{"id":201114,"date":"2022-04-18T19:49:03","date_gmt":"2022-04-18T17:49:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=201114"},"modified":"2022-04-27T21:50:53","modified_gmt":"2022-04-27T19:50:53","slug":"la-vitivinicoltura-brindisina-in-un-nuovo-rapporto-citta-campagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-vitivinicoltura-brindisina-in-un-nuovo-rapporto-citta-campagna\/","title":{"rendered":"La vitivinicoltura brindisina in un nuovo rapporto citt\u00e0\/campagna"},"content":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 di Brindisi e il suo territorio agricolo hanno storicamente una vocazione vitivinicola. La presenza di variet\u00e0 autoctone come il negroamaro, la malvasia nera, il susumaniello, l\u2019ottavianello, il primitivo, ne fanno ancora un territorio ricco e dalle grandi potenzialit\u00e0 enoiche. Non a caso il vino di BRINDISI era conosciuto e apprezzato ben oltre i confini locali e nazionali sin dai tempi dell\u2019impero romano. Lo era in tutto il bacino del mediterraneo cos\u00ec come in epoche pi\u00f9 recenti il vino di Brindisi \u00e8 stato utilizzato in Francia come in altre regioni italiane solo per tagliare o sostenere vini di territori pi\u00f9 conosciuti. Negli ultimi anni, grazie all\u2019impegno e alla lungimiranza di cantine, di produttori, di enologi, il vino prodotto nel nostro territorio \u00e8 riuscito ad evidenziare tutte le sue caratteristiche e potenzialit\u00e0. I nostri autoctoni sono oggi riconosciuti e apprezzati e rappresentano la continuit\u00e0 tra la vecchia vocazione e tradizione di un antico territorio vitivinicolo e la innovazione di cui il settore \u00e8 ormai ricco. La filiera produttiva \u00e8 rappresentata da impianti moderni di vigneti che si uniscono a quelli tradizionali ad alberello e che costituiscono un evidente contributo paesaggistico alla riqualificazione e fruizione delle nostre campagne, cos\u00ec come moderni impianti enologici stanno contribuendo ad elevare la qualit\u00e0 e a esaltare le potenzialit\u00e0 ancora tutte da esplorare delle nostre variet\u00e0 autoctone. Si sta creando anche a BRINDISI una nuova cultura del vino che coinvolge le stesse nuove generazioni e che pu\u00f2 far diventare questo settore un contributo ad una idea di sviluppo pi\u00f9 sostenibile e pi\u00f9 rappresentativo di storia e di innovazione. Sono questi motivi validi per impegnarsi a rilanciare e rafforzare gli strumenti di sostegno e di tutela del vino a partire dallo stesso contesto urbano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vitivinicoltura brindisina ha fatto, negli ultimi anni, molti passi in avanti. Sono stati fatti nel settore investimenti e altri sono in fase di definizione che stanno ridando valore al territorio, ricostruendo un paesaggio anche attorno alla citt\u00e0 e contribuiscono a produrre uve e vini di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Grazie ai vecchi e nuovi viticoltori che hanno resistito e creduto, investendo con lungimiranza, la nostra vitivinicoltura sta raggiungendo livelli di qualit\u00e0 ormai riconosciuta dal mercato e dai consumatori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se la viticoltura in generale sta acquistando sempre pi\u00f9 importanza e valore contribuendo alla rivalutazione dei territori vocati e dei vitigni autoctoni, quella brindisina, nel contesto pugliese e nazionale, ha tutte le condizioni e le potenzialit\u00e0 per recuperare e per riproporsi con il suo \u201cterroir\u201d, con i suoi vitigni autoctoni e con il suo vino (negroamaro, malvasia nera e bianca, susumaniello, ottavianello).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi deve recuperare e credere nelle sue potenzialit\u00e0 agricole e vitivinicole per dare cos\u00ec anche un contributo ad un suo nuovo e pi\u00f9 sostenibile sviluppo. Dopo la crisi di questi anni e l\u2019incipiente esaurimento del vecchio modello di sviluppo impostato sulla industria di base(petrolchimica) e di servizio (energia da fossili) i contorni di un nuovo sviluppo possono avere nell\u2019agricoltura e soprattutto nella vitivinicoltura un solido riferimento che nel passato aveva contribuito a fare la storia del vino e della sua economia. Ma non un ritorno al passato. Oggi la vitivinicoltura brindisina esprime modernit\u00e0 e innovazione.