{"id":197331,"date":"2022-01-04T15:10:57","date_gmt":"2022-01-04T14:10:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=197331"},"modified":"2022-01-05T17:58:35","modified_gmt":"2022-01-05T16:58:35","slug":"dipietrangelo-brindisi-e-ricca-di-mare-di-costa-e-di-campagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dipietrangelo-brindisi-e-ricca-di-mare-di-costa-e-di-campagna\/","title":{"rendered":"Dipietrangelo: &#8220;Brindisi \u00e8 ricca di mare, di costa e di campagna&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Si continua giustamente a discutere sul futuro di Brindisi, sulle sue bellezze e attrattivit\u00e0 turistiche, sul porto e l\u2019apparato industriale, sulla transizione ecologica ed energetica. Tutto questo anche alla luce della destinazione e utilizzazione dei fondi del Pnrr. E mentre si propongono e si sviluppano iniziative, si rilasciano interviste, su uno dei settori pi\u00f9 attrattivi e produttivi come quello agricolo, continua un silenzio \u201cignorante\u201d.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Brindisi e il suo esteso territorio agricolo hanno storicamente una vocazione vitivinicola. La presenza di variet\u00e0 autoctone come il negroamaro, la malvasia nera, il susumaniello, il primitivo, ne fanno ancora un territorio ricco e dalle grandi potenzialit\u00e0 enoiche. Non a caso il vino di BRINDISI era conosciuto e apprezzato ben oltre i confini locali e nazionali sin dai tempi dell\u2019impero romano. Lo era in tutto il bacino del mediterraneo cos\u00ec come in epoche pi\u00f9 recenti il vino di Brindisi \u00e8 stato utilizzato in Francia come in altre regioni italiane solo per tagliare o sostenere vini di territori pi\u00f9 conosciuti.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, grazie all\u2019impegno e alla lungimiranza di cantine, di produttori, di enologi, il vino prodotto nel nostro territorio \u00e8 riuscito ad evidenziare tutte le sue caratteristiche e potenzialit\u00e0. I nostri autoctoni sono oggi riconosciuti e apprezzati e rappresentano la continuit\u00e0 tra la vecchia vocazione e tradizione di un antico territorio vitivinicolo e la innovazione di cui il settore \u00e8 ormai ricco. La filiera produttiva \u00e8 rappresentata da impianti moderni di vigneti che si uniscono a quelli tradizionali ad alberello e che costituiscono un evidente contributo paesaggistico alla riqualificazione e fruizione delle nostre campagne, cos\u00ec come moderni impianti enologici stanno contribuendo ad elevare la qualit\u00e0 e a esaltare le potenzialit\u00e0 ancora tutte da esplorare delle nostre variet\u00e0 autoctone. Si sta creando anche a BRINDISI una nuova cultura del vino che coinvolge le stesse nuove generazioni e che pu\u00f2 far diventare questo settore un contributo ad una idea di sviluppo pi\u00f9 sostenibile e pi\u00f9 rappresentativo di storia e di innovazione. Sono questi motivi che dovrebbero spingere produttori, associazioni di settore, forti dei risultati ottenuti e consapevoli delle ulteriori potenzialit\u00e0, ad impegnarsi per rilanciare e per rafforzare gli strumenti di sostegno e di tutela del vino a partire dallo stesso contesto urbano.<\/p>\n<p>La vitivinicoltura brindisina ha fatto, negli ultimi anni, molti passi in avanti. Sono stati fatti nel settore investimenti e altri sono in fase di definizione che stanno ridando valore al territorio, ricostruendo un paesaggio anche attorno alla citt\u00e0 e contribuiscono a produrre uve e vini di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie a vecchi e nuovi viticoltori che hanno resistito e creduto, investendo con lungimiranza, la nostra vitivinicoltura sta raggiungendo livelli di qualit\u00e0 ormai riconosciuta dal mercato e dai consumatori.<\/p>\n<p>Se la viticoltura in generale sta acquistando sempre pi\u00f9 importanza e valore contribuendo alla rivalutazione dei territori vocati e dei vitigni autoctoni, quella brindisina, nel contesto pugliese e nazionale, ha tutte le condizioni e le potenzialit\u00e0 per recuperare e per riproporsi con il suo &#8220;terroir&#8221;, con i suoi vitigni autoctoni e con il suo vino (negroamaro, malvasia nera e bianca, susumaniello).