{"id":211933,"date":"2023-09-03T12:44:11","date_gmt":"2023-09-03T10:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=211933"},"modified":"2023-09-03T12:49:12","modified_gmt":"2023-09-03T10:49:12","slug":"festa-patronale-arcivescovo-intini-dialogo-trasparenza-e-informazione-sono-il-vero-investimento-che-fa-sentire-i-cittadini-responsabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/festa-patronale-arcivescovo-intini-dialogo-trasparenza-e-informazione-sono-il-vero-investimento-che-fa-sentire-i-cittadini-responsabili\/","title":{"rendered":"Festa Patronale, Arcivescovo Intini: &#8220;Dialogo, trasparenza e informazione sono il vero investimento che fa sentire i cittadini responsabili&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Messaggio dell\u2019Arcivescovo alla Citt\u00e0 di Brindisi per la festa dei Santi Patroni<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carissimi amici e amiche,<\/p>\n<p>\u00e8 la prima volta che festeggio con voi i nostri Santi Patroni, Teodoro D\u2019Amasea e Lorenzo da Brindisi.<\/p>\n<p>Mi rivolgo a voi non per impartirvi una lezione, o per offrirvi consigli, ma solo per condividere con voi qualche riflessione sulla vita di questa nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che questi giorni di festa diventino occasione anche di riflessione sul presente e sul futuro della nostra citt\u00e0 di Brindisi.<\/p>\n<p>Abbiamo ricevuto in eredit\u00e0 dai nostri padri un luogo carico di storia, da sempre laboratorio di cultura, di scambi commerciali, di incontri, di arrivi e di partenze; testimone silenzioso ma carico di fascino di tutto questo \u00e8 il nostro mare Mediterraneo, che sin dai primi passi delle antiche civilt\u00e0 si \u00e8 offerto come strada di relazioni, di contaminazioni umane, di storie, di percorsi di crescita.<\/p>\n<p>Purtroppo, oggi, questo nostro mare, quando poteva continuare a raccontare storie di civilt\u00e0, di progresso e di benessere, \u00e8 costretto ad essere testimone muto del naufragio della nostra umanit\u00e0, perch\u00e9 tanti nostri fratelli e sorelle, bambini, giovani e anziani, in cammino verso il sogno di una piena dignit\u00e0, vi hanno trovato la morte e il Mediterraneo \u00e8 diventato per loro sepolcro inatteso e per noi motivo di vergogna.<\/p>\n<p>Per fortuna su questo mare buio si sono accese delle stelle, quelle luminose dell\u2019accoglienza, che diventano per noi, naviganti della vita, motivo di speranza.<\/p>\n<p>Tra queste stelle c\u2019\u00e8 anche quella di Brindisi, che dopo la prova di maturit\u00e0 umana dimostrata in occasione dell\u2019accoglienza degli albanesi trentadue anni fa, il 7 marzo 1991, anche negli ultimi mesi ha accolto tanti fratelli e sorelle profughi in fuga dai loro paesi e recuperati in mare dalle tante organizzazioni umanitarie.<\/p>\n<p>A questo proposito vorrei rivolgere un attestato di gratitudine al Signor Prefetto, la Dott.ssa La Iacona, che con senso del dovere e umanit\u00e0 ha coordinato l\u2019accoglienza; con Lei, ringrazio anche tutte le istituzioni civili e militari e di volontariato, che hanno dimostrato capacit\u00e0 di fare rete per soccorrere i fragili e i deboli nel momento del bisogno.<\/p>\n<p>Tutto questo testimonia che Brindisi \u00e8 una citt\u00e0 che ha tante buone risorse umane, sociali, tecniche, culturali, ecclesiali; risorse che non possono essere sotterrate per paura, in attesa di tempi migliori, come il talento della parabola narrata da Ges\u00f9 (Mt 25, 14-30). Sono risorse che vanno impiegate per contribuire a dare un volto nuovo alla nostra citt\u00e0, accettando le sfide di un mondo in cambiamento.<\/p>\n<p>Siamo in un\u2019ora storica di profondi cambiamenti in tutti i campi della nostra vita e questo pu\u00f2 generare un senso di disorientamento e ricerca di schemi e ricette gi\u00e0 collaudate, che se anche hanno funzionato nel passato, anche recente, oggi non funzionano pi\u00f9.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 necessario mettere in campo la creativit\u00e0 di tutti per progettare una nuova rotta della convivenza umana.<\/p>\n<p>Che citt\u00e0 vogliamo?<\/p>\n<p>Quale visione di convivenza sociale abbiamo?<\/p>\n<p>Quale futuro vogliamo costruire?<\/p>\n<p>Che citt\u00e0 consegneremo ai nostri giovani, ragazzi e bambini?