{"id":214959,"date":"2023-11-02T16:19:28","date_gmt":"2023-11-02T15:19:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=214959"},"modified":"2023-11-02T16:19:28","modified_gmt":"2023-11-02T15:19:28","slug":"a-brindisi-un-tricheco-vince-sullo-spreco-alimentare-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/a-brindisi-un-tricheco-vince-sullo-spreco-alimentare-a-scuola\/","title":{"rendered":"A Brindisi un tricheco vince sullo spreco alimentare a scuola"},"content":{"rendered":"<p>Buoni risultati a conclusione del progetto \u201cTricheco Zero Spreco &#8211; Il protagonista sei tu!\u201d per la lotta allo spreco nelle mense scolastiche, realizzato nello scorso anno dall\u2019unit\u00e0 operativa Igiene della Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione della Asl Brindisi, diretta da Pasquale Fina.<br \/>\n\u201cIl progetto \u201cTricheco Zero Spreco\u201d &#8211; dice il dottor Fina &#8211; \u00e8 presente nel Catalogo regionale per la promozione della salute nella scuola ed \u00e8 stato sviluppato in via sperimentale in quattro plessi della scuola primaria di Brindisi: Don Milani, Bozzano, Deledda-Pertini e Rodari, con l\u2019obiettivo non solo di ridurre lo spreco alimentare, ma anche di azzerare l\u2019uso di plastica monouso nelle mense. Per far comprendere ai bambini la necessit\u00e0 di avviare un cambiamento nelle abitudini &#8211; prosegue &#8211; \u00e8 stato utilizzato un cucciolo di tricheco, un piccolo eroe che con coraggio affronta un viaggio per cambiare il mondo, partendo proprio dalla citt\u00e0 di Brindisi. La sua storia \u00e8 stata raccontata in classe dai docenti e trasmessa in un video ha fatto sentire ogni bambino pi\u00f9 vicino al nuovo amico Tricheco Zero Spreco, rendendolo tutti i giorni protagonista in mensa, pronto a difendere l\u2019ambiente e a non sprecare pi\u00f9 il cibo\u201d.<br \/>\nNella prima fase \u00e8 stato esaminato lo spreco alimentare nei quattro refettori delle scuole coinvolte, rilevando che nelle 2 settimane di osservazione sono stati scartati dai bambini quasi 3 quintali di cibo. Considerando che le eccedenze alimentari vengono anch\u2019esse non utilizzate (89 kg di cibo non servito), lo scarto sale complessivamente a circa 4 quintali, escludendo dal calcolo il panino e la frutta, spesso consumati in classe o portati a casa.<br \/>\nNell\u2019elaborazione dei dati pervenuti \u00e8 stata riscontrata una notevole differenza di consumo tra un plesso e l\u2019altro: per esempio la stessa pasta e lenticchie servita nella scuola Deledda-Pertini e apprezzata dal 91% dei bambini, \u00e8 risultata poco gradita ai bambini della scuola Bozzano (36% di consumo). Anche per il consumo dei secondi piatti compaiono differenze tra un plesso e l\u2019altro: la frittata di spinaci, rifiutata da tutti i bambini del plesso Rodari, viene invece apprezzata dal 74% dei bambini frequentanti la scuola Don Milani; il filetto di merluzzo al forno viene apprezzato dal 58% dei bambini della scuola Rodari mentre \u00e8 quasi completamente rifiutato da quelli della scuola Bozzano, con una percentuale di consumo del 13%.<br \/>\nQuesti primi dati confermano la necessit\u00e0 di intervenire con un progetto per educare i bambini ad una alimentazione pi\u00f9 sana e sostenibile, nel sensibilizzare gli adulti su questo tema non solo alimentare, ma anche ambientale e sociale, e nel migliorare alcune circostanze negative che si sviluppano sia a casa che nei refettori scolastici e che riguardano pietanze come legumi, pesce e altri cereali serviti al posto della pasta.<br \/>\nI dati della seconda fase del progetto, iniziata a febbraio 2023, fanno emergere che in appena 3 mesi i dati sullo spreco sono migliorati sensibilmente, tenuto conto che il cibo gettato si \u00e8 ridotto del 9%.  