{"id":193044,"date":"2021-09-21T17:38:22","date_gmt":"2021-09-21T15:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=193044"},"modified":"2021-09-30T23:46:11","modified_gmt":"2021-09-30T21:46:11","slug":"venerdi-24-visita-guidata-alla-collezione-darte-contemporanea-della-camera-di-commercio-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/venerdi-24-visita-guidata-alla-collezione-darte-contemporanea-della-camera-di-commercio-di-brindisi\/","title":{"rendered":"Venerd\u00ec 24 visita guidata alla collezione d\u2019arte contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/visita-guidata-cciaa-br-240921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/visita-guidata-cciaa-br-240921-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-193046\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/visita-guidata-cciaa-br-240921-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/visita-guidata-cciaa-br-240921.jpg 509w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>Venerd\u00ec 24 Settembre 2021 , alle ore 18:30, sar\u00e0 possibile visitare la Collezione d&#8217;Arte Contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi.<br \/>\nLa visita guidata \u00e8 organizzata dalla Camera di Commercio di Brindisi e dal curatore della mostra Massimo Guastella,<br \/>\nPer info e prenotazioni rivolgersi all&#8217;InfoPoint di Palazzo Granafei Nervegna o al numero 0831229784<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>Approfondimenti: Opere dalla collezione d\u2019arte contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi. Di Massimo Guastella<\/strong><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Scegliere di esporre in permanenza una selezione delle opere d\u2019arte di et\u00e0 contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi, \u00e8 stato, direi, ovvio, considerata la determinazione dell\u2019ente di avviare, due anni or sono, la revisione dell\u2019inventario del patrimonio di una ottantina di dipinti e grafiche, una scultura e dieci carte geografiche, finalizzata non solo al censimento, con relativa schedatura catalografica, sia cartacea che on line, ma innanzitutto alla conservazione e messa in valore per la pubblica fruizione.<br \/>\nLa Camera di Commercio ha una collezione costituita ab origine ossia sin dalla sua istituzione brindisina &#8211; \u00e8 nel lontano 1927 che fu costituito il Consiglio Provinciale dell\u2019Economia -, con acquisizioni a vario titolo, di cui non \u00e8 facile ricostruire un percorso tramite documentazione d\u2019archivio, per via delle non molte carte rinvenute ad ausilio della ricerca e delle tante andate perdute. Gli acquisti hanno seguito un andamento rapsodico e casuale, privi, come sono stati, di una vera e propria programmazione. Mi viene da osservare che sono state compere dettate, il pi\u00f9 delle occasioni, dalla volont\u00e0 di sostegno economico alla produzione e al mercato artistico del territorio provinciale cos\u00ec come proposto, principalmente dagli anni cinquanta in poi, in rassegne, mostre, assegnazioni di premi-acquisto o direttamente da artisti, galleristi o privati cittadini. La raccolta si \u00e8 formata a poco a poco a partire dalla prima met\u00e0 del novecento e comprende opere, sopra tutte quelle pittoriche, che costituiscono il nucleo pi\u00f9 consistente, legate ad autori per lo pi\u00f9 attivi nel panorama artistico regionale. Sono di vario formato, con tecniche e materie differenti, e si caratterizzano per soggetti di genere con prevalenza di paesaggi, oltre a nature morte e ritratti. Oggetti artistici interessanti per il loro valore, tutt\u2019altro che secondario, storico