{"id":186407,"date":"2021-04-18T18:33:05","date_gmt":"2021-04-18T16:33:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=186407"},"modified":"2021-04-28T18:43:57","modified_gmt":"2021-04-28T16:43:57","slug":"la-questione-dellacqua-di-fukushima-il-contributo-di-due-giovani-studenti-brindisini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-questione-dellacqua-di-fukushima-il-contributo-di-due-giovani-studenti-brindisini\/","title":{"rendered":"La questione dell&#8217;acqua di Fukushima: il contributo di due giovani studenti brindisini"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Riccardo Sanasi e Giorgia Zuffian\u00f2, due studenti universitari presso la facolt\u00e0 di Giurisprudenza, che hanno seguito il caso Fukushima, analizzando il fatto, le conseguenze e i dibattiti su una questione molto interessante e particolare non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale.<\/em><\/p>\n<p><em>I due giovani della provincia di Brindisi hanno &#8220;seguito qualsiasi novit\u00e0, notizia e studio effettuato da ricercatori, organizzazioni ambientali e decisioni politiche e confidano che la pubblicazione dell&#8217;articolo possa &#8220;muovere in qualche modo la sensibilit\u00e0 nell\u2019ambito ambientale.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u201911 marzo 2011 uno tsunami di magnitudo 9.0 si abbatt\u00e9 sulle coste del Giappone, la conseguenza fu un terremoto che caus\u00f2 gravi danni alla centrale nucleare di Fukushima. In seguito al maremoto, i reattori ad acqua bollente, utilizzati dalla centrale, smisero di funzionare innescando immediatamente il meccanismo di sicurezza. Nonostante la repentina messa in sicurezza della centrale, rimase il problema su come smaltire ed eliminare le grandi quantit\u00e0 di calore prodotte dalla fissione. Questo compito era attribuito al sistema di raffreddamento presente all\u2019interno della centrale, ma questo, a causa del maremoto, smise di funzionare.<br \/>\nDopo 10 anni dal devastante terremoto, non c\u2019\u00e8 ancora una soluzione per lo smaltimento dell\u2019acqua contaminata della centrale. Si tratterebbe di oltre 1 milione di tonnellate di acqua contaminata che \u00e8 stata convogliata in serbatoi di stoccaggio all\u2019interno dell\u2019impianto.<br \/>\nNonostante i sofisticati processi di bonifica che hanno ridotto la quantit\u00e0 di acqua contaminata raccolta, lo spazio nei serbatoi non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente. Il governo giapponese ha quindi, deciso di sversare in mare l\u2019acqua contaminata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quali sarebbero le implicazioni rispetto alla soluzione?<br \/>\nNonostante l\u2019acqua venga filtrata cos\u00ec da ridurne la radioattivit\u00e0, ci sono alcuni elementi che non possono essere eliminati come il trizio, il plutonio e il cobalto. Il trizio, come \u00e8 stato rilevato, \u00e8 poco dannoso per la salute umana, ma pu\u00f2 essere ingerito e gli scienziati affermano che in grande quantit\u00e0 pu\u00f2 essere dannoso. Ken Buesseler, chimico e ricercatore del Woods Hole Oceanographic Institution, ha affermato a Reuters che gli altri isotopi risultano essere pi\u00f9 rischiosi del Trizio perch\u00e9 si accumulano pi\u00f9 facilmente nei pesci e sui fondali marini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi si \u00e8 opposto alla decisione?<br \/>\nChiaramente contrari sono Greenpeace e altre associazioni ambientaliste. Nello specifico Greenpeace condanna \u201ccon forza la decisione del governo giapponese\u201d con riguardo al rilascio nell\u2019oceano dell\u2019acqua stoccata proveniente dalla centrale nucleare.