{"id":205712,"date":"2022-12-27T15:41:39","date_gmt":"2022-12-27T14:41:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=205712"},"modified":"2022-12-27T15:41:39","modified_gmt":"2022-12-27T14:41:39","slug":"mia-e-la-voragine-di-diana-ligorio-di-emanuele-amoruso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/mia-e-la-voragine-di-diana-ligorio-di-emanuele-amoruso\/","title":{"rendered":"&#8220;Mia e la Voragine&#8221; di Diana Ligorio. Di Emanuele Amoruso"},"content":{"rendered":"<p>Mia ha 11 anni, et\u00e0 di cambiamenti, di paure, fughe in avanti, rifugi in cui cercare riparo e sicurezza. Mia \u00e8 inquieta, anzi non sa stare ad aspettare, sente che deve muoversi. Mia deve cercare luoghi e dare nomi alla realt\u00e0 che sta intorno, avanti, dietro, sopra, sotto; realt\u00e0 che gli entra dentro.<\/p>\n<p>E tutto ci\u00f2 accade, le accade e lo fa accadere, dove deve trascorrere l\u2019estate, e compiere gli anni, con la madre, coscienziosa pediatra. Lunghi giorni di distacco dalla routine consueta in citt\u00e0 e ore, ore e giorni a disposizione totale in questo paese di Dolina (nel nome gi\u00e0 il destino) che solo ad arrivarci \u00e8 meglio arrivarci con lo scuro cos\u00ec da non vederlo trascinandosi le valigie in gi\u00f9 e poi risalire per attraversare il fosso, la gravina, ma che dico la voragine grande pi\u00f9 di una piazza che non si sapeva neanche quanto andava gi\u00f9, e gi\u00f9 dove finiva e scompariva tutta l\u2019acqua quando il buon dio la menava ma anche tutto quanto cadeva, rotolava, spariva per sempre come era successo a suo padre finito gi\u00f9 con la corriera; ne era rimasto solo un copertone della corriera finita gi\u00f9, e quello era diventato l\u2019altalena, e il modo di ricordarlo, anzi di non scordarlo.<\/p>\n<p>Mia, a Dolina era la \u201cfiglia della dottoressa\u201d Distante (altro nomen omen) non altro: nessuno sapeva il suo nome, quali fossero i suoi desideri. In casa dormiva sul divano, usato di giorno dai numerosi pazienti, compresi i festivi.<\/p>\n<p>Mia sta molte ore fuori di casa, cercando. Cercando cosa? Costantemente curiosa, si stupisce di ci\u00f2 che vede, osserva, tocca, \u201centra dentro\u201d. Parla una lingua che costruisce mentre scopre e conosce: i bambini-bestie, Tonia Pungente, che si trascina una cosa fatta di immondizie legate al corpo come fosse sirena; di notte Mia si gira e rigira nel letto e sente l\u2019acqua della voragine ribollire, risucchiare, fiumi sotterranei, pensieri lumache. Parla una lingua tutta sua per dare forma e senso alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>E allora Mia di quale realt\u00e0 ci dice? Osserva il fare e ascolta il dire degli adulti. In primis della madre che s\u2019esprime sempre con il corretto linguaggio da pediatra che dovrebbe dare i giusti consigli, le \u201cdritte\u201d per crescere bene; crescere come? Per arrivare, quantomeno per andare dove? Per andare via da casa?<br \/>\nLa madre, stimata e ossequiata in paese, le insegna che anche il silenzio parla. Mia pensa che forse preferirebbe qualche parola in pi\u00f9 per aiutarsi a capire.<\/p>\n<p>Per tutto ci\u00f2, comprende Mia, c\u2019\u00e8 solo da fare da s\u00e9, non angosciarsi: andare a vedere il mondo; scoprire fantasticando, disvelare \u00e8 conoscere. Mia, come Alice nel paese delle meraviglie di Carroll: anche Alice sottoterra, anni 7.<\/p>\n<p>Crescere, conoscere \u00e8 \u2026cadere? Come, dove, perch\u00e9? Ma vuole cadere? Cade, scivola, vuole andarci dentro quella voragine. Mia \u00e8 anche la gamba da tirarsi appresso: zavorra, ancoraggio o catena?<br \/>\nPrendersi cura di un piccolo pipistrello con cui scende gi\u00f9, accudito e messo in fasce per scaldarlo, poi attraversa fiume \u2026 sul petto, lo protegge, ali bagnate, occhi chiusi, quasi inferno dantesco?<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 una legge del bios da rispettare: c\u2019\u00e8 bisogno del buio per far germogliare i semi. Eccolo il viaggio nell\u2019ignoto un poco a tentoni per modellare il s\u00e9, darsi identit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 appassiona anche i grandi questo libro? Anche da adulti si compiono gli anni, si cresce ancora; sempre reimparare, cercando gli attrezzi idonei, per sentire il fuori ed il dentro, trasformandosi. MIA in quell\u2019estate \u00e8 diventata un\u2019altra, \u00e8 traslocata in altro corpo, in altra mente. Siamo esseri in movimento, ci ricorda Rita Levi Montalcini.<\/p>\n<p>Diana Ligorio d\u00e0 a Mia una voce come un tempo musicale circolare, con un tono che cresce, nonostante le incertezze del flusso di pensieri ed emozioni.<\/p>\n<p>E\u2019 MIA in quell\u2019estate \u00e8 diventata un\u2019altra \u2013 \u00e8 traslocata in altro corpo, in altra mente come portarsi appresso coppie semantiche indissolubili, da vivere: testa\/cuore \u2013 ragione\/sentimento \u2013 scoprire\/capire \u2013 incanto\/disincanto.<\/p>\n<p>Siamo comunque fatti della stessa sostanza dei sogni? Che bisogna fare per crescere e cosa non bisogna fare?<br \/>\nMia \u00e8 la voragine?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Emanuele Amoruso<br \/>\n26 dicembre 2022<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mia ha 11 anni, et\u00e0 di cambiamenti, di paure, fughe in avanti, rifugi in cui cercare riparo e sicurezza. Mia \u00e8 inquieta, anzi non sa stare ad aspettare, sente che deve muoversi. 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