{"id":187750,"date":"2021-05-19T18:05:44","date_gmt":"2021-05-19T16:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=187750"},"modified":"2021-05-26T08:34:24","modified_gmt":"2021-05-26T06:34:24","slug":"nuova-luce-in-piazza-duomo-di-emanuele-amoruso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/nuova-luce-in-piazza-duomo-di-emanuele-amoruso\/","title":{"rendered":"Nuova Luce, in piazza Duomo. Di Emanuele Amoruso"},"content":{"rendered":"<p>La sorpresa. Rincasare, per una rarissima combinazione, appena prima del \u201ccoprifuoco\u201d delle 22 e provare un\u2019esperienza dimenticata che rimanda ad una antica memoria visiva e sentimentale.<\/p>\n<p>Ed ecco la sorpresa: arrivando in piazza Duomo si trova il buio, il silenzio. Sorpresa, quasi meraviglia. Tra le sagome degli edifici tre occhi fiocamente luminosi: dall\u2019interno della navata della Cattedrale con il portone aperto, da sotto l\u2019arco del campanile che porta a Via Colonne, da Via Santa Chiara tra la \u201cLoggia dei Templari\u201d e l\u2019edificio delle Vincenziane.<\/p>\n<p>C\u2019era una volta, fino a 2-3 decenni addietro, che l\u2019andare a tarda sera per la citt\u00e0 somigliava, in qualche modo, all\u2019esperienza di chi fosse impegnato a fare veglia su qualcuno o qualcosa.<\/p>\n<p>Da qualche finestra usciva un po\u2019 di luce che parlava di riposo familiare, qualche voce o rumore d\u2019auto arrivava da pi\u00f9 lontano. Le strade illuminate da lampioni appesi e, quelle pi\u00f9 larghe dei quartieri fuori le mura, da luci su alti pali. Si girava, e si camminava, nell\u2019esperienza del silenzio e del buio, cio\u00e8 della notte, che non \u00e8 il giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma niente \u00e8 mai fermo e negli ultimi decenni tanto, tutto, \u00e8 mutato negli spazi urbani, e tanto \u00e8 mutato negli orari \u201cd\u2019uso\u201d della citt\u00e0. E cos\u00ec anche di sera, verso il tardi, in tanti vanno \u201cin giro\u201d con vari mezzi e affollano spazi pubblici in compagnia.<br \/>\nE il silenzio notturno \u00e8 divenuto assai raro, e solo in casi di pioggia e freddo.<\/p>\n<p>Ma un\u2019altra condizione, negli spazi urbani, \u00e8 mutata consistentemente. Si \u00e8 preso l\u2019uso di illuminare, soprattutto alcune piazze cosiddette \u201cstoriche\u201d , con fonti luminose \u201ca faro\u201d dall\u2019alto e con \u201cspot\u201d dal basso, radenti le facciate degli edifici.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 stravolgendo forma, volumi e percezione dei vari e numerosi elementi costitutivi di chi \u201cdisegn\u00f2\u201d quegli edifici. Chiese o palazzi \u201cstorici\u201d variamente aggrazziati per avere la luce del giorno \u201cdall\u2019alto\u201d e a \u201cnascondersi\u201d nel buio delle ore \u201clunari\u201d.<br \/>\nEd ecco la sorpresa: in piazza Duomo si trova il buio, il silenzio. Sorpresa quasi meraviglia con tre occhi fiocamente luminosi.<br \/>\nQualcuno penser\u00e0 che sono solo suggestioni date dall\u2019et\u00e0, e che le emozioni d\u2019oggi sono altre. Si potr\u00e0 dire che quel mondo non esiste pi\u00f9, e via allo spernacchio.<\/p>\n<p>Ma quanto incanto, involontario, ci siamo persi nell\u2019affannoso e incessante movimento continuo degli ultimi anni? Si \u00e8 cercato di spettacolarizzare ogni cosa, e non solo i cosiddetti beni storici e architettonici: per ridurne la sostanza alla sola \u201cmerce\u201d turistica e dell\u2019apparire? Quanto siamo in soggezione delle novit\u00e0 tecnologiche, scambiate per vie brevi alla \u201cvera vita\u201d, ignari che solleticano la sola superficie dello sguardo e dell\u2019essere?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 tutto ci\u00f2 sembrare retr\u00f2; ma forse ci interroga dopo questi mesi pandemici di affanni e di perdita di \u201csenso\u201d?<br \/>\nUn plauso a quanti, della Chiesa, non chiudono i portoni suggerendo attimi di stasis.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una probabilit\u00e0: si \u00e8 diffusa negli ultimi anni la \u201cmoda\u201d delle notti bianche, occasioni per girare, girare, fare casino, vedere gente, comprare, girare, rumoreggiare, fare cose \u201cfolli\u201d. Da pensare, oggi come oggi, di organizzare delle \u201cnotti nere\u201d in cui poter vivere silenzio, buio e vuoto al \u201cnaturale\u201d? Forse incontrare l\u2019altro lato, la faccia nascosta della luna?<br \/>\nC\u2019\u00e8 il timore dell\u2019 horror vacui, ma non temiamo l\u2019 horror pleni? Gillo Dorfles docuit.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Emanuele Amoruso<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sorpresa. Rincasare, per una rarissima combinazione, appena prima del \u201ccoprifuoco\u201d delle 22 e provare un\u2019esperienza dimenticata che rimanda ad una antica memoria visiva e sentimentale. Ed ecco la sorpresa: arrivando in piazza Duomo si trova il buio, il silenzio. Sorpresa, quasi meraviglia. Tra le sagome degli edifici tre occhi fiocamente luminosi: dall\u2019interno della navata della Cattedrale con il portone aperto, da sotto l\u2019arco del campanile che porta a Via Colonne, da Via Santa Chiara tra la \u201cLoggia dei Templari\u201d e l\u2019edificio delle Vincenziane. C\u2019era una volta, fino a 2-3 decenni addietro, che l\u2019andare a tarda sera per la citt\u00e0 somigliava, in qualche modo, all\u2019esperienza di chi fosse impegnato a fare veglia su qualcuno o qualcosa. Da qualche finestra usciva un po\u2019 di luce che parlava di riposo familiare, qualche voce o rumore d\u2019auto arrivava da pi\u00f9 lontano. Le strade illuminate da lampioni appesi e, quelle pi\u00f9 larghe dei quartieri fuori le mura, da luci su alti pali. 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