{"id":193709,"date":"2021-10-05T20:37:45","date_gmt":"2021-10-05T18:37:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=193709"},"modified":"2021-10-05T20:37:45","modified_gmt":"2021-10-05T18:37:45","slug":"impianto-eolico-galleggiante-al-largo-di-brindisi-valutazione-positiva-di-legambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/impianto-eolico-galleggiante-al-largo-di-brindisi-valutazione-positiva-di-legambiente\/","title":{"rendered":"Impianto eolico galleggiante al largo di Brindisi: valutazione positiva di Legambiente"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019annuncio della possibile costruzione al largo di Brindisi di un impianto eolico offshore autogalleggiante di 1200 MW composto da 100 aerogeneratori non ha colto di sorpresa Legambiente in quanto nelle scorse settimane i rappresentanti di Falck Renewables e Blu Float Energy avevano avviato una fase di presentazione e condivisione dell\u2019idea progettuale. L\u2019impianto potr\u00e0 produrre 3.500 GW\/anno e come sottolineato dai rappresentanti delle societ\u00e0 ci\u00f2 corrisponde al consumo di circa 1 milione di utenze domestiche italiane, evitando cos\u00ec l\u2019emissione di 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che il territorio di Brindisi ed il mare Adriatico siano luoghi ideali per la produzione di energia elettrica da impianti eolici \u00e8 risaputo, sin da quando 30 anni fa la storica societ\u00e0 italiana Riva Calzoni propose la costruzione di un impianto eolico nell\u2019area immediatamente a sud del petrolchimico, poi diventata tristemente famosa per la realizzazione della discarica Micorosa, ma problemi burocratici impedirono l\u2019opera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 risaputo che Legambiente \u00e8 sempre stata favorevole ad impianti offshore e ci\u00f2 \u00e8 dimostrato anche da quanto contenuto nel dossier \u2018Un\u2019altra Brindisi \u00e8 possibile\u2019 che rappresenta un punto essenziale delle proposte sull\u2019asse Brindisi \u2013 Taranto nel PNRR dell\u2019associazione. \u2013 dichiarano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Ruggero Ronzulli, presidente regionale e Doretto Marinazzo, presidente del circolo di Brindisi &#8211; Se realmente vogliamo uscire dall\u2019era fossile \u00e8 fondamentale investire con coraggio nelle rinnovabili, ovviamente fatte bene e compatibili con l\u2019ambiente e il territorio. Per questo \u00e8 fondamentale che il Ministero della Transizione Ecologica adotti anche un Piano delle aree idonee, in cui disciplinare chiaramente questi nuovi impianti\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Brindisi vi \u00e8 un tessuto connettivo fatto di imprese (i cantieri Navali Napoletani, la Scandiuzzi e la Leucci) e di competenze tecniche qualificate (il Cetma ha in corso un progetto per il monitoraggio, l\u2019efficientamento energetico e la rigenerazione di impianti offshore) e questo tessuto connettivo, oltre che nelle ricadute occupazionali, che le imprese forse ottimisticamente quantificano, a seconda delle fasi di lavorazione, fra 1.500 e 4.000 unit\u00e0, \u00e8 una ragione pi\u00f9 che valida per confermare l\u2019estremo interesse di Legambiente verso la scelta degli impianti eolici offshore nel mare Adriatico antistante Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCi sono alcune condizioni irrinunciabili per sostenere questa scelta. \u2013 sottolineano Ciafani, Ronzulli e Marinazzo &#8211; L\u2019impianto, unitamente a quelli di produzione di energia elettrica ed idrogeno da moto ondoso, solare termodinamico e fotovoltaico (che potrebbe raggiungere i 300 MW in area SIN), deve essere alternativo rispetto alla centrale termoelettrica di Cerano. Quest\u2019ultima, infatti, dovrebbe essere smantellata, sottoponendo l\u2019area a bonifica e riqualificazione all\u2019interno di un piano di investimenti che riguardi la componentistica e l\u2019assemblaggio delle opere dello stesso impianto e la filiera dell\u2019accumulo e dell\u2019idrogeno connessa agli impianti da fonti rinnovabili a terra citati. La seconda condizione \u00e8 che si realizzi uno scrupoloso studio di fattibilit\u00e0 che analizzi la portata possibile e sostenibile dall\u2019ecosistema marino dell\u2019impianto, il superamento delle criticit\u00e0 inerenti la navigazione e la conduzione a terra dell\u2019energia prodotta attraversando le praterie di poseidonia e, a quel che risulta, il SIC mare antistante l\u2019area attualmente occupata dalla centrale ENEL per connettersi all\u2019elettrodotto. \u00c8 essenziale ovviamente la fase di scoping prevista dalle imprese, da tradurre in una costruttiva consultazione sulla fattibilit\u00e0 del progetto, ben prima che si giunga a sottoporlo a procedura di valutazione di impatto ambientale presso il ministero della Transizione Ecologica\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ufficio stampa Legambiente Puglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019annuncio della possibile costruzione al largo di Brindisi di un impianto eolico offshore autogalleggiante di 1200 MW composto da 100 aerogeneratori non ha colto di sorpresa Legambiente in quanto nelle scorse settimane i rappresentanti di Falck Renewables e Blu Float Energy avevano avviato una fase di presentazione e condivisione dell\u2019idea progettuale. L\u2019impianto potr\u00e0 produrre 3.500 GW\/anno e come sottolineato dai rappresentanti delle societ\u00e0 ci\u00f2 corrisponde al consumo di circa 1 milione di utenze domestiche italiane, evitando cos\u00ec l\u2019emissione di 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica. &nbsp; Che il territorio di Brindisi ed il mare Adriatico siano luoghi ideali per la produzione di energia elettrica da impianti eolici \u00e8 risaputo, sin da quando 30 anni fa la storica societ\u00e0 italiana Riva Calzoni propose la costruzione di un impianto eolico nell\u2019area immediatamente a sud del petrolchimico, poi diventata tristemente famosa per la realizzazione della discarica Micorosa, ma problemi burocratici impedirono l\u2019opera. &nbsp; \u201c\u00c8 risaputo che Legambiente \u00e8 sempre stata favorevole ad impianti offshore e ci\u00f2 \u00e8 dimostrato anche da quanto contenuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1250,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-193709","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/193709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=193709"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/193709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":193711,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/193709\/revisions\/193711"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=193709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=193709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=193709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}