{"id":19035,"date":"2014-08-02T00:01:49","date_gmt":"2014-08-01T22:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=19035"},"modified":"2016-07-04T17:56:18","modified_gmt":"2016-07-04T15:56:18","slug":"agosto-nellera-2-0-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/agosto-nellera-2-0-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Agosto nell\u2019era 2.0. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/agosto2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19060\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/agosto2-300x222.jpg\" alt=\"agosto\" width=\"300\" height=\"222\" data-id=\"19060\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/agosto2-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/agosto2-270x200.jpg 270w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/agosto2.jpg 804w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tra le stagioni e i mesi del calendario l\u2019accoppiata estate-agosto \u00e8 certamente la pi\u00f9 chiacchierata, \u00a0quella su cui i giudizi sono i pi\u00f9 contrastanti. Cos\u00ec Gesualdo Bufalino (\u201c<em>Diceria dell\u2019untore<\/em>\u201d) ne (s)parlava: \u00ab<em>Ed io (\u2026)<\/em> <em>non riesco ad amare l\u2019estate. \u00c8 un tempo di ulcere e sfregi, collerico, tracotante; il tempo che nuoce di pi\u00f9 a chi sente avvicinarsi la fine e vorrebbe muoversi nella penombra di decenti omert\u00e0, con un ordine nei suoi pensieri, e il sangue in pace, finalmente<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Diametralmente opposta l\u2019opinione di Claudio Magris: \u00ab<em>Come gli indiani nei romanzi di Cooper, anch\u2019io indico istintivamente gli anni non come primavere ma come estati, perch\u00e9 \u00e8 soprattutto in estate che si sente la vita\u2026<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma \u00e8 Guido Ceronetti (\u201c<em>Il pi\u00f9 crudele dei mesi<\/em>\u201d) che va gi\u00f9 pesante: \u00ab<em>Un gran vuoto civile: il mese di agosto. Il suo \u201cconatus\u201d nichilistico pu\u00f2 protrarsi fino a mezzo settembre. Ahim\u00e8, mi \u00e8 toccato nascerci, ma in quel tempo era un mese normale (\u2026). I dentisti avevano sempre i trapani al fresco (\u2026). La parola stress non era ancora entrata nell\u2019uso universale (\u2026) il medico rispondeva al telefono perfino nel giorno dell\u2019Assunta. L\u2019agosto era una belva che si svegliava di quando in quando: sbranava qualcuno e si riaddormentava (\u2026). Oggi \u00e8 diventato normale, e accettato da tutti, essere sbranati dalla malignit\u00e0 essenziale di agosto (\u2026). Il vuoto civile \u00e8 in special modo micidiale per cani e vecchi (\u2026). Un Paese ove chi abbia riguardi per gli altri \u00e8 perduto, addirittura perseguito, per eccesso di civilt\u00e0 (\u2026). Dopo il tormentone Vacanze, la fine di agosto arriva carica di indicibile malinconia. L\u2019accendersi dei grilli al primo buio t\u2019impiomba di tristezza che non si placa<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A riscattare agosto dal giudizio catastrofico di Ceronetti \u00e8 Francesco Guccini che (\u201c<em>Canzone dei dodici mesi\u201d<\/em>) cos\u00ec canta: \u00ab<em>Agosto: nelle stanche tue lunghe oziose ore mai come adesso \u00e8 bello inebriarsi di vino e di calore<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda, da salentino, non posso non schierarmi con Mario Rigoni Stern (\u201c<em>Stagioni<\/em>\u201d) quando ricorda: \u00ab<em>Un\u2019estate calda e asciutta fu tra Puglia e Lucania, nel Basento, dove ascoltavo quasi interrotto il canto delle cicale e sentivo l\u2019odore buono della liquerizia. L\u00ec conobbi il tempo dei Greci (\u2026) intesi le cose della storia e dell\u2019arte che solo l\u2019altissima poesia sa comunicare (\u2026) camminavo lungo la spiaggia con queste sensazioni e questi odori e questi canti di cicale senza incontrare persona vivente nel sole della Magna Grecia<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma \u00e8 possibile fare dei paragoni tra <em>questa<\/em> estate, <em>questo<\/em> agosto, e quelli del tempo passato? I soloni della meteorologia ci avevano annunciato che sarebbe stata un\u2019estate di fuoco. Tre mesi di sole verticale, temperature sahariane, ingresso ufficiale nel Tropico senza neanche un minimo di apprendistato. E invece le perturbazioni si stanno susseguendo quasi con la stessa cadenza del periodo invernale e, soprattutto per colpa delle micidiali bombe d\u2019acqua, i danni provocati al precario sistema idrogeologico sono rilevanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec, invece di esagerare con gli stressanti e costosi eventi estivi (meno <em>circenses<\/em>, direi, e pi\u00f9 <em>panem!)<\/em>, sarebbe forse il caso di trarre da queste anticipazioni invernali l\u2019ammonimento a mettere mano a lavori che non si possono pi\u00f9 differire. Milano e le ripetute esondazioni del Seveso insegnano\u2026 Ma anche noi non siamo messi tanto bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 il territorio, nel passato, era controllato dai contadini. Mentre oggi non si ara pi\u00f9 e\u00a0 sono sempre pi\u00f9 numerosi i terreni abbandonati, con la conseguenza che su queste superfici indurite l\u2019acqua, anzich\u00e9 essere assorbita, defluisce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Brindisi-La-strada-del-Canale-Patri-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-536\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Brindisi-La-strada-del-Canale-Patri-21-300x225.jpg\" alt=\"Brindisi-La-strada-del-Canale-Patri-2[1]\" width=\"300\" height=\"225\" data-id=\"536\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Brindisi-La-strada-del-Canale-Patri-21-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Brindisi-La-strada-del-Canale-Patri-21.