{"id":20665,"date":"2014-08-26T11:09:34","date_gmt":"2014-08-26T09:09:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=20665"},"modified":"2014-08-27T18:45:51","modified_gmt":"2014-08-27T16:45:51","slug":"cannalire-di-noi-e-renna-tap-a-micorosa-in-cambio-di-ricadute-positive-e-strutturali-sul-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/cannalire-di-noi-e-renna-tap-a-micorosa-in-cambio-di-ricadute-positive-e-strutturali-sul-territorio\/","title":{"rendered":"Cannalire, Di Noi e Renna: Tap a Micorosa in cambio di ricadute positive e strutturali sul territorio"},"content":{"rendered":"<p><em>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta inviata da Francesco Cannalire, Francesco Renna e Ferruccio Di Noi, consiglieri comunale di Brindisi al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Puglia, al Sindaco di Brindisi, al Presidente di Confindustria Brindisi, al Presidente della CCIAA di Brindisi, al Presidente della CNA Brindisi, al Presidente del Consorzio ASI di Brindisi ed ai Segretari di CGIL, CISL, UIL e UGL.<\/em><\/p>\n<p><em>La lettera aperta &#8211; secondo le intenzioni degli autori &#8211; intende rappresentare un contributo per un sano e costruttivo confronto dialettico ed aprire una seria e approfondita riflessione sulla vicenda del gasdotto TAP (Trans-Adriatic Pipeline) la cui localizzazione a San Foca ha incontrato diverse criticit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em> &#8220;E&#8217; innegabile &#8211; scrive Cannalire nelle note di invio &#8211; che l&#8217;opera in parola, con la garanzia del Governo e della Regione, pu\u00f2 concretamente rappresentare una possibilit\u00e0 di sviluppo per il territorio ospitante&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>Di seguito ne riportiamo integralmente il testo:<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oggetto: Lettera aperta Trans-Adriatic Pipeline.<\/strong><br \/>\nLa vicenda del gasdotto della Trans-Adriatic Pipeline ha assunto ultimamente un ruolo centrale nel dibattito politico regionale e locale con diverse polemiche. Pensare che misere \u201croyalties\u201d, come le sponsorizzazioni a feste di paese, possano creare buoni rapporti con le comunit\u00e0, tanto da legittimare la realizzazione del gasdotto, \u00e8 decisamente semplicistico e riduttivo rispetto alla portata, l\u2019impatto e le ricadute economiche che un\u2019opera siffatta pu\u00f2 realmente avere su un territorio.<\/p>\n<p>Sarebbe corretto ed onesto da parte di chi gestisce la cosa pubblica ad ogni livello, iniziare una puntale riflessione su come conciliare la strategicit\u00e0 dell\u2019opera, cos\u00ec come scritto negli accordi internazionali firmati dal Governo Italiano, con l\u2019interesse delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come adoperarsi per rendere il ristoro delle aree che ospiteranno l\u2019impianto un\u2019occasione di sviluppo e di rigenerazione fisica e sociale del territorio e non una semplice \u201cmancia\u201d per tacitare le coscienze?<\/p>\n<p>Quante e quali sono le risorse disponibili e come indirizzarle, affinch\u00e9 possano produrre ricadute positive e strutturali sul territorio?<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nQuesti sono i temi che la politica deve valutare e, irrinunciabilmente, affrontare. E\u2019 fondamentale rendersi interpreti delle scelte, chiedendo il giusto riscatto e indirizzandolo verso la rivitalizzazione di una terra mortificata e devastata da politiche miopi e polemiche sterili, il cui impatto non solo ha causato nel tempo la desertificazione delle aree industriali, la fuga dei giovani e delle menti pi\u00f9 promettenti, il decadimento delle aree urbane, dei siti culturali e ambientali di antica memoria, ma, paradossalmente, ha anche scoraggiato molte imprese e disincentivato legittimi investimenti sul nostro territorio.