{"id":197588,"date":"2022-01-11T15:28:52","date_gmt":"2022-01-11T14:28:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=197588"},"modified":"2022-01-12T15:56:33","modified_gmt":"2022-01-12T14:56:33","slug":"forum-ambiente-petrolchimico-fino-a-quando-il-controllato-sara-anche-controllore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/forum-ambiente-petrolchimico-fino-a-quando-il-controllato-sara-anche-controllore\/","title":{"rendered":"Forum Ambiente: &#8220;Petrolchimico: fino a quando il controllato sar\u00e0 anche controllore?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il  rigetto del ricorso presentato dal Comune di Brindisi dinanzi al Tar avverso l\u2019ultima AIA rilasciata a Versalis ha riportato all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica la questione della qualit\u00e0 e della gestione delle centraline di monitoraggio dell\u2019aria. Il Comune e l\u2019ARPA durante la procedura di rinnovo dell\u2019AIA avevano chiesto, tra l\u2019altro, di risolvere una annosa quanto incredibile controversia: chi debba gestire le centraline sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria. Comune e Arpa sostenevano e sostengono che debba essere l\u2019ente pubblico perch\u00e9 il primario interesse alla salubrit\u00e0 dell\u2019aria e alla salute \u00e8 innanzitutto della collettivit\u00e0. Il Ministero ha ritenuto di rilasciare un\u2019autorizzazione di 12 anni all\u2019industria chimica senza modificare l\u2019insufficiente sistema di monitoraggio e rinviando ad un accordo successivo tra le parti entro sei mesi il suo miglioramento. Accordo che, come prevedibile, non c\u2019\u00e8 stato e cos\u00ec le centraline sono rimaste cos\u00ec come sono sotto il controllo di chi immette in atmosfera sostanze pericolose perpetuando una situazione paradossale.<\/p>\n<p>Il Comune sapr\u00e0 se e come continuare la via giudiziaria. Quel che qui preme \u00e8 ricordare che  le ragioni del  ricorso risiedevano \u2013 come riportano gli organi di stampa \u2013 \u201cnel fatto che il decreto a firma del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani non aveva tenuto conto\u2026 delle richieste dell&#8217;ente \u2026 che comprendevano la gestione e l&#8217;implementazione delle centraline di misura della qualit\u00e0 dell&#8217;aria situate all&#8217;interno ed a perimetro dell&#8217;area di stabilimento prevedendo altres\u00ec l&#8217;implementazione delle stazioni pubbliche esterne, gi\u00e0 gestite da Arpa, con opportuni analizzatori idonei a descrivere le ricadute in aria ambiente dell&#8217;installazione sul territorio. Ma anche l&#8217;installazione di un congruo numero di campionatori posizionati all&#8217;interno ed al perimetro dell&#8217;area di stabilimento, prevedendo anche idonee modalit\u00e0 di speciazione in aria ambiente dei Voc (composti organici volatili, ndr) che rientrano nel processo produttivo. Inoltre, come ribadito anche dall&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente, non sono state in alcun modo considerate le proposte di integrazione relative in particolare alla modalit\u00e0 di gestione delle torce ed agli aspetti odorigeni\u201d. Insomma, il Ministero guidato da Cingolani anche in questo caso non tira proprio la volata alla transizione ecologica!<\/p>\n<p>Sono proprio i VOC che lo studio Forastiere \u2013 \u201ccavallo di battaglia\u201d dell\u2019attuale amministrazione ma fermo al 2013 e in perenne attesa di essere aggiornato &#8211; attribuisce al petrolchimico e ritiene responsabili anche di malformazioni neonatali e gravidanze abortive. E da anni andiamo ripetendo, senza ricevere n\u00e9 risposte n\u00e9 smentite, che su queste ultime lo studio tace se fossero ancora in eccesso alla data del 2013 e quindi anche dopo.<\/p>\n<p>Quindi il problema resta e ci auguriamo che Arpa stia continuando almeno il monitoraggio con una stazione mobile al di fuori del perimetro del petrolchimico che permise una rilevazione puntuale delle sostanze emesse in occasione dell&#8217;evento che nel maggio scorso inond\u00f2 la citt\u00e0 di un cattivo odore oltre che di  benzene e polveri sottili oltre i limiti.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 altra soluzione a quella di potenziare la gamma di inquinanti rilevabili nelle centraline  e di affidare il loro controllo in mano pubblica. Non pu\u00f2 essere il controllato a controllare! Se questa logica viene occultata nella comunicazione o contrastata nei fatti si d\u00e0 solo adito al sospetto che c\u2019\u00e8 qualcosa da nascondere e che si vuole esercire una attivit\u00e0 pericolosa con le mani libere. Cos\u00ec non si fa altro che minare sempre pi\u00f9 la fiducia dei cittadini e distorcere l&#8217;immagine della citt\u00e0.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde non ci sarebbe certo bisogno del permesso delle aziende chimiche per ammodernare il sistema di monitoraggio dell\u2019aria al di fuori del petrolchimico. Se le istituzioni locali e regionali lo considerano insufficiente, come in effetti \u00e8, possono benissimo finanziare senza ulteriore indugio il suo migliormento visto che lo ritengono giustamente essenziale per la difesa della salute pubblica.<\/p>\n<p>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rigetto del ricorso presentato dal Comune di Brindisi dinanzi al Tar avverso l\u2019ultima AIA rilasciata a Versalis ha riportato all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica la questione della qualit\u00e0 e della gestione delle centraline di monitoraggio dell\u2019aria. Il Comune e l\u2019ARPA durante la procedura di rinnovo dell\u2019AIA avevano chiesto, tra l\u2019altro, di risolvere una annosa quanto incredibile controversia: chi debba gestire le centraline sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria. 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