{"id":217086,"date":"2023-12-14T13:29:22","date_gmt":"2023-12-14T12:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=217086"},"modified":"2023-12-14T17:05:26","modified_gmt":"2023-12-14T16:05:26","slug":"il-massacro-dellinnnocenza-venerdi-15-dicembre-aifo-ed-unitre-ostuni-presentano-il-libro-di-franco-colizzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-massacro-dellinnnocenza-venerdi-15-dicembre-aifo-ed-unitre-ostuni-presentano-il-libro-di-franco-colizzi\/","title":{"rendered":"Il massacro dell\u2019innnocenza: venerd\u00ec 15 dicembre AIFO ed UniTre Ostuni presentano il libro di Franco Colizzi"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 presentato domani Venerd\u00ec 15 Dicembre (inizio alle ore 17,00) presso l\u2019auditorium del Liceo Scientifico di Ostuni (Viale dello Sport) \u201cIl massacro degli innocenti\u201d (Manni Editori) di Franco Colizzi, scrittore e psichiatra, gi\u00e0 presidente nazionale dell\u2019AIFO. Dopo i saluti istituzionali di Lorenzo Cirasino (Presidente UniTre) e dell\u2019architetto Angelo Pomes (sindaco di Ostuni), dialogano con l\u2019autore commentando l\u2019opera il professor Nello Ciraci e don Angelo Ciccarese. Le scene sono curate dalla Compagnia teatrale del Liceo Classico \u201cL\u2019Officina del Sole\u201d, diretta dal professor Alessandro Fiorella.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019opera. L\u2019incubo ricorrente di un eccidio di bambini amareggia le notti del giovane Ges\u00f9, fino a quando scopre della strage degli innocenti ordinata da Erode. In Ges\u00f9, il sopravvissuto, l\u2019incubo trapassa in un immenso sogno: annunciare il Regno della nuova innocenza. La sua predicazione per\u00f2 esige che egli stesso venga ucciso. Il sacrificio di Cristo sulla croce baster\u00e0 a porre termine ai massacri e agli abusi dell\u2019infanzia? Un dramma in tre atti che partendo dalla storia dei Vangeli ci parla dell&#8217;oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riflessioni sul testo di Don Angelo Ciccarese<br \/>\nConfessavo gi\u00e0 in un messaggio del primo maggio rivolto a Franco, alcune delle emozioni suscitate in me dalla lettura di questo testo.<br \/>\nL\u2019ho riletto una seconda volta per questo incontro e la forza delle emozioni della prima lettura non si sono affievolite. Chiaramente non mi fermo sulla forma scelta di una impostazione teatrale perch\u00e9 non ho la minima competenza in materia. Qualche parola sui contenuti o, per meglio dire, sul contenuto provo a dirla. Sono consapevole che porto con me il condizionamento del mio bagaglio culturale e della mia vita. Prover\u00f2 a far emergere il filo conduttore della trama che mi ha appassionato anche perch\u00e9, man mano che scorrevo il testo dicevo a me stesso: qui c\u2019\u00e8 tanto di Franco con la sua ansia di ricerca non solo intellettuale, ma operativa sempre alla scoperta di quel mistero grande che \u00e8 l\u2019uomo a tutte le latitudini del pianeta. E che tu ben conosci.<br \/>\nMi sembra di poter leggere in profondit\u00e0 una domanda, una denuncia, una prospettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La DOMANDA. E\u2019 l\u2019eterno interrogativo che ci abita ogni volta che un male fisico o morale ci tocca personalmente o come abitanti di questa casa comune che \u00e8 il mondo e l\u2019umanit\u00e0. Questa domanda diventa pi\u00f9 acuta quando il male non capita per caso, ma \u00e8 un male prodotto, causato deliberatamente, frutto di scelte spesso immotivate e irrazionali. La domanda raggiunge l\u2019acme quando il male procurato tocca i fanciulli, i deboli, gli indifesi.<br \/>\nNel testo in esame la domanda prende lo spunto da un fatto raccontato nel Vangelo di Matteo: la strage degli Innocenti.