{"id":192748,"date":"2021-09-14T15:17:05","date_gmt":"2021-09-14T13:17:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=192748"},"modified":"2021-09-15T15:18:17","modified_gmt":"2021-09-15T13:18:17","slug":"dipietrangelo-la-citta-ha-bisogno-di-dialogo-di-concretezza-e-di-certezze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dipietrangelo-la-citta-ha-bisogno-di-dialogo-di-concretezza-e-di-certezze\/","title":{"rendered":"Dipietrangelo: &#8220;la citt\u00e0 ha bisogno di dialogo, di concretezza e di certezze&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Mai come in questo momento Brindisi avrebbe bisogno di classi dirigenti che con umilt\u00e0 sapessero dialogare per mettere a confronto e a disposizione idee, progetti e risorse di quanti possano prendersene cura.<br \/>\nLa mancanza di dialogo con chi rappresenta interessi reali e legittimi, l\u2019assenza di confronti serrati sulle cose da fare e che si possono fare, le diffidenze verso chi non la pensa allo stesso modo, ha portato la citt\u00e0 a non avere certezze per il presente e per il futuro.<br \/>\nLe questioni rimangono sempre le stesse mentre la disoccupazione aumenta, i nostri giovani vanno via, la cassa integrazione aumenta, si fanno meno figli, gli investimenti pubblici e privati latitano. Quale \u00e8 il futuro di Brindisi?<br \/>\nA molti a furia di guardare indietro \u00e8 venuto il torcicollo. Anche da parte di chi dovrebbe avere la sensibilit\u00e0, la funzione e la lungimiranza per prendersi cura di una citt\u00e0 sofferente e delusa si preferisce la mera e la solita partecipazione alla discussione sul nulla dettata anche da ridicole dietrologie e stupide diffidenze. Per fare, ci vogliono progetti, risorse e interlocutori credibili e reali. Si eviterebbe cos\u00ec di far diventare la cosa pubblica una specie di carta assorbente di quanto scritto o proposto da altri, piccole o grandi lobby che siano. Ci vuole pertanto trasparenza e certezza, condizioni per qualsiasi dialogo costruttivo e per organizzare una partecipazione non strumentale o di facciata.<br \/>\n\u00c8 il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0 che non pu\u00f2 essere deciso ne\u2019 da una setta e ne da chi ignora o rimuove la realt\u00e0. Siamo obbligati tutti a dare un contributo. Ce lo impongono i fatti, gli sconvolgimenti sociali, economici che la pandemia ci ha posto di fronte e che il mutamento climatico ci sta evidenziando con tutti i suoi preoccupanti risvolti. Il vecchio progetto di futuro delineato negli atti propedeutici al Pug \u00e8 destinato a soccombere di fronte ad un tempo nuovo e diverso che lo ha reso tristemente e inesorabilmente superato.<br \/>\nC\u2019\u00e8 bisogno di un luogo istituzionale dove aprire un confronto per condividere progetti e obiettivi, sapendo che molte delle risorse soprattutto quelle del PNRR sono state gi\u00e0 decise e indirizzate e per la loro gestione bisogna essere gi\u00e0 pronti.<br \/>\n\u00c8 necessario puntare sugli investimenti a breve e lungo termine, sulle opere pubbliche davvero necessarie, sulla infrastrutturazione territoriale e non sulla sommatoria di vecchi e obsoleti progetti o di interessi che prescindono da un minimo di pianificazione, di priorit\u00e0 e di coerenza. Cos\u00ec come \u00e8 necessario non mettere i bastoni tra le ruote a chi genera e pu\u00f2 generare sul serio posti di lavoro(ossia le imprese sane e trasparenti). Lavoro e rigenerazione ambientale innanzitutto e a 360 gradi.<br \/>\nPu\u00f2 e deve certamente contribuire un\u2019altro tipo di industria, meno pesante e non inquinante coinvolgendo innanzitutto i grandi gruppi storicamente presenti nel territorio, una idea meno vaga di porto produttivo e infrastrutturato e un impegno per la transizione energetica con meno slogans e pi\u00f9 progetti e forse con meno retorica sull\u2019idrogeno. Ma Brindisi non \u00e8 solo questo.