{"id":206555,"date":"2023-01-29T13:18:39","date_gmt":"2023-01-29T12:18:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=206555"},"modified":"2023-01-29T13:18:39","modified_gmt":"2023-01-29T12:18:39","slug":"solazzo-cisl-sviluppo-territoriale-come-opportunita-di-occupazione-aggiuntiva-e-stabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/solazzo-cisl-sviluppo-territoriale-come-opportunita-di-occupazione-aggiuntiva-e-stabile\/","title":{"rendered":"Solazzo (Cisl): &#8220;sviluppo territoriale come opportunit\u00e0 di occupazione aggiuntiva e stabile&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Anche i recenti dati Istat confermano come prima tra le emergenze, del territorio Taranto Brindisi, sia tanto la mancanza di lavoro che la difficolt\u00e0 di preservare quello esistente e ci\u00f2 dovrebbe esser sufficiente, a quanti abbiano responsabilit\u00e0 istituzionali a tutti i livelli, per implementare e rendere esigibili politiche fiscali, industriali e sociali di vantaggio per un Mezzogiorno che, finalmente,traguardi un futuro di crescita e di sviluppo, cos\u00ec contribuendo ad invertire, ad esempio, l\u2019attuale trend negativo di permanenza qui di giovani.<br \/>\nNel secondo dopoguerra la voglia di futuro, la speranza di rinascita del Paese e l\u2019interesse per uno sviluppo solidale, videro i figli di quei tempi di povert\u00e0 divenire attori principali di una ricostruzione che fu economica, industriale, sociale, educativa.<br \/>\nOggi, invece, bench\u00e9 facilitati da benessere, nuove tecnologie e livelli di istruzione allora impensabili, si rischia un ritorno indietro e l\u2019acuirsi delle diversit\u00e0 territoriali.<br \/>\nInfatti, a dispetto della disponibilit\u00e0 di risorse finanziarie &#8211; circa 200 mld solo per il Mezzogiorno tra PNRR, React-Eu, Fondi strutturali 2021\/2027, FSC e JTF \u2013 il pericolo reale \u00e8 di mancare la transizione digitale, ecologica, sociale a vantaggio proprio dei nostri giovani e delle nostre donne, inibendo loro l\u2019opportunit\u00e0 di costituire patrimonio inestimabile di presente e di futuro.<br \/>\nPer superare, ad esempio, l\u2019emergenza denatalit\u00e0 urgono politiche innovative fiscali e familiari,massicci investimenti nei servizi educativi e della formazione, nei servizi sociali, sanitari e socio sanitari, nelle politiche della casa, in quelle infrastrutturali.<br \/>\nSoprattutto \u00e8 nel mondo della scuola che vanno impegnate risorse importanti, iniziando con il riqualificarne il patrimonio strutturale spesso vetusto; dunque, servono scuole nuove, a tempo pieno, attrezzate tecnologicamente, con servizi internet efficienti e, al contempo, asili nido per recuperare quel gap di partecipazione che l\u2019Europa sollecita.<br \/>\nIn sostanza, ad almeno il 33% dei nostri bambini dovrebbe essere assicurato lo stesso diritto di partecipazione almeno vicino a quello attuale dell\u2019Emilia Romagna, con numero di residenti quasi uguale alla Puglia, il cui livello tocca quasi il 40%.<br \/>\nVa, poi, ridisegnato il sistema sanitario pubblico restituendo il diritto universale alla cura, oggi messo in ginocchio da politiche di bilancio fatte di tagli a risorse e strutture, che mortificano tuttora competenze e professionalit\u00e0 che gli altri Paesi ci invidiano.<br \/>\nTaranto e Brindisi continuano ad essere accreditate, frattanto, di bellezze paesaggistiche, storiche e culturali, valore aggiunto per un turismo a tutto tondo, dal mare all\u2019enogastronomia, dal settore dell\u2019horeca a quello dei tanti agriturismi, dal settore crocieristico a quello della portualit\u00e0, considerando che gli stessi porti rappresentano opportunit\u00e0 di sviluppo tanto culturali quanto industriali.<br \/>\nA ci\u00f2 si sommano i rispettivi tessuti industriali, opportunit\u00e0 da valorizzare e non da demonizzare.<br \/>\nGuai, infatti, se anche l\u2019imminente ripresa di confronto sul futuro del siderurgico ionico dovesse risultare l\u2019ennesima occasione persa, che porterebbe ad un depauperamento industriale non solo del territorio ma del Paese e alla definitiva scomparsa di un sistema cruciale per il Mezzogiorno, quello delle PMI, che in entrambi i territori occupano migliaia di persone.<br \/>\nLa grande transizione industriale ed ecologica che interesser\u00e0 la siderurgia a Taranto sia, dunque, vissuta come opportunit\u00e0 per attrarre imponenti investimenti utili a traghettare il settore verso uno sviluppo eco-ambientale e divenire occasione studio per nuove tecnologie, realizzando una nuova sintonia con il mondo della scuola, della Universit\u00e0 e della Ricerca.<br \/>\nA tal riguardo continuiamo a sostenere l\u2019importanza strategica della realizzazione del Tecnopolo del Mediterraneo, in ordine al quale non si registrano novit\u00e0 se non quelle prospettate nei pubblici dibattiti.