<br \/>\nBrindisi deve recuperare e credere nelle sue potenzialit\u00e0 agricole e vitivinicole per dare cos\u00ec anche un contributo ad un suo nuovo e pi\u00f9 sostenibile sviluppo. Dopo la crisi di questi anni e l&#8217;incipiente esaurimento del vecchio modello di sviluppo impostato sulla industria di base(petrolchimica) e di servizio(energia da fossili) i contorni di un nuovo sviluppo possono avere anche nell&#8217;agricoltura e soprattuto nella vitivinicoltura un solido riferimento che gi\u00e0 nel passato aveva contribuito a fare la storia del vino e della sua economia. Ma non un semplice ritorno al passato. Oggi la vitivinicoltura brindisina esprime modernit\u00e0 e innovazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prendersi cura della citt\u00e0, del territorio, del paesaggio e ripartire dalla storia di Brindisi \u00e8 l\u2019impegno che innanzitutto l\u2019amministrazione comunale, produttori vitivinicoli, operatori turistici, mondo della ristorazione e associazioni culturali, potrebbero assumere come contributo per superare le separazioni che si sono determinate in una citt\u00e0 ricca di storia e di grandi potenzialit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p>Bisogna aiutare la citt\u00e0 a riscoprirsi per percorrere nuove strade per uno sviluppo sostenibile e autopropulsivo. Brindisi deve ritornare a credere in se stessa e nel suo futuro.<\/p>\n<p>Attorno al rapporto Citt\u00e0-campagna-mare si dovrebbe lavorare per unire le separazioni sedimentatesi e diventate, in alcuni momenti della storia e della vita della citt\u00e0, vere e proprie contrapposizioni. La fase di uno sviluppo calato dall\u2019alto(lo \u00e8 anche quello delle energie rinnovabili o off-shore) \u00e8 in via di esaurimento e richiede un ripensamento a cui ognuno deve dare il suo contributo.La vitivinicoltura brindisina pu\u00f2 dare il suo.<\/p>\n<p>Attorno alla vitivinicoltura brindisina \u00e8 possibile ri\/creare un interesse anche per far scoprire un territorio che da millenni produce vino. Il vino \u00e8 certamente il prodotto che pi\u00f9 di ogni altro fa scoprire territori, crea economia, valorizza specificit\u00e0 e crea attrattivita\u2019.<br \/>\nIl futuro assetto urbanistico e infrastrutturale della citt\u00e0 deve saperne tener conto.<\/p>\n<p>Il vino di Brindisi \u00e8 quindi un valore fondante che, insieme ad altri, consente di ricostruire il filo rosso che mette insieme passato e futuro, assegnando all\u2019agricoltura il ruolo di recuperare il rapporto perduto con la citt\u00e0 e il mare. Si pu\u00f2 ricreare una economia e una identit\u00e0 ricca di storia, tradizioni, cultura. Il vino \u00e8 certamente il prodotto agricolo che pi\u00f9 di ogni altro fa scoprire territori e ne valorizza specificit\u00e0 e caratteristiche.<\/p>\n<p>L\u2019enoturismo, l\u2019enogastronomia, unisce territorio, produzioni, saper fare, saper accogliere, competenze. Brindisi citt\u00e0 di mare e di vino ha disperso storia e ha rinunciato a valorizzare se stessa. E poi non si recupera turismo o attrattivita\u2019 insistendo solo sulla costa o sul mare. \u00c8 tempo di correggere errori e di ritornare a valorizzare tutte le sue potenzialit\u00e0.<br \/>\nBrindisi \u00e8 ricca di mare, di costa e di campagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>CARMINE DIPIETRANGELO<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si continua giustamente a discutere sul futuro di Brindisi, sulle sue bellezze e attrattivit\u00e0 turistiche, sul porto e l\u2019apparato industriale, sulla transizione ecologica ed energetica. Tutto questo anche alla luce della destinazione e utilizzazione dei fondi del Pnrr. E mentre si propongono e si sviluppano iniziative, si rilasciano interviste, su uno dei settori pi\u00f9 attrattivi e produttivi come quello agricolo, continua un silenzio \u201cignorante\u201d. La citt\u00e0 di Brindisi e il suo esteso territorio agricolo hanno storicamente una vocazione vitivinicola. 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