{"id":200946,"date":"2022-04-12T15:24:19","date_gmt":"2022-04-12T13:24:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=200946"},"modified":"2022-04-13T15:26:37","modified_gmt":"2022-04-13T13:26:37","slug":"matria-di-laura-marchetti-recensione-di-rosella-apruzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/matria-di-laura-marchetti-recensione-di-rosella-apruzzi\/","title":{"rendered":"\u201cMatria\u201d di Laura Marchetti: recensione di Rosella Apruzzi"},"content":{"rendered":"<p>Prima ancora di leggere \u201cMatria\u201d mi \u00e8 venuta in mente l\u2019autrice, Laura Marchetti, che avevo conosciuto alla fine degli anni \u201990, luminosa e intensa antropologa, docente universitaria, politica e attivista da sempre impegnata sui temi della cultura, dell\u2019ecologia ,del femminismo, dell\u2019antimilitarismo, che in questi anni ha collaborato con riviste, giornali e scritto libri come \u201cAgalma.<\/p>\n<p>Per una didattica della carezza\u201d,nel 2017, e \u201cLa strada della fiaba\u201d, nel 2020. Da tempo, infatti non smette di indagare, innamorata della bellezza e della pace, sul senso del linguaggio, come in \u201cAlfabeti ecologici\u201d, nel 2012, e \u201cLa fiaba , la natura, la matria: pensare la decrescita con i Grimm\u201c ,nel 2014, visto come punto d\u2019appoggio per il cambiamento, per aprire orizzonti di fratellanza e liberazione, in opposizione al nazionalismo, al razzismo, alla guerra.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio questo denso percorso umano, intellettuale e politico che fa approdare, oggi, la sua ricerca a quello che la stessa autrice definisce un \u201cneologismo riparatore\u201d, il suo recente \u201cMatria\u201d (Marotta&amp;Cafiero, pp.82, 10 euro), libro stampato con inchiostri vegetali certificati su carta riciclata proveniente da foreste gestite in modo consapevole, fatto a Scampia, per cambiare la societ\u00e0 e le coscienze, per la collana Le api, diretta da Paolo Cacciari, presentato a Brindisi l\u20198 arile 2022.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la copertina dal colore del girasole ci svela , con le parole dell\u2019autrice stessa, il significato coinvolgente della parola \u201c matria, dal latino Mater, paradigma alternativo, oppositivo rispetto al concetto di Patria-Nazione : nato dalla critica al razzismo e al colonialismo, l\u2019ecologia, il femminismo, l\u2019apertura e il dialogo con culture altre. Equivalente linguistico del tedesco Heimat.<\/p>\n<p>E\u2019 appunto in nome di questa democrazia sorgiva, della felicit\u00e0 politica, di uno spazio fraterno di condivisione, che qui propongo la parola matria, un sostantivo femminile, che \u00e8 un neologismo nella nostra lingua\u201d. E\u2019 in questo voler andare alla radice di un\u2019 idea di accoglienza, di cultura nazionale che troviamo il senso di questa parola nuova, la cui necessit\u00e0, ci appare, pi\u00f9 che mai urgente nella societ\u00e0 fortemente patriarcale in cui, ancora, viviamo oggi. La forma espressiva, particolarmente riuscita, \u00e8 quella del saggio o trattato, che \u00e8 mosaico e peripezia, nel senso di W. Benjamin, e ci permette cos\u00ec di cogliere pienamente l\u2019importanza innovativa e simbolica di parole per la liberazione, di dare voce a quella condizione umana comune, di cui avevano parlato E. Morin e J. Derrida, per superare quell\u2019 \u201cunica incultura \u201c, fatta di \u201coccidentalizzazione\u201d e \u201c macdonaldizzazione\u201d , che S. Latouche aveva criticato gi\u00e0 nei primi anni \u201990.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nella prima parte ci immergiamo in \u201cTerra Patria\u201d, \u201cPatria, da pater\u201d, parola che separa, afferma identit\u00e0 nazionali contrapposte, metafora tragica dell\u2019ordine simbolico del potere patriarcale, a \u201cDal Dio Padre al moderno Sovrano\u201d, con un\u2019accurata indagine del fondamento violento del patriarcato, nelle sue terrifiche declinazioni , dal mito di Crono, di Laio e di Edipo, intriso di morte e sacrificio per arrivare al Totem-Padre, fino al Dio ebraico e cristiano, e all\u2019autoritarismo senza limiti dello stato assoluto, forma iniziale dei moderni stati nazionali. La seconda parte ci propone un viaggio affascinante da \u201cHeimat, la matria\u201d a \u201cLa lingualatte e la nazione culturale\u201d, come aspetto chiave del saggio, con una narrazione linguistica e storica, dei due modi di indicare la patria in lingua tedesca: Vaterland, termine maschile che indica la terra dei padri e dei patrimoni e Heimat, quello femminile , universo-mondo della terra della madre come intimit\u00e0, casa, accoglienza, pace.