{"id":203126,"date":"2022-07-09T08:30:28","date_gmt":"2022-07-09T06:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=203126"},"modified":"2022-07-09T11:31:44","modified_gmt":"2022-07-09T09:31:44","slug":"buone-nuove-dagli-scavi-di-torre-guaceto-scoperte-altre-20-tombe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/buone-nuove-dagli-scavi-di-torre-guaceto-scoperte-altre-20-tombe\/","title":{"rendered":"Buone nuove dagli scavi di Torre Guaceto: scoperte altre 20 tombe"},"content":{"rendered":"<p>Sale a 35 il numero delle tombe portate alla luce dagli archeologi nell&#8217;ambito delle campagne di scavo 2021\/2022 condotte nella riserva di Torre Guaceto. I reperti della necropoli a cremazione rinvenuta sotto la sabbia della spiaggia delle conchiglie sono gi\u00e0 stati in parte restaurati e ora si pensa alla creazione di un museo.<br \/>\nSono 20 le tombe rinvenute grazie agli scavi archeologici condotti nell&#8217;area protetta da giugno, fino a pochi giorni addietro. Altre 15 erano state scoperte con la campagna 2021 che, oltre a portare alla luce per la prima volta la necropoli a cremazione di Torre Guaceto, ha permesso di iniziare a ricostruire i costumi funerari della popolazione che nella tarda et\u00e0 del Bronzo (XIII-XII sec .aC) popolava il promontorio della torre aragonese ed allestito il proprio cimitero, aveva poco distante, nell&#8217;area dell&#8217;attuale spiaggia delle conchiglie.<br \/>\nImportanti scoperte che si devono all&#8217;impegno profuso sul campo dal team di archeologi diretti dal professore Teodoro Scarano del Dipartimento di Beni Culturali dell&#8217;Universit\u00e0 del Salento, al supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Brindisi e Lecce che ha permesso di aprire gli scavi in \u200b\u200bregime di concessione ministeriale, e del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, da sempre molto attento e pronto ad investire per la ricostruzione del volto antico della riserva, tanto da essere l&#8217;unico Ente Parco italiano ad aver realizzato un proprio laboratorio archeologico.<br \/>\nIl progetto di ricerca, ripreso in mano nel 2019 con la scoperta fortuita delle prime quattro tombe a cremazione affioranti subito sotto la sabbia, vanta diverse collaborazioni sia nazionali, sia internazionali e vede soprattutto una consolidata partnership con l\u2019Universit\u00e0 di Bologna sia per quanto riguarda il settore dell\u2019antropologia fisica e della mobility, il cui referente scientifico \u00e8 il professore Claudio Cavazzuti del Dipartimento Storia Culture e Civilt\u00e0, sia per quanto attiene il restauro archeologico. A partire proprio quest\u2019anno, infatti, ha visto le docenti Florence Caillaud e Cristina Leoni del Dipartimento di Beni Culturali di Ravenna impegnate nelle sale del laboratorio di Torre Guaceto per ricomporre i reperti appena rinvenuti.<br \/>\n\u201cLa scoperta della necropoli \u2013 ha spiegato Scarano -, rientra in un pi\u00f9 ampio progetto di archeologia dei paesaggi costieri che il gruppo di ricerca archeologica dell\u2019Universit\u00e0 del Salento conduce dal 2008 nel territorio della riserva in collaborazione con il professore Giuseppe Mastronuzzi del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell\u2019Universit\u00e0 di Bari. L\u2019individuazione delle tombe e la mappatura di un\u2019ampia serie di evidenze presenti nella stessa area, sul banco di roccia anche al di sotto dell\u2019attuale livello del mare, testimoniano infatti con inusuale chiarezza di come nell\u2019et\u00e0 del Bronzo, la linea di costa e la geografia di questo luogo fossero differenti da oggi, offrendoci dunque l\u2019opportunit\u00e0 di ricostruirne l\u2019aspetto di oltre 3mila anni fa\u201d.<br \/>\nTanto \u00e8 stato scoperto e tanto ancora si vuole fare per arrivare a conoscere in profondit\u00e0 la Torre Guaceto della tarda et\u00e0 del Bronzo e rendere le scoperte fruibili a tutti, cos\u00ec come fatto nell\u2019ambito delle due campagne, con gli archeologi impegnati a raccontare i lavori in corso a tutti gli utenti della riserva.<br \/>\n\u201cNel prossimo triennio il progetto di ricerca \u2013 ha dichiarato Rocky Malatesta, presidente del Consorzio di Gestione della riserva-, avr\u00e0 come obiettivi la prosecuzione delle campagne di scavo, ma anche e soprattutto il restauro di tutti i materiali gi\u00e0 rinvenuti. Questo consentir\u00e0 lo studio e la pubblicazione di questo eccezionale contesto e, al tempo stesso, il concreto avvio della progettazione di un futuro spazio museale della riserva di Torre Guaceto nel quale illustrare e raccontare la storia pi\u00f9 antica della nostra area protetta\u201d.<\/p>\n<p>COMUNICAZIONE CONSORZIO DI GESTIONE DI TORRE GUACETO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sale a 35 il numero delle tombe portate alla luce dagli archeologi nell&#8217;ambito delle campagne di scavo 2021\/2022 condotte nella riserva di Torre Guaceto. I reperti della necropoli a cremazione rinvenuta sotto la sabbia della spiaggia delle conchiglie sono gi\u00e0 stati in parte restaurati e ora si pensa alla creazione di un museo. Sono 20 le tombe rinvenute grazie agli scavi archeologici condotti nell&#8217;area protetta da giugno, fino a pochi giorni addietro. Altre 15 erano state scoperte con la campagna 2021 che, oltre a portare alla luce per la prima volta la necropoli a cremazione di Torre Guaceto, ha permesso di iniziare a ricostruire i costumi funerari della popolazione che nella tarda et\u00e0 del Bronzo (XIII-XII sec .aC) popolava il promontorio della torre aragonese ed allestito il proprio cimitero, aveva poco distante, nell&#8217;area dell&#8217;attuale spiaggia delle conchiglie. Importanti scoperte che si devono all&#8217;impegno profuso sul campo dal team di archeologi diretti dal professore Teodoro Scarano del Dipartimento di Beni Culturali dell&#8217;Universit\u00e0 del Salento, al supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":203127,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-203126","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203126","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=203126"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":203128,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203126\/revisions\/203128"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/203127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=203126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=203126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=203126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}