{"id":206222,"date":"2023-01-16T17:10:03","date_gmt":"2023-01-16T16:10:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=206222"},"modified":"2023-01-16T17:11:16","modified_gmt":"2023-01-16T16:11:16","slug":"ditegli-sempre-di-si-al-verdi-la-commedia-di-eduardo-de-filippo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ditegli-sempre-di-si-al-verdi-la-commedia-di-eduardo-de-filippo\/","title":{"rendered":"&#8220;Ditegli sempre di s\u00ec&#8221;, al Verdi la commedia di Eduardo De Filippo"},"content":{"rendered":"<p>Il prossimo appuntamento con la stagione di prosa del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi \u00e8 nel segno di Eduardo De Filippo. Sar\u00e0 in scena venerd\u00ec 27 gennaio, con sipario alle ore 20.30, \u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d, commedia con Carolina Rosi e Tony Laudadio, sfaccettata tra l\u2019ironico, l\u2019amaro e il drammatico, uscita nel 1927 dalla penna del giovane Eduardo. Biglietti disponibili in botteghino, dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 11-13 e 16.30-18.30, e online alla pagina rebrand.ly\/DitegliSemprediS\u00ec. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. Interpreti di pi\u00f9 generazioni completano un cast che accoglie Andrea Cioffi, Antonio D\u2019Avino, Federica Altamura, Vincenzo Castellone, Nicola Di Pinto, Paola Fulciniti, Viola Forestiero, Vincenzo D\u2019Amato, Gianni Cannavacciuolo e Boris De Paola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019opera, tra le meno note di Eduardo, si basa sul perfetto meccanismo del testo in equilibrio tra comico e tragico; una commedia divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale. \u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d \u00e8 uno dei primi testi scritti da Eduardo, un\u2019opera vivace, colorata il cui protagonista \u00e8 un pazzo metodico con la mania della perfezione. La pazzia di Michele Murri \u00e8 vera, l\u2019uomo \u00e8 stato per un anno in manicomio e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele \u00e8 un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all\u2019apparenza l\u2019uomo pi\u00f9 normale del mondo, ma in verit\u00e0 la sua follia \u00e8 pi\u00f9 sottile perch\u00e9 consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realt\u00e0 che lo circonda; eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l\u2019uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all\u2019estremo. Tornato a casa dalla sorella Teresa si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali \u00e8 stato rieducato in manicomio; tra equivoci e fraintendimenti alla fine ci si chiede: chi \u00e8 il vero pazzo? E qual \u00e8 la realt\u00e0 vera?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abUna commedia in bilico tra la pochade e un vago pirandellismo &#8211; ha detto il regista Roberto And\u00f2 -, un congegno bizzarro in cui Eduardo si applica a variare il tema della normalit\u00e0 e della follia, consegnando al personaggio di Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza. Il luogo dove siamo convocati \u00e8 il tipico interno piccolo-borghese di Eduardo, il salottino, che subito diviene lo specchio scheggiato della follia del protagonista, l\u2019antro in cui la sua mente pu\u00f2 elaborare, manipolare e distorcere i ragionamenti e i sofismi di chi gli viene a tiro, scardinandone la fragilit\u00e0 e la vanit\u00e0\u00bb. La follia \u00e8, qui, una metafora: la commedia \u00e8 del 1927, in pieno regime fascista, e il titolo rappresenta proprio l\u2019impossibilit\u00e0 di dire quello che, all\u2019epoca, si voleva ma non si poteva dire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Roberto And\u00f2, reduce dalla regia del film \u201cLa stranezza\u201d (2022), si cimenta nella sua prima esperienza eduardiana proponendo una versione efficacemente originale che, nel rispetto dei profili pirandelliani dei personaggi, restituisce il giusto equilibrio tra pazzia e normalit\u00e0 lasciando allo spettatore la scelta del tratteggio che vuol far prevalere: un lavoro che contribuisce all\u2019opera di valorizzazione del patrimonio culturale della pi\u00f9 grande famiglia teatrale napoletana, nella quale \u00e8 da tempo impegnata \u201cElledieffe\u201d, la compagnia di teatro di Luca De Filippo diretta proprio da Carolina Rosi. \u00abMichele Murri &#8211; ha continuato il regista &#8211; vigila sullo sguardo degli altri, svicola dal senso delle parole e delle intenzioni assumendone la letteralit\u00e0. Quante volte ciascuno di noi lo ha temuto o desiderato. Come sarebbe anche facile dire che Michele, come ogni pazzo che si rispetti, \u00e8 un forsennato contestatore della vita e del suo senso. La prima versione della commedia risale al 1925 e dunque \u00e8 la prima volta che in un lavoro di Eduardo compare la follia. Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito \u00e8 giocato al rovescio con un sano che si finge pazzo. Invece, in \u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d il protagonista \u00e8 pazzo davvero. Tra porte che si aprono e si chiudono, menzogne, illusioni, bovarismi, lo spettatore si ritrova in un clima pirandelliano privato tuttavia della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche. Via via che si avvicina al finale, il fantasma delle apparenze assume un andamento beffardo, sino a sfiorare, nel brio del suo ambiguo e iperbolico disincanto, una forma spiazzante\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Malgrado il successo della prima messinscena ad opera della compagnia Scarpetta nel corso delle stagioni del teatro umoristico, come altre commedie dei \u201cgiorni pari\u201d, \u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d da un certo punto in poi venne messa da parte. Si ritiene per attenuare, dopo la separazione artistica dei due fratelli De Filippo, il ricordo dell\u2019interpretazione di Peppino nei panni di Luigi Strada, il personaggio dell\u2019attore nella commedia, lo studente pazzo di teatro. Frutto di successive elaborazioni, Eduardo ne diede una versione definitiva in occasione della sua regia televisiva del 1962, in cui, vestendo ancora una volta i panni del protagonista, regal\u00f2 una delle sue pi\u00f9 grandi e memorabili interpretazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo appuntamento con la stagione di prosa del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi \u00e8 nel segno di Eduardo De Filippo. Sar\u00e0 in scena venerd\u00ec 27 gennaio, con sipario alle ore 20.30, \u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d, commedia con Carolina Rosi e Tony Laudadio, sfaccettata tra l\u2019ironico, l\u2019amaro e il drammatico, uscita nel 1927 dalla penna del giovane Eduardo. Biglietti disponibili in botteghino, dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 11-13 e 16.30-18.30, e online alla pagina rebrand.ly\/DitegliSemprediS\u00ec. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. 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