{"id":19279,"date":"2014-08-06T10:20:50","date_gmt":"2014-08-06T08:20:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=19279"},"modified":"2014-08-06T11:14:34","modified_gmt":"2014-08-06T09:14:34","slug":"tutto-pronto-ad-ostuni-per-tetris-mostra-delle-opere-di-fabrizio-fontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/tutto-pronto-ad-ostuni-per-tetris-mostra-delle-opere-di-fabrizio-fontana\/","title":{"rendered":"Tutto pronto ad Ostuni per &#8220;Tetris&#8221;, mostra delle opere di Fabrizio Fontana"},"content":{"rendered":"<p>Il secondo evento del mese di agosto con cui la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni movimenta lo Spazio Purgatorio, \u00e8 affidato alla mostra \u201cTetris\u201d dell\u2019artista Fabrizio Fontana.<\/p>\n<p>Salentino di nascita, Fontana fa del gioco il fulcro di tutto il suo lavoro e in questa mostra, giocando giocando, mette in atto, in performance, un\u2019idea geniale che promette di risolvere il grande dissidio interiore che dilania l\u2019artista tutte le volte che con la vendita si vede costretto a cedere la paternit\u00e0 delle sue opere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco come Carmelo Cipriani, curatore della mostra, ci racconta questa nuova avventura dell\u2019artista:<\/p>\n<p><em>\u201cSembra scritto nel destino il percorso artistico di Fabrizio Fontana, in quello stesso nome condiviso con uno dei maggiori capolavori del Novecento. Predestinazione o pura casualit\u00e0 poco importa, ma come in Fontana di Marcel Duchamp, anche il lavoro di Fabrizio cela, dietro l\u2019aspetto ironico e dissacratorio, complessi significati e verit\u00e0 pi\u00f9 profonde. Con il genio francese Fontana condivide la propensione speculativa generata da un approccio ludico alla realt\u00e0. Un modus operandi storicamente connotato, all\u2019origine di molteplici capolavori del secolo trascorso, tradotto dall\u2019artista salentino in un\u2019esortazione al gioco \u2013 o \u201cjioko\u201d come egli ama scrivere \u2013 e alla visionariet\u00e0 tipica dei teneri anni.<\/em><br \/>\n<em> Al Tetris, gioco cult degli anni Ottanta, sul quale si sono consumati anni e acribia adolescenziali, \u00e8 dedicato un filone di ricerca importante della sua produzione. Presentato per la prima volta nel 2006, il tema \u00e8 ora riproposto con lavori inediti e nuove finalit\u00e0. Una revisione progettuale nata da una sincera riflessione sul sistema dell\u2019arte, immaginato come un quadrilatero i cui lati sono rispettivamente rappresentati dall\u2019artista, dal critico-curatore, dal gallerista (ma anche dall\u2019operatore museale) e dal collezionista-pubblico. Ciascun elemento \u00e8 fondamentale per chiudere il cerchio, o meglio, per completare il quadrato. In assenza anche di una sola di queste componenti, il sistema permarrebbe incompleto, inconsistente ed autoreferenziale. Un\u2019indagine impietosa che ha condotto l\u2019artista alla creazione di diciassette opere, differenti l\u2019una dall\u2019altra ma intrinsecamente legate dalla verve polemica, sempre abilmente celata dalla rosea parvenza degli elementi oggettuali, e dalla frase componibile sul retro: opere opistografe, dunque, assemblaggi in box sul fronte, scrittura dipinta sul retro.<\/em><br \/>\n<em> Punto focale del sistema \u00e8 la vendita, che, una volta compiuta, segna il distacco dell\u2019opera dal suo creatore e il diradarsi del rapporto con le opere coeve. Una necessit\u00e0 per l\u2019artista, ma anche un rammarico, simile ad una paternit\u00e0 ceduta. Ma attraverso la scritta retrostante Fontana ha trovato il modo di assoggettare le sue creature ad un sistema di autocontrollo, legandole indissolubilmente le une alle altre. In esse idee politiche, abitudini sociali, dinamiche culturali e spunti autobiografici appaiono condensati in una sintassi iconica che cede volentieri all\u2019eccesso. Un surplus cromatico e formale prodotto da una personalit\u00e0 dicotomica in cui la spensieratezza del bambino trova un proprio equilibrio con la consapevolezza dell\u2019adulto. I titoli, sempre esplicitati, contribuiscono fattivamente all\u2019economia compositiva mediante inserimenti testuali attinti ad ambiti eterogenei, dal letterario al popolare. Nelle sue opere detti e versi assumono uguale dignit\u00e0, affiancandosi e sovrapponendosi in maniera analoga a quanto nell\u2019esistenza umana fanno tragedia e allegria, vita e morte, bene e male. Concetti, questi, tutti contemplati nell\u2019operare dell\u2019artista, insinuati nel piano pittorico in forma demitizzata, proprio come fossero trattati da un bambino.