{"id":206405,"date":"2023-01-26T12:16:14","date_gmt":"2023-01-26T11:16:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=206405"},"modified":"2023-01-26T12:16:14","modified_gmt":"2023-01-26T11:16:14","slug":"ditegli-sempre-di-si-domani-al-verdi-la-commedia-di-eduardo-con-carolina-rosi-e-tony-laudadio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ditegli-sempre-di-si-domani-al-verdi-la-commedia-di-eduardo-con-carolina-rosi-e-tony-laudadio\/","title":{"rendered":"Ditegli sempre di s\u00ec: domani al Verdi la commedia di Eduardo con Carolina Rosi e Tony Laudadio"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d, l\u2019esilarante e caustica commedia di Eduardo De Filippo con Carolina Rosi e Tony Laudadio, per la regia di Roberto And\u00f2, arriva sul palco del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Appuntamento venerd\u00ec 27 gennaio, con sipario alle ore 20.30, con uno dei primi testi scritti dal regista e drammaturgo napoletano. Biglietti disponibili in botteghino, dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 11-13 e 16.30-18.30, e online alla pagina rebrand.ly\/DitegliSemprediS\u00ec. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. Completano il cast Andrea Cioffi, Antonio D\u2019Avino, Federica Altamura, Vincenzo Castellone, Nicola Di Pinto, Paola Fulciniti, Viola Forestiero, Vincenzo D\u2019Amato, Gianni Cannavacciuolo e Boris De Paola.<\/p>\n<p>In un perfetto equilibrio tra comico e tragico, fra pirandellismi e spontanee risate, lo spettacolo si sviluppa intorno ai tipici equivoci eduardiani e al personaggio centrale che non manca mai nella commedia del grande drammaturgo. Uscito dal manicomio, Michele Murri sembra perfettamente guarito: cortese attento, affabile. Invero, vede la realt\u00e0 a modo suo prendendo alla lettera ogni iperbole o metafora, staccando bottoni, creando confusione: se la sorella zitella dice che le piacerebbe sposare il vicino di casa, corre in giro a raccontare di questo matrimonio; se un amico di famiglia giura che far\u00e0 pace con il fratello solo da morto, ecco che si affretta a mandare un telegramma con la mesta notizia. Cos\u00ec l\u2019amico prima manda una corona, poi si presenta in casa. Panico, sconcerto, poi risate e riconciliazione tra i due fratelli. Un altro vicino d\u00e0 del pazzo a Luigi Strada, un giovanotto che corteggia la figlia. Luigi \u00e8 un attore e poeta scapestrato, con cui Eduardo figura la cialtroneria di alcuni rappresentanti della categoria. Michele lo apprende e si attiva per tagliare la testa al povero innamorato: perch\u00e9 la testa &#8211; ne \u00e8 convinto &#8211; \u00e8 il luogo in cui si annida la pazzia. Troppa allucinata coerenza riporta inevitabilmente il povero matto in manicomio. Pazzia candida e pietosa, indirizzata al bene comune.<\/p>\n<p>\u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d \u00e8 una delle prime opere eduardiane: due atti, scritti nella seconda met\u00e0 degli anni Venti e andati in scena in principio quando ancora il drammaturgo napoletano lavorava nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, che saranno consegnati per iscritto alla \u201cCantata dei giorni pari\u201d in due versioni, una del 1932 e una, con la suddivisione in scene, datata 1927 e rimasta poi definitiva. La commedia rientra tra quelle registrate per la Rai nel ciclo degli anni Sessanta. Nel prologo Eduardo la presenta dicendo: \u00abEccomi a voi. Non c\u2019\u00e8 filosofia nella farsa che recito stasera, ma un personaggio della vita vera, un tal dei tali affetto da follia. Non c\u2019\u00e8 tesi specifica, n\u00e9 un fatto, ma cosa pensa e come vive un matto. Allora \u00e8 un dramma, mi direte voi, io vi rispondo \u201c\u00e8 una tragedia nera, ma non \u00e8 nostra\u201d. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca noi. Ditene male del lavoro mio, ma la pazzia non l\u2019ho inventata io. Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno pu\u00f2 trovarselo davanti un vero matto e accade a tutti quanti di commuoversi e ridere piangendo. Riderebbe persino un missionario a contatto ad un folle. Su il sipario\u00bb.<\/p>\n<p>Roberto And\u00f2, reduce dalla regia del film \u201cLa stranezza\u201d (2022), si cimenta nella sua prima esperienza eduardiana proponendo una versione efficacemente originale che, nel rispetto dei profili pirandelliani dei personaggi, restituisce il giusto equilibrio tra pazzia e normalit\u00e0 lasciando allo spettatore la scelta del tratteggio che vuol far prevalere: un lavoro che contribuisce all\u2019opera di valorizzazione del patrimonio culturale della pi\u00f9 grande famiglia teatrale napoletana, nella quale \u00e8 da tempo impegnata \u201cElledieffe\u201d, la compagnia di teatro di Luca De Filippo diretta proprio da Carolina Rosi. \u00abMichele Murri &#8211; ha detto il regista &#8211; vigila sullo sguardo degli altri, svicola dal senso delle parole e delle intenzioni assumendone la letteralit\u00e0. Quante volte ciascuno di noi lo ha temuto o desiderato. Come sarebbe anche facile dire che Michele, come ogni pazzo che si rispetti, \u00e8 un forsennato contestatore della vita e del suo senso. La prima versione della commedia risale al 1925 e dunque \u00e8 la prima volta che in un lavoro di Eduardo compare la follia. Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito \u00e8 giocato al rovescio con un sano che si finge pazzo. Invece, in \u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d il protagonista \u00e8 pazzo davvero. Tra porte che si aprono e si chiudono, menzogne, illusioni, bovarismi, lo spettatore si ritrova in un clima pirandelliano privato tuttavia della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche. Via via che si avvicina al finale, il fantasma delle apparenze assume un andamento beffardo, sino a sfiorare, nel brio del suo ambiguo e iperbolico disincanto, una forma spiazzante\u00bb. Malgrado il successo della prima messinscena ad opera della compagnia Scarpetta nel corso delle stagioni del teatro umoristico, \u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d da un certo punto in poi venne messa da parte. Si ritiene per attenuare, dopo la separazione artistica dei due fratelli De Filippo, il ricordo dell\u2019interpretazione di Peppino nei panni di Luigi Strada.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &#038; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDitegli sempre di s\u00ec\u201d, l\u2019esilarante e caustica commedia di Eduardo De Filippo con Carolina Rosi e Tony Laudadio, per la regia di Roberto And\u00f2, arriva sul palco del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Appuntamento venerd\u00ec 27 gennaio, con sipario alle ore 20.30, con uno dei primi testi scritti dal regista e drammaturgo napoletano. 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