<\/p>\n<p>Mi permetto, a questo riguardo, di contribuire in modo semplice a questa riflessione, offrendo tre parole programmatiche che spero contribuiscano alla riflessione di tutte le donne e gli uomini di buona volont\u00e0 della nostra citt\u00e0, senza l\u2019esclusione di nessuno e senza steccati ideologici, razziali, religiosi, politici e sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PERSONA<br \/>\nIl rispetto della dignit\u00e0 umana \u00e8 il riferimento e l\u2019orientamento principe per ogni visione di societ\u00e0, di convivenza civile e di sviluppo. La persona umana, con il diritto alla salute, al lavoro, all\u2019istruzione, alla famiglia, alla vita, alla libert\u00e0 di culto, di pensiero, non pu\u00f2 essere sacrificata alle logiche del profitto, di uno sviluppo senza regole, e della dittatura dell\u2019economia, che non dialoga pi\u00f9 con la politica e la sottomette alle sue logiche.<\/p>\n<p>Mettere al centro la persona non significa fare un esercizio di retorica filosofica, ma mettersi in ascolto delle persone, delle loro storie, delle fatiche, dei timori; prendere in carico le loro fragilit\u00e0, i disagi, le paure; accompagnarle nei percorsi di crescita, di liberazione dalle moderne schiavit\u00f9; incoraggiarle a intraprendere processi e percorsi di gestione serena della vita.<\/p>\n<p>Questa attenzione \u00e8 fondamentale per costruire una polis a misura umana, che non \u00e8 un agglomerato di individui che si dividono e a volte contendono un territorio, ma una comunit\u00e0 che vive un territorio come ambiente-laboratorio di convivialit\u00e0 delle differenze, che producono ricchezza umana.<\/p>\n<p>In questo, le nostre comunit\u00e0 parrocchiali, che abitano in modo capillare il territorio della nostra citt\u00e0, possono diventare avamposti di umanit\u00e0, ospedali da campo, dove l\u2019ascolto, la cura e l\u2019accompagnamento tornano a far ardere il cuore e la mente di tanti fratelli e sorelle affaticati dalle vicende della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TERRITORIO<br \/>\nL\u2019attenzione al territorio va di pari passo con quella della persona umana. Che attenzione sarebbe quella alla persona se poi non si tutela quella casa comune, che \u00e8 il territorio?<\/p>\n<p>L\u2019emergenza climatica che \u00e8 sotto gli occhi di tutti ci fa ascoltare il grande gemito del creato, che in tanti ancora non vogliono ascoltare.<\/p>\n<p>Il cambiamento di rotta per approdare a una nuova e sapiente ecologia integrale non \u00e8 pi\u00f9 procrastinabile.<\/p>\n<p>L\u2019inquietudine che la nostra comunit\u00e0 cittadina vive in questi giorni, per la questione del deposito di gas liquido nel nostro porto, ci dice che queste problematiche interessano anche noi.<\/p>\n<p>A questo proposito mi piace ricordare quanto Papa Francesco scrive nella Laudato si\u2019: \u201cLa cultura ecologica non si pu\u00f2 ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all\u2019esaurimento delle riserve naturali e all\u2019inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualit\u00e0 che diano forma ad una resistenza di fronte all\u2019avanzare del paradigma tecnocratico.\u201d (LS, 111).<\/p>\n<p>Questo sento di chiedere questa sera a chi ha la responsabilit\u00e0 di decidere: uno sguardo diverso, una politica diversa, che tenga in conto i timori della nostra gente e tutte le grandi risorse lavorative, turistiche, paesaggistiche, culturali e storiche che ruotano intorno al nostro porto.<\/p>\n<p>Non cedere alle logiche, spesso ricattatorie del profitto e del mercato, non \u00e8 un gesto di eroismo ma di amore civico per la propria citt\u00e0.<\/p>\n<p>Dialogo, trasparenza e informazione nei processi decisionali sono il vero investimento che fa sentire i cittadini responsabili della loro casa comune.<\/p>\n<p>Da parte nostra, come Chiesa che vive su questo territorio, sentiamo di doverci assumere la responsabilit\u00e0 di sostenere sempre i programmi educativi, gli stili di vita e una seria spiritualit\u00e0 che promuove la cura del creato e una graduale ma decisa conversione ecologica, in vista di una sempre pi\u00f9 stretta alleanza tra umanit\u00e0 ed ecologia.<\/p>\n<p>In questo senso si sta muovendo il Progetto Policoro della nostra Diocesi, che da tempo ha iniziato una approfondita riflessione sulle Comunit\u00e0 energetiche.<\/p>\n<p>Il futuro di uno sviluppo sostenibile \u00e8 nelle nostre mani: perch\u00e9 non investire e fare di Brindisi un centro di tecnologie rinnovabili e di tecniche innovative per guardare al futuro con intelligenza e permettere a tanti giovani di potersi realizzare sul proprio territorio?<\/p>\n<p>Le energie, le potenzialit\u00e0, le possibilit\u00e0 ci sono, basta fare rete e supportarsi reciprocamente per intraprendere cammini condivisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COMUNIT\u00c0<br \/>\nLa cura della persona e del territorio sono premesse importanti per rifare il tessuto comunitario della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ritrovare lo spirito di comunit\u00e0 \u00e8 urgente e fondamentale per sfuggire ai particolarismi che anzich\u00e9 investire sul bene comune, cedono a logiche clientelari e di parte.