{"id":211377,"date":"2023-08-18T21:12:04","date_gmt":"2023-08-18T19:12:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=211377"},"modified":"2023-08-22T10:16:22","modified_gmt":"2023-08-22T08:16:22","slug":"il-sindacato-cobas-aderisce-alla-manifestazione-del-24-agosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-sindacato-cobas-aderisce-alla-manifestazione-del-24-agosto\/","title":{"rendered":"Il Sindacato COBAS aderisce alla manifestazione del 24 agosto"},"content":{"rendered":"<p>Il Sindacato Cobas aderisce all\u2019iniziativa convocata per il 24 agosto non solo per sostenere che il porto di Brindisi deve essere aperto allo sviluppo e alla polifunzionalit\u00e0 ma anche per ribadire la netta contrariet\u00e0 al deposito costiero di GNL proposto da Edison e a qualsiasi altro investimento \u201cfossile\u201d nel territorio Brindisino.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il 4 agosto scorso il Cobas, nell\u2019ambito delle iniziative del Climate Camp di Ostuni di cui era co-organizzatore insieme alla campagna nazionale \u201cPer il Clima Fuori dal Fossile\u201d, Movimento NO TAP\/Snam di Brindisi e a \u201cemergenzaclimatica.it\u201d, aveva svolto un sit in sotto il Municipio per fare appunto al Sindaco di Brindisi per aver ritirato il ricorso al TAR promosso dalla Amministrazione precedente contro le criticit\u00e0 progettuali e autorizzative del deposito GNL di Edison, a dimostrazione dell\u2019attenzione che il Cobas ha avuto e che ha per gli sviluppi della vicenda a Brindisi.<\/p>\n<p>Il Sindacato Cobas \u00e8 tra i promotori della campagna nazionale \u201cPer il Clima, Fuori dal Fossile\u201d e segue attentamente le dinamiche legate agli investimenti fossili, non solo in Italia ma anche in Europa e nel Mediterraneo, figuriamoci se non le segue a Brindisi, essendo la campagna in rete con altre realt\u00e0 internazionali che lottano contro gli investimenti fossili, soprattutto quelli legati al gas metano e GNL.<\/p>\n<p>Quasi ogni Stato europeo ormai, compreso lo Stato italiano, strumentalizzando il conflitto russo-ucraino, coltiva l\u2019ambizione di diventare l\u2019hub del gas dell\u2019Europa se non del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Il conflitto tra Russia e Ucraina viene preso a pretesto per giustificare gli enormi investimenti sulle infrastrutture di trasporto del gas, in particolare del GNL.<\/p>\n<p>Di fatto una \u201ceconomia di guerra\u201d fatta passare come indispensabile per il futuro energetico degli Stati europei, gi\u00e0 clienti della Russia, e propagandata ipocritamente per diversificare gli approvvigionamenti di gas, ancora pi\u00f9 marcatamente dopo il sabotaggio del Nord Stream, sabotaggio che sicuramente sar\u00e0 stato funzionale a qualche interesse particolare.<\/p>\n<p>A quasi un anno e mezzo dal conflitto non si avverte pi\u00f9 tale esigenza, semmai ci sia stata, di porre rimedio alle forniture del gas russo.<\/p>\n<p>Non ci vuole molto a capire che comunque il gas russo continua ad arrivare in Europa ed in Italia per effetto delle triangolazioni con gli Stati che non hanno aderito alle sanzioni alla Russia.<\/p>\n<p>Basta prendere come esempio l\u2019Azerbaijan, da cui parte il \u201cfamoso\u201d quanto \u201cinutile\u201d gasdotto TAP che approda sulle coste salentine, che non ha aderito alle sanzioni contro la Russia e che si trova a essere rifornito da gas russo per bilanciare le \u201cgi\u00e0 risicate\u201d forniture verso l\u2019Europa, attraverso il TAP, dai giacimenti di Shah Deniz, gestiti dal consorzio Socar nel quale, come tra i pi\u00f9 importanti azionisti, troviamo la Lukoil ossia la pi\u00f9 grande compagnia petrolifera privata russa.<\/p>\n<p>Ricordando, appunto, che il TAP, attraverso il TANAP, passa per 2000 km in Turchia, altro Paese che non ha aderito alle sanzioni alla Russia.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 non \u00e8 convincente la spinta verso la costruzione in Europa, ma soprattutto in Italia, di nuovi gasdotti, nuovi rigassificatori e depositi di GNL nel momento storico in cui i consumi di gas sono costantemente in calo e nel momento in cui l\u2019Europa ha assunto l\u2019impegno di azzerare le emissioni climalteranti entro il 2050.<\/p>\n<p>Ancora meno convincente \u00e8 il fatto che queste infrastrutture vengano fatte passare per necessarie e strategiche per la diversificazione degli approvvigionamenti in chiave antirussa, tali da giustificare le spudorate semplificazioni per forzare gli iter autorizzativi che eludono le procedure di studio e verifica degli impatti sui territori.