<br \/>\nChi \u00e8 tormentato dalla domanda, vivendola spesso come un senso di colpa, anzi come un incubo che lo segue in ogni momento, \u00e8 lo stesso Ges\u00f9, chiamato nel testo con il suo nome in aramaico Yeshu\u00e0. E ha bisogno di capire: per questo lo chiede a Giuseppe, il padre putativo, lo chiede a Giovanni Battista. La risposta la trovano insieme Giovanni e Ges\u00f9 nell\u2019incontro con un betlemita mutilato di un braccio che rivela ci\u00f2 che \u00e8 successo tanti anni prima per mano di Erode il Grande. E\u2019 impressionante la descrizione dell\u2019atto di autocoscienza di Ges\u00f9 dopo aver conosciuto la verit\u00e0: \u201cNoi soprattutto ora, non siamo innocenti. Sappiamo cosa \u00e8 successo a Betlemme. E sappiamo di saperlo\u201d. La domanda ritorna soprattutto in una intensa e drammatica preghiera al Padre: Ges\u00f9 si presenta solo con il suo tormento e si trova davanti il silenzio di Dio, il Padre. Ges\u00f9 \u00e8 venuto a conoscenza della morte di Giovanni Battista e legge quella morte come il penultimo anello della strage iniziata tanti anni fa. Con dolore confessa: \u201cResto l\u2019ultimo salvato\u201d. Nel silenzio di Dio e nel tormento della sua coscienza Ges\u00f9 domanda al Padre quale sar\u00e0 la sua missione: \u201cChe io annunci il tuo Regno tra lutti crudeli e feroci lotte. Poi versare il mio sangue. Morire \u2026 Per tutti?&#8230; Come vuoi Tu, Padre\u201d. Sembra che la sua morte debba raccogliere tutte le altre morti, che egli stesso diventi vittima innocente.<br \/>\nQuesta intensa ricerca di Ges\u00f9 assume un carattere di universalit\u00e0 quando una delle madri di Betlemme, dopo aver ricordato le profezie relative al Messia in Isaia, in Michea e in Geremia, come rivolgendosi al solo Ges\u00f9 avvia un canto alla verit\u00e0 che parte da ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto per mano di Erode, attraversa il tormento di Ges\u00f9 e si apre ad una prospettiva pi\u00f9 grande, quasi infinita, che avvolge tutto e tutti nello scorrere del tempo, presente e futuro: \u201cLa verit\u00e0 ti raggiunger\u00e0 dall\u2019al di l\u00e0 della coscienza. Ti far\u00e0 male, soffrirai, ma ti far\u00e0 libero e convertirai l\u2019amaro in dolce \u2026 Sarai tu, per sempre il Cristo che attraversa gli spazi del cosmo. E della verit\u00e0 farai un dono universale\u201d (Pag. 34).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA DENUNCIA. La sofferenza procurata non \u00e8 mai casuale. Nasce nel cuore di uomini e donne dominati dal sospetto e dalla paura, dal timore di veder compromessi traguardi raggiunti o fette di potere conquistati, considerati come il massimo traguardo della vita, l\u2019idolo della propria esistenza, l\u2019altare del proprio IO. Ci sono due personaggi che incarnano l\u2019idolatria del potere come bene supremo: Erode il Grande ed Erode Antipa. La scena seconda ha livelli di una drammaticit\u00e0 assoluta. Il testo di Mt recita cosi: \u201cNato Ges\u00f9 a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: \u2018Dov\u2019\u00e8 colui che \u00e8 nato, il Re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo\u2019\u201d All\u2019udire questo il re Erode rest\u00f2 turbato e con lui tutta Gerusalemme\u201d (Mt 2,1-3). La seconda scena analizza la portata del \u201cturbamento\u201d registrato nel vangelo e prende le mosse dal momento in cui i Magi non ritornano da Erode e fanno ritorno al loro Paese per un altro itinerario. Erode, presentato in preda a un cancro che lo divora, vive tutti i colori del turbamento indicato sommariamente dal vangelo. Al Gran Consigliere, esprime la sua rabbia per essere stato preso in giro dai magi, rimugina ci\u00f2 che le Scritture dicono del presunto Messia e prova a banalizzarle, la sola idea che una sola delle profezie possa essere vera lo fa impazzire, il non sapere dove siano andati a finire i Magi dopo la visita lo rende furioso. Al di sopra di ogni sentimento lo divora la paura ossessiva per la possibilit\u00e0 di perdere il trono. Non fa misteri di aver ucciso tre dei suoi figli sospettati di essersi augurati una morte prematura del padre. E giunge alla conclusione: il suo trono, frutto della sua grandeur, deve rimanere al sicuro e l\u2019unica strada per raggiungere lo scopo \u00e8 quella di togliere di mezzo tutti i bambini appena nati. Per essere ancora pi\u00f9 sicuro: tutti i bambini da due anni in gi\u00f9. Invano il gran consigliere gli fa intravvedere il giudizio pesante della storia futura: Erode il Grande re di un eccidio di innocenti. Non intende ragioni e fa due affermazioni che sono il manifesto universale di quanti lungo i secoli non hanno mai avuto piet\u00e0 dei bambini: \u201cOgni bambino pu\u00f2 diventare un