<\/p>\n<p>Dialogare, ascoltarsi, confrontarsi, conoscersi, apprezzarsi nella diversit\u00e0, pensare insieme, condividere percorsi di crescita, includere, integrare diventano le direttrici indispensabili per progettare e realizzare una citt\u00e0 accogliente, dinamica, dove una cittadinanza attiva e responsabile educa al bene comune le giovani generazioni.<\/p>\n<p>Un clima pi\u00f9 comunitario, responsabile, di cittadinanza attiva, pu\u00f2 aiutare i giovani a sentirsi protagonisti in positivo della vita della comunit\u00e0, senza dover ricorrere all\u2019espressione del loro disagio per ritagliarsi spazi di protagonismo.<\/p>\n<p>Essere comunit\u00e0 significa prendere a cuore le fragilit\u00e0, i disagi, i bisogni di chi vive a nostro fianco ogni giorno; la dinamica della delega non ci aiuta a crescere nello spirito comunitario, ma ci chiude nel nostro beato individualismo, facendoci chiudere gli occhi e non vedere i volti di chi ci passa accanto.<\/p>\n<p>Torniamo a vedere i volti degli altri come portatori di domande, di appelli, come rivelazione di qualcosa di sacro che ci raggiunge.<\/p>\n<p>L\u2019epifania dei volti ci chiede accoglienza e voglia di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo noi credenti dovremmo essere esperti di comunit\u00e0, ma spesso anche noi non siamo credibili e perci\u00f2 auspico da parte nostra una maggiore responsabilit\u00e0 in questo senso.<\/p>\n<p>Persona, territorio e comunit\u00e0 tracciano una rotta, indicano un cammino e ci stimolano ad avviare un processo, che certamente avr\u00e0 i suoi tempi necessari; nessuno possiede la formula magica per cambiare le cose dall\u2019oggi al domani, ma tutti dobbiamo manifestare la volont\u00e0 di incamminarci sulla strada del cambiamento, che per quanto lento possa essere, arriver\u00e0 in porto con la collaborazione di tutti.<\/p>\n<p>Noi, Chiesa brindisina, faremo la nostra parte e pur riscoprendoci ormai, al di l\u00e0 dei numeri, piccolo gregge, vogliamo sfuggire alla tentazione della depressione o della resa e vogliamo avviare quella resistenza attiva e dinamica che ci deve vedere protagonisti sul territorio, nella semina del Vangelo sine glossa, che prima di seminare vogliamo vivere, anzi vogliamo seminare con la vita, trasformata e rinnovata nella sostanza dall\u2019adesione convinta al Vangelo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Voglio terminare, consegnando a tutti una parola di speranza; cos\u00ec scrive il profeta Isaia: \u201c\u2026Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte? La sentinella risponde: Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!\u201d (Is 21, 11-12).<\/p>\n<p>Siamo in tanti a chiedere agli altri quanto tempo ancora durer\u00e0 la crisi di questa stagione grigia; ma forse pi\u00f9 che essere spettatori che pongono domande agli attori della nostra societ\u00e0, conviene che anche noi decidiamo di prenderci la nostra parte di responsabilit\u00e0, ciascuno al proprio livello, e di diventare protagonisti: sentinelle della convivenza sociale, ecclesiale, politica, familiare, per imparare a scrutare i segni dei tempi e contribuire attivamente al cambiamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>+ Giovanni Intini<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Arcivescovo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Messaggio dell\u2019Arcivescovo alla Citt\u00e0 di Brindisi per la festa dei Santi Patroni &nbsp; Carissimi amici e amiche, \u00e8 la prima volta che festeggio con voi i nostri Santi Patroni, Teodoro D\u2019Amasea e Lorenzo da Brindisi. Mi rivolgo a voi non per impartirvi una lezione, o per offrirvi consigli, ma solo per condividere con voi qualche riflessione sulla vita di questa nostra citt\u00e0. \u00c8 significativo che questi giorni di festa diventino occasione anche di riflessione sul presente e sul futuro della nostra citt\u00e0 di Brindisi. Abbiamo ricevuto in eredit\u00e0 dai nostri padri un luogo carico di storia, da sempre laboratorio di cultura, di scambi commerciali, di incontri, di arrivi e di partenze; testimone silenzioso ma carico di fascino di tutto questo \u00e8 il nostro mare Mediterraneo, che sin dai primi passi delle antiche civilt\u00e0 si \u00e8 offerto come strada di relazioni, di contaminazioni umane, di storie, di percorsi di crescita. 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