<\/p>\n<p>Piombino \u00e8 l\u2019esempio lampante di una forzatura dell\u2019iter autorizzativo dettata da una presunta necessit\u00e0 di far fronte alle forniture russe con l\u2019 ubicazione nel porto di una nave rigassificatore a poche centinaia di metri dal centro abitato e dallo scalo dei traghetti per e dall\u2019arcipelago toscano in barba alle valutazioni di impatto sulla sicurezza delle popolazioni e sugli effetti collaterali negativi sull\u2019economia di un territorio gi\u00e0 gravemente ferito dall\u2019inquinamento ambientale dell\u2019acciaieria.<\/p>\n<p>Piombino \u00e8 un&#8217;area SIN (sito di interesse nazionale per le bonifiche) come lo \u00e8 Brindisi e come lo sono tanti altri territori italiani che per decenni hanno subito le devastazioni ambientali in nome del profitto.<\/p>\n<p>Ma senz\u2019altro deve essere per una particolare e clamorosa coincidenza che tutti questi progetti di impianti, rigassificatori, depositi costieri di GNL e GPL sono ubicati proprio nelle aree SIN, territori devastati ambientalmente che da anni attendono invano le bonifiche.<\/p>\n<p>Il Cobas si far\u00e0 promotore per costituire un comitato allargato a movimenti, associazioni, Enti e cittadini per il NO al deposito GNL, per il NO all\u2019altra tegola che potrebbe cadere sul porto di Brindisi, ossia la vasca di colmata che di fatto \u00e8 un ricettacolo di rifiuti di ogni genere provenienti dai dragaggi degli altri porti italiani, per avviare un percorso che porti alla vera bonifica dell\u2019area SIN di Brindisi, compresa l\u2019area di Cerano alla chiusura della centrale Federico II.<\/p>\n<p>Il Cobas estende l\u2019invito a partecipare il pomeriggio del 24 agosto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa citt\u00e0, affinch\u00e9 questa citt\u00e0 si liberi finalmente dalle logiche industrialiste dei primi del \u2018900, affinch\u00e9 questo territorio non sia pi\u00f9 ostaggio del ricatto occupazionale funzionale a questo genere di investimenti anacronistici e fossili come la conversione a gas della centrale Enel di Cerano, sbandierata da sindacati e Confindustria come unica soluzione possibile di continuit\u00e0 occupazionale dopo la dismissione della centrale a carbone.<\/p>\n<p>Il Cobas auspica infine che, finita nel migliore dei modi la vicenda del deposito GNL, la citt\u00e0 di Brindisi prenda in considerazione l\u2019esempio di \u201cporto bene comune\u201d di Civitavecchia, un porto avveniristico totalmente green, autonomo sotto il profilo elettrico e termico, con energie rinnovabili e idrogeno, capace di accumulare l\u2019energia e utilizzarla quando necessario con tutti gli edifici alimentati da fonti rinnovabili: pannelli solari sulle superfici; impianti minieolici quali elementi di architettura urbanistica, eolico off-shore lontano nel mare; banchine elettrificate, navi alimentate da terra con energia sostenibile, solare, eolico, accumuli elettrici e idrogeno verde prodotto in loco; tutte le movimentazioni portuali, i rimorchiatori, le gru, le navette per turisti: tutto a zero emissioni.<\/p>\n<p>Se \u00e8 possibile a Civitavecchia sar\u00e0 possibile anche a Brindisi.<\/p>\n<p>Quella di Civitavecchia \u00e8 una rivoluzione con l\u2019obiettivo di estendere in futuro le stesse pratiche e la stessa modalit\u00e0 ovunque, a partire dai porti.<\/p>\n<p>E il porto di Brindisi non pu\u00f2 essere da meno visto che le due citt\u00e0 sono gemellate per avere in comune i tragici destini di aver subito tutti gli effetti negativi sull\u2019ambiente e sulla salute delle mega centrali a carbone.<\/p>\n<p>per il COBAS Brindisi &#8211; Roberto Aprile e Cosimo Quaranta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sindacato Cobas aderisce all\u2019iniziativa convocata per il 24 agosto non solo per sostenere che il porto di Brindisi deve essere aperto allo sviluppo e alla polifunzionalit\u00e0 ma anche per ribadire la netta contrariet\u00e0 al deposito costiero di GNL proposto da Edison e a qualsiasi altro investimento \u201cfossile\u201d nel territorio Brindisino. Gi\u00e0 il 4 agosto scorso il Cobas, nell\u2019ambito delle iniziative del Climate Camp di Ostuni di cui era co-organizzatore insieme alla campagna nazionale \u201cPer il Clima Fuori dal Fossile\u201d, Movimento NO TAP\/Snam di Brindisi e a \u201cemergenzaclimatica.it\u201d, aveva svolto un sit in sotto il Municipio per fare appunto al Sindaco di Brindisi per aver ritirato il ricorso al TAR promosso dalla Amministrazione precedente contro le criticit\u00e0 progettuali e autorizzative del deposito GNL di Edison, a dimostrazione dell\u2019attenzione che il Cobas ha avuto e che ha per gli sviluppi della vicenda a Brindisi. 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