{"id":185966,"date":"2021-04-09T09:54:48","date_gmt":"2021-04-09T07:54:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=185966"},"modified":"2021-04-13T21:29:10","modified_gmt":"2021-04-13T19:29:10","slug":"la-campagna-e-lagricoltura-di-brindisi-ce-futuro-sviluppo-e-lavoro-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-campagna-e-lagricoltura-di-brindisi-ce-futuro-sviluppo-e-lavoro-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"La campagna e l\u2019agricoltura di Brindisi: c\u2019\u00e8 futuro, sviluppo e lavoro. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Periodicamente a Brindisi si assiste ad una surreale discussione sul porto e sul suo apparato industriale ma in un modo tale da non incidere sulla realt\u00e0 delle cose. Le questioni sono da anni le stesse mentre la disoccupazione aumenta, i nostri giovani vanno via, la cassa integrazione aumenta, si fanno meno figli, gli investimenti pubblici e privati latitano. Molti a furia di guardare indietro hanno ormai il torcicollo. Anche da parte di chi dovrebbe avere la sensibilit\u00e0, la funzione e la lungimiranza per prendersi cura di una citt\u00e0 sofferente e delusa si preferisce la mera e la solita partecipazione alla spartizione di poteri e di poltrone.<\/p>\n<p>\u00c8 il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0 che non pu\u00f2 essere deciso n\u00e9 da una setta e ne da chi ignora o rimuove la realt\u00e0. Siamo obbligati tutti a dare un contributo. Ce lo impongono i fatti, gli sconvolgimenti sociali, economici che la pandemia ci pone di fronte. Non si pu\u00f2 affrontare un periodo drammatico come l\u2019emergenza pandemica puntando esclusivamente sulla soddisfazione di istanze immediate o con categorie del passato.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario puntare sugli investimenti a breve e lungo termine, sulle opere pubbliche davvero necessarie, sulla infrastrutturazione territoriale. Cos\u00ec come \u00e8 necessario non mettere i bastoni tra le ruote di chi genera sul serio posti di lavoro(ossia le imprese sane e trasparenti).<\/p>\n<p>Pu\u00f2 e deve certamente contribuire un\u2019altro tipo di industria, meno pesante e non inquinante coinvolgendo innanzitutto i grandi gruppi storicamente presenti nel territorio, una idea meno vaga di porto produttivo e infrastrutturato e un impegno per la transizione energetica con meno slogans e pi\u00f9 progetti.<\/p>\n<p>Ma ad un nuovo sviluppo pu\u00f2 dare il suo contributo anche l&#8217;agricoltura del territorio. Di questo, per\u00f2, non c\u2019\u00e8 consapevolezza e abbonda una fastidiosa indifferenza soprattutto tra coloro che pur avendo responsabilit\u00e0 amministrative e politiche dimostrano di non conoscere il territorio e il contesto in cui vivono ma su cui pesano le loro scelte.<\/p>\n<p>So di ripetermi ma ritorno a sottolineare come la citt\u00e0 di Brindisi ,per superficie agraria, e&#8217; la citt\u00e0 pugliese, dopo Foggia ,con l&#8217;agro pi\u00f9 esteso. Arriva fino ai confini di Mesagne, Sandonaci, San Pancrazio, San Pietro, Cellino, Carovigno, San Vito. In provincia di Brindisi il peso dell\u2019agricoltura sul valore aggiunto \u00e8 passato dal 3,9% del 2005 al 6,5% del 2015 mentre l\u2019industria, nello stesso periodo, dal 19% al 17%. Gli addetti nell\u2019industria sono circa 20.000, in agricoltura sono 13.000 (e a questi andrebbero aggiunti quelli dell\u2019indotto e della trasformazione alimentare, calcolati tra gli addetti nell\u2019industria). In citt\u00e0, in proporzione, i rapporti sono pi\u00f9 o meno gli stessi. Ma il settore agricolo rimane privo di considerazioni e di attenzione. Brindisi non \u00e8 solo industria, porto, zona industriale, n\u00e9 tantomeno territorio indistinto da aggredire e utilizzare ulteriormente per impianti fotovoltaici o per un futuribile ciclo dell\u2019idrogeno. \u00c8 l&#8217;unica citt\u00e0 capoluogo che ha, a suo nome, una DOC e che fece del vino una delle sue principali ragioni e condizioni di sviluppo produttivo e urbanistico. Anche qui mi ripeto.<\/p>\n<p>Le fornaci per la costruzione in epoca romana di anfore vinarie, i tantissimi stabilimenti vinicoli, tutti distrutti o dati alla rendita e alla speculazione edilizia, l&#8217;utilizzo, in varie epoche, del porto per il trasporto del vino che si produceva nel territorio, sono, forse la testimonianza pi\u00f9 significativa della storia vitivinicola della citt\u00e0. Ma questo \u00e8 il passato, mi si pu\u00f2 obiettare. Altre realt\u00e0, per\u00f2, con le vigne, l\u2019uva e il vino hanno fatto le loro fortune. Anzi le abbondanti uve d\u00ec negroamaro , d\u00ec susumaniello, di malvasia che si producono a Brindisi(il 42% dell\u2019intera provincia) sono valorizzate, trasformate e utilizzate in altri contesti anche vicini, in un rapporto positivo tra produzioni agricole, cibo, territorio, cultura.<\/p>\n<p>Si possono valorizzare e utilizzare a Brindisi le sue tradizionali produzioni, il suo saper fare agricolo, i suoi terreni, la sua pianura, il paesaggio delle campagne, per ripensare anche cos\u00ec il suo futuro?<br \/>\nAlcuni produttori agricoli ci credono e stanno investendo risorse importanti. Le vigne del territorio di Brindisi producono ormai ottimi vini riconosciti a livello nazionale e internazionale. Lo fanno senza rumore ma continuano a riscontrare attorno a loro disinteresse e scarsa considerazione politica e istituzionale.