{"id":217455,"date":"2023-12-19T09:35:17","date_gmt":"2023-12-19T08:35:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=217455"},"modified":"2023-12-19T09:35:17","modified_gmt":"2023-12-19T08:35:17","slug":"antonino-un-patto-per-lo-sviluppo-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/antonino-un-patto-per-lo-sviluppo-di-brindisi\/","title":{"rendered":"Antonino: &#8220;Un Patto per lo sviluppo di Brindisi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il ruolo istituzionale ricoperto spesso mi impedisce di intervenire sui temi che pi\u00f9 animano il dibattito nella citt\u00e0.<br \/>\nLa situazione di profonda crisi che si trova ad affrontare ancora una volta Brindisi impone, per\u00f2, a ciascuno di noi alcune riflessioni.<br \/>\nRitengo che una possibile via di uscita dalle difficolt\u00e0 sia quella della sottoscrizione di un Patto per lo sviluppo di Brindisi capace di coordinare gli sforzi degli attori istituzionali e delle rappresentanze economiche e sociali e orientato alla elaborazione di un programma organico di sviluppo del territorio idoneo ad affrontare le sfide con cui Brindisi dovr\u00e0 misurarsi nei prossimi anni e a dare risposte alla grave crisi economica ed occupazionale che investe la nostra citt\u00e0.<br \/>\nE tanto mettendo da parte le appartenenze politiche ma sforzandoci, tutti insieme, di dare un contributo anche individuando i possibili strumenti normativi di intervento, evidenziando alcune aree di crisi, proponendo soluzioni per far fronte ai problemi che gi\u00e0 ci sono e che si aggraveranno con la programmata dismissione della Centrale ENEL di Cerano.<br \/>\nPiuttosto che sfiancarci in discussioni defatiganti su singole proposte di intervento, su tutte il deposito di GNL che vorrebbe realizzare EDISON nel porto di Brindisi, converrebbe dapprima delineare una cornice del possibile progetto di sviluppo e di volta in volta verificare se la singola iniziativa, quale che sia il privato o l\u2019Ente proponente, sia conforme alle linee di indirizzo che si sono adottate.<br \/>\nBrindisi ha gi\u00e0 dimostrato in passato di saper trovare forti momenti di coesione politica e sociale che hanno consentito la realizzazione di interventi coordinati sul nostro territorio, capaci di consentire il superamento delle crisi congiunturali con cui periodicamente la nostra citt\u00e0 si \u00e8 trovata a doversi misurare.<br \/>\nIntendo riferirmi, in particolare, al Patto territoriale di Brindisi del 1997 che vide coinvolti ben 12 comuni ed una partecipazione attiva della locale Confindustria oltre che delle Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL.<br \/>\nObiettivo del Patto territoriale di Brindisi era il rilancio occupazionale, economico e sociale in un\u2019area che, allora come oggi, registrava una grave crisi, favorendo percorsi di crescita del territorio attraverso iniziative di promozione industriale, valorizzazione delle risorse umane e potenziamento delle infrastrutture di supporto alle attivit\u00e0 economiche.<br \/>\nAll\u2019epoca i principali settori di intervento furono l\u2019industria, con una attenzione particolare al segmento della chimica e della plastica, l\u2019agroalimentare e le attivit\u00e0 connesse al porto.<br \/>\nIl Patto prevedeva inizialmente 42 iniziative imprenditoriali, con una occupazione prevista di circa 500 unit\u00e0, di cui solo 12, purtroppo, furono poi effettivamente realizzate.<br \/>\nAltro esempio di intervento coordinato fu il Patto territoriale per l\u2019agricoltura ed il turismo rurale della provincia di Brindisi, approvato dal Ministero delle Attivit\u00e0 Produttive nel 2002, che vide come soggetto gestore la Camera di Commercio ed  il coinvolgimento di tutte le Associazioni del mondo agricolo oltre che della Confindustria e delle Organizzazioni Sindacali e del Parco Scientifico e Tecnologico PASTIS-CNSRM.<br \/>\nIn questo caso furono 116 le iniziative imprenditoriali inizialmente previste, di cui 110 effettivamente realizzate.