{"id":199032,"date":"2022-02-23T19:53:21","date_gmt":"2022-02-23T18:53:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=199032"},"modified":"2022-02-23T19:53:21","modified_gmt":"2022-02-23T18:53:21","slug":"se-la-storia-va-a-teatro-al-verdi-lezioni-di-storia-su-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/se-la-storia-va-a-teatro-al-verdi-lezioni-di-storia-su-brindisi\/","title":{"rendered":"Se la storia va a teatro: al Verdi lezioni di storia su Brindisi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-199033\" src=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Se-la-storia-va-a-teatro-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Se-la-storia-va-a-teatro-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Se-la-storia-va-a-teatro-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Se-la-storia-va-a-teatro-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Se-la-storia-va-a-teatro-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Se-la-storia-va-a-teatro-1434x2048.jpg 1434w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Se-la-storia-va-a-teatro-scaled.jpg 1792w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/>Ha preso il via oggi il ciclo di lezioni di storia dal titolo \u201cSe la storia va a teatro\u201d, iniziativa che la Fondazione Nuovo Teatro Verdi propone attraverso sei appuntamenti tra febbraio e marzo con focus su Brindisi, sui periodi della sua storia, sul ruolo della citt\u00e0 e del suo porto negli scenari nazionali e internazionali. Sei lezioni tenute a teatro con accessibilit\u00e0 da remoto, della durata di tre ore ciascuna, pensate per offrire agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio occasioni di socialit\u00e0 e di conoscenza, oltre che di ricerca e di interesse. Le scuole che partecipano all\u2019iniziativa sono il liceo artistico e musicale \u201cSimone-Durano\u201d, l\u2019istituto di istruzione secondaria superiore \u201cFerraris-De Marco-Valzani\u201d, il liceo delle scienze umane e liceo linguistico \u201cEttore Palumbo\u201d, infine il liceo ad indirizzo tradizionale, scienze applicate e coreutico \u201cEpifanio Ferdinando\u201d, quest\u2019ultimo di Mesagne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le lezioni sono organizzate con il sostegno della Regione Puglia, nell\u2019ambito del finanziamento \u00abFSC 14-20: Patto per la Puglia. Custodiamo la Cultura In Puglia 2021 &#8211; Misure di sviluppo per lo spettacolo e le attivit\u00e0 culturali &#8211; D.G.R. n. 1570\/2020 &#8211; A.D. 499\/2020\u00bb.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 vera come \u00e8 vero il teatro, che fa spazio a un\u2019esperienza inconsueta per il suo territorio offrendo una lettura della citt\u00e0 originale, non chiusa al singolo episodio ma aperta alla memoria liquida della storia e del suo divenire. Quello che si apre non \u00e8 uno spettacolo, non ci sono attori che recitano una parte, non va in scena una drammaturgia. Si parla di storia fuori dalle modalit\u00e0 di una conferenza o di una lettura pubblica. \u00c8 piuttosto il racconto di un luogo: un\u2019epoca, una civilt\u00e0, un popolo, segnano il punto di partenza attorno al quale si dipanano le diverse voci invitate a raccontare. Il racconto della citt\u00e0 anima di senso i luoghi vissuti e il rapporto con il passato diventa finestra attraverso cui creare un dialogo stretto con il presente.<\/p>\n<p>Il palcoscenico al posto della cattedra. Oggi la prima lezione, alla scoperta dell\u2019et\u00e0 del bronzo e della storia antica del territorio. Teodoro Scarano, docente dell\u2019Universit\u00e0 del Salento e responsabile del laboratorio di archeologia della Riserva di Torre Guaceto, ha ricostruito le campagne di ricerca svolte tra il 2008 e il 2013 che hanno consentito di documentare la presenza di un villaggio fortificato dell\u2019et\u00e0 del Bronzo sugli scogli di Apani. Come anche la scoperta, fatta nel 2019, di una necropoli a cremazione risalente alla tarda et\u00e0 del Bronzo (XIII-XII secolo a.C.) che attualmente impegna il Dipartimento dei Beni culturali salentino nella compilazione di una mappa archeologica delle aree terrestri e marine, nella ricostruzione della storia e dei rapporti culturali e commerciali delle popolazioni antiche con il Mediterraneo e l\u2019Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi nel Medioevo \u00e8 il tema della lezione in programma venerd\u00ec 25 febbraio con Luciana Petracca, docente di Storia Medievale dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. Mille anni tra dominazioni e distruzioni, lo status di civica demaniale e la fioritura per cultura e commerci, l\u2019ascesa del porto a scalo per l\u2019Oriente e base di partenza per pellegrini e Crociati. La lezione ha il suo focus sulla figura di Federico II di Svevia, lo \u201cStupor Mundi\u201d e il suo rapporto con Brindisi, terra \u201cfilia solis\u201d inondata di luce