<br \/>\nL\u2019agricoltura brindisina a partire dalla sua vitivinicoltura pu\u00f2 essere modernit\u00e0 e futuro e, con il suo vino DOC, pu\u00f2 contribuire a far conoscere e a costruire una NUOVA BRINDISI (intesa come citt\u00e0 e come comunit\u00e0 che si ripensa nella sua stessa identit\u00e0).<br \/>\nNon mancano a questo riguardo il saper raccontare (comunicazione ,marketing, brand), il saper vendere (internazionalizzazione, e commerce, cercare e creare nuovi mercati), il saper innovare (tecnologie di conduzione e di buona e sana coltivazione dei processi produttivi),il saper ricavare nuovi prodotti dalle vecchie produzioni. Che sia cultura o storia, biologia o chimica, e&#8217; il sapere l&#8217;elemento di maggiore valore anche per l&#8217;agricoltura.<br \/>\nE poi tutto e&#8217; collegato. Una sana agricoltura fondata sui saperi fa bene alla salute. Una buona agricoltura tutela il territorio e il paesaggio. Un paesaggio e un territorio ben tutelato attira il turismo, soprattutto quello di qualit\u00e0. Il turismo di qualit\u00e0 va alla ricerca di benessere e di cibo sano, crea nuova occupazione, incentiva l&#8217;artigianato di territorio.<br \/>\nL\u2019agricoltura \u00e8 il settore dell\u2019economia il pi\u00f9 orizzontale e circolare possibile.<br \/>\nAnche questo \u00e8 un messaggio utile per il nostro futuro, per i giovani e la loro formazione ,per il futuro di questo territorio che pu\u00f2 riscoprire tutte le sue potenzialit\u00e0, ridando alla terra e alla agricoltura il ruolo perso o abbandonato.<br \/>\n\u00c8 giusto pensare da qui in avanti al settore attraverso una visione pi\u00f9 ampia dove gli aspetti innovativi offrono spunti interessanti di reale cambiamento.<br \/>\nSi pu\u00f2 dare cos\u00ec una prospettiva alle nuove generazioni interessate e attratte dalla campagna e dalla agricoltura e dalla sua vitivinicoltura.<\/p>\n<p>Sarebbe gi\u00e0 un ottimo segnale per la citt\u00e0 e per l&#8217;agricoltura brindisina se si prestasse attenzione a questa parte importante della sua economia e si riuscisse a ricostruire un rapporto di reciproco ascolto con i protagonisti, le associazioni del settore, cos\u00ec come avviene con i bisogni, i protagonisti dell\u2019industria, del commercio, del turismo, del porto.<br \/>\nE&#8217; anche questo un modo per ripensare allo sviluppo della citt\u00e0 e per guardare al futuro dei nostri territori senza rimanere impigliati ancora nelle polemiche sulla vecchia industrializzazione, una parte della quale ha ormai fatto il suo tempo.<br \/>\nInsomma \u00e8 maturo il tempo che anche a Brindisi l&#8217;agricoltura ritorni ad essere considerata in maniera diversa per farla diventare una componente forte dello sviluppo del territorio.<\/p>\n<p>Sarebbe necessario, oltre al patto \u201ccitt\u00e0-campagna\u201d come delineato dal PPTR, \u201cun patto verde&#8221; per una buona agricoltura, contro l&#8217;abbandono dei terreni, recuperando quelli incolti per far crescere cos\u00ec, attraverso incentivi, associazionismo, formazione, una nuova passione e una imprenditorialit\u00e0 giovanile radicata nel territorio e del territorio.<br \/>\nL&#8217;agricoltura \u00e8 un settore pieno di opportunit\u00e0 e pu\u00f2 avere un elevato valore aggiunto a condizione che si sappia generare quel circolo virtuoso del sapere fatto di tradizione, qualit\u00e0, innovazione e capacit\u00e0 di racconto. E Brindisi dai tempi dei messapi e dei romani, per la fertilit\u00e0 del suo agro, per la bont\u00e0 delle sue produzioni agricole (il suo vino soprattutto) pu\u00f2 fare e raccontare tanto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Amministratore di Tenuta lu Spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Periodicamente a Brindisi si assiste ad una surreale discussione sul porto e sul suo apparato industriale ma in un modo tale da non incidere sulla realt\u00e0 delle cose. Le questioni sono da anni le stesse mentre la disoccupazione aumenta, i nostri giovani vanno via, la cassa integrazione aumenta, si fanno meno figli, gli investimenti pubblici e privati latitano. Molti a furia di guardare indietro hanno ormai il torcicollo. Anche da parte di chi dovrebbe avere la sensibilit\u00e0, la funzione e la lungimiranza per prendersi cura di una citt\u00e0 sofferente e delusa si preferisce la mera e la solita partecipazione alla spartizione di poteri e di poltrone. \u00c8 il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0 che non pu\u00f2 essere deciso n\u00e9 da una setta e ne da chi ignora o rimuove la realt\u00e0. Siamo obbligati tutti a dare un contributo. Ce lo impongono i fatti, gli sconvolgimenti sociali, economici che la pandemia ci pone di fronte. Non si pu\u00f2 affrontare un periodo drammatico come l\u2019emergenza pandemica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":83081,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-185966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=185966"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185966\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":185967,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185966\/revisions\/185967"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=185966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=185966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=185966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}