoi cittadini e l\u2019Italia intera che attraverso la lente dei trenta anni restituisce tutta l\u2019umanit\u00e0 e l\u2019eccezionalit\u00e0 di quell\u2019incontro straordinario fra i novantamila brindisini e i pi\u00f9 di ventimila albanesi. Rivive in un Nuovo Teatro Verdi significativamente vuoto la storia di un naufragio umano di ventimila corpi che poteva essere la scintilla di un\u2019apocalisse e non lo fu. Per converso divent\u00f2 una delle pagine di dignit\u00e0 che pi\u00f9 vale la pena di ricordare oggi, in questo mondo disinfettato, \u201cdistanziato\u201d e spaventato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I fatti del \u201991 diventano un\u2019occasione per ricordare. Per comprendere come mai ancora oggi ci sia bisogno di cercare pace oltre il mare. Un momento corale, una biografia collettiva della citt\u00e0 e di quel sentimento che nel marzo di trent\u2019anni fa ha trasformato Brindisi in un Porto di Pace. Si evocarono allora eventi biblici per spiegare che nella vita di ognuno di quei ventimila affamati di libert\u00e0 stava per accadere qualcosa che non si sarebbe mai pi\u00f9 dimenticato. Una sponda familiare. L\u2019abbraccio di una citt\u00e0, quella con i suoi problemi atavici che di l\u00ec a poco avrebbe dischiuso una frontiera nuova, un percorso che cominciava alla fine di cinquant\u2019anni di regime e di repressione. Le onde mosse da quei barconi pericolanti investirono la gente di Brindisi oscurando per un po\u2019 la routine e i problemi di ogni giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A distanza di trent\u2019anni da quello che fu insieme un drammatico esodo e il primo guscio della libert\u00e0, l\u2019Europa \u00e8 profondamente cambiata, la geopolitica ha ridisegnato i confini della civilt\u00e0, la dimensione europea \u00e8 entrata nel quotidiano di ciascuno, nella cifra dello sviluppo dei singoli territori, il dramma della migrazione ha assunto connotazioni pi\u00f9 ampie, in senso antropologico e geografico, aprendo dibattiti serrati, a volte avvelenati. Ma sullo sfondo rimangono Brindisi e la sua comunit\u00e0, con quella ospitalit\u00e0 connaturata che la storia non pu\u00f2 cambiare, che nessuno pu\u00f2 cambiare: \u00abNon sto nella pelle e ascolto quello che accade in me e intorno &#8211; ha detto Luigi D\u2019Elia -. Proprio ora che viviamo distanziati e con la mascherina, ora che i teatri sono chiusi, proprio ora che raccontare in un teatro vuoto ha tutta la forza del vuoto che questa storia lascia nella pancia. Il racconto non \u00e8 la cronaca di un\u2019accoglienza, non \u00e8 il documentario dell\u2019approdo, \u00e8 luce su un tratto di storia che ci dice come siamo cambiati, cosa \u00e8 diventata l\u2019Europa e cosa siamo diventati noi nel grande blob comunitario. Cosa siamo oggi dopo tre decenni che hanno prodotto disincanto, depotenziato il sogno e aggiunto periferie a periferie. Mentre oggi un\u2019ondata pi\u00f9 strisciante e subdola, quella pandemica, ruba la scena al flusso dei migranti\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo spettacolo di D\u2019Elia rilegge una pagina dolorosa che la storia ha trasformato, lungo un non sempre lineare percorso trentennale, nel riscatto di un popolo e nella completa integrazione dei tanti migranti che furono accolti. Migliaia di storie che s\u2019intrecciano tra loro fino a diventare il filo conduttore di una narrazione che si propone alla citt\u00e0, e all\u2019Italia intera, come un momento di riflessione collettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ufficio Stampa &amp; Comunicazione<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Fondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1991 la storia albanese mise sulle rotte del porto di Brindisi un bisogno incompiuto di civilt\u00e0 in cerca di una sponda migliore. Brindisi rispose. Offrendo un riparo all\u2019odissea di stenti e di privazioni di ventimila persone. Domenica 7 marzo alle ore 18, esattamente trent\u2019anni dopo, il Nuovo Teatro Verdi, con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese, presenta in streaming lo spettacolo \u00abNon abbiate paura. 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