<\/p>\n<p>Dopo lo svellimento incentivato dei vigneti negli anni 70\/80((si \u00e8 passati in provincia di Brindisi dai 33.500 ettari vitati censiti in tutta la provincia nel 1970 ai circa 11.000 del 2016 a tutto vantaggio di altre viticolture e Brindisi \u00e8 stata dentro questo processo di abbandono), dopo la crisi del metanolo, dopo quella delle cooperative sociali e dopo l\u2019asservimento agli impianti fotovoltaici di aree agricole pregiate e vocate alla vite, si registra anche a Brindisi un ritorno di interesse verso la vitivinicoltura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi ben 2.800 ettari dell\u2019agro cittadino (il 30% della superficie agraria provinciale dove si produce uva da vino), tra vecchi e nuovi impianti, sono coltivati a vigneto per uve da vino. Assieme ai 1.200 ettari dell\u2019agro di Mesagne costituiscono la zona della Doc Brindisi (una delle poche citt\u00e0 che d\u00e0 il proprio nome ad una doc). Areale, questa della Doc Brindisi, che deve essere salvaguardata da ulteriori ed eventuali interventi di impianti fotovoltaici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019art. 1 del Testo unico del vino che semplificato e riunito le norme del settore afferma testualmente: \u201cLa Repubblica salvaguarda, per la loro specificit\u00e0 e il loro valore in termine di sostenibilit\u00e0 sociale, economica, ambientale e culturale, il vino prodotto della vite, e i territori viticoli, quale parte del patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano, nonch\u00e9 frutto di un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo articolo della legge potrebbe diventare il manifesto per rilanciare e valorizzare la vitivinicoltura brindisina e pu\u00f2 contribuire ad un rinnovato e recuperato rapporto della citt\u00e0 con la sua campagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono oggi favorevoli condizioni per ricostruire a Brindisi una nuova economia e una cultura del vino. Ci sono aziende, competenze, pratiche, tradizione e storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lavorare per una citt\u00e0 come Brindisi che andrebbe riscoperta e rappresentata attraverso \u201cun viaggio\u201d che parte dal bicchiere (vino di negroamaro e di susumaniello da degustare), attraversa il territorio e il paesaggio (quello vecchio e nuovo dei vigneti brindisini), passa dalle cantine ed arriva alla cultura (storia, tradizione, ricerca, innovazione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il negroamaro brindisino come altri vitigni autoctoni (susumaniello innanzitutto) hanno la loro specificit\u00e0 (sentono il clima del mare) ed hanno tutte le potenzialit\u00e0 per imporsi con una propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019identit\u00e0 del vino ha un valore paesaggistico, economico e non \u00e8 solo un racconto da comunicare. L\u2019identit\u00e0 \u00e8 un percorso che affonda le radici nel passato e che si apre al futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi, terra di antichi vigneti, alcuni dei quali ancora oggi si estendono sui terreni attraversati dai tracciati delle vecchie strade dell\u2019Appia e della Traiana, ha un passato e un futuro nel settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nasce anche da queste considerazioni l\u2019importanza delle produzioni vitivinicole del territorio per far risaltare il rapporto storico, produttivo con la citt\u00e0, con il mare e il porto da cui partiva il vino per essere portato in tutto il mediterraneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi deve recuperare e ricostruire il rapporto fondante tra citt\u00e0, mare e campagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attorno al rapporto citt\u00e0\/campagna\/mare si possono unire le separazioni sedimentatesi e diventate, in alcuni momenti della storia e della vita della citt\u00e0, vere e proprie contrapposizioni. La fase di uno sviluppo calato dall\u2019alto richiede un ripensamento a cui ognuno deve dare il suo contributo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sinora l\u2019agricoltura \u00e8 stata la grande assente dal dibattito sullo sviluppo della citt\u00e0, se non per qualche richiamo superficiale e come corollario al solito elenco dei temi da affrontare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura, in quanto campagna, paesaggio, territorio che vive e produce, pu\u00f2 e deve dare un contributo di visione e di sviluppo importante e nuovo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il futuro assetto urbanistico e infrastrutturale della citt\u00e0 deve saperne tener conto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vino di Brindisi \u00e8 quindi un valore fondante che, insieme ad altri, consente di ricostruire il filo rosso che mette insieme passato e futuro, assegnando all\u2019agricoltura il ruolo di recuperare il rapporto perduto con la citt\u00e0 e il mare. Si pu\u00f2 ricreare una economia e una identit\u00e0 ricca di storia, tradizioni, cultura. Il vino \u00e8 certamente il prodotto agricolo che pi\u00f9 di ogni altro fa scoprire territori e ne valorizza specificit\u00e0 e caratteristiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019enoturismo, l\u2019enogastronomia, unisce territorio, produzioni, saper fare, saper accogliere, competenze. Brindisi citt\u00e0 di mare e di vino ha disperso storia e ha rinunciato a valorizzare s\u00e9 stessa. \u00c8 tempo di correggere errori e di ritornare a valorizzare tutte le sue potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vitivinicoltura, il