e documentario, ancorch\u00e9 materiale\/venale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle delibere della Giunta Camerale, con peculiare riferimento in quelle dei primi anni settanta, in previsione del trasferimento degli uffici nella nuova, attuale sede, non di rado si legge: \u00abSar\u00e0 necessario disporre di un elevato numero di quadri e pitture per completare l\u2019arredamento delle pareti vuote\u00bb (per un quadro, del leccese Enzo Sozzo esposto alla mostra personale di Fasano,1972), o in altro atto si giustifica con il \u00abbisogno di quadri costituenti opere d\u2019arte di certo rilievo, le quali mentre incrementano il patrimonio camerale costituiscono un buon investimento di capitali\u00bb (in occasione della mostra di Roberto Manni allestita alla Galleria \u201cFalanto\u201d, 1973), o ancora : \u00abSia a titolo di incoraggiamento verso l\u2019autore locale, che, soprattutto, per la pregevolezza dei dipinti e per la esigenza che presenta questa Camera, sia al momento attuale che quando potr\u00e0 effettuarsi il trasferimento nei nuovi locali, di quadri costituenti opere d\u2019arte di certo rilievo\u00bb (per l\u2019acquisto di due opere di Ernesto Pentassuglia provenienti dall\u2019esposizione personale brindisina alla \u201cSala Blu\u201d, 1973). Le molteplici circostanze che suggerivano l\u2019acquisto e le conseguenti motivazioni, dalle esigenze d\u2019arredo adeguato alla nuova sede, all\u2019incentivo per gli artisti locali, costituiscono il leitmotiv che ha orientato la raccolta delle opere sino ai recenti premi-acquisto dell\u2019azienda speciale I.S.F.O.R.E.S. (Istituto Superiore per la Formazione, la Ricerca Indagini e Studi \u201cGiuseppe Orlando\u201d), in occasione delle edizioni annuali del concorso regionale di pittura estemporanea, organizzate tra gli anni novanta e i primi del nuovo millennio dall\u2019 \u201cAssociazione turistica proloco Villa Castelli\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da menzionare innanzitutto due opere che ora assumono certa rilevanza per il particolare significato di cui sono state investite: il quadro raffigurante il Ritratto di Pietro Marzolla, datato 1739 da un ignoto pittore meridionale, recuperato dai depositi della odierna Camera di Commercio, a cui \u00e8 presumibile gi\u00e0 appartenesse, per poi transitare nell\u2019attuale edificio camerale, al palazzo di propriet\u00e0 della famiglia Bono, e un busto Nudo di donna, eseguito nel 1934, opera giovanile di Stefano Cavallo, artista di San Michele Salentino (1913 &#8211; Milano 1993), appena formatosi ai corsi di Libero Andreotti all\u2019istituto fiorentino di Belle Arti. Dunque, entrambe le opere sono verosimilmente provenienti dalla prima sede che ospit\u00f2 il Consiglio Provinciale dell\u2019Economia, in Viale Regina Margherita, 46-50. Corre obbligo rimarcare la volont\u00e0 e la fermezza dell\u2019ente a impegnarsi nel restauro conservativo delle due opere, ritrovate in non buone condizioni, condotto puntualmente da Francesca Marzano, per restituirle adeguatamente alla fruizione del pubblico, un mecenatismo di considerevole valenza, in un tempo in cui sul territorio persino le risorse pubbliche si destinano ovvero, a mio modesto avviso, si sperperano per eventi culturali di importazione, del copia&amp;incolla, mordi&amp;fuggi o le cosiddette experiences, manifestazioni transeunte legate al business della spettacolarizzazione dell\u2019arte visiva, che tali restano, sprovviste di ragioni e senso e soprattutto di una ricaduta educativa sulla comunit\u00e0. Questa esposizione \u00e8 la risposta locale credibilmente originale perch\u00e9 