{"id":188476,"date":"2021-06-08T14:57:24","date_gmt":"2021-06-08T12:57:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=188476"},"modified":"2021-06-08T14:57:24","modified_gmt":"2021-06-08T12:57:24","slug":"prc-brindisi-liste-di-attesa-in-epoca-covid-19-ma-non-solo-si-possono-governare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/prc-brindisi-liste-di-attesa-in-epoca-covid-19-ma-non-solo-si-possono-governare\/","title":{"rendered":"PRC Brindisi: &#8220;liste di attesa in epoca COVID-19 ma non solo; si possono governare?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8220;Liste di attesa in epoca COVID-19 ma non solo; si possono governare?&#8221; \u00e8 l&#8217;oggetto di una lettera aperta inviata da Fulvio Picoco, Resp. Sanit\u00e0 PRC Brindisi, al Presidente Regione Puglia ed all&#8217;Assessore alla Sanit\u00e0 Lopalco<\/em><br \/>\n<em>Di seguito ne riportiamo integralmente il testo:<\/em><\/p>\n<p>Le recenti esternazioni del Responsabile del Dipartimento Salute della Regione Puglia, che promette un piano di recupero delle decine di migliaia di prestazioni sanitarie dimenticate in questi mesi a causa del COVID, da attuare con prestazioni aggiuntive e in straordinario, tenendo reparti aperti e macchinari accesi dalle 8 alle 20, facendo ricorso a finanziamenti governativi (fino a 35 milioni di euro, vedi Repubblica del 23 maggio u.s.), ci spingono a tornare sul tema su cui pi\u00f9 volte siamo intervenuti.<br \/>\nIn realt\u00e0 le problematiche sono pi\u00f9 vecchie e sistemiche e le liste d\u2019attesa lunghe sono evidenza di epoche antecedenti alla pandemia COVID19, che ha stressato le disfunzioni organizzative.<br \/>\nE\u2019 di tutta evidenza che nei nostri territori il tempo di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche supera ormai sempre pi\u00f9 spesso i tempi massimi di attesa, che per le prestazioni differibili devono essere 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici, con grave disagio dei nostri concittadini che vedono a rischio la propria salute e che si vedono costretti quando si pu\u00f2 economicamente a rivolgersi al privato o altrimenti sempre pi\u00f9 spesso a rinunciare alle cure.<br \/>\nIl governo delle liste di attesa deve fare i conti, nella nostra Regione, con molteplici disfunzioni organizzative e strutturali:<br \/>\n\u2022 la difficolt\u00e0 a rispettare leggi e norme, come il Piano Nazionale Gestione delle Liste di Attesa sia quello dell\u2019ottobre 2010, che il recente PNGLA del febbraio 2019, nei quali era chiaramente previsto il ricorso a prestazioni aggiuntive o il ricorso ad attivit\u00e0 intramoenia a favore delle ASL, spettando al cittadino il pagamento del ticket se dovuto, per abbattere i tempi delle prenotazioni;<br \/>\n\u2022 le ripercussioni del Piano di Riordino Ospedaliero fortemente voluto da Presidente Emiliano sul sistema sanitario e sui cittadini;<br \/>\n\u2022 l\u2019assenza di riscontri sui tempi e sullo stato della riconversione delle strutture chiuse, la realizzazione di quanto previsto, oltre che una riqualificazione delle strutture rimaste;<br \/>\n\u2022 la mancata attenzione al fabbisogno di posti letto per acuti, attraverso ragionamenti epidemiologici e non ragionieristici, in particolare nella nostra ASL BR, il pi\u00f9 basso della Puglia, accettato senza alcuna critica dal Direttore Generale della nostra ASL ( 2,37 per acuti, standard che scende ancora di pi\u00f9 nella realt\u00e0 tenendo conto dei posti letto realmente attivati, senza sottacere la carenza di posti letto per il post acuzie) che non possono garantire la corretta gestione della domanda di salute della popolazione;<br \/>\n\u2022 il mancato potenziamento del territorio per garantire iter diagnostici e terapeutici rapidi , efficaci ed efficienti;<br \/>\n\u2022 la mancata presa in carico territoriale delle cronicit\u00e0, le dimissioni protette e le cure domiciliari integrate;<br \/>\n\u2022 la mobilit\u00e0 passiva che incide sui costi della sanit\u00e0 pugliese, oltre al costo sociale per i cittadini;<br \/>\n\u2022 la mancata attenzione alle fasce deboli della popolazione, i portatori di disabilit\u00e0, gli anziani, la salute mentale e le dipendenze, aree su cui dovrebbero vigilare anche i Sindaci dei Comuni della nostra Provincia, nell&#8217;esercizio delle prerogative di Autorit\u00e0 Sanitaria Locale (vedi art. 32 della legge 833\/78, art. 117 del D.L. 112\/1998 e anche il DL 24 dell&#8217;8 marzo 2017 sulla &#8220;Sicurezza delle cure&#8221;).<\/p>\n<p>Insomma, anzich\u00e9 proclami proponiamo di entrare nel merito delle questioni, riconoscendo che la pandemia COVID 19 ha stressato i nodi critici della sanit\u00e0 pugliese e brindisina; chiediamo di discutere delle politiche sanitarie che si stanno attuando e si intendono adottare nei prossimi anni con il Presidente Emiliano e con l\u2019Assessore alla sanit\u00e0 Lopalco, cui chiediamo un incontro, per trovare soluzioni valide a difendere il \u201cbene comune salute\u201d e il diritto costituzionale (art. 32) dei cittadini alle cure migliori possibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Liste di attesa in epoca COVID-19 ma non solo; si possono governare?&#8221; \u00e8 l&#8217;oggetto di una lettera aperta inviata da Fulvio Picoco, Resp. Sanit\u00e0 PRC Brindisi, al Presidente Regione Puglia ed all&#8217;Assessore alla Sanit\u00e0 Lopalco Di seguito ne riportiamo integralmente il testo: Le recenti esternazioni del Responsabile del Dipartimento Salute della Regione Puglia, che promette un piano di recupero delle decine di migliaia di prestazioni sanitarie dimenticate in questi mesi a causa del COVID, da attuare con prestazioni aggiuntive e in straordinario, tenendo reparti aperti e macchinari accesi dalle 8 alle 20, facendo ricorso a finanziamenti governativi (fino a 35 milioni di euro, vedi Repubblica del 23 maggio u.s.), ci spingono a tornare sul tema su cui pi\u00f9 volte siamo intervenuti. In realt\u00e0 le problematiche sono pi\u00f9 vecchie e sistemiche e le liste d\u2019attesa lunghe sono evidenza di epoche antecedenti alla pandemia COVID19, che ha stressato le disfunzioni organizzative. 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