{"id":204350,"date":"2022-09-16T15:48:38","date_gmt":"2022-09-16T13:48:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=204350"},"modified":"2022-09-16T15:48:38","modified_gmt":"2022-09-16T13:48:38","slug":"barocco-festival-domenica-18-i-concerti-di-leo-per-il-duca-suo-mecenate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/barocco-festival-domenica-18-i-concerti-di-leo-per-il-duca-suo-mecenate\/","title":{"rendered":"Barocco Festival: domenica 18 i Concerti di Leo per il Duca suo mecenate"},"content":{"rendered":"<p>Il \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d fa di nuovo visita al Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni domenica 18 settembre, alle ore 21, per mettere in musica i \u201cConcerti per il Duca\u201d. L\u2019orchestra barocca \u201cLa Confraternita de\u2019 Musici\u201d, diretta al cembalo dal M.O Cosimo Prontera, e il violoncello solista Gaetano Nasillo danno voce ai concerti per violoncello, archi e basso continuo scritti da Leonardo Leo tra il 1737 e il 1738 \u00abper solo servizio di Sua Eccellenza il signore Duca di Madalone\u00bb. Biglietti disponibili nel luogo del concerto. Ticket euro 3 &#8211; Info T. 347 060 4118. Domenico Marzio IV Carafa, Duca di Maddaloni, era mecenate di Leo e dilettante di violoncello ed \u00e8 proprio l\u2019intensa sonorit\u00e0 dello strumento prediletto dal Carafa che il compositore esalta in questi sei capolavori. Un repertorio di esecuzione non comune e di singolare potenza espressiva, affidato a musicisti di grande talento e sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mecenate fu uomo di grande cultura e arricch\u00ec la biblioteca di famiglia con libri pregevolissimi e rari: il 30 marzo 1727 ospit\u00f2 a Maddaloni, per due giorni, Papa Benedetto XIII che dimor\u00f2 nel monastero dei Domenicani. Sette anni pi\u00f9 tardi &#8211; il 27 novembre 1734 &#8211; accolse l\u2019Infante di Spagna, Carlo, figlio di re Filippo V (in Italia per riconquistare il regno di Sicilia), porgendogli le chiavi della citt\u00e0 di Maddaloni dentro un bacile d\u2019argento, in segno di sudditanza: l\u2019Infante le sollev\u00f2 e le ripose nello stesso bacile. Gli eletti maddalonesi, a memoria di questo avvenimento, chiesero e ottennero dal re il \u201cprivilegio originale\u201d di \u201ccitt\u00e0\u201d. Il documento fu scritto su una pergamena con lettere d\u2019oro e conservato nella casa comunale a firma del re Carlo III di Borbone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domenico Marzio IV Carafa spos\u00f2 nel 1730 Anna Colonna, discendente da una famiglia che aveva protetto molti musicisti e nel suo palazzo accolse numerosi esecutori e compositori, ai quali &#8211; come aveva fatto il suo predecessore Carlo Francesco Pacecco Carafa &#8211; chiedeva con particolare enfasi musica per violoncello. Il palazzo Carafa di Maddaloni, esempio di architettura civile del barocco napoletano costruito nel Cinquecento dalla famiglia d\u2019Avalos, fu per oltre mezzo secolo uno dei luoghi della musica pi\u00f9 importanti di Napoli: nelle sue stanze videro la luce l\u2019opera \u201cGli equivoci nel sembiante\u201d di un appena ventenne e gi\u00e0 geniale Alessandro Scarlatti, la \u201cSinfonia per violoncello e basso\u201d di Giambattista Pergolesi, il quale mori\u0300 nel 1736 nel convento di Pozzuoli posto sotto la protezione dello stesso duca di Maddaloni, e soprattutto i sei concerti per lo strumento composti da Leonardo Leo, allora maestro della Real Cappella e considerato il pi\u00f9 autorevole didatta attivo a Napoli. Composti nell\u2019arco temporale tra il settembre 1737 e l\u2019agosto del 1738, cinque di questi brani si intitolano \u201cConcerto di Violoncello con V.V., per solo servizio di S.E. il sig. Duca di Madalona\u201d, mentre l\u2019ultimo conserva la pi\u00f9 arcaica denominazione di \u201cSinfonia concertata di violoncello, con V.V\u201d. Tutti sono autografi e conservati presso la Biblioteca del Conservatorio di Napoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi pagine presentano &#8211; al di l\u00e0 della loro bellezza &#8211; una notevole importanza storica. Insieme ai concerti di Vivaldi, composti qualche anno prima, sono tra le prime opere a vedere il violoncello in veste solistica, dunque svincolato dai compiti di basso continuo. Sotto questo aspetto Leo si rivel\u00f2 un autentico innovatore, fatto che appare ancora pi\u00f9 evidente se si pensa che nel 1752 &#8211; otto anni dopo la scomparsa del compositore sanvitese &#8211; Johann Joachim Quantz scrisse nel suo celebre \u201cVersuch einer Anweisung die Fl\u00f6te traversiere zu spielen\u201d che \u00abil compito principale di questo strumento \u00e8 costituito dalla realizzazione di un buon accompagnamento\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutta la produzione musicale legata alla nobile famiglia napoletana era diretta ad esibirne lo status sociale, ancor di pi\u00f9 nei casi in cui il duca Domenico Marzio dava prova di s\u00e9 al violoncello. Leonardo Leo non solo riusc\u00ec a liberare il violoncello dal vecchio ruolo di basso continuo, ma prese in considerazione la sua intensa sonorit\u00e0 con una quantit\u00e0 di melodie espressive e cantabili che non ha eguali nel repertorio concertistico per violoncello prima di Leo. Forse soltanto Pergolesi, di sedici anni pi\u00f9 giovane, raggiunse simili risultati nella sua Sinfonia. Ma Leo seppe essere innovativo anche sotto l\u2019aspetto stilistico, alla luce della scelta di adottare nei primi movimenti un abbozzo di forma-sonata (una forma pressoch\u00e9 sconosciuta tra i compositori attivi a Napoli nei primi decenni del XVIII secolo), che contribuisce a rendere questi concerti &#8211; concepiti secondo il collaudato modello della sonata da chiesa &#8211; pi\u00f9 interessanti e originali rispetto alla maggior parte delle opere coeve. Sotto il profilo espressivo, Leo ottenne risultati davvero eccellenti abbinando stilemi propri del passato, come passaggi fugati, a spunti dal sapore decisamente teatrale, come il larghetto a mezza voce del Concerto n. 1 in la maggiore, una meravigliosa oasi di delicato lirismo e di spiccata cantabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2022 Domenica 18 settembre ore 21.00<br \/>\nChiostro dei Domenicani \u2022 San Vito dei Normanni<br \/>\nI Concerti per il Duca<br \/>\nI Concerti per violoncello di Leonardo Leo<\/p>\n<p>Gaetano Nasillo violoncello solista<\/p>\n<p>Orchestra barocca \u201cLa Confraternita de\u2019 Musici\u201d<br \/>\nCosimo Prontera cembalo e direzione<br \/>\nFederico Valerio secondo violino<br \/>\nGiuseppe Grassi violoncello<br \/>\nMaurizio Ria violone<\/p>\n<p>Geolocalizzazione chiostro dei Domenicani<br \/>\nrebrand.ly\/ChiostroDomenicani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ufficio Stampa \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>www.baroccofestival.it<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d fa di nuovo visita al Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni domenica 18 settembre, alle ore 21, per mettere in musica i \u201cConcerti per il Duca\u201d. 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