fondata pedagogicamente, rappresentativa di una raccolta di quadri unica nel suo genere: ripensare la propria collezione d\u2019arte contemporanea affinch\u00e9 diventi un luogo esemplare di fruizione estetica e intellettuale che sar\u00e0 documentata e perci\u00f2 divulgata all\u2019esterno e nel tempo tramite un catalogo delle opere. Tanta roba nella latitanza delle istituzioni pubbliche sempre pi\u00f9 prone alle sollecitazioni di interessi privati anzich\u00e9 proporsi quali pres\u00ecdi di progettazione e produzione di iniziative che favoriscano la collettivit\u00e0. L\u2019antologica tratta dall\u2019intera raccolta sar\u00e0 esposta permanentemente al primo piano, nella sala convegni dell\u2019edificio progettato negli anni sessanta dall\u2019architetto Enrico Nespega e dall\u2019ingegnere Alfonso Prusciano; si compone di quadri, pittura e disegni, risalenti ad un arco di tempo che va dalla met\u00e0 degli anni venti sino agli esordi del nuovo millennio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del 1927 (solo un caso la coincidente data con l\u2019istituzione del CPE a Brindisi?) \u00e8 l\u2019olio su tavola firmato e datato da A. Lariccia, raffigurante un Paesaggio, autore di altre due piccoli raffigurazioni su tavola del 1931, Il tornitore e Portici con scale, appartenenti alla collezione Provincia di Brindisi, che aprono una problematica sull\u2019identit\u00e0 dell\u2019artista. Agli anni trenta spetta un altro Paesaggio ma di un virtuoso pittore emiliano, Ferruccio Scandellari (Bologna, 1882 &#8211; 1938), operante e insegnante a quell\u2019epoca nel Salento ed esecutore di nostalgiche vedute montane amate in giovent\u00f9. Seguono opere che legano gli artisti al territorio. Penso innanzitutto a Giuseppe Marzano (San Pietro Vernotico,1936) la cui Marina (Mare te li masculi) proviene dalla I\u00aa Mostra Collettiva d\u2019Arte \u201cCitt\u00e0 di Brindisi\u201d, organizzata nel 1954 dal comitato provinciale della \u201cDante Alighieri\u201d, sotto il patrocinio de \u201cIl Giornale d\u2019Italia\u201d nei locali del Liceo Ginnasio. Un\u2019occasione espositiva di cui non si pu\u00f2 non sottolineare la rilevanza storica negli anni di ricostruzione e, soprattutto, di risveglio culturale nel dopoguerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tal proposito, certa importanza riveste la provenienza delle opere, acquistate in mostre e rassegne tenute negli spazi pubblici del brindisino s\u00ec da costituire un buon viatico per ricostruire la storia delle gallerie d\u2019arte a Brindisi e in provincia e da incentivare il dibattito culturale e artistico sul territorio. Sin dalla prima met\u00e0 del secolo scorso si esponeva nei locali del Circolo Cittadino. A seguire, dalla seconda met\u00e0 del novecento, agli allestimenti promossi dall\u2019EPT, di piazzetta Engelberto Dionisi, si avvicendarono pi\u00f9 moderne gallerie d\u2019arte: il Centro Culturale \u201cDue Colonne\u201d(1956 -1962); la galleria permanente d\u2019arte moderna \u201cLa Gondola\u201d, inaugurata nel 1963, per la dinamicit\u00e0 culturale di Nino De Gennaro; la galleria \u201cCaprioli\u201d, attiva tra gli anni sessanta-settanta; la \u201cGalleria del Sole\u201d (1965- 1971) avviata da William Mc Cord, un militare statunitense di stanza nella base NATO di San Vito dei Normanni e artista dei linguaggi informali; nel 1967 iniziarono le attivit\u00e0 della \u201cMediterranean Gallery\u201d, diretta dalla pittrice Gilda Maggiore, conclusesi tra gli anni novanta e il nuovo millennio, e della \u201cVangojna\u201d, guidata dall\u2019artista e animatore culturale Aldo Scialpi; la galleria \u201cMoulin Rouge\u201d, avviata dall\u2019artista Amedeo de Angelis; la galleria \u201cLa pinacoteca\u201d e la galleria d\u2019arte di \u201cAngelo Cristoforo\u201d, la galleria \u201cSala Blu\u201d, il Centro di arte antica e contemporanea \u201cLa Campana\u201d attive negli anni settanta; le pi\u00f9 note galleria \u201cFalanto\u201d (1972-1979) e \u201cIl Tempietto\u201d (1979-2006), spazio espositivo, noto internazionalmente, gestito dai coniugi Vescina che, oltre a una gestione nel diretto confronto con gli artisti, era in relazione con gallerie italiane ed estere sintonizzate sui filoni espressivi della figurazione; da ultimo ag\u00ec il Centro di Promozione Culturale \u201cIl segno\u201d. In provincia di Brindisi, con la galleria comunale Pinacoteca \u201cEmilio Notte\u201d di Ceglie Messapica agivano: a Cisternino, la \u201cGalleria di via Manzoni\u201d e \u201cLa Salita\u201d; a Fasano, la \u201cCasina municipale della Selva\u201d e le gallerie \u201cR. 24\u201d, \u201cEgnatia\u201d, \u201cMartello d\u2019Oro\u201d, \u201cSchiavone\u201d; a Francavilla, la storica \u201cLa Casaccia\u201d, dal 1972, motore di attivit\u00e0 artistiche locali, il centro d\u2019arte \u201cLa barcaccia\u201d e la galleria \u201cStudio V\u201d; a Ostuni erano le gallerie \u201cLa terra\u201d, \u201cLa tavolozza\u201d e \u201cTracce\u201d; a San Vito dei Normanni si esponeva a \u201cLa saletta\u201d, negli anni settanta, e nel centro di Documentazione Artistica di San Vito dei Normanni dal 1985; a Torre Santa Susanna si ricorda il Centro Artistico Salentino; e per concludere il \u201cCentro d\u2019Arte 2T\u201d di Latiano, negli anni ottanta.<br \/>\nNon vanno sottaciute le episodiche ma non rare esposizioni estive nelle realt\u00e0 alberghiere dislocate tra le marine di Fasano e Ostuni, fra tutte l\u2019Hotel Torre Canne, il Grand Hotel Rosa Marina, il Villaggio Valtur, il \u201ccamping Pilone\u201d e le svariate edizioni della Sagra dei pittori, sulla scalinata delle colonne romane. Oggi la realt\u00e0 delle sedi espositive risulta assai modesta e affatto in declino.<br \/>\nIn taluni degli spazi espositivi, in questa occasione succintamente elencati, presentarono le loro opere gli artisti che figurano tra gli autori della raccolta camerale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In breve qui si segnalano tra le altre due opere datate 1954 il Paesaggio di Antonio Pinto (Brindisi1909 &#8211; Monopoli 1981), apprezzato artista attivo tra Venezia, il Lazio e Monopoli, che realizz\u00f2 il mosaico allegorico del Palazzo dell\u2019Intendenza di Finanza e quello degli uffici INPS, opere del 2%, e l\u2019espressionista Colata in fonderia di Vitantonio Russo (Taranto 1932) acquistata certamente in occasione della personale dell\u2019allora giovane artista tarantino ordinata dall\u2019EPT nel saloni del circolo cittadino nel 1955 (6-14 ottobre); lo stesso Russo ricordava: \u00abDiversi gli acquisti da parte sia degli Enti che di privati che di stranieri\u00bb, e tra gli enti, tre opere le acquist\u00f2 la Provincia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si scopre e si consegna al suo catalogo di Vincenzo Balsamo (Brindisi 1935 &#8211; Roma 2017) un giovanile Paesaggio; lo realizz\u00f2 nel 1957, esordiente \u00abpaesaggista che ha saputo far coesistere il pacato fatalismo originario con la inquietante curiosit\u00e0 dell\u2019uomo moderno\u00bb (Ugo Mannoni), dopo aver affinato il mestiere alla Scuola d\u2019Arte San Giacomo di Roma, per avviarsi negli anni settanta a percorrere le strade dell\u2019astrattismo ben sostenuto dalla critica militante italiana. \u00c8 da credersi che l\u2019opera fosse tra quelle esposte a Brindisi, al \u201cCircolo Cittadino\u201d, nella sua personale dell\u2019agosto 1957.