<br \/>\nL\u2019obiettivo era quello di diversificare i processi colturali in atto anche con l\u2019introduzione di processi innovativi nella raccolta dei prodotti e nella loro trasformazione.<br \/>\nNon meno importante, quanto alla capacit\u00e0 dimostrata dal territorio di trovare momenti di grande coesione politica e sociale, fu l\u2019Accordo di programma per l\u2019attuazione coordinata dell\u2019intervento nell\u2019area di crisi industriale di Brindisi, sottoscritto il 2 agosto del 2006 tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro, la Regione Puglia, Sviluppo Italia e Confindustria Brindisi ma che vide la partecipazione attiva anche degli Enti Locali e delle Organizzazioni Sindacali.<br \/>\nIn questo ultimo caso obiettivo dell\u2019Accordo era quello di fornire risposte adeguate, in termini economici ed occupazionali, alla grave crisi che aveva colpito il comparto della chimica a Brindisi con la chiusura degli impianti EVC e DOW.<br \/>\nMi sembra che sia nuovamente giunto il momento per dar vita ad una azione coordinata di crescita del territorio.<br \/>\nNon si tratta tanto di invocare finanziamenti a pioggia, estremamente improbabili, attese le difficolt\u00e0 economiche in cui si dibatte il nostro Paese, con risorse sempre pi\u00f9 esigue da destinare agli investimenti pubblici ad eccezione di quelle previste dal PNRR, quanto piuttosto di saper mettere a regime la dotazione infrastrutturale di cui Brindisi gi\u00e0 dispone; di liberare gli eventuali investimenti gi\u00e0 programmati dalle pastoie burocratiche in cui sono rimasti impigliati; di favorire le iniziative imprenditoriali garantendo tempi certi di rilascio delle autorizzazioni; di far si che anche il territorio di Brindisi utilizzi al meglio le risorse che la Regione Puglia gi\u00e0 pone a disposizione di quanti intendono avviare nuove attivit\u00e0 o ampliare quelle gi\u00e0 esistenti.<br \/>\nAvviare un\u2019azione di marketing localizzativo e di attrazione di investimenti; predisporre un \u201ckit localizzativo\u201d a complemento delle azioni gi\u00e0 previste nell\u2019ambito delle ZES;  rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato anche nella realizzazione delle opere pubbliche attraverso procedure trasparenti di selezione dei partners; liberarsi dai condizionamenti di una struttura burocratica spesso incline ad opporre rifiuti ad ogni possibile iniziativa imprenditoriale, recuperando il ruolo di indirizzo e controllo che la Legge assegna agli Organi di espressione politica: \u00e8 questa la vera sfida che devono saper cogliere anche gli Enti Locali, ed in primis il Comune, per divenire essi stessi attori dello sviluppo del territorio.<\/p>\n<p>Gabriele ANTONINO<br \/>\nPresidente del Consiglio Comunale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ruolo istituzionale ricoperto spesso mi impedisce di intervenire sui temi che pi\u00f9 animano il dibattito nella citt\u00e0. La situazione di profonda crisi che si trova ad affrontare ancora una volta Brindisi impone, per\u00f2, a ciascuno di noi alcune riflessioni. Ritengo che una possibile via di uscita dalle difficolt\u00e0 sia quella della sottoscrizione di un Patto per lo sviluppo di Brindisi capace di coordinare gli sforzi degli attori istituzionali e delle rappresentanze economiche e sociali e orientato alla elaborazione di un programma organico di sviluppo del territorio idoneo ad affrontare le sfide con cui Brindisi dovr\u00e0 misurarsi nei prossimi anni e a dare risposte alla grave crisi economica ed occupazionale che investe la nostra citt\u00e0. E tanto mettendo da parte le appartenenze politiche ma sforzandoci, tutti insieme, di dare un contributo anche individuando i possibili strumenti normativi di intervento, evidenziando alcune aree di crisi, proponendo soluzioni per far fronte ai problemi che gi\u00e0 ci sono e che si aggraveranno con la programmata dismissione della Centrale ENEL di Cerano. 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