<br \/>\nIl ministro degli esteri cinese inoltre ha definito la scelta dannosa per la salute pubblica accusando Tokyo di aver deciso senza riguardo per dubbie opposizioni interne ed estere. \u201cL\u2019oceano \u00e8 propriet\u00e0 comune dell\u2019umanit\u00e0 e lo smaltimento delle acque reflue nucleari non \u00e8 solo questione interna del Giappone\u201d ha affermato il Ministro cinese. La Cina ha chiesto al Giappone di non rilasciare acqua radioattiva in mare senza l\u2019autorizzazione di altri paesi e dell\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019energia atomica.<br \/>\nLa Corea del Sud ha, invece, mosso opposizione davanti al Tribunale Internazionale del diritto del mare ad Amburgo chiedendo di esprimersi sulla questione. Seoul ha espresso grande preoccupazione per la decisione del governo giapponese richiedendo una urgente misura provvisoria.<br \/>\nLa risposta del governo giapponese, tramite il suo ambasciatore, ha fatto presente che il suo paese \u00e8 cosciente delle preoccupazioni, ma ha ribadito che il riversamento nelle acque dell\u2019Oceano Pacifico non avr\u00e0 effetti per i paesi vicini.<br \/>\nInfine, non si \u00e8 fatto attendere il parere dell\u2019Unione Europea che ha affermato:\u201cLa Commissione si aspetta che le autorit\u00e0 nipponiche garantiscano la piena sicurezza nell&#8217;operazione di sversamento in piena conformit\u00e0 con i suoi obblighi nazionali e internazionali. \u00c8 importante la piena trasparenza in questo tipo di operazioni. Noi continueremo a monitorare la situazione e a restare in contatto con i nostri omologhi giapponesi&#8221;<\/p>\n<p>La decisione preoccupa anche i pescatori che non sono d\u2019accordo con la soluzione avanzata. L\u2019industria della pesca locale si \u00e8 ridotta sensibilmente a partire proprio da quel tragico incidente del 2011 e campioni di pesce sono stati analizzati per misurare il livello di radioattivit\u00e0.<br \/>\nMolti consumatori hanno sostenuto che smetteranno di comprare e mangiare i prodotti ittici se l\u2019acqua dovesse essere dispersa nell\u2019oceano.<\/p>\n<p>In Italia, Coldiretti ha affermato che oltre 21 milioni di chili di pesci, crostacei e molluschi arrivano sulle tavole italiane dalle acque giapponesi e definisce \u201cdevastante la decisione del Giappone che avr\u00e0 pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale, economico e sanitario a livello globale, sulla quale devono intervenire le istituzioni internazionali\u201d.<\/p>\n<p>Le operazioni di smaltimento dovrebbero iniziare nel 2022 come affermato dal governo giapponese, ma non si esclude la possibilit\u00e0 che si possa optare per altre soluzioni come auspicano altri stati e organizzazioni varie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Sanasi Riccardo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Zuffian\u00f2 Giorgia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Riccardo Sanasi e Giorgia Zuffian\u00f2, due studenti universitari presso la facolt\u00e0 di Giurisprudenza, che hanno seguito il caso Fukushima, analizzando il fatto, le conseguenze e i dibattiti su una questione molto interessante e particolare non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale. I due giovani della provincia di Brindisi hanno &#8220;seguito qualsiasi novit\u00e0, notizia e studio effettuato da ricercatori, organizzazioni ambientali e decisioni politiche e confidano che la pubblicazione dell&#8217;articolo possa &#8220;muovere in qualche modo la sensibilit\u00e0 nell\u2019ambito ambientale. &nbsp; L\u201911 marzo 2011 uno tsunami di magnitudo 9.0 si abbatt\u00e9 sulle coste del Giappone, la conseguenza fu un terremoto che caus\u00f2 gravi danni alla centrale nucleare di Fukushima. In seguito al maremoto, i reattori ad acqua bollente, utilizzati dalla centrale, smisero di funzionare innescando immediatamente il meccanismo di sicurezza. Nonostante la repentina messa in sicurezza della centrale, rimase il problema su come smaltire ed eliminare le grandi quantit\u00e0 di calore prodotte dalla fissione. 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