<\/p>\n<p>E\u2019 giunto il momento in cui diviene vitale gravarsi di responsabilit\u00e0 decidendo quali posizioni assumere in tempi rapidi, sia per la trafila burocratica preliminare necessaria all\u2019intervento TAP, che per l\u2019ormai imminente avvio del nuovo ciclo di programmazione comunitaria con cui saranno destinate rilevanti risorse finanziarie alla tutela dell\u2019ambiente e allo sviluppo urbano sostenibile: risorse che dovranno essere utilizzate in modo saggio ed intelligente.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa citt\u00e0 di Brindisi, a nostro avviso, dovrebbe seriamente riflettere sull\u2019ipotesi di divenire sito per lo sbocco del corridoio del gasdotto e, una volta definito l\u2019iter autorizzativo e certificata la sostenibilit\u00e0 ambientale dell\u2019impianto, localizzando il Terminale di Ricezione sull\u2019area denominata ex Micorosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il motivo \u00e8 presto detto: siamo in una vastissima e sottoutilizzata area industriale che non pu\u00f2 essere smantellata tout court e con cui bisogna convivere; esiste da tempo una chiara e condivisa volont\u00e0 generale di riqualificazione ambientale delle aree inquinate e soprattutto ci sono risorse, anche se insufficienti, per la bonifica dei terreni ricadenti nel SIN brindisino. E\u2019 proprio questo il punto: consentire l\u2019approdo del gasdotto a Micorosa, e quindi la localizzazione in zona industriale, deve avere una sostanziale contropartita che, per\u00f2, non pu\u00f2 limitarsi alla sola bonifica delle aree inquinate d\u2019interesse (nello specifico Micorosa) che, comunque, dovr\u00e0 essere totalmente a carico della societ\u00e0 TAP, ma nelle more anche ad un accordo strategico tra gli enti preposti per consentire l\u2019immediata restituzione agli usi legittimi di quei terreni in area industriale gi\u00e0 caratterizzati e, in generale, sostenere un sensibile rinnovamento della citt\u00e0.<br \/>\nA fronte di una puntuale programmazione dell\u2019intervento complessivo di bonifica, e quindi della quantificazione delle risorse finanziarie necessarie all\u2019attuazione, esistono gi\u00e0 dei fondi da poter utilizzare: 48 milioni di euro (fondi pubblici) destinati proprio alla messa in sicurezza del sito Micorosa e 50 milioni di euro indicati dal Governo quale ristoro per le aree in cui sar\u00e0 localizzato l\u2019impianto. Le ulteriori risorse dovranno essere offerte dal Governo o ritagliate d\u2019intesa all\u2019interno dei nuovi Programmi Operativi finanziati con i fondi strutturali: il POR Puglia 2014\/2020 infatti prevede espressamente l\u2019attuazione di azioni e di interventi per la bonifica di aree inquinate.<br \/>\nIl gasdotto diventa cos\u00ec un\u2019opportunit\u00e0 di sviluppo e di nuova occupazione dovuta non solo alla realizzazione dello stesso, ma al possibile insediamento di nuove imprese che un\u2019area industriale bonificata ed opportunamente infrastrutturata, associata a politiche regionali e comunali di attrazione degli investimenti e di semplificazione amministrativa, non pu\u00f2 non generare. Ma, come gi\u00e0 anticipato, la sola bonifica dei terreni non \u00e8 sufficiente.<br \/>\nLa citt\u00e0 per cambiare volto deve essere ripensata e rigenerata nel profondo, e, per farlo, da citt\u00e0 di mare deve puntare, prioritariamente, alla salvaguardia e valorizzazione del proprio paesaggio costiero soprattutto con interventi volti a combattere l\u2019erosione della costa ed a favorirne la messa in sicurezza, nonch\u00e9 a ridare dignit\u00e0 al centro storico e alle nostre periferie proponendo la realizzazione di progetti pilota di rigenerazione ecologica e la realizzazione di quartieri ecologici ad alto livello di vivibilit\u00e0 e qualit\u00e0 urbana, favorendo la valorizzazione e la fruizione del patrimonio ambientale e culturale, ma anche sostenendo gli eventi culturali che ormai hanno raggiunto una portata internazionale. Le risorse e gli strumenti non mancano: a partire dal nuovo POR Puglia e dal Piano Citt\u00e0 rifinanziato dal D.L. Sblocca Italia.