{"id":211337,"date":"2023-08-21T18:10:56","date_gmt":"2023-08-21T16:10:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=211337"},"modified":"2023-08-22T09:14:56","modified_gmt":"2023-08-22T07:14:56","slug":"barocco-festival-domani-a-brindisi-lo-splendore-musicale-di-napoli-e-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/barocco-festival-domani-a-brindisi-lo-splendore-musicale-di-napoli-e-venezia\/","title":{"rendered":"Barocco Festival: domani a Brindisi lo splendore musicale di Napoli e Venezia"},"content":{"rendered":"<p>Prosegue la XXVI edizione del \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d, la rassegna di musica antica dedicata al grande maestro di San Vito dei Normanni organizzata dalla Citt\u00e0 di San Vito dei Normanni con il Comune di Brindisi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia. E si continua con un concerto dal titolo \u201cDal golfo di Venezia a quello di Napoli\u201d, mercoled\u00ec 23 agosto, alle ore 21, nel chiostro di San Paolo Eremita a Brindisi. L\u2019orchestra barocca \u201cLa Confraternita de\u2019 Musici\u201d, diretta al cembalo da Cosimo Prontera, congiunge due porti della musica tra Seicento e Settecento come Napoli e Venezia, dai quali partivano professionisti impiegati lungo un arco che da Madrid saliva a Londra e attraversava il mondo tedesco per terminare a San Pietroburgo. Un confronto ravvicinato fra due civilt\u00e0 musicali lontane geograficamente\u00a0che ribatte la pratica dei cori battenti, di importazione veneziana. Il funambolismo di Alessandro de Carolis (flauto dolce) traccer\u00e0 un ponte tra i due mondi musicali. Biglietti disponibili nel luogo del concerto. Ticket euro 3 &#8211; Info T. 347 060 4118.<\/p>\n<p>\u00abCorri, vola a Napoli ad ascoltare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli, Pergolesi!\u00bb, scrive Jean-Jacques Rousseau nel suo\u00a0\u201cDictionnaire de Musique\u201d. E se \u00e8 vero che la musica \u00e8 stata una presenza costante nella storia della citt\u00e0, ci\u00f2 fu anche pi\u00f9 vero nel diciassettesimo secolo, quando Napoli divenne la capitale musicale d\u2019Europa. Nella Napoli governata dai vicer\u00e9 spagnoli c\u2019era una notevole quantit\u00e0 di istituzioni religiose spesso collegate a ordini ecclesiastici. Ci\u00f2 determinava un\u2019incessante richiesta di musica e di conseguenza di musicisti di talento. Alcuni provenivano da fuori gi\u00e0 formati, molti erano educati nei celebri conservatori della citt\u00e0 e inseriti in un \u201csistema\u201d musicale di domanda, produzione e offerta che, con l\u2019eccezione di Venezia, non aveva eguali nel resto d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Nel Settecento comincia a realizzarsi il progressivo passaggio dal flauto dolce a quello traverso e i Concerti di Vivaldi inaugurano di fatto la letteratura solistica dedicata al flauto. Fino ad allora i flautisti adattavano al proprio strumento le musiche scritte per il violino o l\u2019oboe. Prima del Settecento il flauto era considerato solo come \u201calter ego\u201d della voce, mentre il flauto traverso giunge perfino a sostituire il violino nei gusti musicali degli interpreti dell\u2019epoca. La vera consacrazione arriva tuttavia con Federico II di Prussia &#8211; allievo di Johann Joachim Quantz &#8211; che pubblica una serie di Sonate da Camera: il flauto diventa in questo modo strumento amato dai nobili dilettanti del tempo. <\/p>\n<p>Vivaldi recepisce gli eventi che stavano cambiando la morfologia e la letteratura del flauto e scrive i suoi Concerti tra il 1722 ed il 1735, gli anni in cui attraversa le capitali musicali europee. Il \u201cprete rosso\u201d compone per entrambi gli strumenti distinguendo tra \u201cflauto\u201d (intendendo il flauto dolce) e \u201cflauto traverso\u201d. Frans Br\u00fcggen, flautista e direttore d\u2019orchestra olandese scomparso nel 2014, fa notare come l\u2019impiego delle due dizioni (flauto dolce e flauto traverso) nelle opere vivaldiane non fosse rigida, ma interscambiabile. Segno che il processo di emancipazione del flauto traverso da quello dolce non avvenne in modo repentino ma fu lento e graduale. La stessa produzione vivaldiana fu influenzata da questo particolare periodo storico.<\/p>\n<p>In questa fase, il sistema produsse un numero impressionante di musicisti di altissimo livello, che trasformarono il panorama musicale dell\u2019epoca: alcuni di loro rimasero a insegnare negli stessi conservatori in cui avevano studiato, altri furono chiamati ed acclamati nelle corti italiane ed europee, partecipando al fenomeno musicale napoletano, tra questi i pugliesi Domenico Sarro e Leonardo Leo. <\/p>\n<p>A Venezia c\u2019erano gli ospedali come a Napoli i conservatori, ma anche gli ospedali in realt\u00e0 erano centri culturali veri e propri. A tutti gli effetti erano, soprattutto la Piet\u00e0, autentici conservatori, in analogia con i quattro di Napoli, nei quali erano ammessi soltanto maschi. N\u00e9 conventi, n\u00e9 pure scuole di musica, gli ospedali di Venezia offrivano un modello d\u2019istituzione molto originale, che associava donne e ragazze di origini sociali sempre pi\u00f9 diverse. Alla Piet\u00e0, l\u2019ospedale pi\u00f9 famoso e accreditato non solo a Venezia, ma anche in tutta Europa, durante le festivit\u00e0 le musiciste si esibivano dietro le grate dei due cori, in modo che non fossero visibili dai fedeli o comunque da chi era in Chiesa. Lo stesso Vivaldi ne divenne responsabile nel 1716. Gli ospedali divennero una fucina musicale moderna e talvolta pionieristica anche perch\u00e9 operavano in totale autonomia amministrativa ed economica rispetto alla Chiesa.<\/p>\n<p>\u2022 Mercoled\u00ec 23 agosto ore 21.00<br \/>\nChiostro di San Paolo Eremita \u2022 Brindisi<br \/>\nDal golfo di Venezia a quello di Napoli<\/p>\n<p>Alessandro De Carolis flauto a becco <\/p>\n<p>Orchestra barocca \u201cLa Confraternita de\u2019 Musici\u201d<br \/>\nCosimo Prontera direzione al cembalo <\/p>\n<p>Raffaele Tiseo violino principale<br \/>\nFederico Valerio violino secondo<br \/>\nPaolo Castellitto viola<br \/>\nFabio De Leonardis violoncello<br \/>\nMaurizio Ria violone<br \/>\nStefano Stabile tiorba e chitarra<\/p>\n<p>Ufficio Stampa \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb<br \/>\nwww.baroccofestival.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue la XXVI edizione del \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d, la rassegna di musica antica dedicata al grande maestro di San Vito dei Normanni organizzata dalla Citt\u00e0 di San Vito dei Normanni con il Comune di Brindisi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia. 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