pericolo per il potere regale, un futuro sobillatore del popolo, un ribelle senza legge \u2026 per chi deve regnare, dominare un popolo, nessun bambino, nessuno, nemmeno un figlio, \u00e8 innocente\u201d (pgg.27-28). Non ho potuto fare a meno di fermarmi: troppo forte il manifesto, ma terribilmente vero. Ho rivisto i forni crematori in funzione, la bambina vietnamita colpita dal napalm, i corpicini abbandonati sui bordi della strada dalla follia dei Kmerr Rossi, i bambini uccisi dalla fame. Oggi le migliaia di bambini rastrellati dalle milizie di Putin, i bambini abusati. Ci sono due manifestazioni della nostra societ\u00e0 del benessere che mi fanno pi\u00f9 male perch\u00e8 conosciuti e tollerati: il vergognoso turismo sessuale e la tratta di adulti e bambini usati come mezzi di ricambio per tanti trapianti di organi non troppo clandestini. Un\u2019ultima testimonianza di questi giorni riportata dal Corriere della sera il 14 agosto 2023: \u201cAi piccoli angeli che tanto presto hanno subito la crudelt\u00e0 degli uomini\u201d. E\u2019 la scritta posta sul Monumento eretto a Kharkiv per gli oltre 500 bambini morti dall\u2019inizio della guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA PROPOSTA. Il racconto \u00e8 avvincente perch\u00e9 \u00e8 dolente per il mistero della sofferenza e il massacro degli innocenti, ma apre uno squarcio di speranza per un futuro che \u00e8 anche il nostro presente. Il percorso ha inizio dopo che Giovanni Battista e Ges\u00f9 hanno avuto conferma dal Betlemita mutilato della verit\u00e0 dell\u2019eccidio. In una rilettura laica della Istituzione dell\u2019Eucaristia i due fanno memoria del sangue innocente versato \u201ccome se fossero qui con noi\u201d. Ma sentono che non basta fare memoria: occorre una missione da svolgere. Nessuno dei due sa con certezza qual \u00e8. Ma sullo sfondo c\u2019\u00e8 una invocazione che nasce dall\u2019Eucaristia: \u201cPossa essere questo il pane della vita eterna. E che nessuno tocchi pi\u00f9, per mano d\u2019uomo, una vita non vissuta\u201d (pag.49). la missione comincia a prendere forma quando nella rievocazione del battesimo, Ges\u00f9 spiega il battesimo che riceve cos\u00ec: \u201cPurificami, Giovanni, fammi diventare come un Bambino. Fammi entrare in una nuova vita, dammi una nuova innocenza\u201d (pg.52). Questa richiesta assume la forma di un programma di vita, una rilettura dell\u2019annuncio del regno di Dio, anzi il suo nucleo essenziale nella scena successiva. Gli apostoli hanno discusso animatamente chi possa essere tra di loro il primo. Lo sfondo biblico della scena \u00e8, mi sembra, l\u2019ultima cena e in parte il momento del giudizio di Ges\u00f9 davanti a Pilato. Lo scontro tra le ambizioni degli apostoli e la tentazione del potere \u00e8 troppo forte. Da una parte il potere cos\u00ec com\u2019\u00e8 e come \u00e8 desiderato, e dall\u2019altra i segni del regno di Dio. Ges\u00f9 in questo dialogo rovescia la prospettiva: il potere non \u00e8 quello della forza che annulla il proprio simile e uccide in vari modi, ma quello degli ultimi, di chi si fa prossimo per essere primi nel regno di Dio. E c\u2019\u00e8 una visione estatica della presenza dei primi nel Regno: \u201c\u201dChi accoglie me, in verit\u00e0, sar\u00e0 un \u201cprimo\u201d. Ma nell\u2019infinito Regno di Dio tutti i \u201cprimi\u201d saranno indistinguibili tra di loro, in una eterna fraternit\u00e0 dove ogni potere sar\u00e0 estinto. Ognuno \u00e8 un \u201cprimo\u201d, perch\u00e9 unico e irripetibile, E come io vi amo, tutti insieme e uno per uno. Amatevi allora, tra \u201cprimi\u201d come vi amo io\u201d (pagg58-59). E nella scena successiva Ges\u00f9 rincara la dose e ricentra sulla innocenza e nell\u2019amore la sintesi del vangelo del regno. Si tratta di una riflessione sulla natura del regno originata dalla presenza chiassosa dei bambini. Gli apostoli li vogliono allontanare. Ges\u00f9 chiede che stiano con loro e vicini a Lui. Giuda \u00e8 presentato come il simbolo di chi vuole un regno terreno visibile e forte. Ges\u00f9 lo delude, come in parte anche gli altri apostoli. Dopo aver ricordato le tante vittime innocenti per mano degli uomini, Ges\u00f9 rivela qual\u2019\u00e8 la vera missione del