{"id":197743,"date":"2022-01-17T14:46:00","date_gmt":"2022-01-17T13:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=197743"},"modified":"2022-01-17T23:47:57","modified_gmt":"2022-01-17T22:47:57","slug":"approvata-la-pdl-amati-sul-potenziamento-delle-misure-per-combattere-i-tumori-della-mammella-e-dellovaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/approvata-la-pdl-amati-sul-potenziamento-delle-misure-per-combattere-i-tumori-della-mammella-e-dellovaio\/","title":{"rendered":"Approvata la pdl Amati sul potenziamento delle misure per combattere i tumori della mammella e dell\u2019ovaio"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cDichiarare guerra totale al tumore della mammella e dell\u2019ovaio \u00e8 una missione imprescindibile, che non ammette tentennamenti n\u00e9 giustificazioni tecniche e logistiche\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il consigliere Fabiano Amati nella relazione di accompagnamento alla sua proposta di legge approvata alla unanimit\u00e0 dalla III Commissione del presidente Mauro Vizzino.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa legislativa che prevede \u201cmisure di potenziamento dello screening di popolazione sul tumore mammario e istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni genetiche germinali\u201d \u2013 ha raccolto la sottoscrizione di molti consiglieri.<\/p>\n<p>\u201cIl tumore alla mammella \u00e8 il primo nel sesso femminile \u2013 ha spiegato Amati &#8211;  si stima che una donna su otto\/nove si ammaler\u00e0 nell\u2019arco della sua vita, con il 5-10 per cento d\u2019origine ereditaria. Nel sesso maschile, invece, ha un\u2019incidenza di 1 su mille, ed \u00e8 considerato motivo di sospetto genetico.<\/p>\n<p>Il tumore all\u2019ovaio, invece, \u00e8 al decimo posto tra i tumori femminili: si stimano nel 30 per cento dei tumori e con il 10 per cento d\u2019origine ereditaria.<\/p>\n<p>Sia nel caso di tumori sporadici che eredo-familiari, la diagnosi precoce e i programmi di sorveglianza clinico-strumentale aiutano a risparmiare vite umane, in considerazione &#8211; innanzitutto &#8211; di adeguate terapie in grado di aumentare sempre pi\u00f9 le aspettative di vita\u201d.<\/p>\n<p>Per questi motivi con questa legge \u201cs\u2019intende potenziare l\u2019attivit\u00e0 di screening di popolazione per la diagnosi precoce del tumore alla mammella, con misure dirette all\u2019invito di tutta la popolazione obiettivo al test di classificazione (normale &#8211; sospetta), incentivare l\u2019adesione e semplificare il procedimento d\u2019invito al test e di protezione nella prenotazione per i test successivi.<\/p>\n<p>Attualmente lo screening \u00e8 assicurato ogni due anni alle donne nella fascia d\u2019et\u00e0 50-74, non considerando la fascia d\u2019et\u00e0 45-49 e 40-44, ove le percentuali d\u2019incidenza di malattia risultano altamente significative\u201d.<\/p>\n<p>Viene allargato il target di popolazione alle donne nella fasce d\u2019et\u00e0 45-49, prevedendo lo screening annuale, e rimette ai medici di medicina generale &#8211; per la fascia d\u2019et\u00e0 40-44 &#8211; la prima valutazione del rischio in persone con storia familiare positiva, sulla base di protocolli internazionali e nazionali, demandando la decisione finale di ammissione al programma di screening ai Centri senologici di riferimento territoriale.<\/p>\n<p>Nel capo II della proposta di legge, inoltre, s\u2019istituisce il programma di valutazione del rischio e sorveglianza clinica e strumentale per pazienti e familiari con mutazioni geniche germinale. In poche parole, il procedimento di ricerca di mutazioni eredo-familiari nei geni BRCA1 e BRCA2, ovvero esteso a pannelli di geni implicati in particolari forme tumorali: per esempio p53 e PTEN.<\/p>\n<p>In particolare \u00e8 istituito il programma di Consulenza Genetica Oncologica \u2013 CGO assicurato a tutte le persone affette da tumore della mammella e dell\u2019ovaio o a rischio per una predisposizione di tipo familiare, allo scopo di programmare eventuali misure di sorveglianza clinica e strumentale, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali.<\/p>\n<p>Centri di CGO sono le Breast Units, i cui responsabili definiscono i criteri d\u2019accesso alla CGO, le modalit\u00e0 di contatto dell\u2019utente e dei suoi familiari, i criteri diagnostici per le diverse fasce di rischio e per l\u2019accesso a eventuali test genetici, le caratteristiche dei test genetici offerti, i Laboratori di riferimento nell\u2019ambito del Servizio sanitario regionale e i tempi e le modalit\u00e0 di esecuzione delle eventuali misure di sorveglianza.