{"id":198214,"date":"2022-01-31T12:48:08","date_gmt":"2022-01-31T11:48:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=198214"},"modified":"2022-02-10T19:55:48","modified_gmt":"2022-02-10T18:55:48","slug":"sacra-corona-unita-ancora-attiva-in-droga-armi-ed-estorsioni-arresti-a-mesagne-brindisi-ostuni-e-san-pietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/sacra-corona-unita-ancora-attiva-in-droga-armi-ed-estorsioni-arresti-a-mesagne-brindisi-ostuni-e-san-pietro\/","title":{"rendered":"Sacra Corona Unita ancora attiva in droga, armi ed estorsioni: arresti a Mesagne, Brindisi, Ostuni e San Pietro"},"content":{"rendered":"<p>Alle prime luci dell\u2019alba, in Mesagne (BR), Brindisi, Ostuni (BR) e San Pietro Vernotico(BR) i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di San Vito dei Normanni (BR), collaborati nella fase esecutiva da personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri \u201cPuglia\u201d, dal 6\u00b0 Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bari e dal Nucleo Cinofili, hanno dato esecuzione all\u2019Ordinanza applicativa di misure coercitive personali n. 11926\/19 R.G.N.R. D.D.A. e n. 7156\/2020 R. Gip, n. 1\/2022 OCC, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce nell\u2019ambito dell\u2019indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce nei confronti di 30 indagati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In particolare, il Giudice per le Indagini Preliminari di Lecce, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti ed una ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, nei confronti di 6 soggetti.<\/p>\n<p>Le misure cautelari sono state notificate nei confronti dei sottonotati indagati, i quali si devono ritenere presunti innocenti in considerazione dell\u2019attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento della colpevolezza con sentenza irrevocabile:<\/p>\n<p>1. B. L. o.c.c. in carcere;<\/p>\n<p>2. C. L., o.c.c. in carcere;<\/p>\n<p>3. C. M., o.c.c. in carcere;<\/p>\n<p>4. S. M., o.c.c. in carcere;<\/p>\n<p>5. Z. G., o.c.c. in carcere<\/p>\n<p>6. C. L., o.c.c. agli arresti domiciliari;<\/p>\n<p>7. C. L., o.c.c. agli arresti domiciliari;<\/p>\n<p>8. D. D. L., o.c.c. agli arresti domiciliari;<\/p>\n<p>9. F. F., o.c.c. agli arresti domiciliari;<\/p>\n<p>10. S. V., o.c.c. agli arresti domiciliari;<\/p>\n<p>11. T. S. ,o.c.c. agli arresti domiciliari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, coordinata dal Comando Compagnia di San Vito dei Normanni, hanno partecipato 70 Carabinieri unitamente ai militari del Nucleo Elicotteri CC di Bari e dello Squadrone Eliportato Cacciatori \u201cPuglia\u201d.<\/p>\n<p>I reati contestati sono l\u2019art. 74 commi nr. 1, 2 3 e 4 del D.P.R. 309\/90 \u201cassociazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti pluri &#8211; aggravata\u201d, art. 73 commi 1 e 4 del D.P.R. 309\/90 \u201cspaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti\u201d, artt. 2 e 7 L. 895\/67 \u201cdetenzione illegale di armi\u201d e artt. 81\/2\u00b0 c.p. e 75 comma 2 D. Lvo 159\/2011 \u201cviolazione degli obblighi inerenti la Sorveglianza Speciale di P.S.\u201d, art. 378 c.p. capo 25 \u201cfavoreggiamento personale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel dettaglio, l\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine \u00e8 stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni e trae origine dall\u2019attentato incendiario compiuto nei confronti di un Maresciallo dei Carabinieri, all\u2019epoca in servizio presso la Stazione Carabinieri di Latiano al quale nella notte del 16 agosto 2019 \u00e8 stata incendiata l\u2019autovettura privata, parcheggiata nei pressi della propria abitazione. Gli accertamenti esperiti nell\u2019immediatezza hanno consentito di risalire ai responsabili dell\u2019atto intimidatorio, al mandante dell\u2019azione delittuosa, nonch\u00e9 al movente. \u00c8 infatti emerso l\u2019azione delittuosa sarebbe stata posta in essere quale ritorsione nei confronti del Maresciallo per aver contravvenzionato, a seguito di violazioni al codice della strada, un noto pregiudicato mesagnese contiguo ad ambienti mafiosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini, avviate nel mese di agosto 2019 fino ad aprile 2020, condotte con l\u2019ausilio di intercettazioni audio e video e pedinamenti, oltre ad identificare gli autori del grave atto intimidatorio, hanno ipotizzato l\u2019esistenza nel territorio di Mesagne di un\u2019associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti in cui risulterebbe inserito anche uno dei soggetti ritenuto responsabile dell\u2019attentato al maresciallo dei Carabinieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le investigazioni, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Lecce e sviluppate in piena sinergia con la D.C.S.A. (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell\u2019Interno), hanno permesso di ipotizzare lo stretto legame tra l\u2019organizzazione criminale investigata e alcuni esponenti della \u201cSacra