{"id":193936,"date":"2021-10-09T18:01:58","date_gmt":"2021-10-09T16:01:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=193936"},"modified":"2021-10-10T11:04:04","modified_gmt":"2021-10-10T09:04:04","slug":"contessa-ance-parchi-eolici-marini-e-fotovoltaico-sui-tetti-ottima-soluzione-ma-basta-consumo-di-suolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/contessa-ance-parchi-eolici-marini-e-fotovoltaico-sui-tetti-ottima-soluzione-ma-basta-consumo-di-suolo\/","title":{"rendered":"Contessa (Ance): &#8220;parchi eolici marini e fotovoltaico sui tetti ottima soluzione, ma basta consumo di suolo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Le reazioni positive fatte registrare dall\u2019annuncio di Falck Renevables ed BlueFloat Energy di voler realizzare al largo della Puglia dei parchi eolici marini fanno ben sperare per un approccio corretto della fase di transizione energetica che il nostro paese si appresta ad affrontare nella sua fase pi\u00f9 delicata.<br \/>\nNon \u00e8 un mistero, infatti, che di \u201ctransizione\u201d bisognava andare ben oltre le parole ormai da anni, tanto pi\u00f9 perch\u00e9 la data della \u201cline out\u201d dal carbone \u00e8 ormai alle porte.<br \/>\nE invece, gli iter autorizzativi per la costruzione di nuove centrali elettriche a turbogas (tra cui quella di Brindisi al posto della \u201cFederico II\u201d) sono ancora in una fase embrionale e sar\u00e0 davvero difficile immaginare che molti di questi impianti possano entrare in esercizio prima del 2025.<br \/>\nUn fatto preoccupante, tanto pi\u00f9 se si considera che stiamo parlando di gruppi di produzione che andrebbero alimentati a metano, cio\u00e8 un altro combustibile fossile che inquina meno di carbone e petrolio, ma inquina!<br \/>\nLa soluzione \u2013 quella vera e definitiva \u2013 \u00e8 rappresentata dalle rinnovabili. E l\u2019idea di poter vincere ritrosie e pregiudizi nei confronti dell\u2019utilizzo del mare per produrre energia in maniera \u201cpulita\u201d risulta appassionante e deve farci lavorare tutti nella stessa direzione.<br \/>\nRealizzare parchi eolici marini anche nella nostra regione, pertanto, incontra la nostra condivisione perch\u00e9 non provoca alcun danno all\u2019ambiente, perch\u00e9 non danneggia l\u2019immagine della nostra bellissima Puglia e, non ultimo, perch\u00e9 genera ottime opportunit\u00e0 economiche ed occupazionali. Quest\u2019ultimo progetto (ma non \u00e8 il solo riguardante l\u2019eolico in mare), a quanto pare, potrebbe generare 4.000 posti di lavoro nella fase di costruzione e 1.500 a regime. Il tutto, attraverso la nascita di una filiera tutta pugliese per effetto delle grandi professionalit\u00e0 esistenti e dell\u2019esperienza manifatturiera maturata in decenni di costruzione e di manutenzione di impianti energetici e chimici. Proprio qui da noi, insomma, si potrebbero costruire torri eoliche da installare in ogni parte del mondo.<br \/>\nA fronte di una cos\u00ec allettante opportunit\u00e0, per\u00f2, \u00e8 necessario rivedere il ricorso ad impianti di energia rinnovabile molto impattanti sul territorio (in termini di aree occupate). Non \u00e8 un mistero, infatti, che la Puglia abbia subito (in un passato neanche tanto lontano) un vero e proprio \u201cassalto alla diligenza\u201d, con migliaia di ettari di terreno agricolo riempiti di specchi (spesso anche in aree situate a ridosso di centri urbani o di grande valore paesaggistico).<br \/>\nOggi, purtroppo, si pensa di continuare a consumare suolo andando a realizzare impianti solari anche in aree per le quali si potrebbe immaginare un futuro differente (vedi quelle situate nella zona industriale di Brindisi), inteso come opportunit\u00e0 per nuovi insediamenti produttivi.<br \/>\nNessun pregiudizio, ovviamente, nei confronti del fotovoltaico, ma \u00e8 necessario (come gi\u00e0 avviene in molte parti del resto del mondo) che si utilizzino i tetti di edifici e degli stessi insediamenti industriali come ottima soluzione alternativa rispetto ai terreni.<br \/>\nOccorre, insomma, immaginare un processo di rigenerazione degli insediamenti energetici con regole certe e con l\u2019obiettivo di non continuare a devastare la Puglia. Su questo sar\u00e0 necessario confrontarsi, ponendo come base di partenza la comune volont\u00e0 di superare il presente e di accorciare i tempi della transizione energetica.<\/p>\n<p>Angelo Contessa \u2013 Presidente ANCE Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le reazioni positive fatte registrare dall\u2019annuncio di Falck Renevables ed BlueFloat Energy di voler realizzare al largo della Puglia dei parchi eolici marini fanno ben sperare per un approccio corretto della fase di transizione energetica che il nostro paese si appresta ad affrontare nella sua fase pi\u00f9 delicata. Non \u00e8 un mistero, infatti, che di \u201ctransizione\u201d bisognava andare ben oltre le parole ormai da anni, tanto pi\u00f9 perch\u00e9 la data della \u201cline out\u201d dal carbone \u00e8 ormai alle porte. E invece, gli iter autorizzativi per la costruzione di nuove centrali elettriche a turbogas (tra cui quella di Brindisi al posto della \u201cFederico II\u201d) sono ancora in una fase embrionale e sar\u00e0 davvero difficile immaginare che molti di questi impianti possano entrare in esercizio prima del 2025. Un fatto preoccupante, tanto pi\u00f9 se si considera che stiamo parlando di gruppi di produzione che andrebbero alimentati a metano, cio\u00e8 un altro combustibile fossile che inquina meno di carbone e petrolio, ma inquina! 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