{"id":211883,"date":"2023-09-02T08:31:08","date_gmt":"2023-09-02T06:31:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=211883"},"modified":"2023-09-15T16:27:31","modified_gmt":"2023-09-15T14:27:31","slug":"la-vita-aggredita-dal-lavoro-insicuro-di-vincenzo-albano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-vita-aggredita-dal-lavoro-insicuro-di-vincenzo-albano\/","title":{"rendered":"La vita aggredita dal lavoro insicuro. Di Vincenzo Albano"},"content":{"rendered":"<p>La tragedia Ferroviaria che si \u00e8 consumata  nei pressi della stazione ferroviaria di Brandizzo, che ha causato la morte di cinque operari  impegnati in  lavori sulla linea ferroviaria, ha riportato al centro dell&#8217;attenzione e della preoccupazione  degli italiani il dramma della sicurezza  e della emergenza delle morti e degli infortuni sul lavoro.<br \/>\nAll&#8217;attenzione anche di chi cerca, da troppo tempo,   di confinare i drammi che avvengono nelle aziende e  nei cantieri,  nell&#8217;ambito ristretto , e per certi versi rassicurante,  della fatalit\u00e0, dell&#8217;incidente fortuito, rispetto ai quali non c&#8217;\u00e8 rimedio umano possibile.<br \/>\nE&#8217; drammatico il fatto che  nei primi sette mesi di quest&#8217;anno  si siano gi\u00e0 verificati   344.897 infortuni sul lavoro e 559 morti, quasi 1650 infortuni e 3 morti al giorno.<br \/>\nPurtroppo sono ancora molti gli  infortuni che avvengono in aziende che ufficialmente non esistono, in base a rapporti di lavoro che  non esistono e che, per questo, sfuggono ad ogni  statistica, quasi non fossero mai avvenuti.<br \/>\nUna tragica carneficina  che si aggrava ogni giorno di pi\u00f9  e che richiede risposte chiare e concrete da parte di tutti, delle istituzioni e delle  imprese, per contrastare questo doloroso fenomeno e garantire la tutela della salute e della vita dei lavoratori.<br \/>\nNon \u00e8   pi\u00f9 sostenibile,  per un paese avanzato come il nostro, l&#8217;esistenza di  tante  aziende,  che risultano  non in linea con gli standard di sicurezza .<br \/>\nCredo che in molti  incidenti ci sia il segno di un apparato  economico culturalmente arretrato, che cerca la capacit\u00e0 competitiva, nell&#8217;indiscriminato abbattimento dei costi e nell&#8217;intensificazione dei ritmi di lavoro e non  investe, purtroppo,  sulla valorizzazione del  lavoro  e del capitale umano.<br \/>\nE&#8217;  questo il disvalore da combattere, non certo riesumando i vecchi motivi di conflitto, fra capitale e lavoro, che pure ci sono, ma si combatte se tutti insieme, governo, politica, lavoratori,   si  impegnano  a presidiare, giorno dopo giorno, la frontiera della sicurezza, in cui non c&#8217;\u00e8 posto per la difesa  di quelle aziende in cui, a causa delle carenze nel sistema di sicurezza, delle attrezzature, avvengono gli infortuni e le morti.<br \/>\nAccade infatti   che spesso , dove avvengono  gli infortuni , le attrezzature e i dispositivi di sicurezza siano obsoleti o non funzionanti.<br \/>\nE\u2019 paradossale comunque dover constatare che la strenua difesa del valore della vita, espressa da alcune culture politiche e ispirazioni presenti nella nostra societ\u00e0, si fermi davanti ai cancelli delle fabbriche, davanti ai luoghi di lavoro, che non faccia sentire forte la propria voce in quella direzione.<br \/>\nL\u2019Amministrazione  Comunale,  per la parte che gli compete,   pu\u00f2 contribuire a costruire nel territorio la cultura della sicurezza, investendo nell\u2019educazione e nella formazione dei giovani, proponendo nelle scuole, a partire dalle medie, un ciclo di conferenze, di lezioni, tenute da professionisti capaci, per radicare l\u2019idea del valore  della sicurezza del lavoro, in cui  non ci sia pi\u00f9 posto per il lavoro non sicuro.<br \/>\nTuttavia  non si deve commettere il solito errore di  ritenere la vicenda dei giorni scorsi, l\u2019attuale riflessione, espressione della solita e faticosa routine politica, da affidare velocemente a  qualche polveroso archivio, alla labilit\u00e0 della memoria,per non intaccare la narrazione positiva del nostro paese.<br \/>\nDeve invece  servire a far emergere finalmente la consapevolezza del valore e dell\u2019impegno sul fronte della sicurezza,   perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile  un sistema produttivo, che nei ritmi, negli orari, nell&#8217;organizzazione del lavoro si rivela spesso inadeguato  a tutelare la salute e l&#8217;integrit\u00e0 di chi esce da casa  al mattino per andare a lavorare e a fine turno avrebbe il sacrosanto diritto a rientrare a casa,  ai propri affetti, sano e salvo.<br \/>\nCredo che si sia arrivati  al punto di non ritorno, che segna in modo indelebile la nostra vita sociale e l\u2019autorevolezza delle istituzioni. E&#8217; necessario  farla finita con quell&#8217; idea di  gerarchia sociale, in cui il lavoro dipendente costituisce l\u2019ultimo anello della catena, quello pi\u00f9 debole, quello che pu\u00f2 essere trascurato.<br \/>\nNon \u00e8 normale che tutto questo avvenga e ancora una volta non si metta riparo.<\/p>\n<p>Vincenzo Albano<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tragedia Ferroviaria che si \u00e8 consumata nei pressi della stazione ferroviaria di Brandizzo, che ha causato la morte di cinque operari impegnati in lavori sulla linea ferroviaria, ha riportato al centro dell&#8217;attenzione e della preoccupazione degli italiani il dramma della sicurezza e della emergenza delle morti e degli infortuni sul lavoro. All&#8217;attenzione anche di chi cerca, da troppo tempo, di confinare i drammi che avvengono nelle aziende e nei cantieri, nell&#8217;ambito ristretto , e per certi versi rassicurante, della fatalit\u00e0, dell&#8217;incidente fortuito, rispetto ai quali non c&#8217;\u00e8 rimedio umano possibile. E&#8217; drammatico il fatto che nei primi sette mesi di quest&#8217;anno si siano gi\u00e0 verificati 344.897 infortuni sul lavoro e 559 morti, quasi 1650 infortuni e 3 morti al giorno. Purtroppo sono ancora molti gli infortuni che avvengono in aziende che ufficialmente non esistono, in base a rapporti di lavoro che non esistono e che, per questo, sfuggono ad ogni statistica, quasi non fossero mai avvenuti. 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