{"id":210815,"date":"2023-08-05T11:31:36","date_gmt":"2023-08-05T09:31:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=210815"},"modified":"2023-08-22T08:16:18","modified_gmt":"2023-08-22T06:16:18","slug":"riflessione-di-un-vitivinicultore-su-un-nuovo-turismo-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/riflessione-di-un-vitivinicultore-su-un-nuovo-turismo-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Riflessione di un vitivinicultore su un nuovo turismo. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Non spetta a me fare una valutazione sul bilancio di un evento, quello su Appia, vino, mare, svoltosi a Brindisi nei primi giorni di luglio, sull\u2019organizzazione, sulle finalit\u00e0 e sulle risorse impegnate.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 stata partecipazione e consapevolezza adeguate, forse anche perch\u00e9 \u00e8 stato collocato nel passaggio tra vecchia e nuova amministrazione comunale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8, per\u00f2, una buona occasione per riproporre, da parte mia, una riflessione sulle potenzialit\u00e0 produttive, enologiche, turistiche del vino di Brindisi e a Brindisi.<br \/>\nBen 2.600 ettari dell&#8217;agro brindisino, tra vecchi e nuovi impianti, sono coltivati a vigneto per uve da vino (quasi il 30% della intera superficie agraria provinciale di tutta la superficie dove si produce uva da vino).<\/p>\n<p>Assieme ai 1.300 ettari dell&#8217;agro di Mesagne costituiscono la zona della Doc Brindisi (una delle poche citt\u00e0 che d\u00e0 il proprio nome ad una doc). \u00c8 questo un legame che unisce,assieme alla via Appia, Brindisi con Mesagne.<\/p>\n<p>Una doc, per\u00f2, poco valorizzata e poco utilizzata dagli stessi viticoltori: su circa 4.000 ettari vitati solo 367 sono stati registrati a doc Brindisi! Non ci si crede forse neanche da parte degli stessi produttori e delle strutture di tutela e valorizzazione.<\/p>\n<p>Alcune aziende singolarmente stanno facendo molto ma manca una visione comune e un impegno collegiale per il Terroir di Brindisi. Forse anche per questo i vini di Brindisi, un po\u2019 per provincialismo, un po\u2019 per ignoranza, non vengono promossi e proposti da chi nel territorio opera nella ristorazione e nel settore enogastronomico.<\/p>\n<p>Non succede cos\u00ec in altre aree del paese dove si producono vini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono oggi favorevoli condizioni per ricostruire a Brindisi e anche a Mesagne una nuova economia e una cultura del vino? Ci sono competenze, pratiche, tradizione e storia. Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario mettere e mettersi assieme (produttori, associazioni, istituzioni), cooperare in maniera innovativa, ripensare e rafforzare le forme associative di tutela, di ricerca, di promozione del prodotto vino e del suo territorio. I produttori, tutti, devono stare in prima fila.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;economia e la cultura del vino non possono essere solo quelle che si incontrano negli \u00a0eventi tipo sagre paesane anche se ambiziosi e di livello o esaurirsi con essi. C&#8217;\u00e8 \u00a0bisogno di iniziative in grado di aiutare capacit\u00e0 di conoscenza, di innovazione, di promozione e di valorizzazione dei nostri vini. Le stesse esperienze se pur interessanti fatte nel passato o quelle finanziate da fondi pubblici hanno perso e perdono per strada le stesse buone intenzioni iniziali.<\/p>\n<p>Non sono quelle che servono o meglio non vanno sprecate o utilizzate per pavoneggiamenti e meri interessi aziendali.<\/p>\n<p>Le feste, come le cene offerte per promozioni indistinte, passano&#8230; il negroamaro, le uve restano nella vigna, nelle cantine dove \u00e8 richiesta competenza, innovazione e passione.<\/p>\n<p>E poi per quei pochi fondi pubblici utilizzati per la promozione o per la rigenerazione dell\u2019agricoltura salentina vale la regola del rapporto costi-benefici evitando sempre che i costi pubblici non diventino benefici privati!