{"id":195162,"date":"2021-11-05T19:32:37","date_gmt":"2021-11-05T18:32:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=195162"},"modified":"2021-11-05T19:32:37","modified_gmt":"2021-11-05T18:32:37","slug":"attenzione-ai-funghi-velenosi-la-segnalazione-dal-centro-di-controllo-micologico-asl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/attenzione-ai-funghi-velenosi-la-segnalazione-dal-centro-di-controllo-micologico-asl\/","title":{"rendered":"Attenzione ai funghi velenosi: la segnalazione dal Centro di controllo micologico Asl"},"content":{"rendered":"<p>Un invito alla prudenza rivolto a raccoglitori e consumatori di funghi arriva da Liborio Rain\u00f2, direttore del Centro di controllo micologico del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi.<\/p>\n<p>&#8220;Nei giorni scorsi &#8211; spiega Rain\u00f2 &#8211; il Ministero della Salute ha segnalato alcuni casi di intossicazione causati dall&#8217;ingestione del fungo Chlorophyillum molybdites, specie tossica, verificatisi in Sicilia. Questi funghi sono stati confusi con una specie commestibile, la Macrolepiota procera o &#8216;mazza di tamburo&#8217;. Sono specie molto simili e distinguibili solo da alcuni dettagli morfologici che sfuggono alla maggior parte dei raccoglitori di funghi. Per questo invitiamo i raccoglitori a far visionare il proprio raccolto agli operatori del Centro di controllo micologico della Asl e i consumatori ad acquistare i funghi spontanei esclusivamente da venditori che espongano il certificato di avvenuto controllo micologico sui funghi&#8221;.<\/p>\n<p>La Macrolepiota procera \u00e8 fungo commestibile, con lamelle bianche e con gambo decorato da zebrature molto evidenti. Invece il Chlorophyllum molybdites \u00e8 fungo tossico, con lamelle tendenti al verdognolo e gambo liscio senza evidenti decorazioni. \u00c8 una specie caratteristica delle regioni sub-tropicali di America, Africa, Madagascar, Oceania, isole del Pacifico e recentemente rilevato in Sicilia dove ha causato intossicazioni di tipo gastroenterico.<\/p>\n<p>Le due specie sono di notevoli dimensioni con un cappello di colore bianco grigiastro con delle zonature rossastre su base bianca pi\u00f9 intense nella parte centrale; nello stadio di primo sviluppo si presentano con un cappello chiuso assumendo la tipica forma della mazza di tamburo mentre a maturazione si presentano con un ampio cappello a forma di ombrello cinese che pu\u00f2 misurare anche 20 centimetri di diametro. Il gambo in entrambi i casi \u00e8 provvisto di un doppio anello mobile e pu\u00f2 arrivare a un&#8217;altezza di circa 45 centimetri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UFFICIO STAMPA ASL BR<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un invito alla prudenza rivolto a raccoglitori e consumatori di funghi arriva da Liborio Rain\u00f2, direttore del Centro di controllo micologico del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi. &#8220;Nei giorni scorsi &#8211; spiega Rain\u00f2 &#8211; il Ministero della Salute ha segnalato alcuni casi di intossicazione causati dall&#8217;ingestione del fungo Chlorophyillum molybdites, specie tossica, verificatisi in Sicilia. Questi funghi sono stati confusi con una specie commestibile, la Macrolepiota procera o &#8216;mazza di tamburo&#8217;. Sono specie molto simili e distinguibili solo da alcuni dettagli morfologici che sfuggono alla maggior parte dei raccoglitori di funghi. 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