<br \/>\nQuindi, consentendo l\u2019approdo del gasdotto a Micorosa, saremmo legittimati a pretendere che il \u201cristoro\u201d non dovr\u00e0 essere una cifra qualunque stanziata per rendere appetibile l\u2019intervento, ma la base economica di un patto strategico con e per la citt\u00e0 di Brindisi.<br \/>\nUn punto di partenza sarebbe l\u2019attivazione di un tavolo di garanzia o interistituzionale, una conferenza di servizi permanente, in cui Governo, Regione, Comune, associazioni sindacali e datoriali definiscano la portata del \u201cDeal Brindisi\u201d impegnandosi, ciascuno per la propria parte, a renderlo di facile e celere attuazione, definendo un Contratto di Sviluppo territoriale che, oltre le misure gi\u00e0 indicate, investa ed incentivi la riconversione a chimica verde delle aziende del petrolchimico brindisino e direttamente \u00a0nuova occupazione.<br \/>\nPertanto, per l\u2019attuazione del patto, Governo e Regione devono individuare risorse aggiuntive a quelle gi\u00e0 disponibili (48 MEuro per la messa in sicurezza di Micorosa e 50 MEuro ristoro per l\u2019approdo del gasdotto), a destinazione vincolata, e che tale vincolo a favore della citt\u00e0 di Brindisi sia esplicitato nel regolamento di attuazione del Piano Citt\u00e0, nei Piani Pluriennali di Attuazione del POR Puglia 2014\/2020 di prossima emanazione e in eventuali altri strumenti tesi allo sviluppo urbano sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 ineluttabile che, per evitare fuorvianti strumentalizzazioni, la definizione di questo importante accordo strategico, fondamentale per le sorti di Brindisi, deve avere come unici interlocutori il Governo e la Regione Puglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIn Italia c\u2019\u00e8 un gruppo di persone che dice no da sempre. E noi, senza urlare, diciamo si\u201d: le ambizioni e le aspettative di una comunit\u00e0 trovano forma e sostanza solo con il coraggio di scegliere il proprio destino.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<em><strong>I consiglieri comunali della Citt\u00e0 di Brindisi<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Francesco Cannalire Francesco Renna Ferruccio Di Noi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta inviata da Francesco Cannalire, Francesco Renna e Ferruccio Di Noi, consiglieri comunale di Brindisi al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Puglia, al Sindaco di Brindisi, al Presidente di Confindustria Brindisi, al Presidente della CCIAA di Brindisi, al Presidente della CNA Brindisi, al Presidente del Consorzio ASI di Brindisi ed ai Segretari di CGIL, CISL, UIL e UGL. La lettera aperta &#8211; secondo le intenzioni degli autori &#8211; intende rappresentare un contributo per un sano e costruttivo confronto dialettico ed aprire una seria e approfondita riflessione sulla vicenda del gasdotto TAP (Trans-Adriatic Pipeline) la cui localizzazione a San Foca ha incontrato diverse criticit\u00e0. &#8220;E&#8217; innegabile &#8211; scrive Cannalire nelle note di invio &#8211; che l&#8217;opera in parola, con la garanzia del Governo e della Regione, pu\u00f2 concretamente rappresentare una possibilit\u00e0 di sviluppo per il territorio ospitante&#8221;. Di seguito ne riportiamo integralmente il testo: &nbsp; Oggetto: Lettera aperta Trans-Adriatic Pipeline. 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