{"id":198043,"date":"2022-01-26T16:38:14","date_gmt":"2022-01-26T15:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=198043"},"modified":"2022-01-26T16:38:14","modified_gmt":"2022-01-26T15:38:14","slug":"perche-non-rinaturalizzare-anche-la-costa-a-sud-di-brindisi-di-ernesto-musio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/perche-non-rinaturalizzare-anche-la-costa-a-sud-di-brindisi-di-ernesto-musio\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non rinaturalizzare anche la costa a sud di Brindisi? Di Ernesto Musio"},"content":{"rendered":"<p>I problemi ambientali storicamente irrisolti riemergono sempre come fiumi carsici.<br \/>\nUno di questi \u00e8 l\u2019erosione costiera strettamente connessa alla centrale elettrica di Cerano.<br \/>\nCi\u00f2 perch\u00e9, oltre all\u2019inquinamento ambientale, un problema sottovalutato \u00e8 l\u2019impatto artificialmente prodotto da quella mega centrale su una lunghissima fascia costiera salentina a sud di Brindisi, la cui accelerazione erosiva condiziona le stesse politiche del turismo.<\/p>\n<p>Di fatti, ormai sempre pi\u00f9 spesso viene segnalata l\u2019allarmante progressiva erosione della costa, da Campo di Mare a Torre San Gennaro, fino a Lido Presepe, Lido Cipolla, Lendinuso, Casalabate e oltre, ora addebitata alle sempre pi\u00f9 frequenti violente mareggiate invernali ora alla mancanza di barriere frangiflutto dalle marine di Torchiarolo in poi. E sempre pi\u00f9 frequentemente si stanno emettendo ordinanze comunali di interdizione al traffico veicolare per i continui crolli di falesia che provocano crescenti cedimenti di strada, nonostante le continue messe in sicurezza, i lavori di manutenzione di arredo urbano negli abitati in prossimit\u00e0 della costa e i consolidamenti di alcuni tratti costieri effettuati.<\/p>\n<p>Credo sia opportuno e necessario ricordare o far sapere ancora volta che la \u201cstruttura aggettante\u201d di presa a mare della centrale a carbone di Cerano ha interrotto il trasporto di 120.000 mc annui di sabbia, la qual cosa continua a impedire il ripascimento naturale delle spiagge, determinato proprio dal blocco del flusso sedimentario della riva. Ci\u00f2 continua sempre pi\u00f9 ad amplificare l\u2019erosione di una lunghissima fascia costiera salentina, almeno da Campo di Mare a San Cataldo e oltre, gi\u00e0 naturalmente interessata dal fenomeno naturale del bradisismo. E\u2019 il motivo per il quale nel lontano passato ha obbligato a un ripascimento artificiale e a costosissime opere di recupero di un tratto costiero, con frangiflutti e opere di consolidamento, grazie al contributo dell\u2019Enel, come \u00e8 accaduto con il progetto del prof. Cotecchia per Campo di Mare, lido di San Pietro Vernotico, a ridosso della Centrale. Lo stesso Consiglio Nazionale delle Ricerche, nell\u2019Atlante sullo Stato delle Coste Italiane, ha rilevato da decenni che circa la met\u00e0 delle coste italiane \u00e8 in stato erosivo e che, tra le cause principali, vi \u00e8 proprio \u201cla costruzione di porti e strutture aggettanti\u201d, quale \u00e8 appunto una centrale come la nostra.<\/p>\n<p>Ha sempre sorpreso la non valutazione di questo problema. Oggi ancor di pi\u00f9 di ieri, visto che si continuano a spendere fior di quattrini per opere di contenimento e\/o di urbanizzazione a terra. Ma tali interventi si rivelano neppure bastevoli, se non proprio inutili, a mitigare gli \u201ceffetti\u201d del fenomeno erosivo, in quanto non incidono, come sarebbe necessario e urgente, sulla sua principale \u201ccausa\u201d, costituita proprio da quella struttura aggettante che si protende nel mare e si staglia nel cielo di Cerano.