<br \/>\nE ci\u00f2 nonostante l\u2019importanza che lo stesso Tecnopolo potrebbe assumere anche in un contesto di siderurgia nuova sui versanti tecnologico ed ambientale, rendendo concreto il rilancio di una politica industriale nazionale che sia competitiva in Europa e nel mondo e che sia in grado di dimostrarsi volano occupazionale in virt\u00f9 dei potenziali migliaia e migliaia posti di lavoro diretti e indiretti.<br \/>\nE non vanno sottaciuti, a tale proposito, gli ulteriori investimenti previsti da Falk Renewables e Blue Float Energy per la produzione di energia rinnovabile da impianti eolici off shore, funzionali anche per lo stesso siderurgico ma soprattutto per investire nella filiera per la produzione di componenti per la tecnologia eolica marina.<br \/>\nE l\u2019impiego di risorse economiche importanti, oggi disponibili, deve accompagnare anche il delicato processo di decarbonizzazione che interessa la centrale Federico II in vista del phase out dal carbone entro il 2025, agevolando un dialogo sociale che eviti possibili confusioni come quelle generate dal recente decreto di compatibilit\u00e0 ambientale in merito alla riconversione a gas della stessa Centrale che, in ogni caso, come confermato dall\u2019Azienda, non incideranno sul processo in corso, ovvero sulla volont\u00e0 di Enel per i siti produttivi di Brindisi (Cerano e banchina carbonifera) di puntare sulle rinnovabili e sulla logistica.<br \/>\nSempre a Brindisi, non possiamo consentire che si disperdano eccellenze come il Gruppo Dema, lo stesso che ci costrinse lo scorso anno, insieme alla Fim Cisl ed alle altre federazioni confederali dei metalmeccanici, a scendere in piazza per denunciare l\u2019ennesima emorragia occupazionale di 81 licenziamenti della Dcm e tanto a valle di un altro processo che aveva visto centinaia di posti di lavoro messi in discussione sempre nel comparto metalmeccanico.<br \/>\nOggi sono a rischio ulteriori 151 posti di lavoro delle societ\u00e0 Dema e Dar dove sono impiegati lavoratori con competenze e professionalit\u00e0 che sono patrimonio del territorio e del Paese .<br \/>\nEd \u00e8 francamente incomprensibile il silenzio delle istituzioni su piani industriali miopi e perdenti, soprattutto quando si potrebbe ricorrere a finanziamenti pubblici, e ancor meno comprensibile risulta tale silenzio quando coinvolge settori strategici e di eccellenza come quello aeronautico.<br \/>\nE\u2019 evidente che si prefigura un periodo importante per il lavoro sia per la vertenza ADI (con l\u2019incontro tra azienda e sindacati che si terr\u00e0 il 30 gennaio presso Confindustria a Roma), sia per la vertenza del Gruppo Dema che vede il sindacato manifestare nella stessa giornata a Brindisi con un corteo di lavoratori che partendo da via Spalato alle ore 9,00 approder\u00e0 a Piazza Santa Teresa, per poi recarsi presso la Prefettura dove le OO. SS. incontreranno S.E. il Prefetto dott.ssa La Iacona.<br \/>\nLa domanda di lavoro che sia aggiuntivo all\u2019esistente venga, dunque,collocata al primo posto nell\u2019agenda politica ed istituzionale delle realt\u00e0 di Taranto e Brindisi, perch\u00e9 non esistono terze vie per scongiurare l\u2019inarrestabile desertificazione del territorio a causa della migrazione di giovani orientati a trovare altrove le opportunit\u00e0 sociali da loro attese, quelle cio\u00e8 di alimentare e di spendere in serenit\u00e0 le proprie competenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>di Gianfranco Solazzo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Segretario Generale Cisl Taranto Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche i recenti dati Istat confermano come prima tra le emergenze, del territorio Taranto Brindisi, sia tanto la mancanza di lavoro che la difficolt\u00e0 di preservare quello esistente e ci\u00f2 dovrebbe esser sufficiente, a quanti abbiano responsabilit\u00e0 istituzionali a tutti i livelli, per implementare e rendere esigibili politiche fiscali, industriali e sociali di vantaggio per un Mezzogiorno che, finalmente,traguardi un futuro di crescita e di sviluppo, cos\u00ec contribuendo ad invertire, ad esempio, l\u2019attuale trend negativo di permanenza qui di giovani. Nel secondo dopoguerra la voglia di futuro, la speranza di rinascita del Paese e l\u2019interesse per uno sviluppo solidale, videro i figli di quei tempi di povert\u00e0 divenire attori principali di una ricostruzione che fu economica, industriale, sociale, educativa. Oggi, invece, bench\u00e9 facilitati da benessere, nuove tecnologie e livelli di istruzione allora impensabili, si rischia un ritorno indietro e l\u2019acuirsi delle diversit\u00e0 territoriali. 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