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un discorso a parte merita il nostro Seveso, alias Canale Patri. Proprio l\u00e0 dove, con molta \u00a0perspicacia, sono stati spostati gli uffici della nuova Questura\u2026<\/p>\n<p>Intanto va detto che se il cittadino \u00e8 libero dai laccioli di programmazioni e pianificazioni, lo stesso non vale per i signori amministratori. Che gi\u00e0 in primavera, per esempio, devono pensare alla pulizia dei litorali e al programma di disinfestazioni; d\u2019estate, invece, a quello della sistemazione dei canali che nella stagione invernale si trasformano in torrenti in piena, con grave danno agli immobili, alla circolazione stradale e, talvolta, anche alle persone.<\/p>\n<p>Il Canale Patri, con la sua ricca e folta vegetazione che lo fa somigliare a un paesaggio amazzonico, ha bisogno \u02d7 adesso e non quando \u00e8 troppo tardi! \u02d7 di quegli interventi (allargamento \u00a0degli argini, taglio della sterpaglia, innalzamento delle passatoie di cemento, eliminazione degli insediamenti urbani abusivi, ecc.) atti a scongiurare le sistematiche sciagure invernali. Contro le quali a poco o niente servono le videocamere di sorveglianza e monitoraggio\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 scritto nel Libro dei Proverbi dell\u2019Antico Testamento: \u00ab<em>Chi raccoglie d\u2019estate \u00e8 previdente; chi dorme al tempo della mietitura si disonora<\/em>\u00bb\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, sempre a proposito di questo mese particolare, si deve abbandonare anche il tradizionale stereotipo degli italiani come popolo mediterraneo, caratterizzato da una naturale pigrizia e dunque sempre disposto a fare vacanza. Intendo riferirmi all\u2019orario estivo ridotto, quello del \u201clungo agosto\u201d che inizia a met\u00e0 luglio e finisce a settembre inoltrato. Quanti, in questi giorni, non si sono sentiti rispondere: \u00abNe riparliamo a settembre\u2026\u00bb?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019idea che corrisponde a un\u2019Italia che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Quella degli anni 60 e 70 del secolo scorso, che regolava i suoi tempi su quella sorta di solstizio d\u2019estate artificiale rappresentato dalla chiusura delle grandi fabbriche, con i telegiornali che mostravano le automobili degli operai emigrati al Nord in fila per tornare ai loro paesi per le ferie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, ancora nel bel mezzo della crisi economica, quella lunga pausa nella vita collettiva non possiamo pi\u00f9 permettercela. Del resto oramai non corrisponde pi\u00f9 alle esigenze di milioni di italiani stretti dalla morsa della revisione della spesa pubblica (la \u201cspending review\u201d).<\/p>\n<p>Per questo motivo non sarebbe male se le varie branche dell\u2019amministrazione pubblica abbandonassero finalmente i loro vecchi orari \u201cmediterranei\u201d. E si evitasse anche la chiusura scriteriata (in quanto non programmata) dei negozietti sotto casa, con grave danno soprattutto per gli anziani che non hanno molte possibilit\u00e0 di muoversi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma se l\u2019estate sta subendo cos\u00ec significative modificazioni dal punto di vista meteorologico, \u00e8 bene anche cambiare il nostro <em>habitus <\/em>mentale e adattare le nostre radicate abitudini a un diverso modo di vivere la vita. Pi\u00f9 rispettosa dell\u2019ambiente e in maggiore sintonia con lo spirito europeo.<\/p>\n<p>E, soprattutto, viviamola questa estate. Non si pensi che debba ancora arrivare. \u00c8 proprio questa! \u00a0Quella che, a giorni alterni, ci sta sfidando con l\u2019afa e la pioggia torrenziale, con il sole cocente e le trombe d\u2019aria, con il dolce ponentino e le gragnole della grandine. Non continuiamo a pensare a quella d\u2019un tempo che, probabilmente, non torner\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le stagioni e i mesi del calendario l\u2019accoppiata estate-agosto \u00e8 certamente la pi\u00f9 chiacchierata, \u00a0quella su cui i giudizi sono i pi\u00f9 contrastanti. Cos\u00ec Gesualdo Bufalino (\u201cDiceria dell\u2019untore\u201d) ne (s)parlava: \u00abEd io (\u2026) non riesco ad amare l\u2019estate. \u00c8 un tempo di ulcere e sfregi, collerico, tracotante; il tempo che nuoce di pi\u00f9 a chi sente avvicinarsi la fine e vorrebbe muoversi nella penombra di decenti omert\u00e0, con un ordine nei suoi pensieri, e il sangue in pace, finalmente\u00bb. &nbsp; Diametralmente opposta l\u2019opinione di Claudio Magris: \u00abCome gli indiani nei romanzi di Cooper, anch\u2019io indico istintivamente gli anni non come primavere ma come estati, perch\u00e9 \u00e8 soprattutto in estate che si sente la vita\u2026\u00bb. &nbsp; Ma \u00e8 Guido Ceronetti (\u201cIl pi\u00f9 crudele dei mesi\u201d) che va gi\u00f9 pesante: \u00abUn gran vuoto civile: il mese di agosto. Il suo \u201cconatus\u201d nichilistico pu\u00f2 protrarsi fino a mezzo settembre. Ahim\u00e8, mi \u00e8 toccato nascerci, ma in quel tempo era un mese normale (\u2026). 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