{"id":197214,"date":"2021-12-29T16:03:47","date_gmt":"2021-12-29T15:03:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=197214"},"modified":"2021-12-29T16:03:47","modified_gmt":"2021-12-29T15:03:47","slug":"il-bilancio-di-fine-anno-di-antonio-macchia-cgil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-bilancio-di-fine-anno-di-antonio-macchia-cgil\/","title":{"rendered":"Il bilancio di fine anno di Antonio Macchia (CGIL)"},"content":{"rendered":"<p>Il 2022 sia l&#8217;anno della ripresa economica del Paese e del riscatto del territorio a partire dal lavoro e dallo sviluppo sociale.<br \/>\nAvevamo chiuso il 2020, l&#8217;annus horribilis della pandemia, con la speranza di un 2021 di \u00abRinascimento\u00bb grazie anche all&#8217;arrivo dei vaccini contro il Covid e le opportunit\u00e0 derivanti dalla enorme massa di finanziamenti esigibili attraverso il Recovery Fund per il nostro Paese.<br \/>\nCi ritroviamo alla fine del 2021 con un altro anno segnato dal Covid-19 &#8211; nel pieno di quella definita come la \u00abquarta ondata\u00bb &#8211; in cui il sistema Paese, a tutti i livelli, esce ancora pi\u00f9 provato dai contraccolpi che la pandemia ha provocato e continua a provocare acuendo o nei casi pi\u00f9 gravi, mandando completamente in crisi, modelli economici gi\u00e0 al capolinea e con essi aziende e persone.<br \/>\nIl 2021, registriamo nell&#8217;immancabile bilancio di fine d&#8217;anno della Camera del lavoro di Brindisi, \u00e8 stato pi\u00f9 l&#8217;anno della \u00abResistenza\u00bb che quello del \u00abRinascimento\u00bb che auspicavamo. Un anno \u2013 registriamo dal nostro osservatorio particolare \u2013 in cui, purtroppo il divario sociale si \u00e8 ancor pi\u00f9 allargato: i poveri sono sempre pi\u00f9 poveri ed i ricchi sempre pi\u00f9 ricchi.<br \/>\nUn anno in cui il Paese ha retto al disastro causato dalla pandemia grazie allo spirito di sacrificio degli italiani ed in particolare dei tanti lavoratori che hanno combattuto in prima linea a combattere contro il virus, esposti al rischio di contagio e purtroppo interessati anche da numerosi decessi. Non smetteremo mai di ringraziare tutti questi lavoratori, spesso precari, che a \u201cmani nude\u201d hanno garantito e garantiscono il \u201cgoverno\u201d del paese in piena pandemia. In questa narrazione dello stato di emergenza \u00e8 necessario ritrovare la giusta dimensione del lavoro per contrastare la precarizzazione del lavoro, il dumping contrattuale, praticare una virtuosa politica dei redditi, rafforzare le politiche di genere, assicurare un welfare in grado di affrontare il disagio delle persone come i tanti anziani che sono morti nelle RSA per mancanza di adeguate strutture.<br \/>\nA fronte di tutto questo, quindi, occorre cambiare il paradigma di un Paese in cui le condizioni di vita diventano sempre pi\u00f9 inaccettabili. A dircelo sono alcuni indicatori importanti come le culle degli italiani che si svuotano, una nazione che si spopola sempre pi\u00f9 velocemente, una occupazione sempre pi\u00f9 bassa in cui anche la base produttiva \u00e8 in forte contrazione, le povert\u00e0 che aumentano cos\u00ec come la disoccupazione \u2013 quella delle donne in particolare \u2013 oltre all&#8217;abbandono scolastico. A Brindisi, in particolare, continua inesorabilmente a crescere in negativo il \u00absaldo demografico\u00bb. La provincia continua a spopolarsi: dal 2019 al 2020 abbiamo perso 2.584 residenti e tra il 2019 e il 2021 ben 5.363 residenti, con una tendenza costante che porta l&#8217;Istat a prevedere da qui al 2030 un calo della popolazione complessiva del 6.6% (25.480 residenti in meno in provincia) con un picco dell&#8217;8,3% nel solo capoluogo messapico (-7.023 abitanti solo a Brindisi nel 2030).<br \/>\nE&#8217; ora di invertire la rotta. A questo stato di cose diciamo \u00abbasta!\u00bb. E lo abbiamo ribadito con forza anche il 16 dicembre scorso con lo sciopero generale promosso da CGIL e UIL dal momento che il Governo sembra sordo al nostro grido d&#8217;allarme visto che la Legge di Bilancio proposta dalla maggioranza dei partiti \u00e8 sbilanciato e regressivo, non redistribuisce ricchezza, manca di equit\u00e0 e giustizia sociale; basti pensare alle modifiche sulla riduzione delle aliquote fiscali che avvantaggiano i pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>E&#8217; ora di invertire la rotta soprattutto a Brindisi dove il disagio sociale rischia di esplodere in tutta la sua gravit\u00e0 se non si governa, nella maniera pi\u00f9 corretta e decisa, il difficilissimo passaggio rappresentato dalla Transizione energetica. Un passaggio che se non dominato facendo rete tra istituzioni, politica, forze sociali e datoriali, mettendo in campo i progetti giusti non solo rischia di aggravare la povert\u00e0 e la desertificazione del territorio ma anche di offrire il fianco ad una criminalit\u00e0 sempre in agguato e pronta a cogliere occasioni per alimentarsi.