{"id":192663,"date":"2021-09-13T16:08:12","date_gmt":"2021-09-13T14:08:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=192663"},"modified":"2021-09-13T16:08:12","modified_gmt":"2021-09-13T14:08:12","slug":"quarta-e-rossi-quale-sanita-nel-futuro-prossimo-della-citta-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/quarta-e-rossi-quale-sanita-nel-futuro-prossimo-della-citta-di-brindisi\/","title":{"rendered":"Quarta e Rossi: &#8220;quale sanit\u00e0 nel futuro (prossimo) della citt\u00e0 di Brindisi?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Questa mattina il sindaco Riccardo Rossi ed il suo consulente in materia di sanit\u00e0 Gianni Quarta hanno presentato un documento che sar\u00e0 inviato alla Regione Puglia con alcune richieste per migliorare il sistema sanitario brindisino.<br \/>\nAll\u2019incontro erano stati invitati tutti i consiglieri regionali del territorio; ha partecipato il consigliere Maurizio Bruno.<\/p>\n<p>Di seguito il testo del documento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>QUALE SANITA\u2019 NEL FUTURO (PROSSIMO) DELLA CITTA\u2019 DI BRINDISI?<\/em><\/p>\n<p><em>Certamente \u00e8 cosa nota che la pandemia ha evidenziato delle criticit\u00e0 molto importanti; in primis nell\u2019ambito sanitario e successivamente sul piano economico ed ancora di pi\u00f9 sul piano sociale.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019Europa ed i governi si sono mossi nel tentativo di fornire risorse adeguate per venire in soccorso ai vari paesi per rimediare ad errori commessi nel passato e rimettere al centro le necessit\u00e0 della persona.<\/em><\/p>\n<p><em>La possibilit\u00e0 che viene fornita dal Recovery Found con l\u2019elargizione di fondi da spendere con l\u2019obiettivo di far ripartire l\u2019economia secondo i principi della transizione ecologica, della transizione digitale, della rigenerazione urbana e soprattutto dell\u2019assistenza sanitaria ci deve portare a progettare per il futuro dei nuovi scenari che possono vedere la citt\u00e0 di Brindisi proiettata per i prossimi 30 anni in una modalit\u00e0 decisamente diversa da quella attuale.<\/em><\/p>\n<p><em>Per quanto riguarda il piano sanitario il nostro territorio \u00e8 stato decisamente penalizzato per una carenza strutturale adeguata alla bisogna e per una assistenza territoriale a dir poco approssimativa.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti ricorderanno come il nostro Ospedale abbia vissuto durante le prime fasi dell\u2019epidemia in maniera critica la difficolt\u00e0 ad organizzare una efficace assistenza sanitaria legate ad una rigidit\u00e0 dei moduli abitativi che permettevano poca flessibilit\u00e0 nella riconversione dei reparti (impossibilit\u00e0 a creare percorsi separati per aree Covid e Covid free) accanto anche ad una lenta risposta degli organi gestionali nell\u2019affrontare l\u2019emergenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Allo stato direi che siamo obbligati a dover progettare per il futuro un adeguamento non solo del modello assistenziale ma di pari passo e forse in maniera anche urgente e pressante ad un adeguamento delle nostre strutture a cominciare dal nostro Ospedale di riferimento.<\/em><br \/>\n<em>Dobbiamo tenere presente che l\u2019ospedale Perrino di Brindisi \u00e8 una struttura concepita nella seconda met\u00e0 degli anni 60. La sua costruzione ha avuto bisogno di circa quarant\u2019anni di tempo in un\u2019epoca cio\u00e8 in cui sia la tecnologia sia che i concetti di assistenza sanitaria sono profondamente cambiate.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla fine del 1999 l\u2019ospedale cos\u00ec definito il Nuovo Ospedale veniva aperto alla funzione assistenziale al posto del vecchio ospedale Di Summa localizzato nel centro cittadino. Certo un sospiro di sollievo per operatori sanitari e pazienti che nel vecchio nosocomio non trovavano pi\u00f9 adeguata sistemazione.