{"id":207404,"date":"2023-03-23T18:02:44","date_gmt":"2023-03-23T17:02:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=207404"},"modified":"2023-03-23T18:03:27","modified_gmt":"2023-03-23T17:03:27","slug":"quasi-amici-massimo-ghini-e-paolo-ruffini-al-nuovo-teatro-verdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/quasi-amici-massimo-ghini-e-paolo-ruffini-al-nuovo-teatro-verdi\/","title":{"rendered":"&#8220;Quasi Amici&#8221;, Massimo Ghini e Paolo Ruffini al Nuovo Teatro Verdi"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab<em>Due uomini che si incontrano per caso e questo caso far\u00e0 s\u00ec che diventino uno per l\u2019altro indissolubili, l\u2019uno indispensabile alla vita dell\u2019altro e lenitivo alla ferita fatale che ognuno ha dentro di s\u00e9<\/em>\u00bb. Il regista <strong>Alberto Ferrari<\/strong> presenta cos\u00ec \u201c<strong>Quasi Amici<\/strong>\u201d, primo adattamento teatrale del celebre film francese del 2012 che arriva al <strong>Nuovo Teatro Verdi<\/strong> di <strong>Brindisi<\/strong> <strong>luned\u00ec 3 aprile<\/strong> con sipario alle <strong>ore 20.30<\/strong>. Nei panni dei protagonisti, in questa versione firmata <strong>Enfi Teatro<\/strong>, ci sono <strong>Massimo Ghini<\/strong> (Philippe) e <strong>Paolo Ruffini<\/strong> (Driss). Biglietti disponibili in botteghino &#8211; aperto <strong>dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 16.30-18.30<\/strong> (nel giorno di spettacolo <strong>ore 11-13<\/strong> e <strong>19-20.30<\/strong>) &#8211; e online alla pagina <strong><a href=\"https:\/\/rebrand.ly\/QuasiAmici\">rebrand.ly\/QuasiAmici<\/a><\/strong>. <strong>Info T. 0831 562 554 <\/strong>e <strong><a href=\"mailto:botteghino@nuovoteatroverdi.com\">botteghino@nuovoteatroverdi.com<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un uomo molto agiato, ricco, molto ricco, intelligente, affascinante; un uomo che vive di cultura e con la cultura vive, che si muove e conquista e soddisfa il proprio ego narcisistico con l\u2019intelletto. Un uomo cui il destino ha voluto, per contrappasso, relegare a solo cervello, facendolo precipitare con il parapendio e riprendendosi il corpo. Quel corpo, che in passato era solo un bagaglio della mente, ora nell\u2019assenza diventa il fantasma di un\u2019identit\u00e0\u0300 da inseguire e recuperare. Una storia di interazione, di rapporti sinceri che rende la commedia unica e piena di sorprese. Il primo vittima di un incidente e con una intelligenza fuori dal comune, il secondo che entra ed esce di galera con una intelligenza vivace e una cultura fatta sulla strada e nei film di serie b, con i quali \u00e8 cresciuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Questi due uomini<\/strong> possiedono inconsapevolmente un dono che ognuno fa all\u2019altro: la leggerezza. Come in <strong>Pigmalione<\/strong> la storia sublima per osmosi l\u2019educazione alla vita e alla cultura e l\u2019istruzione alla leggerezza. \u00c8 l\u2019assenza di leggerezza, pi\u00f9 che la malattia, a tenere legato alla sedia <strong>Philippe<\/strong>: il senso greve della vita, della percezione del mondo, lo inchioda a decisioni sbagliate con la figlia adottiva, con i suoi collaboratori, ma soprattutto con se stesso. Mentre <strong>Driss<\/strong> ha fatto della sua leggerezza un modo per non occuparsi di nulla, di scansare ogni problema, ogni profondit\u00e0, ogni disagio. <strong>La commedia<\/strong> scava nel rapporto tra i due e si mette sulle tracce di quella leggerezza calviniana che fa emozionare, godere e ridere fino alle lacrime. <strong>Ma la ricerca della leggerezza<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>passa anche attraverso la comicit\u00e0: ridere diventa il veicolo segreto per arrivare a comprendere ancor pi\u00f9 i meccanismi che regolano la vita e i destini dei protagonisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>Quasi Amici<\/strong>\u201d,\u00a0ispirato a una storia vera, \u00e8 il secondo film francese di maggiore incasso di tutti i tempi; in Italia \u00e8 il film francese di maggiore incasso. Scrive il regista: \u00ab<em>\u00c8 una storia importante, di quelle che meritano di essere condivise e raccontate, anche con il linguaggio