{"id":185589,"date":"2021-03-31T18:33:48","date_gmt":"2021-03-31T16:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=185589"},"modified":"2021-04-04T22:01:52","modified_gmt":"2021-04-04T20:01:52","slug":"continua-lo-streaming-del-verdi-domenica-viaggio-around-the-jazz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/continua-lo-streaming-del-verdi-domenica-viaggio-around-the-jazz\/","title":{"rendered":"Continua lo streaming del Verdi: domenica viaggio &#8220;Around The Jazz&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>I teatri restano chiusi e la scena si anima di note streaming. Il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, sulla scia del successo riscosso dai primi quattro appuntamenti, prolunga la programmazione online con altri due concerti. Si comincia domenica 4 aprile, giorno di Pasqua, alle ore 18, con un viaggio nelle multidimensioni del jazz a cura di un quartetto che presenta un programma aperto a molteplici epoche e latitudini, compresa quella di Brindisi con il suo connaturale rapporto con il mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo spettacolo, dal titolo \u00abAround the Jazz\u00bb, sar\u00e0 trasmesso sulle pagine Facebook di Fondazione Nuovo Teatro Verdi, Comune di Brindisi, Riccardo Rossi Sindaco di Brindisi, Teatro Pubblico Pugliese, Carmelo Grassi, Agenda Brindisi, Brindisi Cronaca, Brindisi Oggi, Brindisi Report, Brindisi Time, Brundisium, Idea Radio nel Mondo, L\u2019Ora di Brindisi, Newspam, Nuovo Quotidiano di Puglia online, sulla web-tv Apulia (apuliawebtv.it) e ancora sul canale Youtube della Fondazione Nuovo Teatro Verdi. Quattro amici di vecchia data con una passione profonda e irrefrenabile per la musica. Da questo rapporto e dalla condivisione dell\u2019esperienza musicale, nasce \u00abAround the Jazz\u00bb, formazione che fa rivivere gli standard jazz e rivisita pezzi celebri in chiave jazz. Quello di \u00abAround the Jazz\u00bb \u00e8 un tipo di jazz fruibile da ogni genere di pubblico che il quartetto \u00e8 pronto a riproporre sul palco del Verdi e condividerlo nella \u201csocialsfera\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La band \u00e8 formata da Antonio Magli al pianoforte, Umberto De Vitti al contrabbasso, Mimmo Russi alla batteria e Carlo Gioia al sassofono. Antonio Magli \u00e8 un pianista affermato che, dopo il diploma al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, ha costruito la sua carriera esibendosi in moltissime e prestigiose kermesse musicali e incidendo una serie di dischi. Ha collaborato con gli storici musicisti del Banco del Mutuo Soccorso, con Mauro Pagani della PFM e con tanti altri nomi top del panorama musicale italiano. Umberto De Vitti \u00e8 nato sui palcoscenici musicali di Brindisi: sin da ragazzo ha suonato il basso accompagnando moltissime band. Al basso e all\u2019armonica a bocca ha aggiunto nel tempo anche il contrabbasso che suona con altrettanta passione. La sua versatilit\u00e0 lo ha portato ad approfondire esperienze che spaziano dal rock al blues, dal pop al reggae. Mimmo Russi ha cominciato a suonare la batteria da ragazzo e ha collaborato con diversi gruppi in Italia. Oltre alla batteria, \u00e8 uno straordinario interprete di percussioni, oltre a disporre di qualit\u00e0 canore che gli hanno permesso di partecipare a numerosi eventi. Carlo Gioia ha esperienze di fraseggio fiatistico maturate nelle sezioni fiati e improvvisative di orchestre di musica classica e di big band jazz americane. Ha studiato con grandi maestri della musica jazz e classica diplomandosi in sassofono al Conservatorio Nino Rota di Monopoli e ha partecipato a numerose produzioni musicali, dall\u2019incisione di dischi a eventi live.