{"id":210117,"date":"2023-07-19T08:52:15","date_gmt":"2023-07-19T06:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=210117"},"modified":"2023-07-22T11:03:27","modified_gmt":"2023-07-22T09:03:27","slug":"i-frati-minori-cappuccini-a-brindisi-fine-di-una-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/i-frati-minori-cappuccini-a-brindisi-fine-di-una-storia\/","title":{"rendered":"I frati minori cappuccini a Brindisi: fine di una storia"},"content":{"rendered":"<p>I frati cappuccini da settembre lasceranno il convento del Casale, rimettendo la parrocchia Ave Maris Stella nelle mani dell\u2019arcivescovo Giovanni Intini: cos\u00ec \u00e8 stato deciso nel Capitolo dei frati cappuccini di Puglia svoltosi in aprile. Lo ha comunicato ufficialmente ieri il Vescovo S. E. Mons. Giovanni Intini alla comunit\u00e0 dei fedeli.<\/p>\n<p>I frati cappuccini giunsero a Brindisi nel 1566 su invito dell\u2019arcivescovo Giovanni Carlo Bovio e costruirono un convento dentro la citt\u00e0, ma \u00ab\u2026in una parte remota di essa, presso il Torrione di San Giacomo per menar pi\u00f9 commodamente la vita solitaria (&#8230;), lontana dal commercio delle genti\u00bb.<br \/>\nIl convento, intitolato all\u2019Annunziata, venne abbandonato pochi anni dopo, nel 1577, secondo alcuni perch\u00e9, essendo troppo vicino alla citt\u00e0, non permetteva ai frati di osservare la propria Regola, secondo altri per l\u2019aria insalubre della zona, a quell\u2019epoca, paludosa. Due anni dopo, quel convento fu assegnato \u00abdalla citt\u00e0\u00bb ai frati di san Francesco di Paola.<\/p>\n<p>Nel 1588 i Cappuccini ritornarono a Brindisi e costruirono un altro convento \u00abcontiguo alla Protocattedra di San Leucio fuora dalla citt\u00e0\u00bb, su un suolo donato loro dall\u2019Universit\u00e0 e grazie al contributo dei fedeli.<br \/>\nLa chiesa, intitolata a S. Maria della Consolazione prima e alla SS.ma Resurrezione dopo, venne costruita sulle fondamenta di una cappella dedicata anticamente a S. Maria della Fontana, inglobandone un antico affresco della Vergine con il Bambino, ancora oggi visibile.<br \/>\nNella costruzione della chiesa e del convento, \u00aberetto secondo la povera forma cappuccina, con 20 celle\u00bb, i frati seguirono scrupolosamente le modalit\u00e0 indicate nelle Constitutiones del 1575 del loro Ordine.<br \/>\nEssi vissero tranquillamente nel convento, sostenendosi con il lavoro quotidiano e grazie alla carit\u00e0 del popolo e alle sovvenzioni dell\u2019Universit\u00e0, fino al travagliato periodo della soppressione degli Ordini religiosi. Il loro convento, rimasto escluso dalla prima soppressione, non riusc\u00ec a sfuggire alle leggi soppressive promulgate dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il 7 aprile 1867 il Consiglio comunale chiese \u00abal Governo la cessione gratuita dei locali del soppresso convento dei Cappuccini\u00bb per ospitare l\u2019ospedale colerico. I frati furono costretti a lasciare definitivamente il convento che nel 1934 fu poi consegnato, insieme con la chiesa, alla Fondazione dell\u2019ospedale provinciale Antonino di Summa.<br \/>\nSolo nel 1949 i cappuccini riuscirono a tornare nella citt\u00e0 natale di san Lorenzo, cos\u00ec come auspicato fin dal 1919 dal generale dell\u2019Ordine che pregava il ministro provinciale di Puglia di poter tornare quanto prima nella citt\u00e0 natale di san Lorenzo. Nel 1949, infatti, l\u2019arcivescovo Francesco de Filippis affid\u00f2 loro la parrocchia Ave Maris Stella.<br \/>\nPadre Terenzio da Campi Salentina e padre Andrea da Ceglie, i primi frati tornati a Brindisi e alloggiati provvisoriamente in una casa privata, si attivarono subito per la costruzione del convento e della chiesa su un suolo edificatorio di propriet\u00e0 comunale sito in via Duca degli Abruzzi nel rione Casale. La redazione del progetto fu affidata all\u2019architetto Giuseppe Cino Mazzotta.<br \/>\nAgli inizi del 1956 la costruzione del convento venne ultimata e l\u2019ampio salone fu adibito provvisoriamente a chiesa fino al 1958, quando anche questa fu completata e inaugurata il 22 giugno dall\u2019arcivescovo Nicola Margiotta.<\/p>\n<p>Dal 1949, quindi, la parrocchia \u00e8 stata retta dai Cappuccini, ma nell\u2019ultimo Capitolo dei frati di Puglia, tenuto nel mese di aprile, \u00e8 stato stabilito di lasciare il convento di Brindisi e di rimettere la parrocchia nelle mani dell\u2019arcivescovo, Giovanni Intini: la crisi delle vocazioni \u00e8 stata certamente la causa determinante di questa decisione. Peccato, per\u00f2, che proprio nella citt\u00e0 natale del pi\u00f9 illustre cappuccino, san Lorenzo da Brindisi, che, pur lontano dalla sua citt\u00e0 alla quale era molto legato, provvide alla costruzione della chiesa di Santa Maria degli Angeli, con l\u2019annesso convento per ospitare le cappuccinelle, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 il convento cappuccino tanto auspicato nel 1919 dal generale dell\u2019Ordine!<br \/>\nUna perdita per la nostra citt\u00e0, ma, soprattutto, una dolorosa perdita per tutti quei casalini che, cresciuti nel carisma francescano, hanno sempre donato ai frati affetto e stima e che con difficolt\u00e0,  grande rammarico e profonda sofferenza hanno accolto questa decisione.<br \/>\nE quando, se Dio vorr\u00e0, il Venerabile Matteo Farina, casalino da generazioni, sar\u00e0 proclamato beato, proprio i frati cappuccini, che lo hanno accompagnato in tutto il percorso spirituale della sua breve esistenza, saranno lontani dalla sua chiesa Ave Maris Stella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I frati cappuccini da settembre lasceranno il convento del Casale, rimettendo la parrocchia Ave Maris Stella nelle mani dell\u2019arcivescovo Giovanni Intini: cos\u00ec \u00e8 stato deciso nel Capitolo dei frati cappuccini di Puglia svoltosi in aprile. Lo ha comunicato ufficialmente ieri il Vescovo S. E. Mons. Giovanni Intini alla comunit\u00e0 dei fedeli. I frati cappuccini giunsero a Brindisi nel 1566 su invito dell\u2019arcivescovo Giovanni Carlo Bovio e costruirono un convento dentro la citt\u00e0, ma \u00ab\u2026in una parte remota di essa, presso il Torrione di San Giacomo per menar pi\u00f9 commodamente la vita solitaria (&#8230;), lontana dal commercio delle genti\u00bb. Il convento, intitolato all\u2019Annunziata, venne abbandonato pochi anni dopo, nel 1577, secondo alcuni perch\u00e9, essendo troppo vicino alla citt\u00e0, non permetteva ai frati di osservare la propria Regola, secondo altri per l\u2019aria insalubre della zona, a quell\u2019epoca, paludosa. Due anni dopo, quel convento fu assegnato \u00abdalla citt\u00e0\u00bb ai frati di san Francesco di Paola. 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