Corona Unita\u201d, confermando l\u2019operativit\u00e0 e la permanenza sul territorio della provincia di Brindisi di strutture criminali finalizzate al narcotraffico, nonch\u00e9 come questo fenomeno delittuoso costituisca ancora una importante fonte di guadagno per la criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione di stampo mafioso \u201cSacra Corona Unita\u201d che nasce sul territorio mesagnese, ha sempre fatto del traffico di droga uno dei capisaldi delle proprie attivit\u00e0 illecite finalizzandolo, oltre al rapido arricchimento, anche al controllo del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In tale contiguit\u00e0 con le famiglie storiche legate alla S.C.U. mesagnese \u00e8 stato individuato il sodalizio investigato e capeggiato da C. R., pregiudicato, fratello del boss della S.C.U. deceduto in un agguato di mafia C. E. e cognato di L. F., personaggio di spicco della criminalit\u00e0 organizzata mesagnese. Figurano tra i sodali individuati C.L., figlio del boss E. e Z. G., affiliato alla S.C.U. di Mesagne e condannato per 416 bis c.p., braccio destro di C. R.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione in questione si ritiene essere stata in stretto contatto con il noto boss mesagnese D. G., capo storico e socio fondatore della Sacra Corona Unita, resosi responsabile delle violazioni degli obblighi della Sorveglianza Speciale cui era sottoposto. \u00c8 stata ipotizzata la frequentazione da parte del D. di una delle basi operative della consorteria, localizzata in un circolo ricreativo di Mesagne, che, a seguito delle numerose perquisizioni, arresti e sequestri di stupefacente, \u00e8 stato poi chiuso dal sodalizio poich\u00e9 ritenuto non pi\u00f9 sicuro per effettuare riunioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I risultati investigativi, riscontrati da nr. 7 arresti in flagranza di reato e sequestri di sostanze stupefacenti, per un traffico accertato di circa 50 kg tra marijuana, hashish e cocaina, riassunti nell\u2019informativa dei Carabinieri e riportati nella richiesta di misura presentata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno raccolto elementi indiziari nei confronti di 30 soggetti che, a vario titolo, sono risultati coinvolti nelle attivit\u00e0 di spaccio di sostanze stupefacenti nel comune di Mesagne (BR), 11 dei quali indagati per la presunta appartenenza ad un\u2019associazione per delinquere armata, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e hashish.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla ricostruzione investigativa effettuata dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, si evincerebbe come il sodalizio abbia gestito, attraverso i propri pusher, lo spaccio di hashish e marijuana sul territorio mesagnese, approvvigionando anche alcune piazze di spaccio ricadenti nei comuni limitrofi di Brindisi e San Pietro Vernotico. Rifornimento che ha riguardato anche alcune piazze di spaccio individuate in Veneto ed in particolare nella provincia di Verona, luogo dove uno degli indagati, originario di Mesagne ed identificato in L. A. B., avrebbe fatto trasportare ingenti quantitativi di marijuana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La progressione investigativa ha consentito altres\u00ec di ipotizzare la struttura criminale, organizzata con una precisa divisione gerarchica dei ruoli e dotata di basi operative e centri per lo stoccaggio ed occultamento degli stupefacenti.<\/p>\n<p>C. R. \u00e8 accusato di essere il promotore e organizzatore del sodalizio occupandosi dell\u2019approvvigionamento dello stupefacente, della direzione e del coordinamento di tutte le attivit\u00e0 dell\u2019associazione.<\/p>\n<p>Z. G. \u00e8 accusato di essere il luogotenente di C. R., con il compito di procacciare lo stupefacente, in particolare hashish, per l\u2019associazione e affiancando il promotore nelle attivit\u00e0 di gestione e di coordinamento dei sodali.<\/p>\n<p>Sono stati individuati poi 9 giovani accusati di essere pusher inseriti nell\u2019associazione e dediti allo spaccio al dettaglio nelle piazze mesagnesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalle indagini emerge che, per le attivit\u00e0 di narcotraffico, l\u2019associazione sarebbe dotata di due basi operative, individuate presso alcune attivit\u00e0 ricreative e commerciali del territorio mesagnese, tra cui un noto bar gi\u00e0 oggetto di agguati negli anni che hanno caratterizzato l\u2019ascesa della Sacra Corona Unita a Mesagne. Presso tali strutture veniva posta in essere l\u2019attivit\u00e0 di spaccio al dettaglio del narcotico, impartite le direttive del capo-promotore, pianificati e conclusi ingenti cessioni di narcotico, in gergo definiti \u201cpassaggi di mano\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019associazione sarebbe provvista, inoltre, di pi\u00f9 centri per lo stoccaggio e l&#8217;occultamento dello stupefacente, affidate a soggetti incensurati o ormai da anni lontani da vicende giudiziarie, tra cui un insospettabile professionista