{"id":217800,"date":"2023-12-27T12:17:46","date_gmt":"2023-12-27T11:17:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=217800"},"modified":"2023-12-27T12:17:46","modified_gmt":"2023-12-27T11:17:46","slug":"barocco-festival-leonardo-leo-venerdi-29-alla-cattedrale-bach-e-la-dimensione-musicale-della-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/barocco-festival-leonardo-leo-venerdi-29-alla-cattedrale-bach-e-la-dimensione-musicale-della-bellezza\/","title":{"rendered":"Barocco Festival Leonardo Leo: Venerd\u00ec 29 alla Cattedrale &#8220;Bach e la dimensione musicale della bellezza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Sugli ultimi rintocchi del 2023 torna il \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d, nella sua speciale edizione \u201cIn winter\u201d, per restituire ancora un pezzo di bellezza in musica nel segno di Leonardo Leo. La proposta invernale del Festival \u00e8 prodotta dalla Citt\u00e0 di San Vito dei Normanni con il Comune di Brindisi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia. Al centro ancora il musicista tra i maggiori esponenti della Scuola Napoletana del XVIII secolo con natali a San Vito dei Normanni per una finestra che si rinnova nel segno dei pi\u00f9 affermati interpreti del repertorio barocco.<\/p>\n<p>Ultimo appuntamento del trittico invernale del Festival a Brindisi, venerd\u00ec 29 dicembre, alle ore 20, nella Basilica Cattedrale (ingresso gratuito). Protagonista l\u2019orchestra barocca \u201cLa Confraternita de\u2019 Musici\u201d, diretta al cembalo da Cosimo Prontera, con un programma dal titolo \u201cPura bellezza\u201d dedicato a Johann Sebastian Bach, il compositore di Lipsia che realizz\u00f2 una sintesi geniale tra gli stili musicali dell\u2019Europa barocca. La sua opera, che include la raffinazione di forme come la suite, il concerto e la cantata, ha avuto un impatto duraturo sulla musica occidentale per profondit\u00e0 emotiva e rigore strutturale. La musica di Bach continua a influenzare generazioni di musicisti e compositori. Nel programma la \u201cPrima Suite\u201d per orchestra, scritta a K\u00f6then quando Bach era maestro di\u00a0cappella alla corte del principe Leopoldo (intorno al 1719), appassionato e abile musicista. Durante questo periodo, Bach ebbe l\u2019opportunit\u00e0 di esplorare pienamente le forme musicali del Concerto italiano e della Suite francese: l\u2019incarico escludeva infatti la produzione di musica da chiesa richiedendo l\u2019esecuzione di tutto quel repertorio pi\u00f9 consono alle esigenze, anche mondane e celebrative, di una corte prestigiosa. La composizione incarna magnificamente lo stile e l\u2019estetica della musica barocca, influenzata dalla moda francese del XVII secolo. L\u2019opera, parte di un corpus di quattro ouvertures scritte da Bach, rappresenta una fusione di stili e forme francesi e tedesche, caratteristica delle corti tedesche dell\u2019epoca che guardavano a Versailles come modello di riferimento.<\/p>\n<p>Segue il \u201cConcerto per violino e oboe\u201d, di cui il manoscritto originale non esiste, ma Bach nel 1736 ne aveva fatto una trascrizione per due clavicembali e orchestra per le esigenze del Collegium Musicum di Lipsia. Il lavoro filologico di Wilfried Fischer, che nel 1966 aveva presentato ad Amburgo uno studio intitolato \u201cPossibilit\u00e0 e limiti di una ricostruzione dei concerti strumentali scomparsi di Johann Sebastian Bach\u201d, ha portato alla ricostruzione dei concerti originali riconducibili alle trascrizioni bachiane degli anni trenta del XVIII secolo; dal 1970, i concerti ricostruiti sono parte integrante del volume VII della\u00a0Neue Bach Ausgabe. Il \u201cConcerto per