regno di Dio: \u201cIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi ripeto che la loro innocenza \u00e8 il miracolo da onorare, il tesoro pi\u00f9 grande che possano disporre gli uomini sulla Terra, amandosi l\u2019un l\u2019altro come io amo voi. E anche l\u2019unico potere che pu\u00f2 rigenerare i poteri perversi, quelli che opprimono, dominano, affamano, uccidono \u2026 La liberazione \u00e8 camminare verso la nuova innocenza\u201d. (pagg. 68-69) La nuova innocenza! Questo \u00e8 davvero il centro del vangelo annunziato da Ges\u00f9 nei vangeli, il fulcro della vita credente: \u201cAllora Ges\u00f9 chiam\u00f2 a s\u00e9 un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: \u201dSe non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perci\u00f2 chiunque diventer\u00e0 piccolo come questo bambino sar\u00e0 il pi\u00f9 grande nel Regno dei cieli\u201d (Mt 18,1-5)<br \/>\nA un dottore delle Legge, Nicodemo, che faceva le rimostranze di fronte a questa prospettiva, Ges\u00f9 spieg\u00f2 che non si trattava di rimettere indietro le lancette del tempo. Si tratta di una visione: di s\u00e9, del progetto della propria vita, di quella degli altri, del sapore da dare alla storia, alle opere e ai giorni. Convertirsi e diventare. Si tratta di un processo in cui \u00e8 in ballo la qualit\u00e0 dell\u2019essere persone umane in un mondo che pu\u00f2 e deve diventare pi\u00f9 umano. Il Salmo 15 cos\u00ec descrive questo processo che abbraccia tutta la vita:<br \/>\nSignore, chi abiter\u00e0 nella tua tenda?<br \/>\nChi dimorer\u00e0 sulla tua santa montagna?<\/p>\n<p>Colui che cammina senza colpa,<br \/>\npratica la giustizia<br \/>\ne dice la verit\u00e0 che ha nel cuore,<br \/>\nnon sparge calunnie con la sua lingua,<br \/>\nnon fa danno al suo prossimo<br \/>\ne non lancia insulti al suo vicino.<\/p>\n<p>Ai suoi occhi \u00e8 spregevole il malvagio,<br \/>\nma onora chi teme il Signore.<\/p>\n<p>Anche se ha giurato a proprio danno<br \/>\nmantiene la parola;<br \/>\nnon presta il suo denaro a usura<br \/>\ne non accetta doni contro l\u2019innocente.<\/p>\n<p>Colui che cammina in questo modo<br \/>\nrester\u00e0 saldo per sempre.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019ultima scena, fatta di poche parole e di gesti carichi di silenzio e di cura verso i bambini vittime innocenti, ha al centro la Madre di Ges\u00f9 che recita una versione parafrasata del Padre nostro. Poi i bambini scendono dal palco e sciamano tra il pubblico, facendo alzare gli adulti e chiedendo loro con un panno bianco di asciugare simbolicamente il sangue di tanti innocenti in un lungo abbraccio in silenzio. Insieme poi ritornano in mezzo al pubblico per invitare a scambiarsi un segno di pace a piacere. Questa chiusa del testo mi ha dato l\u2019impressione che l\u2019Autore abbia voluto affidare al lettore e ai presenti dei compiti a casa. Non basta l\u2019emozione scenica. Il percorso interiore di chi crede semplicemente nella bellezza e grandezza della propria umanit\u00e0 e quello di chi cerca di prendere sul serio il vangelo di Ges\u00f9 si incontrano sulla centralit\u00e0 della innocenza, del diventare piccoli e bambini per scelta. Questo centro possibile della vita e della storia non pu\u00f2 esaurirsi nella emozione scenica conclusiva. La vera battaglia non si scioglie in un applauso, ma richiede la lotta giornaliera per seminare segni e gesti possibili, alla nostra portata perch\u00e9 la \u201cnuova innocenza\u201d da sogno diventi possibilit\u00e0 e realt\u00e0: \u201cSe tutti facciamo qualcosa, avremo fatto molto\u201d (Beato Martire d. Pino Puglisi)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 presentato domani Venerd\u00ec 15 Dicembre (inizio alle ore 17,00) presso l\u2019auditorium del Liceo Scientifico di Ostuni (Viale dello Sport) \u201cIl massacro degli innocenti\u201d (Manni Editori) di Franco Colizzi, scrittore e psichiatra, gi\u00e0 presidente nazionale dell\u2019AIFO. Dopo i saluti istituzionali di Lorenzo Cirasino (Presidente UniTre) e dell\u2019architetto Angelo Pomes (sindaco di Ostuni), dialogano con l\u2019autore commentando l\u2019opera il professor Nello Ciraci e don Angelo Ciccarese. 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