{"id":194994,"date":"2021-11-02T08:24:08","date_gmt":"2021-11-02T07:24:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=194994"},"modified":"2021-11-02T08:24:08","modified_gmt":"2021-11-02T07:24:08","slug":"pri-la-vicenda-intel-e-loccasione-per-guardarci-allo-specchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/pri-la-vicenda-intel-e-loccasione-per-guardarci-allo-specchio\/","title":{"rendered":"PRI: &#8220;La vicenda Intel \u00e8 l\u2019occasione per guardarci allo specchio!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ogni qualvolta si apprende dalla stampa di investimenti industriali qualificati, capaci di generare sviluppo, indotto ed occupazione, si assiste al solito piagnisteo sul perch\u00e9 non sia stata scelta Brindisi quale possibile localizzazione.<br \/>\nSi passa dalla affermazione che tutto dipende dalla circostanza di avere inserito l\u2019area industriale di Brindisi tra quelle inquinate e, quindi, da bonificare all\u2019accusa alle istituzioni regionali o nazionali di trascurare Brindisi e di preferire orientare questi investimenti verso altri territori.<\/p>\n<p>Sul primo versante spesso si dimentica che si \u00e8 colpevolmente scelto di destinare le decine di milioni di euro gi\u00e0 stanziate per le bonifiche del nostro territorio al risanamento del sito MICOROSA, non suscettibile di riutilizzo a fini produttivi, piuttosto che alla restituzione agli usi legittimi dei terreni collocati in zona industriale e tanto sebbene vi fosse una ordinanza sindacale del 2001 che faceva obbligo ad Enichem di bonificare quelle aree, come ha definitivamente sancito il Consiglio di Stato in una recente sentenza che ha fatto proprio il principio del \u201cchi inquina paga\u201d. Quanto alla presunta disattenzione dei governi regionali e nazionali fa specie che ci\u00f2 possa essere lamentato quando la provincia di Brindisi ha una rappresentanza a quei livelli mai avuta in passato: ben sei consiglieri regionali, di cui cinque facenti parte della maggioranza, e 5, tra deputati e senatori, tutti appartenenti ora all\u2019area governativa.<\/p>\n<p>Delle due l\u2019una: o si tratta di persone incapaci di rappresentare le ragioni del territorio e verrebbe da chiedersi con quali criteri siano stati scelti dagli elettori brindisini; oppure la vera ragione di questa progressiva marginalizzazione che sta subendo Brindisi \u00e8 la logica conseguenza di un governo cittadino incapace di fare squadra, privo di una visione industriale, pi\u00f9 aduso a litigare che non a proporre.<br \/>\nA poco serve dichiarare, come molti hanno fatto, che Brindisi sia l\u2019unica provincia in Puglia a disporre di 300 ettari in zona industriale, capaci di ospitare un investimento quale quello proposto dalla INTEL.<br \/>\nLa vera domanda da porsi \u00e8: quanti lo sanno in Regione, in Italia o nel mondo.<\/p>\n<p>Nell\u2019era della comunicazione globale abbiamo scelto di rinunciare ad ogni forma di marketing localizzativo, limitandoci a parlarci addosso, ripetendo solo a noi stessi che abbiamo una dotazione infrastrutturale che pochi possono vantare in Puglia e nel Sud d\u2019Italia.<br \/>\nVorremmo a questo proposito ricordare che l\u2019intero Consiglio Comunale fece proprio un ordine del giorno del gruppo consiliare del PRI con cui si proponeva un \u201ckit localizzativo comunale\u201d che prevedeva l\u2019esonero dal pagamento dell\u2019IMU e della TASI per il possesso e la detenzione, a qualsiasi titolo, di immobili rientranti nel perimetro della ZES conseguenti all\u2019avvio di nuove iniziative imprenditoriali ed il pagamento della TARI in misura ridotta del 50% e sollecitava il Comune a dar vita, nel portale online dell\u2019Amministrazione Comunale e d\u2019intesa con il Consorzio dell\u2019Area di Sviluppo Industriale e l\u2019Autorit\u00e0 portuale di sistema, ad una apposita sezione dove le imprese interessate ad investire nella ZES ADRIATICA potessero trovare tutte le informazioni sulle utilities esistenti nell\u2019area, sul loro costo, sulle disponibilit\u00e0 di terreni aventi idonea destinazione urbanistica e sugli incentivi di carattere economico, fiscale e previdenziale cui \u00e8 possibile accedere. Ricordavamo ancora in quell\u2019ordine del giorno che oltre alle forme di incentivazione regionale per i nuovi investimenti (PIA, TITOLO II, eccetera) andava evidenziato che per le iniziative produttive nel territorio brindisino sono ancora disponibili risorse importanti grazie al regime di aiuti di cui alla Legge 181\/1989 per le aree di crisi industriale.<br \/>\nPurtroppo nulla di tutto questo si \u00e8 tradotto in fatti concreti.<br \/>\nE\u2019 quindi inevitabile che quanti intendano investire in Puglia si avvalgano dei \u201csuggerimenti\u201d delle istituzioni regionali in cui, evidentemente, i rappresentanti brindisini pesano poco o addirittura nulla.<br \/>\nNon serve dunque solo lamentarsi ma mettersi a lavorare seriamente per restituire a Brindisi l\u2019attrattivit\u00e0 del passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed occorre impartire indirizzi politici che vadano nel senso di incentivare gli investimenti piuttosto che scoraggiarli ed esercitare appieno la funzione di controllo sulla parte burocratica cui \u00e8 riservato, per legge, il rilascio delle autorizzazioni.<br \/>\nSul primo versante non ha alcun senso dichiararsi favorevoli alla transizione energetica con la riduzione dell\u2019uso di combustibili fossili se poi si adottano delibere, come quella approvata dal Consiglio Provinciale in tema di rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale, che impongono, a quanti intendono realizzare impianti di produzione di energia mediante conversione fotovoltaica o con l\u2019utilizzo di pale eoliche, di destinare alla realizzazione di un \u201cbosco mediterraneo\u201d una ulteriore superficie pari al 25% di quella occupata dagli impianti.<br \/>\nCos\u00ec come non basta dichiararsi favorevoli ad impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nell\u2019area agricola del Sito di Interesse Nazionale, ove \u00e8 fatto divieto di avviare produzioni destinate alla alimentazione umana, e poi formulare pareri contrari ai progetti presentati affermando che quelle aree potrebbero ospitare colture di pregio!<br \/>\nE\u2019 questa incertezza sul gradimento che potrebbe incontrare ogni tipo di investimento da localizzare a Brindisi che dissuade gli imprenditori a scegliere il nostro territorio e a indirizzarsi verso altre realt\u00e0.<br \/>\nFino a quando questo assunto non sar\u00e0 compreso continueremo a lamentarci del fato cinico e baro che viene riservato a Brindisi dimenticando il vecchio detto che \u201cciascuno \u00e8 fabbro del proprio destino\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Il Segretario Cittadino PRI<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>(Vito BRIGITTA)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il Capogruppo PRI<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>(Gabriele ANTONINO)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni qualvolta si apprende dalla stampa di investimenti industriali qualificati, capaci di generare sviluppo, indotto ed occupazione, si assiste al solito piagnisteo sul perch\u00e9 non sia stata scelta Brindisi quale possibile localizzazione. 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