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il concerto \u00e8 un viaggio ideale tra libert\u00e0 di linguaggio improvvisativo e rigore musicale attraverso le note di celebri melodie internazionali. Ci sono viaggi per i quali non \u00e8 necessario fare le valigie perch\u00e9 compiono le traiettorie evocative dell\u2019arte. E da questo punto di vista non esiste nulla di pi\u00f9 potente della musica: c\u2019\u00e8 quella che sembra condurti in luoghi solitari o tra le strade caotiche di New York. E poi c\u2019\u00e8 il jazz. Un viaggio senza meta, un\u2019improvvisazione, partenza, ritorno e poi ancora partenza. Perch\u00e9 forse \u00e8 come diceva George Gershwin: la vita \u00e8 un po\u2019 come il jazz, viene meglio quando si improvvisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il concerto si apre con \u00abA night in Tunisia\u00bb, tra gli standard celebri di Dizzy Gillespie, uno dei pi\u00f9 grandi trombettisti jazz di sempre. \u00abAll blues\u00bb \u00e8 uno dei cinque brani che compongono lo storico lp \u00abKind of blue\u00bb, inciso da Miles Davis nel 1959. Segue \u00abBillie\u2019s bounce\u00bb, omaggio a Charlie Parker nel centenario della nascita, definito dalla critica \u00abil Picasso dell\u2019arte afro-americana, l\u2019uomo che reinvent\u00f2 la sintassi e la morfologia della musica jazz e ne devi\u00f2 il corso\u00bb. \u00c8 la volta poi di \u00abIn a sentimental mood\u00bb, standard jazz che secondo leggenda Duke Ellington improvvis\u00f2 al pianoforte per mettere pace tra due amici. Anche \u00abCaravan\u00bb \u00e8 un omaggio alla pi\u00f9 grande delle big band, quella del \u201cDuca\u201d di Washington. Il programma visita \u00abBlue bossa\u00bb, brano jazz strumentale di Kenny Dorham che mescola hard bop e bossa nova, scritto dopo la partecipazione al Festival Jazz di Rio de Janeiro del 1961, per poi seguire la traccia standard di \u00abTake the A Train\u00bb, pezzo di Billy Strayhorn ispirato alla linea \u201cA\u201d della metropolitana di New York che poco pi\u00f9 tardi Duke Ellington avrebbe utilizzato come sigla per la sua orchestra. Si arriva cos\u00ec a \u00abSunny\u00bb, brano soul che Bobby Hebb compose il 22 novembre 1963, giorno dell\u2019uccisione di John Kennedy, e divenuto un pezzo jazz grazie a George Benson. Poi una dedica a Pino Daniele e a Brindisi con \u00abChi tene \u2018o mare\u00bb, una ballata lenta e malinconica che tratteggia un disegno mai dipinto, eppure incorniciato da emozioni eterne, quello di un Sud cui nessuno potr\u00e0 mai rubare il mare, ricchezza generosa e forse illusoria. \u00abTake five\u00bb \u00e8 un classico del jazz registrato dal Dave Brubeck Quartet nel 1959, il primo singolo jazz ad aver superato un milione di copie, secondo la classifica Billboard Hot 100 del 1961. Il concerto si chiude con \u00abArmando\u2019s Rhumba\u00bb, monumento alla grande anima latina del geniale pianista americano di origini italiane Chick Corea, scomparso lo scorso 9 febbraio, autentica leggenda del jazz e personalit\u00e0 musicale smisurata che ha contribuito a inventare il jazz fusion.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Programma:<br \/>\n&#8211; A night in Tunisia<br \/>\n&#8211; All blues<br \/>\n&#8211; Billie\u2019s bounce<br \/>\n&#8211; In a sentimental mood<br \/>\n&#8211; Caravan<br \/>\n&#8211; Blue bossa<br \/>\n&#8211; Take the A train<br \/>\n&#8211; Sunny<br \/>\n&#8211; Chi tene \u2018o mare<br \/>\n&#8211; Take five<br \/>\n&#8211; Armando\u2019s Rhumba<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ufficio Stampa &amp; Comunicazione<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Fondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I teatri restano chiusi e la scena si anima di note streaming. 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