<br \/>\nSiamo e restiamo ottimisti nel futuro che ci aspetta, vediamo nel 2022 l&#8217;anno dell&#8217;occasione per invertire la congiuntura negativa attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ma \u00e8 l&#8217;ora dell&#8217;agire e di mettere in campo i progetti. Lo diciamo da oltre 20anni, cercando di dare sempre un contributo in positivo alla crescita del territorio, lo abbiamo detto pi\u00f9 volte nell&#8217;arco del 2021 indicando i punti cardine attorno a cui creare nuovo sviluppo e occupazione. I pilastri dello sviluppo a Brindisi sono in un \u00abGreen new deal\u00bb connesso ad una \u00abeconomia della conoscenza\u00bb, una rimodulazione del welfare e della pubblica amministrazione a livello locale, la valorizzazione del porto \u2013 su cui si gioca il futuro della capoluogo e non solo &#8211; in connessione con l&#8217;aeroporto e dell&#8217;agricoltura, il rafforzamento della sanit\u00e0 e del welfare pi\u00f9 in generale.<br \/>\nVogliamo una \u00abRivoluzione epocale\u00bb per questo territorio. Vogliamo una industria sostenibile e che Brindisi diventi il maggiore polo europeo dell&#8217;idrogeno green con la Puglia Green Hydrogen Valley e la creazione di una filiera produttiva in loco anche sul fronte di tutte le energie rinnovabili. Vogliamo che Universit\u00e0, ricerca e formazione siano le gambe su cui camminino rilancio economico, sviluppo sostenibile e occupazione. Vogliamo, quindi, ribadire l\u2019obiettivo di avere un porto \u00abcore\u00bb inserito nella \u00abRete Ten-T\u00bb che viva in simbiosi con l&#8217;aeroporto. Vogliamo trasporti e mobilit\u00e0 sostenibile: parole d\u2019ordine sono alta velocit\u00e0 ma soprattutto alta capacit\u00e0. Vogliamo che accanto al corso di laurea MedTec, in \u00abMedicina e Chirurgia\u00bb, ci siano altri corsi di laurea per elevare l&#8217;offerta sanitaria e la ricerca negli ospedali. Vogliamo interventi dedicati al sistema di protezione sociale che guardi in particolare anche al mondo dei disabili e alle loro famiglie. Vogliamo che si recuperino i ritardi sulle bonifiche delle aree inquinate dando nuovo impulso all&#8217;agricoltura, combattendo la Xylella e sviluppando anche soluzioni innovative come ad esempio quella della coltivazione in Serra \u00abIdroponica\u00bb.<br \/>\nVogliamo che di quei circa 230 miliardi di euro, erogati dall\u2019Europa e in parte dallo Stato, per rilanciare l\u2019economia del Paese con il Pnrr &#8211; pi\u00f9 grande progetto di investimenti dai tempi del Piano Marshall \u2013 a Brindisi non arrivino solo le briciole a fronte della fame e la povert\u00e0 dilagante. Vogliamo che si crei \u00ablavoro buono\u00bb cercando di aumentare i salari, redistribuire ricchezza, ridurre il precariato, la disoccupazione femminile e giovanile per centrare la ripresa economica del Paese e di questo territorio in particolare.<br \/>\nVogliamo che il 2022 sia l&#8217;anno in cui i progetti indicati trovino forma e concretezza e inizino a dare le risposte che cerchiamo ai nostri ai disoccupati, alle tante vertenze ancora irrisolte, ai nostri giovani e le donne, agli anziani e quanti necessitano, purtroppo sempre pi\u00f9, di adeguate tutele sociali.<br \/>\nBrindisi 29.12.2021<br \/>\nAntonio Macchia<br \/>\nSegretario Generale<br \/>\nCgil Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2022 sia l&#8217;anno della ripresa economica del Paese e del riscatto del territorio a partire dal lavoro e dallo sviluppo sociale. Avevamo chiuso il 2020, l&#8217;annus horribilis della pandemia, con la speranza di un 2021 di \u00abRinascimento\u00bb grazie anche all&#8217;arrivo dei vaccini contro il Covid e le opportunit\u00e0 derivanti dalla enorme massa di finanziamenti esigibili attraverso il Recovery Fund per il nostro Paese. Ci ritroviamo alla fine del 2021 con un altro anno segnato dal Covid-19 &#8211; nel pieno di quella definita come la \u00abquarta ondata\u00bb &#8211; in cui il sistema Paese, a tutti i livelli, esce ancora pi\u00f9 provato dai contraccolpi che la pandemia ha provocato e continua a provocare acuendo o nei casi pi\u00f9 gravi, mandando completamente in crisi, modelli economici gi\u00e0 al capolinea e con essi aziende e persone. Il 2021, registriamo nell&#8217;immancabile bilancio di fine d&#8217;anno della Camera del lavoro di Brindisi, \u00e8 stato pi\u00f9 l&#8217;anno della \u00abResistenza\u00bb che quello del \u00abRinascimento\u00bb che auspicavamo. 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