<\/p>\n<p>Apprendiamo che il Contratto Istituzionale di Sviluppo in via di definizione ha meritoriamente incluso anche i Comuni cerniera tra Brindisi e Lecce e cio\u00e8, per la parte brindisina, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Cellino, Sandonaci, San Pancrazio, in favore di progetti inerenti il turismo, la riqualificazione ambientale e la \u201crigenerazione della costa\u201d!<br \/>\nPerch\u00e9 non intervenire anche sulla costa a sud di Brindisi, oltre a quella gi\u00e0 individuata?<\/p>\n<p>A nostro sommesso avviso, occorre \u201csuperare\u201d finalmente s\u00ec il carbone, ovviamente tutelando i lavoratori, come accadde in un altro tornante storico della travagliatissima storia della questione energetica brindisina, con la Convenzione poi tradita del \u201996, ma con la dismissione della centrale e la bonifica dell\u2019intera area, la sua rinaturalizzazione, non con una trasformazione aziendalmente, bench\u00e9 legittimamente, profittevole!<\/p>\n<p>In ogni caso, non \u00e8 pensabile lasciare a Enel la \u201cresponsabilit\u00e0\u201d di definire un progetto per il dopo carbone, n\u00e9 alla solitudine del Comune di Brindisi, nel cui territorio insiste la centrale, come avvenuto fin qui, in quanto il legittimo interesse aziendale di ottimizzare comunque l\u2019utilizzo degli impianti rischia di farci rivivere, sia pure in contesti e con un progetto diversi, l\u2019infinita telenovela gi\u00e0 vissuta con la Centrale a carbone di Brindisi Nord, che avrebbe dovuto dismettersi decenni fa con l\u2019avvento della centrale di Cerano!<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non cogliere l\u2019occasione del CIS e dei fondi PNRR per scegliere e finanziare progetti atti a riqualificare e rendere pi\u00f9 attrattiva un\u2019area di enorme valore quale \u00e8 la costa, in modo da creare \u201cun paradiso ambientale e paesaggistico e incentivare un turismo sostenibile e rispettoso dei valori del territorio\u201d, come dice lodevolmente il Ministro per il Sud, Mara Carfagna?<\/p>\n<p>Ci vogliono per\u00f2 un\u2019idea e un progetto adeguati &#8211; una \u201cvisione\u201d -, con il concorso di tutti gli enti territoriali interessati, delle organizzazioni sindacali, datoriali e ambientaliste (le quali hanno gi\u00e0 avanzato proposte interessanti!), della stessa Enel, della Regione e del Governo.<\/p>\n<p>Occorre immaginare la costa senza la centrale e \u201cvederla\u201d rinaturalizzata e rigenerata urbanisticamente a fini turistici e per nuovissimi sbocchi economici e occupazionali duraturi, carichi di futuro, a cominciare dalla filiera produttiva dell\u2019idrogeno verde.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 pure una sogno \u201cvisionario\u201d, ma esso prelude comunque a uno scenario fondato sulla qualit\u00e0 paesaggistica e l\u2019appetibilit\u00e0 turistica della costa, oltre a costituire un esempio, arduo ma non impossibile, di riconversione ecologica, -green! come si dice oggi- di un territorio.<\/p>\n<p>Le visioni, per definizione, sono tali perch\u00e9 superano le angustie e la cecit\u00e0 dei tempi, come lo sono quelli che stiamo drammaticamente vivendo, anche se sono ritenute al momento pazze e impossibili.<\/p>\n<p>Ma immaginare un futuro \u201cnon pi\u00f9 fossile\u201d per Cerano, se \u00e8 storicamente giusto e, ancor pi\u00f9, economicamente necessario per strutturare una prospettiva di futuro, anche e soprattutto occupazionale stabile, allora non \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ernesto Musio<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>gi\u00e0 Coordinatore del Comitato 8giugno<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I problemi ambientali storicamente irrisolti riemergono sempre come fiumi carsici. 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