<\/p>\n<p>Qui avviene, quasi magicamente, l\u2019incontro estremamente ricco di implicazioni e riflessioni, con i fratelli Grimm, famosi soprattutto per le loro fiabe universalmente conosciute, ma anche raffinati giuristi e filologi, \u201cmaschi gentili\u201d che di fronte all\u2019invasione di Napoleone Bonaparte contro la Confederazione tedesca nel 1806 preferirono ricercare le tracce della coscienza corale e poetica della nazione culturale tedesca nei racconti orali tramandati da secoli, nelle case, nel linguaggio materno della fiaba, dove trovarono le radici della Madre-Terra , nella grazia, nella \u201clingualatte\u201d,che rappresenta quel \u201cmiele dell\u2019inconscio\u201d, come dice H. Cixous, che ci nutre con il latte materno e ci rende \u201cnazione\u201d. In tal senso la poesia della lingua materna del genere umano riesce a farsi comprendere da tutti, anche dalle persone pi\u00f9 semplici e umili, attraverso il cuore e la parola corale e preziosa della fiaba.<\/p>\n<p>Tanti sono gli autori che con grande accuratezza ci propone l\u2019autrice, da S. Freud, a H. Arendt, da S. Weil a W. Benjamin, al regista E. Reitz,a M. Weber a J.J. Bachofen, solo per citarne alcuni. Fino alla parte conclusiva che ci coinvolge con \u201cComunit\u00e0 locali, beni comuni e diritti comuni\u201d, \u201cZweite Heimat, la Matria immaginata\u201d, \u201cL\u2019Europa come koin\u00e8 ermeneutica\u201d e \u201cUna Natura-Madre e Matria\u201d in cui si tesse sapientemente il rapporto simbolico del vivere con la Natura, con riferimento anche al film epopea , \u201cHeimat \u201c, di E. Reitz, alla ricerca dell\u2019utopia di una seconda patria per la nazione tedesca dopo le atrocit\u00e0 del nazismo, con l\u2019idea della Grande Dea Madre Mediterranea che nutre le fondamenta dell\u2019ecologia, come scienza del vivente, per G. Batenson. Qui si celebra la Terra come un sistema vivente, \u201cluogo saldo in cui si gioca collettivamente il destino della nostra specie\u201d, nelle parole di E. Morin del 1993, \u201ce la presa di coscienza di questa comunanza terrestre \u00e8 l\u2019evento-chiave che pu\u00f2 consentirci di uscire dall\u2019et\u00e0 della barbarie, facendoci comprendere che siamo solidali in questo pianeta, e con questo pianeta, evitando cos\u00ec di finire nel baratro\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ultimo suggestivo riferimento \u00e8 il richiamo attonito all\u2019idea-cardine della Carta della Terra dell\u2019UNESCO, del 2003, \u201d il rispetto della Terra e della vita in tutta la sua diversit\u00e0; prendersi cura della vita con comprensione, compassione e amore; costruire societ\u00e0 democratiche che siano giuste, partecipative, sostenibili e pacifiche; tutelare l\u2019abbondanza e la bellezza della Terra per le generazioni presenti e future\u201d. E\u2019 proprio questa la trama fitta di bellezza, politica e poetica insieme, a dare a Matria quel tocco necessario per affrontare i nodi del presente , per questo non si pu\u00f2 dimenticare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Rosella Apruzzi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima ancora di leggere \u201cMatria\u201d mi \u00e8 venuta in mente l\u2019autrice, Laura Marchetti, che avevo conosciuto alla fine degli anni \u201990, luminosa e intensa antropologa, docente universitaria, politica e attivista da sempre impegnata sui temi della cultura, dell\u2019ecologia ,del femminismo, dell\u2019antimilitarismo, che in questi anni ha collaborato con riviste, giornali e scritto libri come \u201cAgalma. Per una didattica della carezza\u201d,nel 2017, e \u201cLa strada della fiaba\u201d, nel 2020. Da tempo, infatti non smette di indagare, innamorata della bellezza e della pace, sul senso del linguaggio, come in \u201cAlfabeti ecologici\u201d, nel 2012, e \u201cLa fiaba , la natura, la matria: pensare la decrescita con i Grimm\u201c ,nel 2014, visto come punto d\u2019appoggio per il cambiamento, per aprire orizzonti di fratellanza e liberazione, in opposizione al nazionalismo, al razzismo, alla guerra. 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