e bellezza. Al centro di tutto lui, Federico, freccia lanciata verso il futuro, padrone di castelli e distese sorvolate dai suoi falchi, che nel 1225 spos\u00f2 nel duomo brindisino Isabella di Brienne per divenire re di Gerusalemme. Al centro anche della performance teatrale della Compagnia del Sole, che dedicher\u00e0 allo Svevo, alla modernit\u00e0 di un uomo che anticip\u00f2 la storia pensando all\u2019Europa prima dell\u2019Europa, un brano tratto dallo spettacolo \u201cSecondo Federico\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le memorie di Brindisi e del suo porto in et\u00e0 moderna tra patrimonio materiale e immateriale sono argomento della lezione di marted\u00ec 15 marzo. Appuntamento con Giuseppe Patisso, docente di Storia Moderna dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. Tra monumenti, tradizioni, cultura, economia, societ\u00e0 e politica, la lezione traccia un quadro che mette al centro il porto, cuore e anima pulsante della citt\u00e0. Un filo che tiene uniti l\u2019et\u00e0 orsiniana, la ricostruzione aragonese, Venezia e la decadenza sotto il dominio spagnolo, la quiete del Seicento e l\u2019egemonia austriaca, il Settecento borbonico con l\u2019inizio di un tempo nuovo fino all\u2019evoluzione sotto i Napoleonidi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si continua venerd\u00ec 18 marzo con la lezione sulle personalit\u00e0 e sulle vicende delle arti figurative a Brindisi tra et\u00e0 moderna e contemporanea (secc. XVI-XX), a cura di Massimo Guastella, docente di Storia dell\u2019Arte Contemporanea dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. Un viaggio virtuale con materiali e sussidi multimediali attraverso le opere d\u2019arte tra le maggiori d\u2019interesse storico-artistico conservate ed esistenti a Brindisi, dalle pitture e altri manufatti cinquecenteschi e barocchi delle chiese alle testimonianze monumentali tra Ottocento e Novecento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla storia contemporanea della citt\u00e0 \u00e8 dedicata la lezione di gioved\u00ec 24 marzo, a cura di Daniele De Luca, docente di Storia delle Relazioni Internazionali dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. Brindisi conobbe una progressiva ripresa grazie all\u2019apertura del Canale di Suez (1869) e alla fioritura del movimento mercantile con l\u2019Oriente: dal 1870 al 1914 fu porto d\u2019imbarco della \u201cValigia delle Indie\u201d, il postale merci e passeggeri tra l\u2019Europa occidentale e l\u2019Oriente. Poi la Grande Guerra e il ruolo strategico per le operazioni navali nell\u2019Adriatico, nel 1927 l\u2019elevazione a capoluogo di provincia, l\u2019intensa attivit\u00e0 del porto prima del secondo conflitto mondiale, gli anni della guerra e la fuga del Re dopo l\u20198 settembre con elezione a sede del Governo fino al febbraio 1944. Il porto si conferma ago del destino, a volte approdo di salvezza, come fu per i profughi ebrei, in prevalenza italiani, sbarcati a Brindisi all\u2019alba del 29 novembre dopo l\u2019espulsione dall\u2019Egitto di Nasser a seguito della \u201ccrisi di Suez\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ciclo di lezioni si conclude marted\u00ec 29 marzo con l\u2019unico incontro in presenza, nelle sale della Biblioteca arcivescovile \u201cAnnibale De Leo\u201d, a cura della direttrice Katiuscia Di Rocco su mille anni di storia di Brindisi attraverso i documenti originali &#8211; pergamene e quotidiani &#8211; ivi conservati. Un cammino che inizia dall\u2019XI secolo, passaggio dall\u2019alto al tardo Medioevo, quindi attraversa la storia medievale, moderna e contemporanea della citt\u00e0, fino a giungere ai grandi avvenimenti del secolo scorso. Un lungo compendio di memorie, di restauri e di dominazioni che fa luce sulla funzione della citt\u00e0 nel tempo, sui periodi di prosperit\u00e0 e di decadenza, sulle cadute e sullo splendore, sulla strategicit\u00e0 nella grande piazza d\u2019armi e mercantile del Mediterraneo. Il filo scorre nella storia e Brindisi rimane nel grembo del suo porto, illuminata dalle civilt\u00e0 e oscurata dall\u2019abbandono e dalle devastazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &amp; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha preso il via oggi il ciclo di lezioni di storia dal titolo \u201cSe la storia va a teatro\u201d, iniziativa che la Fondazione Nuovo Teatro Verdi propone attraverso sei appuntamenti tra febbraio e marzo con focus su Brindisi, sui periodi della sua storia, sul ruolo della citt\u00e0 e del suo porto negli scenari nazionali e internazionali. Sei lezioni tenute a teatro con accessibilit\u00e0 da remoto, della durata di tre ore ciascuna, pensate per offrire agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio occasioni di socialit\u00e0 e di conoscenza, oltre che di ricerca e di interesse. 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