<\/em><br \/>\n<em>Sin da subito ci si \u00e8 accorti per\u00f2 che la nuova struttura faceva fatica a fornire le comodit\u00e0 e le necessit\u00e0 assistenziali dell\u2019epoca.<\/em><\/p>\n<p><em>Molte erano le difficolt\u00e0 strutturali: primo le torri alte 10 piani serviti da ascensori minuscoli e poco funzionanti; spazio insufficienti per tutti i servizi sia quelli di pertinenza dei reparti sia quelli addetti ai servizi generali; difficili erano le comunicazioni tra i vari piani e tra i vari edifici; inadeguati erano i service necessari quali le linee elettriche, le linee telefoniche, l\u2019inesistenza delle linee dati; Le linee d\u2019acqua inizialmente inquinate e successivamente risultate insufficienti; spazi inadeguati per ospitare le nuove necessit\u00e0 sia assistenziale che tecnologiche che hanno richiesto nel tempo investimenti notevoli per modificare e rendere possibile l\u2019installazione di tutte le tecnologie aggiornate. Attivit\u00e0 che ben inteso hanno comunque portato in questi anni il Perrino a livelli di eccellenza per diagnosi, assistenza e cura.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma allo Stato non \u00e8 possibile ipotizzare che tale struttura possa reggere le necessit\u00e0 mediche dei prossimi 30 \u2013 40 anni. Gli adeguamenti che oggi vengono posti in essere sia in termini di infrastrutture sia nella ricerca di nuovi spazi non risultano finalizzati a dare una prospettiva di efficienza e di funzionalit\u00e0, ma solo a rincorrere le emergenze e l\u2019ospedale e diventato un pozzo senza fondo di spreco di denaro pubblico per cercare di adeguare, aggiustare o rendere fruibile qualche reparto o servizio.<\/em><br \/>\n<em>Oggi, a distanza di 22 anni dalla sua apertura il Perrino mostra i segni di una inadeguatezza strutturale senza precedenti tanto che chi ha l\u2019occasione di affacciarsi all\u2019interno dell\u2019ospedale nota la presenza non gi\u00e0 solo di ammalati o operatori sanitarti ma di operai e macchine intente a costruire appendici che non fanno che esaltare ulteriori inefficienze: locali costruiti ex novo per ampliare il Pronto Soccorso, ristrutturazioni che ormai durano anni per la riapertura o ricollocazioni di reparti e servizi (emblematico il caso della Rianimazione), costruzioni di interi reparti essenziali distaccati dal contesto del corpo della struttura ed obbrobriosamente poco funzionali (al momento neanche funzionanti) che assomigliano a container post terremoto (rianimazione Covid); reparti chiusi o ridimensionati e mai pi\u00f9 riaperti che sono stati l\u2019orgoglio del nostro Ospedale (Centro Ustioni, Dermatologia), legate anche ad un Piano di riordino Ospedaliero regionale per certi versi penalizzatane.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 necessario direi quasi obbligatorio ipotizzare la costruzione di una nuova struttura che possa prevedere gli spazi adeguati e la loro ubicazione e disposizione riguardo alle mutate condizioni generali di salute e mutate condizioni assistenziali.<\/em><\/p>\n<p><em>Certamente bisogna progettare e pensare a una nuova struttura in grado di ospitare tutte le aree mediche, chirurgiche, tecnologiche necessarie ad una assistenza territoriale completa tenuto conto che la pandemia ha svelato un punto debole cruciale che quello della necessit\u00e0 di ambienti che siano facilmente isolabili da una parte e rapidamente convertibili dall\u2019altra; e necessario ipotizzare una struttura che sia facilmente usufruibile in modalit\u00e0 comoda e veloce che non sia cio\u00e8 un anacronistica struttura a torre ma che sia una struttura a piano non molto alta che abbia una capacit\u00e0 di accoglienza adeguata e che possa dal punto di vista energetico essere in linea con la transizione ecologica che si vuole raggiungere.