{"id":184780,"date":"2021-03-16T16:12:15","date_gmt":"2021-03-16T15:12:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=184780"},"modified":"2021-03-16T16:27:00","modified_gmt":"2021-03-16T15:27:00","slug":"associazioni-ambientaliste-il-porto-continua-ad-essere-al-centro-del-confronto-e-dello-scontro-a-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/associazioni-ambientaliste-il-porto-continua-ad-essere-al-centro-del-confronto-e-dello-scontro-a-brindisi\/","title":{"rendered":"Associazioni ambientaliste: &#8220;Il porto continua ad essere al centro del confronto e dello scontro a Brindisi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il porto continua ad essere al centro del confronto e dello scontro a Brindisi.<br \/>\nDa un lato, \u00e8 stata annunciata l&#8217;individuazione di due zone franche nell&#8217;area di Capobianco e di Costa morena, e dall&#8217;altro si continua a sostenere la realizzazione di opere portuali e di un deposito costiero di Gnl che rappresenterebbero una grave interferenza con le attivit\u00e0 marittime, di scambio intermodale e di utilizzo soprattutto dell&#8217;area occupata dall&#8217;Enel (CHE DEVE ASSUMERE L\u2019ONERE DELLA BONIFICA)  che \u00e8 stata trasformata in Zona Franca oltre ad un grave impatto ambientale.<br \/>\nIl presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 di Sistema Portuale, Ugo Patroni Griffi, ha affermato di doversi imporre la riservatezza, ma ha anticipato l&#8217;interesse di una societ\u00e0 internazionale, specializzata negli investimenti nelle zone franche e nella logistica, a verificare la possibilit\u00e0 di un proprio investimento a Capobianco che, presumibilmente e auspicabilmente,  si faccia carico delle opere di banchinamento, di dragaggio e di creazione dei servizi logistici necessari. Non vengono affatto precisate le attivit\u00e0 portuali e retroportuali da collocare in quella zona franca.<br \/>\nE\u2019 stata annunciata la costruzione di un pontile a bricole che si aggiungerebbe al pieno recupero funzionale del molo oggi occupato dalla movimentazione del carbone. In tale contesto si continua a prospettare la realizzazione di un&#8217;immensa colmata a Costa Morena est che comporta l&#8217;escavazione dei fondali fino a -27 metri rispetto al livello del mare e di un deposito costiero di GNL (Edison), creando un evidente contrasto, anche a causa del vincolo su 300 metri di banchina, con la movimentazione marittima di merci con il trasferimento sulla linea ferroviaria appena ultimata e con lo stoccaggio di merci ed il complessivo utilizzo della nascente zona franca di Costa morena. E a proposito della colmata ci chiediamo come sia possibile al giorno d\u2019oggi pensare ancora di usare aree del porto come discariche restringendo oltretutto gli spazi acquei ritenendo questa modalit\u00e0 concettualmente datata e non pi\u00f9 in linea coi tempi e irrispettosa verso un territorio come il nostro che ha gi\u00e0 subito gravi forme di inquinamento. I sedimi inquinati dei dragaggi devono essere bonificati e resi inerti per un loro conferimento in discarica o per altro uso, cos\u00ec come indicato anche dall\u2019art. 184 quater del Decreto Legislativo 152\/2006 (s.m.i.) che riguarda l\u2019utilizzo dei materiali di dragaggio nei Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN).<br \/>\nAl di l\u00e0 della evidente lontananza della posizione delle scriventi Associazioni in merito al futuro del porto rispetto a quanti sostengono interessi imprenditoriali legati solo ad appalti e subappalti in passato prodotti dal carbone e non all&#8217;affermazione di una cultura di impresa, ci\u00f2 che abbiamo sempre chiesto sono procedimenti trasparenti e rispettosi delle leggi.<br \/>\nIn merito alle opere portuali nessuno pensi di poter \u00abtranquillamente\u00bb risolvere gli evidenti problemi trasferendo in prescrizioni ci\u00f2 che \u00e8 condicio sine qua non per un limpido e giuridicamente corretto giudizio di compatibilit\u00e0 ambientale. Ci riferiamo soprattutto alla validazione di soggetti tecnici pubblici, quali l&#8217;Arpa, delle caratterizzazioni dei sedimenti da dragare sui fondali marini di S. Apollinare che non pu\u00f2 avvenire ex post, ma che per legge deve avvenire su analisi fatte in loco in contradditorio e su maglia stretta; anche le prospezioni archeologiche e la geolocalizzazione dei reperti devono precedere e condizionare qualsiasi giudizio di compatibilit\u00e0, cos\u00ec come la valutazione di incidenza ambientale e quella ambientale idrogeologica sulla colmata.<br \/>\nIn merito al deposito costiero, ricordiamo che \u00e8 previsto l&#8217;approdo di una gasiera ogni settimana e la movimentazione e lo stoccaggio di GNL in un&#8217;area particolarmente delicata e vulnerabile, tanto pi\u00f9 in previsione dello sviluppo commerciale e logistico portuale e retroportuale, gi\u00e0 previsto nel documento programmatico preliminare del Pug approvato in Consiglio comunale nell&#8217;agosto del 2011 (sorprende che qualche consigliere comunale non ne conosca l&#8217;esistenza e il contenuto). Un&#8217;operazione cos\u00ec rischiosa e cos\u00ec foriera di rischi di incidente rilevante ed interferente rispetto allo sviluppo commerciale del porto e della zona franca di Costa morena verrebbe giustificata dall&#8217;alimentazione di poche navi e per circa il 75% della capacit\u00e0 del deposito dalla continua e pericolosa alimentazione di auto cisterne destinate a rifornire stazioni di servizio di Gnl. Il paradosso \u00e8 che ci\u00f2 avviene in un&#8217;area industriale che ha una sovrabbondanza di disponibilit\u00e0 di gas metano, nella quale, per\u00f2, vari insediamenti imprenditoriali non sono forniti di allacci alla rete di distribuzione del metano.<br \/>\nE\u2019 da tempo che sul deposito costiero chiediamo la realizzazione di uno studio di fattibilit\u00e0 su diversi siti possibili: lo studio di fattibilit\u00e0 \u00e8 quello strumento che, preteso dalle Associazioni e dall&#8217;allora Sindaco Mennitti, port\u00f2 a far emergere l&#8217;opzione zero (non realizzabilit\u00e0 tecnica dell&#8217;opera) del gasdotto Tap a Brindisi. E&#8217; la legge che prevede lo studio di fattibilit\u00e0 e chi vuole aggirarlo e ancor peggio arriva a prospettare una capacit\u00e0 di stoccaggio di 19.950 metri cubi equivalenti, per eludere l&#8217;obbligo della Via nazionale prescritta dai 20.000 metri cubi in su, deliberatamente sta violando o consente di violare la legge, assumendosene pienamente la responsabilit\u00e0, configurabile anche in sede penale.<br \/>\nContinuiamo a chiedere un confronto trasparente e nel rispetto della legge a chi ha il dovere di decidere e di garantire procedimenti chiari e scientificamente inoppugnabili, in caso contrario venendo costretti a rivolgerci all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n<p>Forum Ambiente, Salute e Sviluppo<br \/>\nItalia Nostra<br \/>\nLegambiente<br \/>\nNo Tap<br \/>\nSalute Pubblica<br \/>\nWWF<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il porto continua ad essere al centro del confronto e dello scontro a Brindisi. 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