mesagnese, al fine di ridurre al minimo il rischio di eventuali perquisizioni e conseguenti sequestri da parte delle Forze di Polizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La consorteria, infine, \u00e8 accusata di aver avuto la disponibilit\u00e0 di pi\u00f9 armi da fuoco tra cui due pistole ed un fucile a pompa, occultati e prontamente disponibili, nonch\u00e9 di armi da sparo nella disponibilit\u00e0 dei sodali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini avrebbero disvelato l\u2019allarmante capacit\u00e0 del sodalizio di cooptare soggetti insospettabili ed incensurati del tessuto sociale mesagnese apparentemente estraneo alla criminalit\u00e0 tra cui, commercianti, camionisti e professionisti in contatto con la pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altro dato di rilievo \u00e8 la capacit\u00e0 del sodalizio di allargare i propri interessi fuori dal territorio mesagnese, monopolizzando la fornitura di alcune piazze di spaccio dei Comuni di San Pietro Vernotico, Brindisi e come detto prima, del Veneto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso delle indagini sarebbero stati riscontrati episodi di violazione della normativa antimafia, ex art. 75 comma 2 del D. Lgs 159\/2011, commessi dal Sorvegliato Speciale di Pubblica Sicurezza D. G., capo di una frangia del sodalizio di stampo mafioso \u201cSacra Corona Unita\u201d operante sul territorio della provincia di Brindisi, attualmente detenuto. D. G. avrebbe in pi\u00f9 occasioni disatteso l\u2019obbligo di associarsi a pregiudicati e di frequentare abitualmente circoli, recandosi in pi\u00f9 occasioni presso una delle basi operative della consorteria e dimostrando, pertanto, una rinnovata e rinforzata attualit\u00e0 criminale che non ha subito alcuna flessione a seguito dalla lunga permanenza in carcere e dalla limitazione della libert\u00e0 personale imposta con la misura di prevenzione a carico. D., impiegato presso una carrozzeria di Mesagne (BR), avrebbe utilizzato il luogo di lavoro come base operativa per mantenere contatti con pi\u00f9 pregiudicati del territorio condannati per gravi reati quali associazione per delinquere di stampo mafioso, stupefacenti ed altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RISULTATI CONSEGUITI NELL\u2019AMBITO DELLA PROSPETTAZIONE ACCUSATORIA<\/p>\n<p>\u2022 Indagate 30 persone di cui 11 costituenti l\u2019associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico;<\/p>\n<p>\u2022 Identificati gli autori dell\u2019attentato incendiario compiuto il 16.08.2019 a Mesagne nei confronti dell\u2019autovettura di un Maresciallo dei Carabinieri all\u2019epoca in servizio presso la Stazione Carabinieri di Latiano;<\/p>\n<p>\u2022 Nel corso delle indagini sono state inoltre tratte in arresto in flagranza di reato nr. 7 persone per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti;<\/p>\n<p>\u2022 \u00c8 stato accertato il traffico di hashish, marijuana e cocaina, riscontrato da sequestri, per un totale di 50 kg di sostanze stupefacenti;<\/p>\n<p>\u2022 Documentata l\u2019esistenza di pi\u00f9 piazze di spaccio rifornite dal sodalizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Considerata la pericolosit\u00e0 del sodalizio per l\u2019ordine pubblico potendo avere lo stesso la disponibilit\u00e0 di pi\u00f9 armi da sparo, la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ha lavorato intensamente per chiudere il cerchio intorno ai soggetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il G.I.P. ha condiviso pienamente la ricostruzione investigativa e l\u2019impianto accusatorio emettendo, per i reati contestati, le misure cautelari contenitive necessarie per interrompere le condotte ritenute reato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle prime luci dell\u2019alba, in Mesagne (BR), Brindisi, Ostuni (BR) e San Pietro Vernotico(BR) i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di San Vito dei Normanni (BR), collaborati nella fase esecutiva da personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri \u201cPuglia\u201d, dal 6\u00b0 Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bari e dal Nucleo Cinofili, hanno dato esecuzione all\u2019Ordinanza applicativa di misure coercitive personali n. 11926\/19 R.G.N.R. D.D.A. e n. 7156\/2020 R. Gip, n. 1\/2022 OCC, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce nell\u2019ambito dell\u2019indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce nei confronti di 30 indagati. &nbsp; In particolare, il Giudice per le Indagini Preliminari di Lecce, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti ed una ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, nei confronti di 6 soggetti. Le misure cautelari sono state notificate nei confronti dei sottonotati indagati, i quali si devono ritenere presunti innocenti in considerazione dell\u2019attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento della colpevolezza con sentenza irrevocabile: 1. B. L. o.c.c. in carcere; 2. 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