{"id":1926,"date":"2014-01-02T15:22:27","date_gmt":"2014-01-02T14:22:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=1926"},"modified":"2014-01-06T09:11:58","modified_gmt":"2014-01-06T08:11:58","slug":"ricordo-di-un-grande-cantore-del-sud-omaggio-a-vittorio-bodini-di-gabriele-damelj-melodia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ricordo-di-un-grande-cantore-del-sud-omaggio-a-vittorio-bodini-di-gabriele-damelj-melodia\/","title":{"rendered":"Ricordo di un grande cantore del Sud: omaggio a Vittorio Bodini. Di Gabriele D&#8217;Amelj Melodia"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_1927\" style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Fotovittoriobodini1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1927\" class=\"size-medium wp-image-1927\" alt=\"Vittorio Bodini\" src=\"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Fotovittoriobodini1-216x300.jpg\" width=\"216\" height=\"300\" data-id=\"1927\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Fotovittoriobodini1-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Fotovittoriobodini1.jpg 260w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1927\" class=\"wp-caption-text\">Vittorio Bodini<\/p><\/div>\n<p>Ci sono personaggi che, pur essendo grandi, vengono ricordati solo in occasioni storiche come il centenario della nascita o della morte. Dopo queste celebrazioni rituali, sempre un po&#8217; retoriche, tutto torna come prima, e\u00a0 il \u201c<strong>Maestro<\/strong>\u201d viene riposto, fino alla prossima commemorazione, nello scaffale pi\u00f9 alto della memoria collettiva a raccogliere l&#8217;onta di un polveroso oblio.<\/p>\n<p>E&#8217; il dazio che paghiamo al convulso dipanarsi della contemporaneit\u00e0, che non sa pi\u00f9 selezionare l&#8217;eccellenza , limitandosi a collezionare i prodotti culturali con criteri di ottusa massificazione.<\/p>\n<p>Almeno il 70% dei libri pubblicati sono pattume e gli autori del passato sono ripescati dagli editori soltanto per \u201ctendenza\u201do, appunto, in occasioni storiche, per motivi metaletterari.<\/p>\n<p>Oggi vorrei parlarvi di <strong>Vittorio Bodini<\/strong>, un autore ingiustamente fagocitato dal perverso meccanismo E lo voglio fare prima che scoppi la frenesia della celebrazione a gettone programmata per fine anno, visto che il <strong>6 gennaio del 2014<\/strong> sar\u00e0 il giorno del centenario della nascita del poeta.<\/p>\n<p>Barese per caso e leccese per famiglia ed educazione, ispanista, saggista, intellettuale raffinato, \u00e8 balzato agli onori delle letteratura soprattutto per le sue straordinarie liriche. \u201c<em>Non cerco la poesia, non l&#8217;ho mai cercata. Aspetto che sia essa a trovarmi<\/em>\u201d ha scritto il Maestro con una punta di civetteria. De resto la vena poetica non si costruisce a tavolino, magari attingendo al proprio bagaglio culturale. Ci vuole ben altro. E&#8217; indispensabile il sacro fuoco dell&#8217;ispirazione autentica, un peculiare \u201cquid\u201c di sensibile comprensione del \u201c<em>miracolo del mondo<\/em> \u201c.<\/p>\n<p>Molti critici hanno definito sincretica la lirica bodiniana, nel senso che contiene molte esperienze artistiche del &#8216;900, dal futurismo all&#8217;ermetismo, dal barocco spagnolo al surrealismo. Personalmente, se proprio \u00e8 necessario inquadrare Bodini in un contenitore di comodo, mi piacerebbe definirlo, con classico ossimoro, singolare esponente di una forma di \u201c realismo surreale\u201d. Ma la sua cifra stilistica, oltre che di salsa salentina, \u00e8 anche intrisa di naturali echi andalusi. I riferimenti a Rafael Alberti e a Garcia Lorca , sia nei temi che nel linguaggio, sono continui. In un articolo pubblicato nel 1951 sulla \u201cGazzetta del Mezzogiorno\u201d aveva scritto \u201c Io sono quasi spagnolo. Madrid dovrebbe essere la vera capitale del mio paese. Vi \u00e8 in me la medesima combinazione di follia e di realismo che\u00a0 anima gli spagnoli, le stelle inerzie febbrili e lo stesso bianco della calce contro il cielo. In Italia queste cose non le capiscono, vengono considerate frutto di un costume da arretrata provincia&#8221;.