{"id":213029,"date":"2023-09-26T07:56:23","date_gmt":"2023-09-26T05:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=213029"},"modified":"2023-10-07T08:36:46","modified_gmt":"2023-10-07T06:36:46","slug":"lappia-antica-a-brindisi-come-a-mesagne-una-opportunita-di-futuro-e-identita-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/lappia-antica-a-brindisi-come-a-mesagne-una-opportunita-di-futuro-e-identita-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Appia Antica a Brindisi come a Mesagne, una opportunit\u00e0 di futuro e identit\u00e0. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Si svolger\u00e0 il 29\/30 settembre e l\u20191 ottobre anche a Brindisi un\u2019altra edizione dell\u2019Appia day che segue le iniziative dell\u2019amministrazione comunale e di tante associazioni per il riconoscimento UNESCO dell\u2019Appia antica. Tra queste proposte mi sembra molto interessante e innovativa quella di fare dell\u2019area del Cillarese (canale e bacino) il parco terminale dell\u2019Appia antica.<br \/>\nLa sua valorizzazione pu\u00f2 diventare certamente un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico. La certezza storica e infrastrutturale, se non l\u2019ovviet\u00e0, \u00e8 che l\u2019Appia iniziava a Roma e finiva a Brindisi. E dopo il parco dell\u2019Appia antica di Roma realizzare quello dell\u2019Appia antica di Brindisi darebbe valore all\u2019intero tracciato.<\/p>\n<p>I Romani realizzavano le strade per logiche militari, di dominio e di espansione ma mentre le costruivano attorno ad esse si realizzava sviluppo e, come diremmo nei giorni nostri, attrazione di investimenti. A dimostrazione che le infrastrutture, da sempre, non servono solo per far transitare uomini e merci ma creano anche altre utilit\u00e0, culture e civilt\u00e0.<\/p>\n<p>La via Appia e la Traiana hanno rappresentato, per la loro parte terminale nel nostro territorio, fattore di sviluppo, di modernizzazione anche nel settore agricolo e vitivinicolo. Le derrate alimentari e il vino necessari per approvvigionare le truppe che si imbarcavano dal porto di Brindisi, terminal della via Appia e della via Traiana, venivano prodotti in questa area. La viticoltura fu portata nei nostri territori dai messapi ma ebbe un salto di qualit\u00e0 e anche di quantit\u00e0 proprio con i Romani. Il porto di Brindisi raggiungibile con la via Appia e con la Traiana per ragioni prima di carattere militare e poi per il ruolo che contestualmente veniva ad assumere anche dal punto di vista commerciale nel mediterraneo divent\u00f2 fattore di sviluppo territoriale. E non a caso i romani nel fare le strade sceglievano tracciati dove era possibile sviluppare, incrementare o realizzare attivit\u00e0 agricole necessarie all\u2019approvvigionamento di derrate alimentari per i propri soldati e per i bisogni della vita quotidiana.E si costruivano tracciati preferibilmente vicini a corsi d\u2019acqua. Il vino era un alimento indispensabile cos\u00ec come l\u2019olio anche per bisogni non solo alimentari.La viticoltura e l\u2019olivicoltura della campagna che arrivava fino a Brindisi si sviluppano cos\u00ec. La testimonianza pi\u00f9 importante \u00e8 rappresentata, oltrech\u00e9 dalla fertilit\u00e0 dei terreni brindisini, dalla presenza delle fornaci di anfore utilizzate per il trasporto via mare di vino e di olio.<\/p>\n<p>Mentre allora si definiscono i contenuti per partecipare alla pi\u00f9 ampia progettazione per la valorizzazione dell\u2019Appia antica per il suo riconoscimento UNESCO sarebbe opportuno conoscere bene e con precisione il vero tracciato della stessa nei nostri territori e in particolare quello brindisino, senza farsi condizionare dal recente vissuto o da riferimenti relativi all\u2019attuale via Appia. Il tracciato non \u00e8 certamente quello che comunemente abbiamo conosciuto in epoca moderna, la vecchia statale poi trasformatasi nell\u2019attuale superstrada che porta a Taranto.