{"id":199926,"date":"2022-03-14T18:24:05","date_gmt":"2022-03-14T17:24:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=199926"},"modified":"2022-03-14T18:25:34","modified_gmt":"2022-03-14T17:25:34","slug":"solazzo-cisl-lo-stato-recuperi-la-diretta-competenza-in-materia-di-politiche-energetiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/solazzo-cisl-lo-stato-recuperi-la-diretta-competenza-in-materia-di-politiche-energetiche\/","title":{"rendered":"Solazzo (Cisl): &#8220;Lo Stato recuperi la diretta competenza in materia di politiche energetiche&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Fa specie assistere allo stucchevole dibattito sulla questione energetica del Paese e, in particolar modo, del nostro territorio, come a voler ignorare le conseguenze che, in attesa di un intervento del Governo, gravano sulle bollette energetiche delle famiglie e del sistema produttivo; specie sul versante delle imprese, da cui dipendono, anche, i salari di milioni di lavoratrici e di lavoratori.<br \/>\nE, tutto ci\u00f2, a fronte di una guerra intollerabile ed ingiustificabile, che sta uccidendo donne, bambini, uomini, anziani e determinando una sorta di esodo con oltre due milioni di profughi, ad oggi, per un folle despota che vorrebbe ridisegnare con la forza i confini europei e riproporre l\u2019impero di Russia cancellando un secolo di storia.<br \/>\nDi fatto, la strategia energetica del nostro Paese, nel corso degli ultimi 30 anni, ha determinato una prevalente dipendenza energetica proprio dalla Russia,  per circa il 40% di oltre il 90% di GAS importato.<br \/>\nPerci\u00f2, la nostra pesante dipendenza dall\u2019estero, pi\u00f9 che dai pochi investimenti realizzati sulle fonti rinnovabili (FER &#8211; negli ultimi vent\u2019anni pari a ben 250MD di euro) \u00e8 la conseguenza di scelte della politica che non ha puntato su una diversificazione del mix produttivo, fino a rendere oggi le bollette degli italiani le pi\u00f9 care in Europa.<br \/>\nSembra, allora, che proprio non si voglia comprendere come una totale produzione e consumo di energia, riveniente prettamente dalle rinnovabili, abbia tempi di realizzazione lunghissimi, in quanto sole e vento per loro natura non sono fonti pronte all\u2019uso e, poi, perch\u00e9 i sistemi di accumulo necessari a garantire un approvvigionamento costante di energia che risponda alle necessit\u00e0 di tutto il nostro sistema produttivo &#8211; e non solo! &#8211; sono attualmente indisponibili.<br \/>\nSi trascura, peraltro, la struttura integrata della rete elettrica nazionale, che mai reggerebbe una generazione diffusa di produzione, appunto, di energia elettrica senza prima importanti investimenti, per realizzare i quali trascorrerebbero anni ed anni.<br \/>\nUna fonderia, un\u2019industria del vetro, della ceramica o della carta, uno stabilimento siderurgico, ecc., stante l\u2019attuale processo produttivo mai potrebbero produrre esclusivamente con le FER.<br \/>\nEcco qual \u00e8 il risultato di posizioni di parte, pi\u00f9 inclini a parlare alla pancia che alle necessit\u00e0 del Paese intero e talmente general generiche da scontrarsi con soluzioni credibili, corroborate, per\u00f2, dalla scienza.<br \/>\nAnche per questo, crediamo vada fatta un\u2019operazione verit\u00e0, coerente con quanti vedono il nostro Paese come piegato sul passato mentre altri, nostri concorrenti, traguardano un futuro energetico pi\u00f9 verde e pi\u00f9 sostenibile.<br \/>\n Ad esempio la Germania con il nucleare, sebbene non di nuova generazione e la produzione energetica da carbone per oltre il 30%, manifesta sicurezza in tema di approvvigionamento; senza tacere del nucleare in Francia, che ha impianti situati a poche centinaia di chilometri dall\u2019Italia e rifornisce per oltre il 10% i nostri consumi, a dimostrazione che il nucleare mette la bolletta energetica dei transalpini al riparo da qualsiasi destabilizzazione geopolitica, oltrech\u00e9 difendere l\u2019ambiente molto di pi\u00f9 di quanto accada da noi.<br \/>\nPotremmo andare avanti per dimostrare che i limiti posti a se stessa dall\u2019Italia, in tema di politica energetica, ha pochi simili in Europa.<br \/>\nAbbiamo detto no al nucleare, abbiamo detto no alle trivellazioni vicino le nostre coste dove, invece, trivellano i croati; abbiamo detto no ai rigassificatori, diciamo no alle pale eoliche \u201cnel mio giardino\u201do\u201cnel mio mare\u201d, diciamo no ai pannelli fotovoltaici se incrociano qualche minimo problema di carattere paesaggistico, per non parlare della lungaggine di anni per le relative autorizzazioni.<br \/>\nPoi, per\u00f2, scendiamo in piazza per i costi energetici troppo alti!