<\/em><br \/>\n<em> Con attivit\u00e0 da bricoler Fontana monta legni, crea stencil, fonde resina, applica giocattoli. Ogni lavoro, carico di riferimenti oggettuali, testuali, numerici e perfino gestuali, si configura come un micromondo, suscitando nello spettatore stimoli memoriali e capacit\u00e0 immedesimatorie. Osservando le sue composizioni, l\u2019occhio indugia sul singolo dettaglio, scoprendo i giochi dell\u2019infanzia e sollecitando il ricordo. D\u2019altronde \u201cla memoria possiede gi\u00e0 in s\u00e9 ogni immagine che l\u2019occhio, vedendo, non fa che ritrovare\u201d (Valerio Adami). Serio e faceto, sacro e profano, si combinano magistralmente in opere che dietro l\u2019aspetto beffardo pongono molteplici interrogativi, indorando la pillola dell\u2019entropia esistenziale. Narrativa ed estetica s\u2019intrecciano creando un ensamble visivamente dirompente e pregno di complessi riferimenti simbolici. Confermando il gusto dell\u2019artista per la citazione, parole e immagini attingono continuamente al doppio senso, accompagnate nella loro polisemia e mai forzate ad esprimere pensieri contrari alla propria natura. Un procedimento di mise en abyme all\u2019interno del quale combinare gli opposti, indagare il paradosso e porre in discussione il comune sentire.<\/em><br \/>\n<em> Questo testo \u00e8 destinato a rimanere flebile traccia di un\u2019operazione culturale perspicace. A vernissage concluso, la frase retrostante sar\u00e0 smembrata per rivelarsi, solo a distanza di anni, ad un impegnato collezionista che, nel rileggerla, ne ricaver\u00e0 un monito sulle pratiche collezionistiche e sulle complesse dinamiche della fruizione artistica. Un brano composto da cento lettere, tante quanti sono i moduli in cui sono divisi i retri delle singole opere: al tempo stesso raggiunta conquista e imperdonabile tradimento. Rivelando una pratica condivisa, la scritta rappresenter\u00e0 per il collezionista il game over, un duro colpo per il suo compiacimento estetico, per la sua mania di possesso. \u00c8 questo l\u2019approdo definitivo e la chiave interpretativa dell\u2019intero progetto.<\/em><br \/>\n<em> Partito dall\u2019indagine sulle pratiche collezionistiche l\u2019artista ha prodotto ognuna delle diciassette opere immaginando un futuro compratore in grado di ricomporle. Diciassette, perch\u00e9 uno pi\u00f9 sette d\u00e0 otto, simbolo dell\u2019infinito, della continua ed estenuante ricerca del pezzo mancante. Condizionato da suggestioni dadaiste, il recente lavoro di Fontana sembra conoscere nella dimensione scritturale un trait d\u2019union con gli arazzi di Alighiero Boetti, ma, a differenza dell\u2019artista torinese, che ha dato ad ogni opera un senso compiuto, il nostro artista ha costituito un lavoro multiplo, testualmente e semanticamente componibile.<\/em><br \/>\n<em> Attraverso l\u2019ennesima trovata Fontana sembra esortarci al gioco e al recupero dell\u2019infanzia perduta. Ma dietro il volto ludico \u2013 un dietro fisico oltre che concettuale \u2013 le sue opere rivelano una profonda riflessione sulle contraddizioni dell\u2019esistenza, sulle dinamiche del collezionismo e, per estensione, sull\u2019intero sistema dell\u2019arte. Ed \u00e8 su questa via che il gioco si fa serio\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sera dell&#8217;inaugurazione \u00e8 prevista la presentazione del brano inedito dei &#8220;T for Trivellor&#8221; (gruppo musicale emergente salentino) dedicato al Tetris di Fabrizio Fontana.<br \/>\nSi comincia alle ore 20.00.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TETRIS<\/strong><br \/>\n<strong> OPERE di FABRIZIO FONTANA<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura di Carmelo Cipriani<\/strong><br \/>\n<strong> GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA<\/strong><\/p>\n<p>ESPOSIZIONE:<br \/>\nSPAZIO PURGATORIO<br \/>\nc\/o CONVENTO DELLE MONACELLE<br \/>\nVia Alfonso Giovine (centro storico)<br \/>\n72017 OSTUNI<br \/>\nORARIO: tutti i giorni 10 &#8211; 22<\/p>\n<p>Inaugurazione: mercoled\u00ec 13 agosto, ore 20.00<br \/>\nDal 13 al 31 agosto 2014<\/p>\n<p>VENDITA E RELAZIONI ESTERNE<br \/>\nGALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA<br \/>\nPiazzetta Cattedrale (centro storico)<br \/>\n72017 Ostuni (Br)<\/p>\n<p>Tel. 0831.335373 \u2013 Cell. 348.8032506<br \/>\nE-mail: info@orizzontiarte.it<br \/>\nWeb: www.orizzontiarte.it<br \/>\nF: Orizzontiartecontemporanea<\/p>\n<p>UFFICIO STAMPA<br \/>\nAmalia Di Lanno<br \/>\nE-mail: amalia.dilanno@libero.it<\/p>\n<p>Mediapartner: ilsitodell\u2019arte<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il secondo evento del mese di agosto con cui la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni movimenta lo Spazio Purgatorio, \u00e8 affidato alla mostra \u201cTetris\u201d dell\u2019artista Fabrizio Fontana. 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