{"id":215420,"date":"2023-11-12T15:40:18","date_gmt":"2023-11-12T14:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=215420"},"modified":"2023-11-12T20:42:21","modified_gmt":"2023-11-12T19:42:21","slug":"solazzo-cisl-taranto-e-brindisi-analoghe-strategie-per-sviluppo-e-nuova-occupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/solazzo-cisl-taranto-e-brindisi-analoghe-strategie-per-sviluppo-e-nuova-occupazione\/","title":{"rendered":"Solazzo (Cisl): &#8220;Taranto e Brindisi, analoghe strategie per sviluppo e nuova occupazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>I recenti dati della Banca d\u2019Italia evidenziano l\u2019incertezza che caratterizza l\u2019economia e la crescita della Puglia e, con essa, di Taranto e di Brindisi, gi\u00e0 aree territoriali integrate in quella terra d\u2019Otranto che l\u2019avvento della dittatura fascista volle separare. Separazione che, probabilmente, ne ha indebolito la forza contrattuale necessaria per contare almeno quanto altre realt\u00e0 che nulla in pi\u00f9 possiedono, in bellezze naturali ed opportunit\u00e0 produttive; caratteristiche, quest\u2019ultime, che pur hanno reso strategiche le due realt\u00e0 del contesto nazionale ed europeo.<br \/>\nTra queste opportunit\u00e0 figurano a Taranto lo stabilimento siderurgico, tra i pi\u00f9 grandi d\u2019Europa ed a Brindisi la Centrale elettrica pi\u00f9 grande del nostro Paese, risultata essenziale per la stabilit\u00e0 del sistema elettrico nazionale.<br \/>\nEbbene, la storia dell\u2019ex Ilva, oggi Acciaierie D\u2019Italia, continua a caratterizzarsi come questione produttiva e occupazionale che genera diseconomie, lavoro precario, insicurezza sul lavoro, alterazione ambientale, relazioni sindacali incerte e conflittuali, tensioni nella comunit\u00e0 ionica; insomma un disastro! Eppure si continua a sostenere a parole &#8211; per noi invece \u00e8 un dato di fatto &#8211; che la transizione energetica, industriale, tecnologica e sociale non potrebbe prescindere da quella realt\u00e0 che implementa il Pil regionale e del Paese.<br \/>\nE\u2019 ora che si ascolti il grido di dolore di una intera comunit\u00e0 e dei circa 20mila lavoratori diretti e indiretti, affinch\u00e9 Invitalia, socio di minoranza ma certamente di maggior peso specifico in termini di responsabilit\u00e0 politica, istituzionale e sociale, richiami l\u2019altro socio Arcelor Mittal ai suoi doveri di responsabilit\u00e0, se credibilmente si considera Acciaierie D\u2019Italia azienda strategica per l\u2019economia del Paese (ex D.L. 2\/2023). Abbiamo sempre sostenuto, come Cisl, l\u2019importanza del settore industriale per lo sviluppo del territorio, perch\u00e9 \u00e8 a partire da esso che si crea valore aggiunto al sistema produttivo ed alla crescita economica; soprattutto se si concretizzano gli investimenti previsti dalla transizione energetica ed industriale che, solo per l\u2019ex Ilva, si quantificano in circa 5 mld di euro.<br \/>\nSi dia, dunque, corpo ad un piano industriale complessivo che contenga aspetti economici, produttivi, ambientali, occupazionali, anche ridisegnando un codice etico che includa diritti, doveri, responsabilit\u00e0 e rispetto reciproco di tutte le Parti in causa, pena il fallimento totale di un progetto industriale che non riguarda solo Taranto bens\u00ec la nazione intera.<br \/>\nAnalogo destino rischia di replicarsi a Brindisi, con il processo di de-carbonizzazione della centrale elettrica Federico II, sul quale giorni addietro si \u00e8 tenuto il Comitato di coordinamento (ex D.L.50\/2022), istituito con emendamento a firma degli Onn. D\u2019Attis e Battilocchio, per le Centrali a carbone di Brindisi e di Civitavecchia.<br \/>\nTale Comitato deve confermarsi, a nostro avviso, sede in cui valutare soluzioni per il rilancio delle attivit\u00e0 imprenditoriali ed occupazionali dell\u2019intera area industriale del territorio, coinvolgendo non solo Enel bens\u00ec tutti gli altri player presenti sul territorio, compresi quelli che prevedono investimenti all\u2019interno del porto e del retro porto. E vanno resi esigibili tutti i fabbisogni occupazionali in termini di quantit\u00e0 e qualit\u00e0. Da qui la nostra richiesta di un tavolo di sviluppo, dove siedono responsabilit\u00e0 e competenze, comprese quelle dell\u2019istruzione e della formazione, poich\u00e9 se parliamo di riqualificare il lavoro \u00e8 necessario mettere in campo le giuste professionalit\u00e0, del mondo della scuola, dell\u2019universit\u00e0, della ricerca, degli organismi bilaterali, ecc.<br \/>\nLa scelta di passare nelle mani del sindaco di Brindisi, il coordinamento del Comitato in questione, potrebbe velocizzare e trovare soluzioni praticabili e finanziabili, a condizione che non si perda la sensibilit\u00e0 e l\u2019attenzione del Governo nazionale verso tale vertenza importante, delicata ed inedita e che certamente non pu\u00f2 essere lasciata alle sole potenzialit\u00e0 del territorio.