<br \/>\nOrmai per molti settori, dal manifatturiero (siderurgia, chimica, automotive, edilizia, ceramica, carta, vetro, ecc.) ai trasporti, all\u2019alimentare, alla panificazione, all\u2019agroindustria, al commercio, all\u2019Horeca, l\u2019unico strumento di autodifesa sarebbe fermare le rispettive produzioni.<br \/>\nE quanti continuano a discettare sulla questione energetica guardando nello specchietto retrovisore, chiss\u00e0 se comprendono che i suddetti settori a serio rischio di fermata, oltre a ricoprire un\u2019oggettiva funzione sociale forniscono reddito a migliaia e migliaia di famiglie.<br \/>\nPersino di fronte ad un Ministro come Roberto Cingolani, che forte della sua indiscutibile competenza ha solo accennato al nucleare di nuova generazione per gli anni a venire, si \u00e8 manifestata una strenua opposizione a prescindere da qualsiasi confronto di carattere scientifico.<br \/>\nQuasi non bastasse, se da pi\u00f9 parti si continua a sostenere che ormai non si potrebbe pi\u00f9 tornare al passato quanto, invece, traguardare solo investimenti sulle FER, noi gradiremmo non rimanere nell\u2019attuale cul de sac, atteso il rischio che si perpetrino gli stessi danni per lungo tempo causati al Paese in tema di politiche energetiche ed industriali.<br \/>\nTali riflessioni non mirano a minimizzare l\u2019importanza delle Fonti rinnovabili, di cui c\u2019\u00e8 indiscutibile necessit\u00e0 per fermare l\u2019impatto climatico e la crisi ambientale che riguarda l\u2019intero pianeta \u2013 bench\u00e9 l\u2019Europa sia colpevole solo per il 9% di CO2 rilasciato nell\u2019atmosfera &#8211; ma se si intende procedere ad una seria transizione  energetica ed in particolar modo ad una maggiore indipendenza energetica, \u00e8 necessario considerare il Gas come una fonte necessaria.<br \/>\nAnche Elon Musk, il numero uno di Tesla, strenuo sostenitore delle energie rinnovabili, in un suo tweet ha dichiarato: \u201cOdio doverlo dire ma dobbiamo immediatamente aumentare la produzione di petrolio e di Gas.\u201d<\/p>\n<p>Ribadiamo, perci\u00f2, l\u2019urgenza di procedere con celerit\u00e0 alla realizzazione del deposito GNL di Edison a Brindisi, cos\u00ec come da tempo chiediamo di velocizzare tutti i progetti di investimenti sulle FER e sull\u2019idrogeno, evocandone uno per tutti, ovvero il tanto atteso progetto dell\u2019impianto eolico della Falk Renewables, sempre a Brindisi, che si presenta, tra l\u2019altro, come importante opportunit\u00e0 occupazionale.<\/p>\n<p>Senza trascurare che presso la Regione risultano fermioltre 400 progetti per FER.<\/p>\n<p>Probabilmente, per\u00f2, \u00e8 arrivato anche il momento di mettere mano alle distorsioni prodotte nel 2001 dalla riforma costituzionale dell\u2019art. 117 concernente la ripartizione della competenza tra Stato e Regioni, puntando a riportare alla competenza nazionale le infrastrutture strategiche, come le energetiche, sottraendole a beghe territoriali ideologiche, partitiche e, talvolta, personali, che traguardano pi\u00f9 il successivo appuntamento elettorale (TAP insegna) che non la visione lunga di strategie industriali ed economiche utili all\u2019intera comunit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Purtroppo il dibattito politico che sta caratterizzando le attuali campagne elettorali per le amministrative pare, ancora, appannato da contrapposizioni fini a se stesse, che non alimentano molta speranza verso un possibile cambio di rotta.<br \/>\nMa, come diceva Don Tonino Bello:\u201cAccendere un fiammifero \u00e8 molto meglio che maledire l\u2019oscurit\u00e0\u201d. <\/p>\n<p>                                                                                                   Gianfranco Solazzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fa specie assistere allo stucchevole dibattito sulla questione energetica del Paese e, in particolar modo, del nostro territorio, come a voler ignorare le conseguenze che, in attesa di un intervento del Governo, gravano sulle bollette energetiche delle famiglie e del sistema produttivo; specie sul versante delle imprese, da cui dipendono, anche, i salari di milioni di lavoratrici e di lavoratori. E, tutto ci\u00f2, a fronte di una guerra intollerabile ed ingiustificabile, che sta uccidendo donne, bambini, uomini, anziani e determinando una sorta di esodo con oltre due milioni di profughi, ad oggi, per un folle despota che vorrebbe ridisegnare con la forza i confini europei e riproporre l\u2019impero di Russia cancellando un secolo di storia. Di fatto, la strategia energetica del nostro Paese, nel corso degli ultimi 30 anni, ha determinato una prevalente dipendenza energetica proprio dalla Russia, per circa il 40% di oltre il 90% di GAS importato. 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