In termini di peso, nei giorni d\u2019osservazione, 71 Kg di cibo buono e commestibile su 880 kg non sono stati scartati dai bambini ma consumati in mensa. Ipotizzando che questo atteggiamento positivo possa ripetersi durante tutto l\u2019anno scolastico, \u00e8 possibile desumere che nei 4 istituti scolastici coinvolti nel progetto non verrebbero gettati 13 quintali di cibo. Questo maggior consumo ha riguardato anche piatti che risultavano meno graditi nella prima fase.<br \/>\nNella mensa della scuola Deledda-Pertini, per esempio, nonostante lo scarto si sia ridotto solo del 4% rispetto alla prima fase, si \u00e8 notato un atteggiamento pi\u00f9 positivo verso alcuni piatti come pasta e ceci (+19%), merluzzo (+10%) e mozzarella, nella prima fase rifiutata dal 55% dei bambini mentre nella seconda fase solo dal 13%. \u00c8 stato anche osservato che in questa mensa viene mangiata anche pi\u00f9 insalata, il cui consumo dal 50% sale al 91%. Nella scuola Don Milani lo scarto si \u00e8 ridotto del 20% grazie ad un maggior aumento di consumo di alcune pietanze meno gradite nella prima fase: pasta e ceci (+14%), mozzarella (+20%), frittata (+18%), insalata (+17%), carote all\u2019olio (+18%). Nella mensa della scuola Bozzano, invece, lo scarto si \u00e8 ridotto notevolmente sfiorando il -40%. Purtroppo per\u00f2 il maggior consumo non riguarda piatti salutari come legumi, verdure e pesce ma quelli gi\u00e0 graditi ai bambini come pasta al sugo, polpette al sugo, petto di pollo al forno, insalata verde.<br \/>\nEccezione per la scuola Rodari, dove lo scarto \u00e8 aumentato del 10% rispetto a quello della prima fase, il cui minor consumo ha riguardato tutti i primi piatti. Per quanto riguarda i secondi e i contorni si \u00e8 avuto un 10% in pi\u00f9 di consumo del petto di pollo e carote all\u2019olio; i secondi pi\u00f9 gettati sono la ricotta e il merluzzo il cui consumo dal 56% scende al 27%; l\u2019insalata viene meno mangiata del 20% rispetto alla prima fase.<br \/>\nComplessivamente i dati di questa prima esperienza in 4 mense scolastiche brindisine, confermano quanto sia importante diventare pi\u00f9 consapevoli sul tema dello spreco alimentare. Il progetto realizzato a scuola serve soprattutto ad entrare tra le mura domestiche per far recuperare a giovani adulti il valore autentico del cibo: i dati nazionali confermano che lo spreco alimentare \u00e8 prodotto soprattutto a casa e riguarda le fasce pi\u00f9 giovani. Per tali ragioni sarebbe utile ricordare \u201cai grandi\u201d e non solo ai piccoli che nel bidone della spazzatura non si sta buttando solo cibo, ma anche tutte le energie e le risorse ambientali utilizzate per coltivarlo, produrlo e trasportarlo fino alla nostra tavola.<br \/>\n\u201cEcco perch\u00e9 ridurre lo spreco alimentare &#8211; conclude Fina &#8211; significa anche fare qualcosa di concreto per la salvaguardia del pianeta che si sta lasciando in eredit\u00e0 ai nostri bambini, ai quali va insegnato a casa, cos\u00ec come a scuola, a non riempirsi la pancia solo con pasta al sugo e cotolette, ma ad apprezzare i tanti sapori e colori di cui \u00e8 ricca la dieta mediterranea. Imparare a mangiare bene e sano significa sprecare meno cibo e guadagnare pi\u00f9 salute\u201d.<\/p>\n<p>UFFICIO STAMPA ASL BRINDISI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buoni risultati a conclusione del progetto \u201cTricheco Zero Spreco &#8211; Il protagonista sei tu!\u201d per la lotta allo spreco nelle mense scolastiche, realizzato nello scorso anno dall\u2019unit\u00e0 operativa Igiene della Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione della Asl Brindisi, diretta da Pasquale Fina. \u201cIl progetto \u201cTricheco Zero Spreco\u201d &#8211; dice il dottor Fina &#8211; \u00e8 presente nel Catalogo regionale per la promozione della salute nella scuola ed \u00e8 stato sviluppato in via sperimentale in quattro plessi della scuola primaria di Brindisi: Don Milani, Bozzano, Deledda-Pertini e Rodari, con l\u2019obiettivo non solo di ridurre lo spreco alimentare, ma anche di azzerare l\u2019uso di plastica monouso nelle mense. 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