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si \u00e8 anzidetto dell\u2019acquisto dell\u2019opera di Roberto Manni (San Pancrazio Salentino 1912 &#8211; 2003), tra le personalit\u00e0 artistiche pi\u00f9 raffinate che la provincia pu\u00f2 vantare, autore della rappresentazione musiva Progresso Scientifico e l\u2019Uomo per l\u2019Aula Magna dell\u2019Istituto tecnico industriale \u201cG. Giorgi\u201d di Brindisi (1975). Il suo olio su tela, Luce mediterranea, del 1973, \u00e8 d\u2019una attualit\u00e0 di inattesa rilevanza, soprattutto per il destino infausto incombente sui secolari ulivi che, nelle sue invenzioni, \u00abassumono parvenze antropomorfiche, si animano d\u2019un panteismo che rientra nel grembo dell\u2019antica Magna Grecia: modalit\u00e0 esistenziale, specchio d\u2019una condizione umana, quindi erma, simulacro, pietra sacrificale. La stessa aria che li circonda, consolidandosi nella sintesi del paesaggio, si fa respiro umano, alito d\u2019una presenza immanente\u00bb (Paolo Rizzi, 1977).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla rappresentazione del lavoro e proprio delle attivit\u00e0 caratterizzanti il territorio e la sua economia e agli ambiti della cultura popolare si riferiscono le Raccoglitrici di olive di Enzo Sozzo (Lecce 1917 -1993) che dipinse nel 1980, e il bozzetto dei Pescatori di Franco Ruggiero (San Vito dei Normanni 1910 &#8211; Milano 1996). Si aggiunge una tavoletta eseguita da Aldo Scialpi che rappresent\u00f2 in un Notturno del 1960, quello che oggi ci pare vieppi\u00f9 un ricordo di quella citt\u00e0 ormai inesistente, che le trasformazioni, le tecnologie, il progresso hanno rimosso ineluttabilmente, consegnandolo alla storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra gli artisti locali alcuni contano varie opere nella raccolta camerale. Li annovero qui di seguito. Nino De Gennaro (Brindisi 1921-2006 ), con tre quadri composti tra gli anni settanta-ottanta nel suo stile di orientamento espressionista, improntato al vigore dei colori e alla caratterizzazione in forme semplificate e lineari del paesaggio pugliese, dello scorcio urbano e della natura morta. Gilda Maggiore (San Pietro Vernotico 1913 &#8211; Brindisi 2011) dipinse i tre oli, cadenzati nel suo itinerario artistico tra anni settanta e ottanta, nelle tematiche del paesaggio dalla tavolozza ricca, dalle vegetazioni e dai fiori in primo piano e dagli \u00absfondi di surreale bellezza\u00bb (Piero Mandrillo). Di Antonio \u201cNuccio\u201d De Totero (Brindisi 1936-2017) sono quattro opere grafiche dei primi anni ottanta, conclusive della sua intensa attivit\u00e0 nel \u201cBestiarium Totericum\u201d. Tre i paesaggi dell\u2019irrealismo cromatico\u201d di Amedeo De Angelis, in arte Dean (Brindisi 1926-2010). Due i velieri di astrazione geometrica, databili al 1973, di Ernesto Pentassuglia (Brindisi 1919) e gli oli della fase figurativa simbolista del brindisino di Ennio Lapertosa (Brindisi 1948), il Cavaliere a cavallo e il Monumento al marinaio con cavaliere a cavallo, entrambi del 1983. Ad Antonio Maceri (Nard\u00f2 1956) appartengono tre dipinti degli inizi anni ottanta dalle forti pressioni simbolico-esistenziali, dettate da decise pulsioni emozionali da cui emergono tratti identitari e memorie del presente. Vi \u00e8 poi un veneto di nascita ma brindisino d\u2019adozione, Bepi Zanchetta (Bassano del Grappa 1914 -Brindisi 1985), autore di una gouache raffigurante il Cimitero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ulteriori