<\/p>\n<p>La CGO \u00e8 prevista per persone con storia personale e familiare di tumore, ai quali \u00e8 assicurato l\u2019eventuale test genetico BRCA1 e BRCA2, ovvero esteso, in casi particolari stabiliti dallo specialista richiedente e sulla base dell\u2019evoluzione delle conoscenze scientifiche, a pannelli di geni implicati in particolari forme tumorali eredo-familiari. <\/p>\n<p>Nel caso di accertamento della mutazione genetica, i centri di screening mammografico e cervicale provvedono all\u2019esecuzione del programma di sorveglianza clinico-strumentale e alla prescrizione delle relative prestazioni.<\/p>\n<p>familiari sani\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa Commissione sanit\u00e0 ha approvato una rivoluzione nell\u2019attivit\u00e0 di prevenzione del tumore al seno, estendendo a tutte le 40enni lo screening, facendo decadere i direttori generali che non fanno il loro dovere e stabilendo la gratuit\u00e0 dei test genetici BRCA, oltre che le attivit\u00e0 di sorveglianza per le persone sane ma con storia familiare di tumore. Sono molto soddisfatto di un voto unanime espresso in qualche minuto, al servizio di una guerra a una malattia che colpisce 1 donna su 8, cio\u00e8 tutte, e che viene dichiarata per appagare la pi\u00f9 importante ma spesso dimenticata politica di genere per la vita\u201d.<\/p>\n<p>Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge \u201cMisure per il potenziamento dello screening di popolazione sul tumore alla mammella e istituzione del programma di valutazione del rischio per paziente con mutazioni geniche germinali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSpero ora che il Consiglio regionale la approvi al pi\u00f9 presto.<br \/>\nLa proposta di legge approvata dalla Commissione appaga una necessit\u00e0 di prevenzione che va slegata al pi\u00f9 presto dalle pastoie burocratiche e ammessa alle modalit\u00e0 pi\u00f9 risolute del chi-non-fa-perde-il-posto.<br \/>\nInfatti: ad oggi tutti gli atti aziendali delle Asl dicono che devono essere invitate allo screening il 100% delle donne interessate. La media regionale di inviti, invece, dice che non si supera il 65 per cento: troppo poco per una regione che vuole prevenire gli effetti mortali di questa malattia. La proposta di legge prevede, a questo proposito, la decadenza dei manager Asl qualora non si raggiunga l\u2019obiettivo indicato negli stessi atti aziendali.<br \/>\nInoltre: la proposta di legge estende la classe d\u2019et\u00e0 dello screening alla fascia 40-49, non solo dunque alla fascia 50-74, e prescrive la fissazione delle date di screening a carico dei Centri senologici, nella periodicit\u00e0 prescritta, senza lasciare le donne in bal\u00ece delle file dinanzi allo sportello del Cup.<br \/>\nAncora: la proposta di legge introduce la gratuit\u00e0 dei test genetici BRCA1 e BRCA2 alle persone sane ma con storia familiare di tumore, per individuare la sussistenza di una mutazione genetica e quindi la necessit\u00e0 di attivare un percorso di sorveglianza clinico-strumentale: anche l\u2019attivit\u00e0 di sorveglianza sar\u00e0 gratuita ed erogata dai Centri senologici.<br \/>\nInfine: la proposta di legge rinnova la dichiarazione di guerra al tumore al seno, senza alcuna indulgenza per lentezze e inerzie, provando a innovare profondamente per generare un rapido adattamento dell\u2019organizzazione alle necessit\u00e0 di salute. E tutto questo perch\u00e9 \u00e8 ampiamente dimostrato che nella pubblica amministrazione si stenta a compiere riforme e rivoluzioni perch\u00e9 il punto di partenza \u00e8 sempre arroccato sul minore sconvolgimento degli assetti organizzativi, per via di umane resistenze all\u2019abitudine, a discapito dell\u2019oggetto centrale dell\u2019attivit\u00e0 che si ha il dovere di compiere e che in questo caso consiste nella protezione della vita umana dalla violenza della malattia\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDichiarare guerra totale al tumore della mammella e dell\u2019ovaio \u00e8 una missione imprescindibile, che non ammette tentennamenti n\u00e9 giustificazioni tecniche e logistiche\u201d. Cos\u00ec il consigliere Fabiano Amati nella relazione di accompagnamento alla sua proposta di legge approvata alla unanimit\u00e0 dalla III Commissione del presidente Mauro Vizzino. L\u2019iniziativa legislativa che prevede \u201cmisure di potenziamento dello screening di popolazione sul tumore mammario e istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni genetiche germinali\u201d \u2013 ha raccolto la sottoscrizione di molti consiglieri. \u201cIl tumore alla mammella \u00e8 il primo nel sesso femminile \u2013 ha spiegato Amati &#8211; si stima che una donna su otto\/nove si ammaler\u00e0 nell\u2019arco della sua vita, con il 5-10 per cento d\u2019origine ereditaria. Nel sesso maschile, invece, ha un\u2019incidenza di 1 su mille, ed \u00e8 considerato motivo di sospetto genetico. Il tumore all\u2019ovaio, invece, \u00e8 al decimo posto tra i tumori femminili: si stimano nel 30 per cento dei tumori e con il 10 per cento d\u2019origine ereditaria. 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