suo paesaggio, la qualit\u00e0 dei vini prodotti dai nostri vitigni autoctoni possono diventare il volano di una nuova attrattivit\u00e0\u2019 turistica anche attraverso \u201cpercorsi tra le vigne, le cantine e le masserie di Brindisi\u201d, ma questo richiede conoscenza diffusa e interiorizzata da pi\u00f9 attori e soprattutto dalle istituzioni locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vino con il cibo di mare e di terra pu\u00f2 diventare un unicum e un enorme potenziale per una enogastronomia di successo che con la citt\u00e0, i suoi monumenti, il suo paesaggio agricolo, la sua costa pu\u00f2 rappresentare un forte attrattore turistico. L\u2019enoturismo a Brindisi ha enormi potenzialit\u00e0 e di questo devono farsi carico, come gi\u00e0 stanno facendo, i vitivinicoltori, ma anche le istituzioni locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prendersi cura della citt\u00e0, del territorio, del paesaggio e ripartire dalla storia di Brindisi \u00e8 l\u2019impegno che produttori vitivinicoli, operatori turistici, mondo della ristorazione e associazioni culturali, amministrazione comunale, possono assumere come contributo per superare le separazioni che si sono determinate in una citt\u00e0 ricca di storia e di grandi potenzialit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aiutare la citt\u00e0 a riscoprirsi per percorrere nuove strade per uno sviluppo sostenibile e autopropulsivo. Brindisi deve ritornare a credere in s\u00e9 stessa e nel suo futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi \u00e8 sempre stata, nella sua storia, un crocevia e un ponte verso il mediterraneo e ha fatto del mare e della fertilit\u00e0 della sua campagna una forza attrattiva di popoli e il punto di riferimento delle civilt\u00e0 formatesi in questa parte dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>La storia, i monumenti sono la testimonianza di quello che \u00e8 stato il rapporto tra la citt\u00e0, la campagna e il mare.<\/p>\n<p>Si tratta di ri\/mettere assieme citt\u00e0, campagna, mare anche come presupposto di uno sviluppo industriale pi\u00f9 sostenibile e compatibile con le caratteristiche di un territorio che se rispettato e ben curato \u00e8 ancora ricco di potenzialit\u00e0 produttive e agricole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il nostro intendimento \u00e8 quello di creare il brand Brindisi attorno al rapporto Citt\u00e0, campagna, mare per unire le separazioni sedimentatesi e diventate, in alcuni momenti della storia e della vita della citt\u00e0, vere e proprie contrapposizioni. La fase di uno sviluppo calato dall\u2019alto \u00e8 in via di esaurimento e richiede un ripensamento a cui ognuno deve dare il suo contributo. La vitivinicoltura brindisina pu\u00f2 dare il suo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vino di Brindisi ha un valore. Attorno alla vitivinicoltura brindisina \u00e8 possibile ri\/creare un interesse anche per far scoprire un territorio che da millenni produce vino. Il vino \u00e8 certamente il prodotto che pi\u00f9 di ogni altro fa scoprire territori, crea economia, valorizza specificit\u00e0 e caratteristiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vitivinicoltura \u00e8 il settore che pu\u00f2 essere il simbolo di una storia ma anche una parte importante di un futuro e di uno sviluppo pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>La vitivinicoltura brindisina \u00e8 storia, \u00e8 cultura, \u00e8 economia e come tale pu\u00f2 diventare un collante per unire e per dare una identit\u00e0 oltre che una ulteriore attrattivit\u00e0 turistica<\/p>\n<p>Il nostro vino con il cibo di mare e di terra rappresentano un unicum e un enorme potenziale per una enogastronomia di successo che con la citt\u00e0, i suoi monumenti, il suo paesaggio agricolo, la sua costa pu\u00f2 rappresentare un forte attrattore turistico ed enoturistico.<\/p>\n<p>Conquistare la citt\u00e0 a queste sue potenzialit\u00e0 e creare attorno al vino e a ci\u00f2 che rappresenta una conoscenza e una cultura diffusa oltre che una nuova economia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo Tenute lu Spada<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Luigi Rubino Tenute Rubino<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Francesco Vallone Agricole Vallone<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Fabio Zullo Masseria Masciullo<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Antonello Bruno Masseria Incantalupi<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Sergio Botrugno Azienda vitivinicola Botrugno<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Giovanni Nardelli Risveglio Agricolo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 di Brindisi e il suo territorio agricolo hanno storicamente una vocazione vitivinicola. 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