presenze artistiche italiane sono quelle del Paesaggio brindisino eseguito da Raffaele Costi (Perugia 1909 &#8211; Rocca di Papa 1972) e della Dama nera di Franco Murer (Falcade 1952) che, nel 1986, la esegu\u00ec a china acquerellata su carta. Non mancano lavori appartenenti a un paio di artisti internazionali. Il tedesco Arnulf Erich Stegmann (Darmstadt 1912 &#8211; Deisenhofen 1984) dipinse con la bocca Le Consulat e fu noto per essere stato il fondatore dell\u2019Associazione Internazionale degli artisti disabili che dipingono con la bocca e con i piedi. Il Paesaggio invernale, del 1979, \u00e8 del croato Ivan Dekani\u010d riconducibile agli esiti della scuola naif di Hlebine,esperienza artistica dell\u2019ex Jugoslavia, sovente presentata nelle gallerie del territorio negli anni settanta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si menzionano qui, per scriverne in altra sede, altri autori delle opere del patrimonio pittorico della Camera di Commercio brindisina: Anna Guitti, Igli Arapi, Antonio Bellanova, Cosima Camarda, Giuseppe Cionfoli, Guido Ciucci, Nico D&#8217;Amici, Mino D&#8217;Amuri, Massimo De Gennaro, Vito Distante, Sonia Donnaloja, Giovanni Felle, Antonio Fersini, Luigi Guerra, Angelo Lestingi, Mario Muoio, Vittorio Nasty, Giovanni Nisi, Paolo Palam\u00e0, Carlo Sozzo, Antonio Tafuri a altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si coglie prontamente nell\u2019osservazione complessiva delle opere che, nelle declinazioni dei linguaggi, prevale la figurazione, d\u2019impronta realista ed espressionista; solo nel caso di Pentassuglia v\u2019\u00e8 cenno all\u2019astrattismo geometrico. Nessuna traccia dell\u2019informale, della pop art e delle neoavanguardie concettuali che, dagli anni quaranta e sino ai settanta, caratterizzarono gli sviluppi linguistici contemporanei.<br \/>\nQuelli appena segnalati sono solo alcuni dei quadri catalogati tra quelli di propriet\u00e0 della Camera di Commercio di Brindisi, sino ad oggi preclusi alla fruizione pubblica, trovandosi dislocati nelle stanze degli uffici. Da questa ricognizione si disporr\u00e0 di utili informazioni per la conoscenza delle vicende e delle personalit\u00e0 artistiche in gran parte attive sul territorio nel secolo ventesimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Jean Baudrillard scriveva: \u00ab<em>La collection, elle, \u00e9merge vers la culture: elle vise des object differ\u00e9renci\u00e9s, qui ont souvent valeur d\u2019\u00e9change, qui sont aussi \u00abobject\u00bb de conservation, de traffic, de rituel social, d\u2019exhibition, peut-\u00eatre m\u00eame source de b\u00e9n\u00e9fices. Ces object sont assortis de projects. Sans cesser de renvoyer les uns aux autres, ils incluent dans ce jeu une ext\u00e9teriorit\u00e9 sociale, des relations humaines<\/em>\u00bb. In tal senso la raccolta della Camera di Commercio di Brindisi si rappresenta dunque come patrimonio di valore culturale ma anche economico, e a conferma delle considerazioni di Rodolfo Pallucchini, concluderei che, anche in questa circostanza, nostrana, \u00abuna raccolta d\u2019arte contemporanea deve limitarsi ad una funzione d\u2019archivio per lo storico, ad un\u2019antologia varia e disinvolta per l\u2019artista, ad una fonte d\u2019insegnamento per la persona di cultura e per il pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Massimo Guastella<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 24 Settembre 2021 , alle ore 18:30, sar\u00e0 possibile visitare la Collezione d&#8217;Arte Contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi. 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