<\/p>\n<p>Vittorio Bodini filosofo, ispanista, studioso e traduttore di Cervantes, Jimenez, Alberti e Lorca, pur riconoscendosi in alcuni <i>topoi<\/i> comuni alla cultura ispanica (la luna, il bianco della calce, la polvere delle strade ecc.) rielabora in chiave salentina immagini, emozioni, ricordi tutti legati al territorio, alle grotte, alle cave di tufo, alle chiese barocche e alle torri aragonesi battute dal vento. La sua originalit\u00e0 magistrale sta nella peculiare complessit\u00e0 di una forma poetica solo apparentemente chiara e facile, perch\u00e9 nella filigrana nascosta di quei versi si intravedono i segni di un raffinato rimandano spesso a Rimbaud. Ma nel Nostro tutto \u00e8 finalizzato alla ricerca di una profonda identit\u00e0 meridionale, mediterranea. E le metafore sposano senza forzatura alcuna il bianco della calce e il giallo del una luna sinistra a forza di Ed ecco ancora zoomate di cose comuni ad entrambe le culture mediterranee: le le piante dei Tu non conosci il Sud\/le case di calce\/da cui uscivamo al sole come numeri\/dalla 47) che fa venire in .<\/p>\n<p>In verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra poesia in cui riecheggia la cifra del genovese, mi riferisco ad \u201cOstaggio\u201d, lirica inclusa nella raccolta \u201cZeta\u201d (1962-69) : \u201c<em>O se il nulla\u00a0 non fosse solo il nulla\/ma\u00a0 nuvolaglia polvere poltiglia\/ nella luna\/ senza colore\/senza nulla<\/em>&#8220;. Il suo nichilismo ateo \u00e8 patente e dichiarato, sia nelle liriche sia nei saggi e nei numerosi articoli pubblicati. Ma anche in questa radicale posizione, quanta <i>pietas<\/i> e sofferta meditazione (&#8220;<em>O mio Dio a cui non credo\/ti leggo come una poesia profonda\/piena di occulti sensi e di fiumi paterni<\/em>&#8220;)<\/p>\n<p>Irrequieto, sofferto, voglioso di aprirsi a nuove esperienze, Bodini visse a Madrid, a Roma, a Firenze, a Bari, a Lecce, persino a Torchiarolo (nel 1955) con la sua sposa Antonella(Ninetta) Minelli, che lui chiamava affettuosamente \u201cLa Brindisina\u201d, vera musa ispiratrice di tante poesie, sempre ricche di folgoranti immagini che vanno dritte al cuore e si fissano nella memoria, come files pronti poi ad essere richiamati per tutta la vita. Il vero piacere dei sensi e dell&#8217;intelletto non si ha leggendo, ma ri-leggendo. Che \u00e8 poi quello che ha detto di lui Quasimodo, suo amico ed estimatore (al pari di Calvino, Caproni, Ungaretti) perch\u00e9 quei versi amaramente fluidi, semplici, celano sempre qualcosa da scoprire, una cifra criptica ed enigmatica, astratta, sfuggente e perci\u00f2 particolarmente ammaliante.<\/p>\n<p>Vittorio Bodini dedic\u00f2 una bella poesia anche alla nostra <strong>Fontana Tancredi<\/strong>. Peccato che non se ne siano ricordati i distratti responsabili del recente restyling dell&#8217;intera area. Credo che sarebbe stato opportuno affiggere una targa in memoria del poeta salentino e, magari, la riproduzione della poesia su uno dei leggii sistemati nello spiazzo. Ma si fa sempre in tempo a rimediare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BRINDISI\u00a0 di Vittorio Bodini<\/strong><\/p>\n<p><i>L&#8217;ultimo sole sui carri,\/<\/i><\/p>\n<p><i>sulle code dei cavalli,\/<\/i><\/p>\n<p><i>l&#8217;ultimo sole di oggi\/<\/i><\/p>\n<p><i>che non \u00e8 domani.\/<\/i><\/p>\n<p><i>Alla fontana col secchio\/<\/i><\/p>\n<p><i>i carrettieri\/<\/i><\/p>\n<p><i>voltavano le spalle\/<\/i><\/p>\n<p><i>a quell&#8217;ovale e quasi esile specchio\/<\/i><\/p>\n<p><i>ove la sera calumava reti\/<\/i><\/p>\n<p><i>ed un viola d&#8217;obblio, e annidati\/<\/i><\/p>\n<p><i>in qualche parte dell&#8217;onda\/ <\/i><\/p>\n<p><i>i piccoli gabbiani\/<\/i><\/p>\n<p><i>chiedevano la storia\/ <\/i><\/p>\n<p><i>di Moby Dick che muove solitario\/<\/i><\/p>\n<p><i>sugli oceani assoluti.\/<\/i><\/p>\n<p><i>E un palmizio era a guardia della fonte\/<\/i><\/p>\n<p><i>che come un ladro io guardavo.\/ <\/i><\/p>\n<p><i>Ladro del tempo che ci <\/i><i>ruba tanto.\/<\/i><\/p>\n<p><i>Era qui che i crociati abbeveravano\/ i loro cavalli.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> Gabriele<i> <\/i>D&#8217;Amelj<i> <\/i>Melodia \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono personaggi che, pur essendo grandi, vengono ricordati solo in occasioni storiche come il centenario della nascita o della morte. 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