{"id":193325,"date":"2021-09-28T11:03:34","date_gmt":"2021-09-28T09:03:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=193325"},"modified":"2021-09-28T11:03:34","modified_gmt":"2021-09-28T09:03:34","slug":"associazioni-autonomia-per-il-porto-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/associazioni-autonomia-per-il-porto-di-brindisi\/","title":{"rendered":"Associazioni: &#8220;autonomia per il Porto di Brindisi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La portualit\u00e0 \u00e8 uno degli elementi che contribuisce significativamente alla crescita economica del Paese e dei singoli territori. I vari tentativi per mettere ordine in questo settore non sono stati privi di errori e di grossi ed evidenti limiti. Quello della riforma Del Rio \u00e8 stato l\u2019ultimo tentativo e l\u2019intenzione era quello di ridurre il numero delle autorit\u00e0 portuali formando dei distretti per renderli, secondo lo spirito della riforma, pi\u00f9 competitivi. Peccato che &#8211; posto che le impostazioni iniziali fossero valide \u2013 quello spirito \u00e8 stato pressoch\u00e9 vanificato, a torto o a ragione, da egocentrismi e poteri localistici. Di fatto si pu\u00f2 dire che tale riforma non ha raggiunto gli obiettivi posti e per cui era nata. Possiamo discutere quanto vogliamo ma una riforma che nasce in un modo e in corso d\u2019opera viene pesantemente modificata non pu\u00f2 dire di aver raggiunto gli scopi per cui era nata.<br \/>\nIn Puglia, \u00e8 noto, la suddetta riforma stabiliva che vi fosse una sola autorit\u00e0 di sistema portuale che doveva riunire le esistenti e la scelta della sede principale era stato stabilito fosse a Taranto. Oggi ce ne sono due semplicemente perch\u00e9 i poteri politici, imprenditoriali e affaristici del capoluogo regionale non hanno accettato di perdere il bastone del comando e non essendo riusciti ad avere la meglio sulle pretese di Taranto si \u00e8 arrivati a modificare (o se preferite a non applicare) la legge Del Rio.<br \/>\nE qui, per Brindisi, \u00e8 iniziata la farsa. Invece di insistere perch\u00e9 si applicasse integralmente la riforma o in alternativa far rimanere tutto come prima, \u201cqualcuno\u201d ha preferito che la diatriba si limitasse con chi fare l\u2019unione. E\u2019 sempre stato evidente che le forze politiche che in quel momento contavano preferivano che il porto di Brindisi confluisse (non si unisse) con quello di Bari. Occorre sapere che alla base di questo volere c\u2019\u00e8 sempre stata una questione di semplice convenienza economica, di risorse finanziarie: il bilancio del porto di Brindisi era largamente positivo al contrario di quello di Bari.<br \/>\nQuesta \u00e8 in estrema sintesi la storia ma veniamo all\u2019attualit\u00e0.<br \/>\nLa cronaca di questi giorni ci sbatte in faccia una realt\u00e0 che molti non volevano vedere o facevano finta di non vedere: porto Core? A suo tempo, ci \u201ccostrinsero a cederlo\u201d al porto di Bari nonostante questo non possedesse alcun requisito per tale riconoscimento se non quello di possedere una classe politica molto forte. Da ci\u00f2 discendono tutti i guai come l\u2019esclusione da i vari corridoi di cui si parla da anni, al massimo si potr\u00e0 includere il porto di Bari escludendo tutto il resto. Non \u00e8 il caso di continuare nell\u2019elencare i lati negativi di questa perversa e obbligata \u201cunione\u201d con Bari.<br \/>\nSiamo convinti che al momento non resta che un estremo tentativo, difficile fin che si vuole ma necessario. Se continuiamo con questo \u201cmatrimonio\u201d arriveremo alla irrilevanza certa e definitiva del nostro porto, non rimane, appunto che una decisione estrema: riottenere l\u2019autonomia del nostro porto che possiede tutte quelle potenzialit\u00e0 per essere strategico per l&#8217;economia della citt\u00e0 e, soprattutto, di un territorio pi\u00f9 vasto, quindi, non solo quello brindisino ma di tutto il Salento. Il solo fatto che l&#8217;ONU, dopo approfonditi studi, abbia scelto Brindisi come base operativa per i propri interventi umanitari nel mondo, costituisce la dimostrazione dell&#8217;importanza e dell&#8217;alto valore strategico delle nostre infrastrutture (porto e aeroporto). Tutto ci\u00f2 perch\u00e9 siamo convinti che l\u2019economia del nostro territorio e della nostra citt\u00e0 \u00e8 legata strettamente alla prosperit\u00e0 del porto come, del resto, la storia ci insegna.<br \/>\nE\u2019 ovvio che la politica debba fare la sua parte per questo chiediamo alla classe politica e dirigenziale di intraprendere tutte quelle azioni utili per far (ri)ottenere l\u2019autonomia al porto di Brindisi e a far dimenticare con i comportamenti attuali i tanti errori commessi negli anni passati.<br \/>\nChiediamo alla politica locale e al Presidente Michele Emiliano che si adoperino per il commissariamento dell\u2019AdSPMAM al fine di gestire il suo scorporo e restituire al porto di Brindisi la sua autonomia. <\/p>\n<p>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO<br \/>\nWWF Brindisi<br \/>\nISDE \u2013 MEDICI PER L&#8217;AMBIENTE<br \/>\nNOTAP\/SNAM  BRINDISI<br \/>\nITALIA NOSTRA<br \/>\nFONDAZIONE DI GIULIO<br \/>\nLEGAMBIENTE BRINDISI <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La portualit\u00e0 \u00e8 uno degli elementi che contribuisce significativamente alla crescita economica del Paese e dei singoli territori. 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