<\/p>\n<p>Gli storici locali e non solo loro sostengono che il tracciato della vera Appia antica sia quello della vecchia strada per Mesagne oggi strada comunale per lo Spada e Casignano. Una parallela della statale e costeggiante i canali (Capece, Galina, Cillarese) che allora bagnavano le campagne del territorio e arrivavano fino al seno di ponente del porto di Brindisi. Come Tenuta Lu Spada abbiamo recuperato la vecchia vocazione vitivinicola di terreni che si trovano a ridosso di questo tracciato o, come sostiene qualche storico, addirittura attraversati dall\u2019Appia Antica.<\/p>\n<p>Bisogna evitare allora che in qualsiasi progetto di valorizzazione della regina viarum prevalgano inutili sovrapposizioni di studi e progetti ma sopratutto approssimazioni e superficialit\u00e0 storiche dal momento che pu\u00f2 essere una occasione utile per ridare identit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 ai nostri territori attraversati dall\u2019Appia antica. Servirebbe per dare un po\u2019 di lungimiranza e conoscenza agli stessi amministratori locali per salvaguardare i tracciati e una vera segnalazione lasciando cos\u00ec alle future generazioni le tracce e i luoghi giusti del passato e non solo semplici nomi o addirittura segnalazioni artificiose oppure una inutile interruzione a causa di un altrettanto inutile attraversamento ferroviario.<\/p>\n<p>Ma la conoscenza dell\u2019antico tracciato serve anche ad evitare eventuali interventi di aggressioni e stravolgimenti paesaggistici che si potrebbero tuttora realizzare sul reale percorso dell\u2019Appia antica facendo scomparire qualsiasi riferimento reale ad un \u201cbene culturale e comune\u201d. Cos\u00ec anche la valorizzazione dal punto di vista turistico ed enogastronomico della via Appia non sarebbe solo una proposta costruita sulla carta per ottenere un po\u2019 \u2019 di finanziamenti ma avrebbe il suo ancoraggio reale e storico.<\/p>\n<p>Esistono in questo momento le premesse affinch\u00e9 tutte le congetture e gli studi del passato possano trasformarsi in una indagine seria approfondita con metodo rigoroso e multidisciplinare e che veda coinvolti molti autorevoli attori (Soprintendenza, Ministero della Cultura, Universit\u00e0 del Salento, Universit\u00e0 di Amsterdam \u2026). Ci si aspetta che prevalga tra gli studiosi l\u2019amore per la verit\u00e0 ed il rispetto del metodo e del rigore scientifico piuttosto che, come avveniva nel passato, le stigmatizzazioni e i pregiudizi.<\/p>\n<p>Esistono altres\u00ec le premesse per riunire gli enti pubblici, i soggetti economici, le associazioni ambientaliste in un sistema che abbia anzitutto l\u2019interesse per la difesa e la promozione del territorio<\/p>\n<p>Si spera che anche chi lavora al progetto del riconoscimento UNESCO possa dare un contributo per far conoscere e salvaguardare la vera Appia antica e il tracciato che, attraverso i comuni coinvolti, era utilizzato per raggiungere il porto di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Tenute lu spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si svolger\u00e0 il 29\/30 settembre e l\u20191 ottobre anche a Brindisi un\u2019altra edizione dell\u2019Appia day che segue le iniziative dell\u2019amministrazione comunale e di tante associazioni per il riconoscimento UNESCO dell\u2019Appia antica. Tra queste proposte mi sembra molto interessante e innovativa quella di fare dell\u2019area del Cillarese (canale e bacino) il parco terminale dell\u2019Appia antica. La sua valorizzazione pu\u00f2 diventare certamente un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico. La certezza storica e infrastrutturale, se non l\u2019ovviet\u00e0, \u00e8 che l\u2019Appia iniziava a Roma e finiva a Brindisi. E dopo il parco dell\u2019Appia antica di Roma realizzare quello dell\u2019Appia antica di Brindisi darebbe valore all\u2019intero tracciato. I Romani realizzavano le strade per logiche militari, di dominio e di espansione ma mentre le costruivano attorno ad esse si realizzava sviluppo e, come diremmo nei giorni nostri, attrazione di investimenti. A dimostrazione che le infrastrutture, da sempre, non servono solo per far transitare uomini e merci ma creano anche altre utilit\u00e0, culture e civilt\u00e0. 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