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa struttura deve essere centro principale di riferimento del territorio brindisino per le acuzie e per tutte le specializzazioni pi\u00f9 importanti ed essere oltretutto un punto di collegamento con tutte le altre strutture dei territori vicini a cui viene demandato un\u2019assistenza sempre per acuzie ma di secondo livello. Le nuove tecnologie con l\u2019adozione della banda larga e della prossima 5G possono far pensare a un\u2019interazione di telemedicina molto pi\u00f9 funzionale di quella attualmente in uso e che permetteranno, se ben gestite, una uniformit\u00e0 di qualit\u00e0 di cura certamente pi\u00f9 elevata ed omogenea del passato. Non spetta all\u2019amministrazione comunale la progettazione e le definizioni dei criteri che debbano guidare una progettazione ospedaliera.<\/em><\/p>\n<p><em>La Regione Puglia ha esperienza e know-how in questo campo in quanto il rimodernamento strutturale ospedaliero di ottima fattura \u00e8 gi\u00e0 in essere in molte citt\u00e0 (Lecce, Taranto, Monopoli-Fasano, Bari) ed altri in fase di progettazione -esecuzione avanzata (Maglie-Melpignano, Andria)ma certamente dobbiamo ipotizzare un Nuovo Ospedale che sia attivo per i prossimi 30-35 anni e che abbia tutte le caratteristiche che un Ospedale debba avere: Umanizzazione, Urbanit\u00e0, Socialit\u00e0, Organizzazione, Interattivit\u00e0 e soprattutto capacit\u00e0 di rimodulazione secondo le eventuali necessit\u00e0 emergenziali. Tutto ci\u00f2 che allo stato il Perrino non riesce a garantire.<\/em><\/p>\n<p><em>A questo si aggiunge che il nostro territorio \u00e8 stato privato di specialit\u00e0 assistenziali che oggi giorno sono imprescindibili ad una erogazione assistenziale adeguata. Chi non ricorda le pressanti richieste e le promesse andate a vuoto di dotare anche Brindisi della Cardiochirurgia, ed ancora della Chirurgia Toracica, della Radiologia e Neuroradiologia interventistica (presente solo sulla carta) ecc\u2026<\/em><br \/>\n<em>Oggi lanciamo con forza un allarme serio e fondato sulla insostenibilit\u00e0 della struttura del Perrino e Chiediamo l\u2019inserimento di Brindisi nell\u2019elenco dei NUOVI OSPEDALI da costruire.<\/em><\/p>\n<p><em>Non spetta ancora all\u2019amministrazione comunale organizzare la rete assistenziale ma bisogna che Il comune sia parte partecipe ad una progettazione che riguarda la salute dei propri concittadini ed \u00e8 per questo che si sollecita anche:<\/em><br \/>\n<em>\u2022 la ristrutturazione del vecchio ospedale dove si pu\u00f2 pensare di localizzare oltre che una serie di servizi ambulatoriali diagnostici e specialistici anche un ospedale di comunit\u00e0 che possa essere utilizzato da tutti i medici territoriali a cui potrebbero essere affidati, con diretta responsabilit\u00e0, la maggior parte dei pazienti che non abbiano necessit\u00e0 di ricoveri di alta o intensa specializzazione, collegati come gli altri in una rete di assistenza e qualit\u00e0 di cura che li renda cio\u00e8 di II livello solo per la tipologia ma non per la qualit\u00e0 di cura (in altre parole un P.S. di codici a bassa intensit\u00e0 diagnostica interventistica ed un P.S. Pediatrico);<\/em><br \/>\n<em>\u2022 ripensare i termini di una \u201cRinnovata Attivit\u00e0 Assistenziale domiciliare\u201d ;<\/em><br \/>\n<em>\u2022 ristrutturare la rete per il soccorso (118) meglio organizzata sia sul piano degli organici che sugli Ospedali di riferimento cui fare capo.<\/em><\/p>\n<p><em>Al fine di progettare una rivoluzione nel campo assistenziale la nostra citt\u00e0 e ovviamente necessario costruire un consenso della comunit\u00e0 ad un progetto fattibile ma ambizioso che deve tener conto delle necessit\u00e0 del futuro, delle nuove tendenze che la scienza e la tecnologia ci stanno mettendo a disposizione e di tutte quelle necessit\u00e0 anche al momento impensabili, come la pandemia ci ha insegnato e come la ricerca ci sta facendo intravedere.