<\/p>\n<p>Si faccia allora tesoro degli errori commessi o delle esperienze gi\u00e0 fatte per avviare percorsi di nuovi eventi per \u00a0promuovere il nostro vino e il territorio che lo produce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi e Mesagne possono offrire tra le tante iniziative anche un \u201cviaggio&#8221; nel mondo del vino che attraversa il territorio e il paesaggio dei vigneti, passa dalle cantine ed arriva alla cultura che \u00e8 storia, tradizione, ricerca, innovazione di cui il vino \u00e8 espressione.Un viaggio permanente come parte distintiva della attrattivita\u2019 turistica delle due citt\u00e0 dell\u2019areale della Brindisi Doc e della campagna.<\/p>\n<p>Un viaggio che inizia in campagna e finisce con un \u201cbrindisi\u201d a mare.<br \/>\nIl nuovo turismo \u00e8 anche questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019interesse per i viaggi che mettono al centro il mondo del vino \u00e8 in forte ascesa. Dati alla mano, per Cna Turismo e Commercio, sono 10 milioni i vacanzieri che pernotteranno fuori casa &#8220;grazie al vino&#8221; di cui circa tre milioni di stranieri, per un movimento economico quantificabile intorno ai 2,5 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Al primo posto da questi dati emerge la richiesta di esperienze all\u2019aria aperta con passeggiate, degustazioni in luoghi suggestivi, magari al tramonto, immersi nella natura, alla scoperta delle bellezze del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E se la vendemmia ne pu\u00f2 rappresentare il clou, ormai il turismo enologico \u00e8 diventato un fenomeno annuale. E riveste un ruolo sempre pi\u00f9 rilevante nel movimento turistico italiano in generale e soprattutto nel turismo enogastronomico e nel turismo esperienziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle istituzioni locali si chieda questo e non l&#8217;ennesimo contributo per la &#8220;festa&#8221; e alle aziende vitivinicole non si chieda solo vino da esporre e da far degustare gratis. Il negroamaro brindisino, poi, come gli altri vitigni autoctoni \u00a0del territorio hanno la loro specificit\u00e0 (sentono il clima del mare) ed hanno tutte le potenzialit\u00e0 per imporsi con una propria identit\u00e0 a partire proprio dalla loro comune e diffusa sapidit\u00e0 (marina).<br \/>\nL&#8217;identit\u00e0 del vino ha un valore economico ed \u00e8 un racconto da comunicare. L\u2019identit\u00e0 del vino \u00e8 il territorio!<\/p>\n<p>L&#8217;identit\u00e0 \u00e8 un percorso che affonda le radici nel passato e che si apre al futuro. E a Brindisi come a Mesagne lungo il tracciato terminale dell\u2019Appia antica la storia \u00e8 vino.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la sfida che soprattutto Brindisi e Mesagne devono fare a se stesse, alle loro istituzioni comunali, alla loro vitivinicoltura e ai loro stessi vecchi, nuovi e potenziali produttori ed anche a chi per legge e ruolo dovrebbe avere il compito di tutelare e valorizzare il vino che ha appunto il nome \u201cBrindisi Doc\u201d.<\/p>\n<p>Mi auguro iniziative in questa direzione. La nostra giovane azienda \u00e8 pronta a dare il suo contributo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Tenute lu spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non spetta a me fare una valutazione sul bilancio di un evento, quello su Appia, vino, mare, svoltosi a Brindisi nei primi giorni di luglio, sull\u2019organizzazione, sulle finalit\u00e0 e sulle risorse impegnate. Non c\u2019\u00e8 stata partecipazione e consapevolezza adeguate, forse anche perch\u00e9 \u00e8 stato collocato nel passaggio tra vecchia e nuova amministrazione comunale. &nbsp; \u00c8, per\u00f2, una buona occasione per riproporre, da parte mia, una riflessione sulle potenzialit\u00e0 produttive, enologiche, turistiche del vino di Brindisi e a Brindisi. Ben 2.600 ettari dell&#8217;agro brindisino, tra vecchi e nuovi impianti, sono coltivati a vigneto per uve da vino (quasi il 30% della intera superficie agraria provinciale di tutta la superficie dove si produce uva da vino). Assieme ai 1.300 ettari dell&#8217;agro di Mesagne costituiscono la zona della Doc Brindisi (una delle poche citt\u00e0 che d\u00e0 il proprio nome ad una doc). \u00c8 questo un legame che unisce,assieme alla via Appia, Brindisi con Mesagne. 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