violino e oboe\u201d risponde a quel modello \u201cvivaldiano\u201d con cui Bach aveva familiarizzato nel periodo di Weimar: dal veneziano aveva appreso la chiarezza espositiva, l\u2019ordine del discorso musicale, la limpidezza e l\u2019equilibrio dell&#8217;insieme. Tutti quegli elementi, insomma, che avevano contribuito alla definitiva consacrazione del \u201cconcerto barocco\u201d: in pi\u00f9, nelle mani di Bach, l\u2019architettura italiana si arricchiva di quegli elementi tipici della sua geniale originalit\u00e0 compositiva, legata soprattutto alla mirabile conoscenza contrappuntistica.<\/p>\n<p>L\u2019ultima parte del programma \u00e8 dedicata al primo \u201cConcerto Brandeburghese\u201d, scritto nel 1722 e pubblicato a Lipsia nel 1850, una delle pi\u00f9 brillanti e note delle sei composizioni che portano al massimo livello il genere del concerto grosso. Il lavoro si inserisce in un contesto storico e personale di grande rilevanza per il compositore di Eisenach. In questo periodo, l\u2019Europa musicale barocca era in pieno fermento, e in Germania, in particolare, viveva un\u2019epoca d&#8217;oro. Mentre compositori come H\u00e4ndel e Telemann figuravano l\u2019orizzonte musicale, Bach, nel suo ruolo di Kapellmeister alla corte del principe Leopoldo, trovava il milieu migliore per la sperimentazione e l\u2019innovazione liberando la sua capacit\u00e0 di fondere stili e forme diverse. La combinazione di strumenti &#8211; corni da caccia, oboi, fagotto, violino piccolo e archi &#8211; risente dell\u2019influenza italiana del concerto grosso e delle sonate da camera, in pi\u00f9 arricchita da un contrappunto e una struttura decisamente tedeschi. Il Concerto, cos\u00ec come l\u2019intera collezione dei Brandeburghesi, testimonia in modo compiuto non solo l\u2019arte ma anche la personalit\u00e0 di Bach: la sua profonda religiosit\u00e0, il lavoro instancabile e rigoroso e la capacit\u00e0 di integrare influenze italiane, francesi e tedesche in uno stile singolare. In questo senso, il Concerto Brandeburghese no. 1 non \u00e8 solo un capolavoro musicale, ma anche un frammento della vita e del tempo di Bach, una stagione nella quale la genialit\u00e0 del compositore si esprimeva in una straordinaria somma di influenze culturali e musicali.<\/p>\n<p>SUITE PER ORCHESTRA No. 1 BWV 1066<br \/>\nOverture, Courante, Gavotte 1 &#038; 2, Forlane<br \/>\nMinuet 1 &#038; 2, Bourr\u00e9e 1 &#038; 2, Passepied 1 &#038; 2<\/p>\n<p>CONCERTO PER VIOLINO E OBOE in RE min. BWV 1060R<br \/>\nAllegro, Largo ovvero Adagio, Allegro<\/p>\n<p>CONCERTO BRANDEBURGHESE No. 1 in FA magg. BWV 1046<br \/>\nAllegro, Adagio, Allegro, IV Menuetto, Trio I, Polacca, Trio II<\/p>\n<p>Orchestra barocca LA CONFRATERNITA DE\u2019 MUSICI<br \/>\nCosimo Prontera cembalo e direzione<\/p>\n<p>Daniela Nuzzoli* violino principale<br \/>\nAlberto Caponi, Angelo Basile violini I<br \/>\nFederico Valerio, Giovanni Rota, Chiara Di Giorgio violini II<br \/>\nPaolo Castellitto, Francesco Masi viole<br \/>\nFabio De Leonardis, Cristiano Rodilosso violoncelli<br \/>\nMaurizio Ria violone<br \/>\nFabio Onofri*, Cesare Pierozzi, Luca Marino oboi<br \/>\nDavide Citera, Alessandro Gornati corni<br \/>\nLuca Franceschelli fagotto<\/p>\n<p>* Solisti<\/p>\n<p>Ufficio Stampa \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d<br \/>\nwww.baroccofestival.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sugli ultimi rintocchi del 2023 torna il \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d, nella sua speciale edizione \u201cIn winter\u201d, per restituire ancora un pezzo di bellezza in musica nel segno di Leonardo Leo. 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