<br \/>\nAd un nuovo sviluppo, insisto ormai da tempo, pu\u00f2 dare il suo contributo anche l&#8217;agricoltura del territorio. Di questo, per\u00f2, non c\u2019\u00e8 consapevolezza e abbonda una fastidiosa indifferenza soprattutto tra coloro che, pur avendo responsabilit\u00e0 amministrative e politiche, dimostrano di non conoscere il territorio e il contesto in cui vivono ma su cui pesano le loro scelte,la loro ignoranza e la loro inconsistenza e indifferenza. Ci sono amministratori che si interessano di agricoltura, di paesaggio e di sviluppo rurale? E se ci sono, con i loro sindaci, battano un colpo.<br \/>\n\u00c8 ormai fin troppo evidente, per esempio, l\u2019urgenza e la necessit\u00e0 di progettare una rigenerazione agricola di quella parte di territorio colpito dalla Xilella attraverso interventi di nuove colture e di forestazione (ben oltre l\u2019idea di foresta orientale a suo tempo proposta dall\u2019assessore Borri) per evitare non solo la desertificazione e la scomparsa di uno storico paesaggio quale quello degli uliveti, ma anche per arrestare il peggioramento climatico le cui conseguenze si stanno gi\u00e0 riscontrando sui terreni e sulle colture. Senza alberi e senza verde la CO2 aumenter\u00e0 sempre di pi\u00f9. Progetti questi che richiedono un coinvolgimento anche dei privati una parte dei quali ormai sta pensando di abbandonare i propri terreni. Altroch\u00e9 impianti fotovoltaici! Non una riflessione, ne\u2019 una iniziativa e ne\u2019 tantomeno una curiosit\u00e0 ad informarsi, a conoscere.<br \/>\nLa responsabilit\u00e0 per questa disattenzione ricade anche su chi dovrebbe rappresentare il mondo agricolo che non pu\u00f2 limitare il proprio ruolo ad una politica di servizi, di assistenza o di stantie rivendicazioni.<br \/>\nSo di ripetermi ma ritorno a sottolineare come la citt\u00e0 di Brindisi ,per superficie agraria, e&#8217; la citt\u00e0 pugliese, dopo Foggia ,con l&#8217;agro pi\u00f9 esteso. Arriva fino ai confini di Mesagne, Sandonaci, San Pancrazio,San Pietro, Cellino, Carovigno, San Vito. In provincia di Brindisi il peso dell\u2019agricoltura sul valore aggiunto \u00e8 passato dal 3,9% del 2005 al 6,5% del 2015 mentre l\u2019industria, nello stesso periodo, dal 19% al 17%. Gli addetti nell\u2019industria sono circa 20.000, in agricoltura sono 13.000 (e a questi andrebbero aggiunti quelli dell\u2019indotto e della trasformazione alimentare, calcolati tra gli addetti nell\u2019industria). Un trend che \u00e8 continuato a crescere anche in questi ultimi anni. In citt\u00e0, in proporzione, i rapporti sono pi\u00f9 o meno gli stessi. Ma il settore agricolo rimane privo di considerazioni e di attenzione. Brindisi non \u00e8 solo industria, porto, zona industriale, ne\u2019 tantomeno territorio indistinto da aggredire e utilizzare ulteriormente per impianti fotovoltaici o per un futuribile ciclo dell\u2019idrogeno. C\u2019\u00e8 altro e chi ha responsabilit\u00e0 ha il dovere di conoscerlo, studiarlo e coinvolgerlo.<br \/>\nAltrove si corre, da noi si chiacchiera per dividere e per dividersi, quando invece c\u2019\u00e8 bisogno di unire una citt\u00e0 con tutte le sue capacit\u00e0 e potenzialit\u00e0 produttive in uno di quei passaggi difficili della sua antica e recente storia.<br \/>\nUn patto per Brindisi \u00e8 quanto mai urgente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmine Dipietrangelo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mai come in questo momento Brindisi avrebbe bisogno di classi dirigenti che con umilt\u00e0 sapessero dialogare per mettere a confronto e a disposizione idee, progetti e risorse di quanti possano prendersene cura. 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