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna trovare un consenso a un progetto che guardi oltre a quello che oggi siamo abituati ad immaginare.<\/em><br \/>\n<em>Nel contesto regionale, la nostra citt\u00e0, il nostro territorio, riteniamo, essere stato fortemente penalizzato; c\u2019\u00e8 bisogno di un riallineamento a quelli che sono gli standard pi\u00f9 evoluti; dobbiamo essere non secondi ma dobbiamo guardare agli esempi pi\u00f9 virtuosi e ritrovare quello che era un vanto della nostra citt\u00e0 ossia un sistema sanitario fortemente adeguato e di riferimento per tutti i nostri concittadini.<\/em><br \/>\n<em>Come ipotizzare un coinvolgimento delle esperienze e delle volont\u00e0 pi\u00f9 propositive?<\/em><br \/>\n<em>L\u2019ipotesi che mi viene di fare \u00e8 quella di redigere un progetto di massima aperto ad ogni contributo e possibile integrazione, su cui invitare a riflettere ampi rappresentanti della vita cittadina: il mondo specialistico sanitario, l\u2019associazionismo volontario, le categorie che possono essere interessate a un\u2019ideazione di una nuova cittadella della salute, la politica e i suoi rappresentanti naturalmente, idee nuove e senza compromessi al ribasso.<\/em><\/p>\n<p><em>A tutti si chieder\u00e0 uno sforzo collettivo, quello cio\u00e8 di sfatare l\u2019immobilismo che ha caratterizzato la nostra citt\u00e0 in tutti questi anni e soprattutto quello di essere fortemente propositivi.<\/em><\/p>\n<p><em>Non si tratta di un obiettivo da raggiungere a brevissimo termine ma un obiettivo che verr\u00e0 sfruttato e soprattutto speriamo anche poco utilizzato dalle nostre generazioni future.<\/em><br \/>\n<em>Si chieder\u00e0 uno sforzo collettivo di concretezza, di volare alto e di combattere contro tutte quelle forze che hanno in s\u00e9 pregiudizi e voglia di sopraffazione nei confronti di un territorio che fino ad oggi ha visto bloccata la sua crescita magari per semplici contrapposizioni di principio che , abbiamo visto e vediamo, hanno mai portato da nessuna parte e che nel campo sanitario ci vede afflitti da quello che io definisco una \u201cnuova povert\u00e0 sanitaria\u201d mascherata da un movimentismo decisionale finalizzato a tamponare falle ma che fa buttare fiumi di denaro in opere e progetti che in molti casi non danno soluzioni stabili per un futuro molto prossimo.<\/em><br \/>\n<em>Si vuole mettere in campo un progetto di rifondazione e di Rinascimento della citt\u00e0 di Brindisi che possa ridisegnare il nostro territorio in una maniera che forse mai ci siamo sognati di pensare e nuove ed efficienti strutture sanitarie debbono rappresentare un primo ed imprescindibile punto di partenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Naturalmente questi sono soltanto delle idee che possono essere sviluppate, migliorate ma l\u2019importante \u00e8 che si possa in qualche modo ideare progettare in maniera ambiziosa la citt\u00e0 del futuro, una Brindisi del futuro che abbia tutte quelle innovazioni che tutti i giorni tutti noi cittadini che amiamo la nostra citt\u00e0 desideriamo e vediamo pi\u00f9 come un sogno che come una realt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi possiamo mettere le basi per realizzare questo sogno, per meglio organizzare la nostra vita cittadina affinch\u00e9 le nostre generazioni future possano godere di una citt\u00e0 migliore in un mondo migliore, in una citt\u00e0 in cui \u201cLe necessit\u00e0 degli ultimi siano soddisfatte come il benessere dei primi\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina il sindaco Riccardo Rossi ed il suo consulente in materia di sanit\u00e0 Gianni Quarta hanno presentato un documento che sar\u00e0 inviato alla Regione Puglia con alcune richieste per migliorare il sistema sanitario brindisino. 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