{"id":199282,"date":"2022-03-01T12:42:10","date_gmt":"2022-03-01T11:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=199282"},"modified":"2022-03-01T16:47:51","modified_gmt":"2022-03-01T15:47:51","slug":"rigassificatore-forum-ambiente-salute-e-sviluppo-una-scelta-immotivata-ieri-come-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/rigassificatore-forum-ambiente-salute-e-sviluppo-una-scelta-immotivata-ieri-come-oggi\/","title":{"rendered":"Rigassificatore, Forum Ambiente Salute E Sviluppo: &#8220;una scelta immotivata ieri come oggi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La guerra russo-ucraino ha ridato voce a quanti all\u2019inizio degli anni 2000 sostennero la necessit\u00e0 della costruzione del rigasificatore nel porto di Brindisi, precisamente a Capo Bianco, a ridosso della zona industriale. Due grandi serbatoi per un totale 320.000 mc di GNL, a pochi metri dall\u2019area petrolchimica, piena anch\u2019essa di sostanze esplosive. (Per avere un termine di paragone, il deposito Edison a Costa Morena, se si far\u00e0, ne stoccher\u00e0 quasi 20.000 &#8211; il \u201cquasi\u201d che ha evitato la VIA nazionale &#8211; e sar\u00e0 anch\u2019esso a meno di un chilometro dall\u2019area industriale.) Almeno cento navi gasiere sarebbero arrivate nel porto di Brindisi ogni anno con impatto notevole sui restanti movimenti navali. Il progetto non vide la luce per diversi fattori: una forte opposizione popolare con tre grandi manifestazioni di piazza delle quali il Forum con la leadership di Michele Di Schiena fu protagonista, le amministrazioni locali e la Regione erano contrarie, la LNG non volle saperne di una localizzazione fuori dal porto (oggi costruisce invece impianti offshore in Albania), la magistratura sequestr\u00f2 il sito per gravi irregolarit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cBrindisi si sarebbe arricchita\u201d sostiene oggi Massimo Ferrarese, all\u2019epoca presidente della Provincia, se quell\u2019opera si fosse realizzata. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? Il 27 febbraio l\u2019ANSA riportava questa notizia: \u201cL&#8217;Italia \u00e8 lontana da una situazione di allarme per le forniture di gas: lo stato di pre-allarme &#8211; chiariscono fonti del Mite &#8211; \u00e8, come accaduto per il freddo dell&#8217;inverno 2017, una misura di cautela che avvia &#8220;un monitoraggio costante della situazione energetica nazionale&#8221; ed &#8220;un riempimento dello stoccaggio anticipato&#8221; rispetto a quanto normalmente accade da primavera avanzata. Operatori del settore e Snam, come emerge da dati degli operatori, stanno riempiendo gli stoccaggi che sono oggi pi\u00f9 pieni (38,5%) della media europea (29,7%); La domanda in Italia oggi \u00e8 bassa e il gas in arrivo dalla Russia \u00e8 pi\u00f9 che ad inizio settimana.\u201d<\/p>\n<p>LaPress il 24 febbraio scriveva: \u201cAbbiamo l\u2019obbligo di riflettere sull\u2019energy mix\u201d, guardando al 2050 e al 2060 \u2013 dice il ministro Cingolani, riferendo in Aula alla Camera sull\u2019impennata dei prezzi dell\u2019energia \u2013 se no ci ritroviamo ogni tre quattro anni a dover mettere una toppa\u2026..\u201d. Questo per aprire a un bilanciamento energetico basato su una diversificazione delle fonti sia di energia che di origine, perch\u00e9 per esempio per il gas \u201csiamo totalmente dipendenti dall\u2019import\u201d. Racconta di come sia \u201cimprenscindibile accelerare sulle rinnovabili\u201d, anche se questo non baster\u00e0 al 2030, cos\u00ec come non baster\u00e0 pensare all\u2019inevitabilit\u00e0 del \u201cgas come combustibile di transizione\u201d. Se anche estraessimo con le trivellazioni tutto il gas \u201citaliano\u201d, ci basterebbe appena per un anno e mezzo!