<br \/>\nQuanto, ancora, alla complessit\u00e0 del processo di de-carbonizzazione in itinere, come succitato, lo stesso non pu\u00f2 coinvolgere esclusivamente il perimetro societario dell\u2019Enel, perch\u00e9 rischierebbe di produrre scarsi risultati, in quanto interessa buona parte del sistema produttivo del territorio gravato da altre vertenze, tra cui la dichiarata chiusura di uno dei due impianti (il P9T) di LyondellBasell all\u2019interno del Petrolchimico.<br \/>\nPer questo, come Cisl, pi\u00f9 volte abbiamo chiesto un tavolo di sviluppo, per conoscere quali scelte di politica industriale intendono compiere i grandi player che per decenni hanno usufruito qui di mano d\u2019opera diretta ed indiretta, mentre oggi c\u2019\u00e8 chi pensa di fermare il treno dello sviluppo come se si fosse arrivati all\u2019ultima stazione, dopo aver raccolto tutti i frutti possibili. Va compreso, quindi, perch\u00e9 non vengano avviate le procedure propedeutiche agli investimenti, come ad esempio quelli di Enel Logistics, divenuti ormai uno slogan da evocare a cadenze stabilite.<br \/>\nChiediamo, pertanto, chiarezza sull\u2019imminente piano industriale di Enel e sulle concrete ricadute per Brindisi, auspicando che esso sia compatibile con i pesanti problemi occupazionali che gi\u00e0 si affacciano nell\u2019appalto e nell\u2019indotto di quella realt\u00e0; oltretutto, auspicheremmo una diversa impostazione programmatica in merito al phase out dal carbone per rispondere meglio ad una strategia energetica nazionale gi\u00e0 messa fortemente alla prova, dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e per i noti problemi di nostra dipendenza dal gas spostatasi dalla Russia ad altri Paesi a forte instabilit\u00e0 politica.<br \/>\nIn alternativa sarebbe opportuno rivedere la posizione di Terna ed investire nella riconversione delle unit\u00e0 a carbone con nuove unit\u00e0 a gas, se si intende realmente caratterizzarsi come hub energetico al centro del Mediterraneo ed essere riferimento strategico per i traffici turistici e soprattutto commerciali.<br \/>\nAllora, crediamo che serva responsabilit\u00e0, tanto sindacale quanto politico-istituzionale e del sistema produttivo, nell\u2019approccio alle delicatissime questioni fin qui esposte, senza demagogie n\u00e9 strumentalizzazioni. Purtroppo, a nostro avviso, a Brindisi e a Taranto si sta procedendo senza una linea guida chiara, trasparente, concreta e non si considera lo stato d\u2019animo di chi nelle rispettive realt\u00e0 produttive lavora traendone l\u2019unica fonte di reddito; senza tacere, altres\u00ec, sui rischi di irreversibilit\u00e0 se l\u2019incertezza produttiva ed occupazionale dovesse perpetrarsi rendendo definitivamente ingovernabili entrambi i sistemi produttivi.<br \/>\nSistemi e territori che richiedono analoghe strategie per sviluppo e nuova occupazione, quotidianamente interessati come sono da stati di agitazione e scioperi, storici strumenti democratici messi in campo dai sindacati confederali che, per\u00f2, innanzitutto rivendicano partecipazione, coinvolgimento e corresponsabilit\u00e0 sociale nelle scelte da compiere per il bene delle rispettive comunit\u00e0.<\/p>\n<p>di Gianfranco Solazzo<br \/>\nSegretario Generale Cisl Taranto Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I recenti dati della Banca d\u2019Italia evidenziano l\u2019incertezza che caratterizza l\u2019economia e la crescita della Puglia e, con essa, di Taranto e di Brindisi, gi\u00e0 aree territoriali integrate in quella terra d\u2019Otranto che l\u2019avvento della dittatura fascista volle separare. Separazione che, probabilmente, ne ha indebolito la forza contrattuale necessaria per contare almeno quanto altre realt\u00e0 che nulla in pi\u00f9 possiedono, in bellezze naturali ed opportunit\u00e0 produttive; caratteristiche, quest\u2019ultime, che pur hanno reso strategiche le due realt\u00e0 del contesto nazionale ed europeo. Tra queste opportunit\u00e0 figurano a Taranto lo stabilimento siderurgico, tra i pi\u00f9 grandi d\u2019Europa ed a Brindisi la Centrale elettrica pi\u00f9 grande del nostro Paese, risultata essenziale per la stabilit\u00e0 del sistema elettrico nazionale. Ebbene, la storia dell\u2019ex Ilva, oggi Acciaierie D\u2019Italia, continua a caratterizzarsi come questione produttiva e occupazionale che genera diseconomie, lavoro precario, insicurezza sul lavoro, alterazione ambientale, relazioni sindacali incerte e conflittuali, tensioni nella comunit\u00e0 ionica; insomma un disastro! Eppure si continua a sostenere a parole &#8211; per noi invece \u00e8 un dato di fatto &#8211;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":193033,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-215420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=215420"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":215421,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215420\/revisions\/215421"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/193033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=215420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=215420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=215420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}