delle emozioni pi\u00f9 profonde. Fin da subito ho ritenuto affascinante lavorare a questa trasposizione teatrale perch\u00e9 permette di dilatare, in drammaturgia teatrale, quelle emozioni che nascono per il cinema e che sul palco devono irrobustirsi con parole e simboli precisi. Nel film il racconto \u00e8 sbilanciato a favore di Driss, a teatro ho scelto di inserire anche i momenti di sconforto che ci permettono di entrare nella psiche di un uomo completamente paralizzato, che diventa tutt\u2019uno con la sua sedia a rotelle elettrica. E nella testa di un altro uomo che ha considerato la vita fino allora come un aperitivo leggero, che si pu\u00f2 ingurgitare e poi tranquillamente digerire<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella messinscena <strong>Massimo Ghini<\/strong> \u00e8 <strong>Philippe<\/strong>, l\u2019aristocratico ricco tetraplegico. \u00ab<em>La disabilit\u00e0 \u00e8 ancora un tab\u00f9<\/em> &#8211; ha detto l\u2019attore romano che per oltre due ore interpreta il ruolo sulla sedia a rotelle &#8211; <em>perch\u00e9 sembra che si commetta un peccato a ridere di chi \u00e8 costretto su una carrozzina. Qualche giorno fa, quando eravamo in scena, all\u2019inizio il pubblico era trattenuto. Poi, si \u00e8 lasciato andare e gli applausi finali sono la prova che ci si pu\u00f2 emozionare e ridere anche di ci\u00f2 che consideriamo politicamente scorretto<\/em>\u00bb. <strong>Philippe<\/strong> e <strong>Driss<\/strong> arrivano da storie diverse e l\u2019incontro diventa la scintilla che le rivolta, le rovescia, come due tessere che si incastrano per scoprire cosa manca di s\u00e9. \u00ab<em>Driss ha bisogno di denaro per mantenere la famiglia<\/em> &#8211; ha spiegato <strong>Paolo Ruffini<\/strong> &#8211;<em>, cos\u00ec scopriamo qualcosa della sua vita.<\/em> <em>Io insegno a Philippe la leggerezza e lui mi insegna a volare. Poi c\u2019\u00e8 anche la critica sociale quando dico: \u201cMa perch\u00e9 i camioncini dei disabili sono brutti?\u201d, o quando parlo delle coperte, anche negli ospedali, tutte color topo. Costa di pi\u00f9 metterle celeste con il sole?<\/em>\u00bb. L\u2019amicizia crea una centratura. <strong>Philippe<\/strong> perde la gravit\u00e0 e <strong>Driss<\/strong> impara la leggera profondit\u00e0 che non lo fa volare e tiene l\u2019amico ancorato a s\u00e9, come un riferimento incrollabile. Insieme imparano a essere pi\u00f9 consapevoli della meraviglia. E a ridere, finalmente, senza cadere. <strong>Philippe<\/strong> si sveglia e comincia a camminare, <strong>Driss<\/strong> arriva ma \u00e8 sulla sedia a rotelle. Sar\u00e0 anche un sogno, ma l\u2019amicizia ha gi\u00e0 scritto la sua storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si comincia alle ore 20.30<\/strong><br \/>\nDurata:\u00a0<strong>2 ore e 10 minuti senza intervallo<\/strong><br \/>\nInfo\u00a0<strong><a href=\"mailto:botteghino@nuovoteatroverdi.com\">botteghino@nuovoteatroverdi.com<\/a><\/strong><strong>\u00a0<\/strong>&#8211;\u00a0<strong>T. 0831 562 554 <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDue uomini che si incontrano per caso e questo caso far\u00e0 s\u00ec che diventino uno per l\u2019altro indissolubili, l\u2019uno indispensabile alla vita dell\u2019altro e lenitivo alla ferita fatale che ognuno ha dentro di s\u00e9\u00bb. Il regista Alberto Ferrari presenta cos\u00ec \u201cQuasi Amici\u201d, primo adattamento teatrale del celebre film francese del 2012 che arriva al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi luned\u00ec 3 aprile con sipario alle ore 20.30. Nei panni dei protagonisti, in questa versione firmata Enfi Teatro, ci sono Massimo Ghini (Philippe) e Paolo Ruffini (Driss). Biglietti disponibili in botteghino &#8211; aperto dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 16.30-18.30 (nel giorno di spettacolo ore 11-13 e 19-20.30) &#8211; e online alla pagina rebrand.ly\/QuasiAmici. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. &nbsp; Un uomo molto agiato, ricco, molto ricco, intelligente, affascinante; un uomo che vive di cultura e con la cultura vive, che si muove e conquista e soddisfa il proprio ego narcisistico con l\u2019intelletto. 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