<br \/>\nMentre si susseguono queste dichiarazioni, Edison a Porto Marghera sigla con Eni e Ansaldo un accordo per la produzione di idrogeno verde e blu, cio\u00e8 dall\u2019elettrolisi dell\u2019acqua e dal gas rispettivamente. Inoltre analisti energetici gi\u00e0 qualche anno fa dimostravano che \u201cl\u2019Europa, considerato un mercato di \u201cultima istanza\u201d per le forniture internazionali di GNL, ha un importante capacit\u00e0 di rigassificazione di circa 215 mld. di mc\/a, che risulta per\u00f2 ampiamente inutilizzata: con riferimento ai principali paesi di importazione, nel 2016 UK e Spagna hanno utilizzato i propri rigassificatori per il 21%, la Francia per il 36% e l\u2019Italia per il 42%\u201d. Il rigassificatore di Brindisi, che alla luce di questi dati non sarebbe stato per nulla necessario al paese sotto il profilo energetico, non avrebbe risolto la nostra dipendenza dall\u2019estero: \u201cpaesi produttori ed esportatori di GNL sono 19: il Qatar \u00e8 il maggior fornitore mondiale con il 30% del mercato. Altri importanti players sono Australia (16%),Malesia (9%), Indonesia (8%), Nigeria (7%).\u201d<\/p>\n<p>In questi giorni l\u2019Enel si \u00e8 aggiudicata contratti per 12,9 Gw su un totale di 41,5 GW assegnati validi per l\u2019anno di consegna 2024. Di questa quantit\u00e0 10,4 riguarda capacit\u00e0 esistente, 1 Gw di capacit\u00e0 estera e 1,5 di nuova capacit\u00e0 che verr\u00e0 soddisfatta per oltre 2\/3 da sistemi di accumulo a batteria. I sistemi di accumulo verranno sviluppati in Sardegna.<\/p>\n<p>La scelta di non fare il rigassificatore all\u2019interno del porto di Brindisi non fu sbagliata allora, per le considerazioni di sicurezza ed anche di totale asservimento del porto alle attivit\u00e0 energetiche, e si conferma ancora sensata ai giorni nostri soprattutto alla luce della situazione geopolitica e climatica attuali, perch\u00e9 oggi sarebbe ridotto ad un impianto parzialmente utilizzato e non avrebbe risolto il problema della dipendenza dall\u2019estero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Paradossalmente, se si dovessero seguire le fobie che si stanno alimentando in questi giorni sulla scarsit\u00e0, ci potremmo trovare con il raddoppio del TAP in tandem con Poseidon, il metadonodotto che approder\u00e0 a Otranto, la centrale a carbone di Cerano, il rigassificatore tanto caro a qualche nostalgico, le campagne devastate dal fotovoltaico e vaste foreste di pale eoliche a terra e soprattutto in mare. Una prospettiva speculativa di enorme portata devastatrice. Senza nessun vantaggio locale, n\u00e9 di caldo, n\u00e9 di freddo e neppure di energia elettrica a buon prezzo, sempre promesso nell\u2019ultimo mezzo secolo prima della realizzazione di ogni megaimpianto e mai realizzatosi.<\/p>\n<p>Certo, se il rigassificatore fosse stato costruito a Brindisi, qualcuno si sarebbe arricchito, ma non la grande maggioranza della popolazione di un\u2019area il cui tessuto economico rimane povero nonostante la politica industriale dei megaimpianti che si continua a perseguire come unica soluzione e nonostante i danni sanitari ed ambientali subiti. Il reddito medio di questa provincia rimane tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Italia, la met\u00e0 di quello delle regioni del nord, e ci\u00f2 senza alcuna tendenza al miglioramento dagli anni delle lotte al rigassificatore a tutt\u2019oggi, ma piuttosto con una forte tendenza allo spopolamento.<\/p>\n<p>Ai produttori di energia si chieda, pertanto, da parte della politica di sviluppare le rinnovabili, in particolar modo di tipo diffuso, e l\u2019accumulazione di energia cos\u00ec come sono impegnati a fare altrove. Ai cittadini si consenta di sviluppare l\u2019autoproduzione ed il risparmio energetico con la moderna edilizia. Anche con la concentrazione delle rinnovabili non si diventa tutti pi\u00f9 ricchi ma solo con la democrazia energetica, cio\u00e8 con la produzione diffusa. A vent\u2019anni dalle lotte contro il rigassificatore il tema della democrazia economica rimane sempre centrale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra russo-ucraino ha ridato voce a quanti all\u2019inizio degli anni 2000 sostennero la necessit\u00e0 della costruzione del rigasificatore nel porto di Brindisi, precisamente a Capo Bianco, a ridosso della zona industriale. Due grandi serbatoi per un totale 320.000 mc di GNL, a pochi metri dall\u2019area petrolchimica, piena anch\u2019essa di sostanze esplosive. (Per avere un termine di paragone, il deposito Edison a Costa Morena, se si far\u00e0, ne stoccher\u00e0 quasi 20.000 &#8211; il \u201cquasi\u201d che ha evitato la VIA nazionale &#8211; e sar\u00e0 anch\u2019esso a meno di un chilometro dall\u2019area industriale.) 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